I want Miles
quoyle Ottobre 29th, 2004
Oggi mi viene in mente costantemente Miles Davis, adesso avrei voglia di sentirlo ma non ho nulla con me. Credo davvero sia il personaggio piu’ importante che ha suonato jazz. Sono anche certo che rabbrividirebbe a sentire alcuni personaggi attuali che continuano ad imitare e suonare peggio quello che lui, Trane, Parker, Gillespie,Monk, Powell facevano gia’ negli anni quaranta. Un discorso che in parte si lega a quello delle passioni che facevamo con “Una Persona intorno”, quella di Davis e’ stata una passione incontrollabile, senza freni verso la musica, tutta la sua vita e’ stata guidata da questo fuoco.
Miles mi ha sempre affascinato, per il suo modo di cambiare evolversi e gestire i suoi gruppi nei concerti dal vivo. Esiste una discografia smisurata ufficiale e non ufficiale delle performance di Davis che ho raccolto quasi completamente (in effetti la creativita’ a volte eccessiva di Miles ha messo in crisi la sua casa discografica Columbia, basta pensare che dal 69 al 71 aveva inciso materiale sufficiente a far uscire tantissimi cd il doppio Live at Filmmore il doppio Bitches Brew, Jack Johnson, tre facciate per di Big Fun e qualche traccia di Live Evil…. roba da mettere in crisi qualsiasi discografico..) . Si tratta di una massa di interpretazioni, di ricerche. di soluzioni musicali sconvolgenti, dalle prime registrazioni nelle radio di StLouis del fino agli ultimi concerti negli anni ottanta e sempre in ogni momento si sente il desiderio di andare oltre gli schemi classici dal bebop, alla disintegrazione degli standard, al cool Jazz, al Jazz elettrico alla fusion, Miles e’ sempre arrivato prima e meglio alle tappe successive dell’evoluzione della musica jazz, rendendola una musica viva come un linguaggio che finche’ crea nuovi termini e’ vivo. Attualmente sono pochi i musicisti che fanno questo e stanno inconsapevolmente rendendo il jazz quasi come il latino una lingua esteticamente bellissima ma morta legata ai fasti del passato…
Poi leggendo la sua biografia, un libro che consiglio a tutti, anche a chi non conosce il personaggio e la sua musica, si rimane affascinati anche dal suo modo di vedere la vita e di provare quel desiderio feroce non solo nella musica ma in tutti gli aspetti della propria esistenza. Un uomo difficile, introverso, ossessionato dall’ingiustizia del razzismo, e la sua vita e’ costellata di aneddoti esilaranti sulla sua musica come quello sulle sessions Jack Johnson dove il buon Herbie Hancock, si presento’ in studio con le buste della spesa volendo solo salutare Miles ed i musicisti e per portare a Miles una copia del suo album Fat Albert Rotunda. Ebbene….Davis appena lo vide lo costrinse a suonare ma non il piano bensi’ un organo Farfisa (fu merito di Miles anche l’introduzione del Rhodes nelle sonorita’ Jazz) che il povero Herbie non aveva mai suonato e visto in vita sua. Risultato della follia e del desiderio incontrollabile di Miles…. panico in studio ed armeggiamenti incontrollabili intorno allo strumento da parte di Hancock e del tecnico del suono Stanley Tonkel, regalandoci comunque come al solito delle emozioni nelle registrazioni di quegli anni ed in particolare anche delle session di Jack Johnson, senza cui quello che sentiamo oggi non sarebbe certamente lo stesso…
Un anno fa :


