Gershwin’s world
“Life is a lot like jazz. . . it’s best when you improvise. . .†(G.Gershwin)

Dovrei ricordarmela questa frase piu’ spesso, specialmente considerando l’autore, alle volte si tende a razionalizzare tutto quello che ci capita, invece di lasciarsi andare all’improvvisazione, che non significa andare avanti entropicamente , ma lasciando fluire l’energia e farla arrivare a destinazione essendo consapevoli ma non bloccati dalla razionalita’
21Th Century Schizoid Man
Giornata lavorativa folle, adesso mi sento svuotato di ogni energia mentale e fisica, sento solamente che questo non e’ proprio il mio mondo. Mi guardavo in giro cercando qualche occhio complice e qualcuno (pochi) lo ho trovato, ma triste e spaurito in mezzo al mare di demenza. Vero e’ che la faccenda potrebbe essere anche presa per l’altro verso, con ironia, in definitiva se ci si rende conto di quello che tentano di fare al tuo cervello con ogni probabilita’ non riusciranno a farlo (ma potrebbe anche non essere cosi’…) e quindi guardare ed annotare divertiti le scenette assolutamente divertenti che capitano.
Il problema e’ che adesso sono veramente stanco del volume della giornata, non ho avuto un momento di relax per cullare i miei pensieri, per dedicare i miei pensieri alle cose belle che stanno capitando in questo periodo, e sono incazzato per questo. Poi ironia della sorte tanto per capire che tipo di situazione si fosse creata, cena al tavolo con 8 perfetti sconosciuti + qualche faccia nota, insomma ci presentiamo, qualche chiacchiera di cortesia, al ritorno seduto in autobus affianco ad una faccia di quelle sconosciute che erano con me al tavolo, si fa qualche chiacchiera di circostanza… e cosa mi chiede….ma tu non eri al mio tavolo…. ma cazzo ero proprio di fronte a te….. di fronte e ci sono stato per 3 ore… ma con chi cazzo ho tentato di parlare per 3 ore… adesso dico il nome magari non te lo ricordare….ma cazzo la faccia si…. non che non dorma per questa cosa ma e’ triste…. insomma davvero uomo schizoide, alle prese sempre con il desiderio del successo, dei soldi… perdendo di vista quello che vale veramente: i rapporti fra le persone. Ecco in questi casi tanto per tornare ai discorsi di qualche post fa fatti con Upi, non e’ forse piu’ caldo il Social Network o quello che definivamo semplicemente realta’ intangibile ? Insomma io ho parlato per 3 ore non so con chi (o meglio io lo so… perche’ mi sforzo sempre anche di ricordare il nome della persona con cui parlo), e mi sembra veramente assurdo… ecco davvero mi chiedo se non esista un’altra strada alternativa a questa, che e’ sicuramente quella maggioritaria adesso ma che produce delle aberrazioni sugli individui veramente notevoli… e cazzo un’altra cosa triste e’ che non ho musica stasera nei miei pensieri… neanche una nota, e questo non e’ da me. Anzi una nota la ho in mente e forse la ho recuperata adesso scrivendo su questo blog, il testo della canzone dei King Crimson Islands, un’elegia sulla solitudine e la difficolta’ dei contatti umani.
“Islands”
(Fripp/Sinfield)
Earth, stream and tree encircled by sea
Waves sweep the sand from my island.
My sunsets fade.
Field and glade wait only for rain
Grain after grain love erodes my
High weathered walls which fend off the tide
Cradle the wind
to my island.
Gaunt granite climbs where gulls wheel and glide
Mournfully glide o’er my island.
My dawn bride’s veil, damp and pale,
Dissolves in the sun.
Love’s web is spun – cats prowl, mice run
Wreathe snatch-hand briars where owls know my eyes
Violet skies
Touch my island,
Touch me.
Beneath the wind turned wave
Infinite peace
Islands join hands
‘Neathe heaven’s sea.
Dark harbour quays like fingers of stone
Hungrily reach from my island.
Clutch sailor’s words – pearls and gourds
Are strewn on my shore.
Equal in love, bound in circles.
Earth, stream and tree return to the sea
Waves sweep sand from my island,
from me.
Fred Hersch & Bill Frisell – Songs we know
novembre 29, 2004 by quoyle
Inserito nella categoria Chitarra, Pianoforte
Ascoltato oggi in macchina, in uno dei miei ennesimi spostamenti da Pisa a Milano, un’unione perfetta quella fra il pianoforte di Fred Hersch e la chitarra di Bill Frisell. Quanto e’ difficile far suonare insieme un pianoforte ed una chitarra, e trovare un repertorio comune fra due strumenti cosi’ diversi , ebbene questi due grandissimi musicisti ci sono riusciti, personalmente trovo questo disco uno dei piu’ bei dischi per due chitarra e piano mai registrati(superiore addirittura al duo Bill Evans Jim Hall). Alle volte l’intreccio tra i due strumenti e’ cosi’ perfetto, cosi’ naturale che risulta quasi impossibile dire cosa stia facendo il pianoforte e cosa la chitarra. Di Hersch ho gia’ parlato, probabilmente uno dei pianisti piu’ importanti a mio parere attualmente in circolazione, Frisell invece rappresenta secondo me il chitarrista piu’ originale e carismatico degli ultimi 10 anni, e raramente ascoltato insieme ad un pianoforte.
La cosa piu’ bella del disco e’ quell’atmosfera calda ed amichevole, come se si trattasse di una jam fra amici, o di una chiacchierata spontanea fra amici di lunga data. La musica scorre positiva con i tratti distintivi dei due musicisti, i voicings bellissimi di Hersch, ed il suono cosi’ cristallino di Frisell. Ascoltando i pezzi, tutti grandissimi standards, incisi sono davvero rimasto colpito da “It Might as well be spring” , che coglie davvero e forse nel modo migliore mai ascoltato da me l’anima di questo pezzo, rappresentando forse l’interpretazione strumentale piu’ bella mai ascoltata di questa ballad (la vocale probabilmente e’ quella di George Schearing in duo con Mel Torme’), un’atmosfera sospesa nel tempo, senza riferimenti. Ed ancora la superba interpretazione di “Someday My Prince will come” dove la chitarra di Frisell e’ veramente emozionante nel suo intrecciarsi con i voicings superbi di Fred Hersch.Ascoltando questo disco, ho staccato tutti i pensieri, mi sono immerso completamente nell’ascolto, e la sensazione bellissima di intimita’ ,leggerezza e sospensione del tempo che mi ha regalato questo ascolto e’ un dono raro di questi tempi..
Songs:It Might As Well Be Spring; There Is No Greater Love; Someday My Prince Will Come; Softly As In A Morning Sunrise; Blue Monk; My One And Only Love; My Little Suede Shoes; Yesterdays; I Got Rhythm; Wave; What Is This Thing Called Love.
Fred Hersch : Steinway Piano
Bill Frisell :Acoustic Guitar
Rating: 




Musica per pensieri circolari
novembre 28, 2004 by quoyle
Inserito nella categoria Pianoforte
A volte ci sono giornate in cui i pensieri scorrono intorno ad un perno, che puo’ muoversi ma loro pazienti continuano a girargli intorno e richiudersi su se stessi senza arrivare mai ad un punto fermo.
Oggi e’ una di quelle giornate, ma molte di quelle circonferenze stanno cambiando colore, forma e dimensione, e stanno spostandosi, il pezzo che mi e’ venuto in mente e’ The Loop di Chick Corea, la musica e’ maggiore, l’atmosfera positiva, ma l’armonia non trova pace, continua a girare intorno, senza sosta, girando intorno a quel riposo tonale che sembra non arrivare mai. Il primo accordo un chiaro netto bellissimo Fmaj7, positivo, dolce che non ammette repliche seguito subito da un Amin7 dolce ma malinconico e l’armonia continua a girare passando per accordi maggiori minori e diminuiti come i miei pensieri di oggi prevalentemente maggiori chiusi in circonferenze….e naturalmente i miei ascolti assecondano questi pensieri nel pomeriggio non riuscivo a smettere di pensare a questo pezzo e di immaginare queste circonferenze armoniche che accompagnavano questi pensieri circolari.
Chick Corea The Loop Trio Music Live in Europe ( Clicca per l’intero spartito)

Caetano Veloso – Noites Do Norte Ao Vivo 2001
Stasera ero molto in dubbio su cosa ascoltare, ma alla fine uno spiritello guida, mi ha indirizzato verso questo disco, solare, bello, proprio di quelli che quando ascolti , lo sai che non puo’ succederti niente, niente di male ti puo’ capitare.
La voce di Caetano Veloso sempre bella, emozionante, i testi, gli arrangiamenti, il fatto che e’ una performance registrata dal vivo, tutte queste cose rendono il disco emozionante, vitale , caldo pieno di gioia di vivere. Le ritmiche sono vivaci e divertenti, serrate e leggere allo stesso tempo merito della gioia di suonare dei musicisti, poi alcuni pezzi in solo di Veloso sono emozionanti da levare il fiato come ad esempio la title track Noites Do Norte, bella armonicamente sofisticata, accompagnata solo dalla tecnica chitarristica inarrivabile di Veloso e da quel suo modo unico di cantare la “saudade” brasiliana o ancora la bellissima Nosso estranho amor, canzoni di amore, amore vero, amore per la musica, per la vita. Ed effettivamente assistere ad un concerto live di Caetano Veloso e’ un’esperienza unica, indimenticabile ricordo ancora il suo concerto al Giardino Scotto a Pisa , Giugno 2001… Luna Rossa solo chitarra e voce, i brividi e le lacrime e poi invece la gioia di quel ritmo..incredibile ballavo in piedi sulla sedia preso dalla follia collettiva:-)
Altra perla e’ il caricaturale Rock’n'Raul presa in giro di un certo tipo di rock americano e satira feroce sulla cultura imperialista nordamericana, poi ritroviamo in sequenza tanti piccoli capolavori che ripercorrono la carriera e la vita di Caetano Veloso, il disco giusto per accompagnarmi a letto stasera con leggerezza e gioia di vivere.
Musicisti : Davi Moraes (guitar, bandolim), Pedro Sá (basso e chitarra), Cesinha (drums) e i 4 super percussionisti: Marcio Vittor, Andre Júnior, Eduardo Josino , Josino Eduardo e l’immancabile Jacques Morelenbaum al violoncello
Noites Do Norte Lyrics
A escravidão permanecerá por muito tempo como a caracterÃstica nacional do Brasil.
Ela espalhou por nossas vastas solidões uma grande suavidade;
seu contato foi a primeira forma que recebeu a natureza virgem do paÃs,
e foi a que ele guardou;
ela povoou-o como se fosse uma religião natural e viva,
com os seus mitos, suas legendas, seus encantamentos; insuflou-lhe sua alma infantil,
suas tristezas sem pesar,
suas lágrimas sem amargor, seu silêncio sem concentração,
suas alegrias sem causa, sua felicidade sem dia seguinte…
É ela o suspiro indefinÃvel
que exalam ao luar as nossas noites do norte.
Rating: 




















