Giovanni Mirabassi – Trio Architectures

ottobre 23, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte

Mi piace quando scopro un modo di suonare il pianoforte riconoscibile tra gli altri , Mirabassi e’ una ormai certezza del jazz italiano con una maturita’ veramente insolita tra i nuovi jazzisti. Questo disco e’ molto classico, in un certo senso molto francese (non riusciro’ a spiegarla questa cosa… ma non so per quale motivo mi vengono in mente i dischi di Terrasson e di DiBattista, comunque ha le sonorita’ tipiche di un certo movimento jazz che sta crescendo a Parigi). E lo sento molto affine al mio io musicale ed anche questa non riusciro’ a spiegarla, ma in un certo senso se fossi capace di suonare ad un certo livello probabilmente vorrei che il mio suono assomigliasse a questo, o meglio credo che potrebbe rassomigliare a questo. Un suono molto “lunare” , con atmosfere un po malinconiche, semplice nel non esibire mai i muscoli della tecnica.

Tutto il trio, in questo disco suona bene insieme, ha un suono compatto, che probabilmente in alcuni momenti ricorda qualcosa dei trii di Pieranunzi negli intrecci ritmici fra batteria e pianoforte e nel fraseggio improvvisativo. Certamente e’ presente una forte influenza di pianismo classico che si miscela perfettamente con le armonie jazz di matrice prettamente europea del disco. Un pianista da seguire (l’altro suo disco che ho ascoltato Avanti! mi aveva colpito allo stesso modo per la pulizia e la semplicita’ degli arrangiamenti) che rappresenta una delle vere promesse e speranze del jazz italiano.

Mirabassi Giovanni

Rating: ★★★★☆

Un anno fa :

Commenti

13 Responses to “Giovanni Mirabassi – Trio Architectures”
  1. utente anonimo scrive:

    Martedì sera suoniamo col quintetto (voce,piano,chitarra,basso e batteria) in un paesello in frazione di Empoli (Pagnana) in un locale un pò strano, E’ un circolo arci mezzo sgarrupato in cui però la gente ascolta davvero…Se non hai da fare e ti va di venire ci farebbe troppo ma TROPPO piacere conoscerti…Dopo c’è jam session e se hai voglia puoi suonare un pò…Insomma,questo è un invito in piena regola!Samu dovrebbe postare un articolo sulla serata con le coordinate…facci sapere!Un bacio e buona domenica!LOTTA

  2. utente anonimo scrive:

    Ciao quoyle.
    Di jazz ne capisco poco x cui non posso commentare in proposito..cmq bello che tu sia così appassionato.
    E’ sempre affascinante vivere e veder vivere intensamente qualcosa.
    Solo un saluto ‘notte.

    Una persona intorno

  3. quoyle scrive:

    Si hai ragione e’ bella la passione per qualcosa o qualcuno, e’ una delle cose che ti fa davvero sentire vivo. Proprio ieri leggevo sul nuovo numero di internazionale un bellissimo articolo sulle passioni..
    Notte

  4. utente anonimo scrive:

    E cosa dice?

    Avere passione x qualcosa, secondo me vuol dire, dare sfogo a un qualcosa che è inscritto in noi e che è buonissimo in sè: il desiderio di cose grandi, + profonde che ci coinvolgano in pienezza e che ci smuovano dalla nostra grigia vita borghese.
    Le passioni non si accontentano, ma vanno sempre alla ricerca e il meglio si scopre sicuramente non accontentandosi.

    Ora notte davvero..
    Una persona intorno

  5. quoyle scrive:

    Diceva:
    “Nessuna passione umana ha senso, se chi la prova non mette in gioco tutto se stesso. Le vie di mezzo, anche per gli innamorati, sono sempre garanzia di fallimento. I problemi nascono quando le passioni sono piu’ d’una e piombano sul soggetto tutte insieme. O quando la dedizione e’ assoluta ma unilaterale, e nessuno la contraccambia….”

    E finiva
    “In una lettera del 58,Faulkner scrisse che sperava di reincarnarsi in un avvoltoio.Nel testo che conclude Musica per Camaleonti, Capote lo plagio’ dicendo Mi piacerebbe reincarnarmi in un avvoltoio. Un avvoltoio non deve preoccuparsi del proprio aspetto o della sua capacita’ di ingannare e piacere: non deve darsi arie. Nessuno avra’ simpatia per lui: e’ brutto, indesiderato, male accetto ovunaue. QUesto gli lascia una liberta’ considerevole…”

    Da La Morale degli avvoltoi Tomas Martinez Internazionale 21 Ottobre

  6. utente anonimo scrive:

    Ciao quoyle mi ha colpito ciò che hai riportato e il mio commento di risposta si è rivelato, alla fine, troppo lungo x essere un commento.
    Ti spiace se linko il tuo e ti rispondo tramite post?
    L’argomento mi interessa..

    Una persona intorno

  7. quoyle scrive:

    Si vai tranquillo interessa da morire anche me

  8. utente anonimo scrive:

    ..ok grazie!
    Cmq “tranquillA”..please..I’m a woman!!! ;-) )

    Una persona intorno

  9. quoyle scrive:

    si lo avevo visto dopo…. sorry sorry

  10. utente anonimo scrive:

    Di nulla…figurati! ;-)

    Una persona intorno

  11. utente anonimo scrive:

    Grazie di essere passato, sono lieta che ti sia piuttosto ritrovato nelle cose che ho scritto..anche se forse alcuni concetti li ho lasciati volutamente un po’ ermetici..internet non mi sembra il luogo x trattare tutto in realtà.
    Che qualcuno abbia il tuo stesso sentire però è piacevole anche nel mondo virtuale.
    Se posterai qualcosa anche tu sull’argomento sarò ben felice di leggerla.
    Davvero bella(e strana)questa cosa di poter riflettere insieme, pressocchè sconosciuti, sui massimi sistemi della vita. Mi piace!
    A presto

    Una persona intorno

  12. quoyle scrive:

    SI e’ una sensazione curiosa ed affascinante, forse nel reale troppo spesso ci fermiamo su particolari troppo reali per poter riflettere davvero in fondo sui massimi sistemi, postero’ qualcosa perche’ ho un borbottio dentro sulla liberta’ e la passione…adesso pero’ ho troppo sonno per scrivere qualcosa di veramente sensato… grazie per questo scambio di opinioni a presto
    Quoyle!

  13. utente anonimo scrive:

    Ok a presto!

    Una persona intorno

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