Travelling Part1 Pisa – Milano

ottobre 26, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte, Sassofono, Tromba

Mi piace spostarmi nei miei viaggi per lavoro in macchina, posso ascoltare tanta musica, questa settimana saro’ molto in giro ed ho portato una quantita’ di dischi incredibile, potrei fare il giro di europa ed avere ancora musica da ascoltare, ma non riuscivo proprio a decidere…

Prima Tappa Pisa-Milano

1. Katie Melua Call of the Search (Una scoperta, un bel disco, bellissima voce con richiami gospel e blues)

2. Miles Davis – Round Midnight (Conosco questo disco in ogni nota, riesco a cantare i soli, ma lo ritengo tra i primi 5 dischi di jazz mai incisi, imperdibile non mi stanco mai di ascoltarlo e non a caso questo blog si chiama cosi’, imperdibili i soli di Coltrane e di Garland)

3. Bobo Stenson-Serenity (Mi piace questo pianista storico scandinavo, ma questa volta non sono riuscito ad ascoltare tutto il disco alla quinta traccia ho cambiato disco, troppo rarefatto per i miei gusti di stamattina

4. Enrico Pieranunzi-Nausicaa (Ho un debole per Pieranunzi, questo disco ha circa dieci anni inciso in duo con il Enrico Rava che di solito non mi entusiasma, ma l’esperienza in duo di Pieranunzi in questo caso rende il suono magico, le composizioni bellissime)

5. Brad Mehldau – Largo (La tangenziale di Milano richiede esperienze forti e suoni aggressivi, questo disco, di ricerca, miscela di suoni moderni e classici, orchestrali e’ quello che ci vuole, il repertorio spazia da remake dei beatles Dear Prudence, ai Radiohead con Android Paranoid, ai grandi classici del Jazz come Wave)

Purtroppo sono arrivato a destinazione, e’ il momento di lavorare, ma domani c’e’ la seconda tappa Milano-Padova…:-)

Un anno fa :

Commenti

4 Responses to “Travelling Part1 Pisa – Milano”
  1. utente anonimo scrive:

    Round Midnight credo sia una dei più bei brani della storia del jazz. La versione di Monk con le sue magiche dissonanze è di una bellezza struggente. Quella di Miles Davis è quelcosa di troppo bello da poter descrivere, con Miles che comincia col la tromba sordinata, tranquillo e sembra preparare la strada a LUI, che entra di prepotenza, si sente subito che cambia tutto quando entra JOHN COLTRANE. Che magia era il Miles David Quintet.

  2. quoyle scrive:

    Si veramente magici i quintetti di miles, a parte questo di coltrane trovo irresistibile quello con Shorter, Hancock, Williams, Carter che ha portato alle estreme conseguenze il suonare standard disintegrandone le forme fino alla fine del 1969

  3. utente anonimo scrive:

    Fra i dischi imperdibili della storia del jazz, però, sarei in grossa difficoltà fra Round about midnight e Kind of blue. Forse sceglierei il secondo. Nausicaa di Pieranunzi-Rava, poi, spettacolare. Perchè non impazzisci per Rava? Dimmi. Largo di Mehldau non ne parliamo. Ma io di Brad sono innamorata, dunque non faccio testo. (Gaia)

  4. Sahishin scrive:

    Cercavo qualcosa sul film di Tavernier e mi ritrovo qui.

    Bel posto davvero, credo che ci tornerò spesso.

    Buontempo.

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