Gershwin’s world

novembre 30, 2004 by quoyle  
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“Life is a lot like jazz. . . it’s best when you improvise. . .” (G.Gershwin)

Dovrei ricordarmela questa frase piu’ spesso, specialmente considerando l’autore, alle volte si tende a razionalizzare tutto quello che ci capita, invece di lasciarsi andare all’improvvisazione, che non significa andare avanti entropicamente , ma lasciando fluire l’energia e farla arrivare a destinazione essendo consapevoli ma non bloccati dalla razionalita’

Un anno fa :

Commenti

8 Responses to “Gershwin’s world”
  1. ermionetraipini scrive:

    …una delle tue elucubrazioni più belle…

  2. utente anonimo scrive:

    Credo che si debba avere un “buon” cuore per lasciarlo improvvisare..

    Una persona intorno

  3. quoyle scrive:

    Piu’ che buono forse direi sensibile a quello che avviene intorno,. bisogna avere interplay (che in gergo jazzistico significa intesa, quasi complicita’ ) con gli altri e le cose che capitano

  4. utente anonimo scrive:

    Sì
    Sensibilità..profondo interesse – forse stiamo dicendo davvero la stessa cosa? :-) – rispetto alle cose che capitano agli altri. anche in seguito a quello che sarebbero le nostre improvvisazioni.

    Altrimenti il nostro cuore “libero” (se non sa amare..in fondo non lo è mai del tutto) potrebbe solo ferire e ferirsi.

    Mi piace..interplay.
    Sarebbe bello avere intesa con chiunque ci sta davanti! Non nel senso di comunanza di pensieri a tutti i costi, ma di passione per l’essere umano tutto già di per sè bello che ci sta di fronte.
    Mi piacerebbe!

    Una persona intorno

  5. quoyle scrive:

    Si l’interplay musicale e’ il massimo che si possa desiderare , ci sono dei dischi bellissimi di Bill Evans
    Interplay I 1962 (con Freddie Hubbard, Jim Hall, Percy Heath, Philly Joe Jones – Riverside) ed il disco The Interplay Sessions (aka Unknown Session) (Milestone M 47066)
    Che approfondiscono proprio questa sensazione di complicita’ tra musicisti che poi portera’ sempre Bill Evans a registrare il disco in duo con Jim Hall grandissimo chitarrista Undercurrent 1962 (Blue Note)
    Se davvero si riuscisse a sviluppare una sensibilita’ umana come quella musicale che si respira in questi dischi… beh credo staremmo tutti meglio.. mi sa che devo fare un post sull’interplay ed i dischi che ne hanno di piu’ nella storia del Jazz:-)

  6. utente anonimo scrive:

    :-)
    Ho speranza che sia possibile..

    Oggi a Roma piove a dirotto.
    Dovrò saltare innumerevoli pozzanghere per arrivare al lavoro.
    Poi lì al mio fianco vedrò…hobbs!

    Passa una serena giornata quoyle
    Un bacio ciao

    Una persona intorno

  7. quoyle scrive:

    Ah…. ma allora era veramente il tuo amico.:-)

  8. utente anonimo scrive:

    La primula rossa!! ;-) ))

    Dopo 15 anni ci stupiamo ancora a vicenda!

    Cmq se arrivo a te da un paio di occhiali blu, come non immaginare che avrei riconosciuto il mio migliore amico dalle prime 2 righe che mi ha scritto..

    Con chi me tocca lavorà!!!!! ;-) ))

    Una persona intorno

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