Fred Hersch - Let yourself go
quoyle Novembre 12th, 2004
I soliti critici cinici, hanno detto in maniera superficiale che il pianismo di Hersch altro non e’ che l’ennesimo clone di Bill Evans. Certamente nel suo pianismo Bill Evans si sente (ma come potrebbe essere diversamente) e si sentono altre grandi influenze come per esempio quella di Ahmad Jahmal, ma questa registrazione ormai “datata” risalente al 1998, conferma la profondita’ e la poetica assolutamente originale e moderna di questo pianista sicuramente sottovalutato.
Quello che colpisce di questa registrazione e’ l’atmosfera intensa concentratissima del concerto, probabilmente dovuta al fatto che Hersch si presentava in piano solo dopo un break di sei mesi, altra conferma al momento magico e’ data dal fatto che non era prevista una incisione discografica durante quel concerto, ma alla fine quello che era venuto fuori davvero lo meritava. Il primo pezzo e’ Black is the colour ed immediatamente Fred Hersch colpisce al cuore chi lo ascolta costrinendolo ad immergersi nel flusso improvvisativo della musica, incredibile….. il messaggio che passa e’ realmente Let Yourself go e lo ripete ossessivamente ad ogni accordo che viene suonato sul piano. Impossibile non immergersi nell’ascolto accompagnati dolcemente tra gli standards, che vengono accarezzati all’inizio dell’esecuzione per essere frammentati e interiorizzati nello sviluppo delle improvvisazioni. Ogni pezzo della registrazione evita l’esposizione immediata del tema, ma ci gira intorno in maniera allusiva cercando il colore tonale che caratterizza il pezzo, esaltante la versione di Blue Monk che inizia cercando di cogliere l’essenza del blues per avviarsi verso stili di stride piano classici e solo alla fine arrivare alla melodia di Monk. Un disco intenso, emozionante, suonato da un musicista dalla mente aperta che testimonia quanti stili diversi sia possibile avere nel piano solo e quanto ogni pianista possa caratterizzare il proprio suono ed esprimersi pienamente in questa bellissima forma di espressione del piano Jazz.
Track Lists:
1. Black Is the Color (Love Theme from ‘Spartacus’)
2. Speak Low Listen
3. My Old Man Listen
4. I Loves You, Porgy
5. Moon and Sand
6. …Departed
7. Let Yourself Go
8. Blue Monk
9. Nearness of You
Rating: 






Ciao Quoyle sono passato per un saluto.
Quasi quasi me lo compreo questo cd un po’ perché incuriosito dal tuo parere un po’ perché non ho niente di lui.
La Track Lists mi piace
Via lo vado a cercare.
Ciao,Samuele.
In sottofondo sul blog c’e ‘un pezzo della prima traccia
Ciao
ascolto…e ascolterò
,-)
Fred Hersch è uno dei più grandi pianisti dei nostri tempi. Let yourself go è un disco bellissimo, ipnotico, che lascia senza fiato. Sto aspettando impaziente il 16/02/05 quando potrò vedere Hersch dal vivo (in solo). Anch’io ho parlato di Hersch nel mio sito (www.jazzer.it/2003/aprile.htm) vienimi a trovare se ne hai voglia.
Dove fa il concerto del 16 febbraio?
Treviso - Teatro Eden.
Se ti interessa posso vedere se è rimasto qualche biglietto.
Contattami al mio sito.
Ciao
Francesco