Sempre sull’amore le passioni e la liberta’
Queste riflessioni che solo apparentemente esulano dal tema del blog, sono nate un po casualmente da un commento ad un mio post di Una persona intorno e dalla lettura di un articolo molto bello dalla rivista Internazionale :”La morale degli avvoltoi”. Premetto che il tema e’ complesso e che nonostante i miei sforzi per avere un’idea lineare della faccenda, non ci sono riuscito anche alla luce di alcuni episodi recentissimi che mi hanno toccato.
La passione, si credo che la passione sia il motore un po di tutte le attivita’ umane, passione per un’arte, passione per un’altra persona, passione per l’umanita’, passione per il proprio lavoro , e certamente qualsiasi passione e’ avida, ti divora energie e richiede dedizione assoluta, probabilmente irrazionale. Non tutti sono capaci di provare passione nella loro vita , certamente non in ogni momento della propria esistenza. E’ quindi sicuramente vero che nelle vie di mezzo non c’e’ passione, non c’e’ via di mezzo nel compromesso e nel quieto vivere, amare una persona significa davvero avere il coraggio di amarla con tutte le proprie forze senza desiderare nient’altro che il bene dell’altra persona. Tutto molto bello ma assolutamente ideale, essere capaci di questo annullamento del proprio desiderio richiede una specie di passione che oserei definire mistica, probabilmente poche anime elette sono in grado di provare realmente per lunghi periodi questo tipo di sublimazione della propria passione, ed effettivamente questa passione rende liberi, non desiderando nulla per se , desiderando solo donare la propria energia si acquista una buona dose di liberta’, un richiamo un po taoista, provare un desiderio cosi’ forte per un’altra persona , talmente forte da avere l’effetto di svuotare, se non hai nessuna aspettativa, non puoi star male per una delusione. Altro aspetto e’ quanto a lungo puo’ durare una passione al massimo della sua intensita’, l’amore rende coraggiosi e’ vero almeno nelle sue fasi iniziali, ma nelle fasi iniziali quanto e’ reale quello che vediamo e quanto e’ proiezione delle nostre aspettative sull’altra persona, ed una volta raggiunto l’obbiettivo, cioe’ la soddisfazione della passione, quanto a lungo puo’ durare realmente questo idillio metafisico ?
Non credo una passione anche la piu’ vera e forte, specialmente quando ricambiata e soddisfatta possa resistere alle intemperie della quotidianita’ della razionalita’. Diverso e’ il discorso della passione per esempio per la musica, avere una passione fortissima per un qualcosa di intangibile, porta ad un desiderio costante di possedere di comprendere , cosa non possibile per definizione, e quindi ad un rinnovarsi continuo del desiderio e della passione, inoltre avere una passione per qualcosa di intangibile automaticamente vive delle nostre proiezioni mentali, siamo noi a dare un aspetto ed una vita propria all’oggetto del nostro desiderio, con poche probabilita’ di rimanerne scottati perche’ non esiste un modo certo di sconfessare quelle proiezioni. Ed in questo senso non c’e’ liberta’ perche’ in un modo tutto particolare si rimane imbrigliati nei propri pensieri nelle proprie proiezioni. Effettivamente essere un avvoltoio lascia grandi margini di liberta’ ma senza alcuna passione, il sapere a priori di essere sgradevoli e non bene accetti, fa perdere gran parte del desiderio di provare passione, un avvoltoio non prova passione, ed effettivamente e’ libero di fare la sua vita, in quanto nessuno ha delle aspettative su di lui. Ma la vita inevitabilmente porta a dei giochi di seduzione passiva ed attiva, ed e’ realmente impossibile vivere la propria vita senza il desiderio di approvazione ed accettazione del proprio io da parte degli altri, quindi la morale dell’avvoltoio non e’ praticabile nella realta’, come non e’ praticabile il concetto di liberta’. La liberta’ presuppone una passione incondizionata di dono assoluto, un azzeramento delle proprie aspettative che si nutre della sola forza della passione stessa.
Beh mi sembra di aver elucubrato abbastanza sul tema, di getto, non sono soddisfattissimo perche’ sento che ho parecchi pensieri che disturbano il ragionamento, forse piu’ avanti cerchero’ di andare avanti sul tema..
Keith Jarrett Arrivooo

Appena avuta la notizia che la mia amica Ermione ha trovato 2 biglietti per il concerto in solo di Jarrett il 7 Novembre a Roma… non sto nella pelle, il mio primo concerto in solo piano di Jarrett lo avevo visto piu’ volte ma sempre in trio…. omioddio adesso come faro’ a far passare questa settimana!!
I want Miles
Oggi mi viene in mente costantemente Miles Davis, adesso avrei voglia di sentirlo ma non ho nulla con me. Credo davvero sia il personaggio piu’ importante che ha suonato jazz. Sono anche certo che rabbrividirebbe a sentire alcuni personaggi attuali che continuano ad imitare e suonare peggio quello che lui, Trane, Parker, Gillespie,Monk, Powell facevano gia’ negli anni quaranta. Un discorso che in parte si lega a quello delle passioni che facevamo con “Una Persona intorno”, quella di Davis e’ stata una passione incontrollabile, senza freni verso la musica, tutta la sua vita e’ stata guidata da questo fuoco.
Miles mi ha sempre affascinato, per il suo modo di cambiare evolversi e gestire i suoi gruppi nei concerti dal vivo. Esiste una discografia smisurata ufficiale e non ufficiale delle performance di Davis che ho raccolto quasi completamente (in effetti la creativita’ a volte eccessiva di Miles ha messo in crisi la sua casa discografica Columbia, basta pensare che dal 69 al 71 aveva inciso materiale sufficiente a far uscire tantissimi cd il doppio Live at Filmmore il doppio Bitches Brew, Jack Johnson, tre facciate per di Big Fun e qualche traccia di Live Evil…. roba da mettere in crisi qualsiasi discografico..) . Si tratta di una massa di interpretazioni, di ricerche. di soluzioni musicali sconvolgenti, dalle prime registrazioni nelle radio di StLouis del fino agli ultimi concerti negli anni ottanta e sempre in ogni momento si sente il desiderio di andare oltre gli schemi classici dal bebop, alla disintegrazione degli standard, al cool Jazz, al Jazz elettrico alla fusion, Miles e’ sempre arrivato prima e meglio alle tappe successive dell’evoluzione della musica jazz, rendendola una musica viva come un linguaggio che finche’ crea nuovi termini e’ vivo. Attualmente sono pochi i musicisti che fanno questo e stanno inconsapevolmente rendendo il jazz quasi come il latino una lingua esteticamente bellissima ma morta legata ai fasti del passato…
Poi leggendo la sua biografia, un libro che consiglio a tutti, anche a chi non conosce il personaggio e la sua musica, si rimane affascinati anche dal suo modo di vedere la vita e di provare quel desiderio feroce non solo nella musica ma in tutti gli aspetti della propria esistenza. Un uomo difficile, introverso, ossessionato dall’ingiustizia del razzismo, e la sua vita e’ costellata di aneddoti esilaranti sulla sua musica come quello sulle sessions Jack Johnson dove il buon Herbie Hancock, si presento’ in studio con le buste della spesa volendo solo salutare Miles ed i musicisti e per portare a Miles una copia del suo album Fat Albert Rotunda. Ebbene….Davis appena lo vide lo costrinse a suonare ma non il piano bensi’ un organo Farfisa (fu merito di Miles anche l’introduzione del Rhodes nelle sonorita’ Jazz) che il povero Herbie non aveva mai suonato e visto in vita sua. Risultato della follia e del desiderio incontrollabile di Miles…. panico in studio ed armeggiamenti incontrollabili intorno allo strumento da parte di Hancock e del tecnico del suono Stanley Tonkel, regalandoci comunque come al solito delle emozioni nelle registrazioni di quegli anni ed in particolare anche delle session di Jack Johnson, senza cui quello che sentiamo oggi non sarebbe certamente lo stesso…
Travelling Part2 Padova-Pisa
E’ un po cosi’ che vedo la realta’ stasera, colpa di un paio di settimane intense e strane con mancanza di riposo. Ma come Ulisse stasera sono rientrato ad Itaca ed il viaggio e’ stato un po difficile ero stanco e pensieroso quindi altrettanto difficile scegliere tra i dischi che avevo portato.
1. Lee Morgan Search for the New Land (Partenza morbida e sicura per conciliare i pensieri e lasciar sbollire il nervosismo, Herbie Hancock, Wayne Shorter G Green, Lee Morgan 1964, un disco classico con le grandi armonizzazioni in quintetto di Shorter e Morgan)
2. Nora Jones Live at Verizon 13.07.02 (Non amo di solito gli arrangiamenti patinati e un po di moda di Nora Jones che sembra costruita a tavolino, ma questo disco e’ una registrazione Live che merita di essere ascoltata come gran parte delle performance dal vivo, poi oggi ho bisogno di qualcosa che non invada i miei pensieri, il disco passa veloce quasi non lo ho ascoltato)
3.Chucho Valdes Live Sao Paulo 2001 (Adesso pero’ ho bisogno di risvegliarmi dal torpore metto questo disco in trio del grande pianista cubano Valdes, ritmiche propulsive, mai sguaiate sempre di classe e qualche svista immortalata in questo live inedito)
4. Fred Hersch Let Yourself go (Cerco di mettere un disco che richiede un ascolto piu’ attento, ma come volevasi dimostrare riesco ad ascoltare solo il primo pezzo di questo splendido piano solo di questo pianista spesso sottovalutato, ma dotato di una sensibilita’ e di un tocco eccellenti, ma oggi non c’e ne per nessuno…)
5. Kenny Kirkland Live Jazz Baltica Festival 2002 (Grandissimo, mi sono troppo divertito e’ stato il primo disco che mi ha distolto dalle mie involuzioni, finalmente un po di musicoterapia, si parte con una versione propulsiva di una Ballad classica Alone Together rivista in chiave cubana, veramente trascinante,bello la Bologna-Firenze si e’ sgretolata sotto il ritmo di questo disco..)
6. Esbjorn Svensson Live at Montreal Jazz Festival 07.2002 (Performance registrata dalla radio canadese del trio, il primo disco mai ascoltato della formazione, incredibile ancora un bell’ascolto che mi ha preso completamente, partendo da Serenate for The Renegade a WhenGod Created the coffebreak una composizione basata su una fuga contrabbasso mano sinistra del piano con ritmiche quasi jungle, che si dissolvono al centro del pezzo per far posto al solo piano di una bellezza cristallina, una bellissima performance dal vivo inedita)
Finalmente arrivato a casa, la giornata musicale finisce per sugellare Itaca ed il ritorno a casa e le coccole serali con Enrico Pieranunzi-Gabriele Mirabassi-Marc Johnson Racconti Mediterranei, un disco che ha sonorita’ rarefatte che parlano di mitologia, di sirene di mare, di Ulisse e finalmente sono a casa….
Travelling Part1 Pisa – Milano
ottobre 26, 2004 by quoyle
Inserito nella categoria Pianoforte, Sassofono, Tromba
Mi piace spostarmi nei miei viaggi per lavoro in macchina, posso ascoltare tanta musica, questa settimana saro’ molto in giro ed ho portato una quantita’ di dischi incredibile, potrei fare il giro di europa ed avere ancora musica da ascoltare, ma non riuscivo proprio a decidere…
Prima Tappa Pisa-Milano
1. Katie Melua Call of the Search (Una scoperta, un bel disco, bellissima voce con richiami gospel e blues)
2. Miles Davis – Round Midnight (Conosco questo disco in ogni nota, riesco a cantare i soli, ma lo ritengo tra i primi 5 dischi di jazz mai incisi, imperdibile non mi stanco mai di ascoltarlo e non a caso questo blog si chiama cosi’, imperdibili i soli di Coltrane e di Garland)
3. Bobo Stenson-Serenity (Mi piace questo pianista storico scandinavo, ma questa volta non sono riuscito ad ascoltare tutto il disco alla quinta traccia ho cambiato disco, troppo rarefatto per i miei gusti di stamattina
4. Enrico Pieranunzi-Nausicaa (Ho un debole per Pieranunzi, questo disco ha circa dieci anni inciso in duo con il Enrico Rava che di solito non mi entusiasma, ma l’esperienza in duo di Pieranunzi in questo caso rende il suono magico, le composizioni bellissime)
5. Brad Mehldau – Largo (La tangenziale di Milano richiede esperienze forti e suoni aggressivi, questo disco, di ricerca, miscela di suoni moderni e classici, orchestrali e’ quello che ci vuole, il repertorio spazia da remake dei beatles Dear Prudence, ai Radiohead con Android Paranoid, ai grandi classici del Jazz come Wave)
Purtroppo sono arrivato a destinazione, e’ il momento di lavorare, ma domani c’e’ la seconda tappa Milano-Padova…:-)
















