In Love in Vain

novembre 23, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria La musica di Keith Jarrett, Pianoforte, Standards

Mi piace pensare agli standards Jazz ed alla musica in generale come alla colonna sonora della mia vita, insomma mi sorprendo spesso durante la giornata ad immaginare quale pezzo musicale potrebbe accompagnare un momento o un episodio… e ci sono i cieli azzurri i momenti belli ed i momenti brutti, quelli malinconici, quelli sereni, ormai conosco perfettamente le mie reazioni so che cosa puo’ sottolineare o esaltare un mio stato d’animo, quali note possono toccare il centro di quelle sensazioni. Oggi la colonna sonora e’ stata in love in vain, standard conosciuto attraverso le interpretazioni di Bill Evans e Keith Jarrett, per poi scoprire come al solito l’unica VERSIONE di Billie Holiday. A dire il vero anche le versioni di Evans e di Jarrett sono emozionanti perche’ si sente l’anima, quelle 4 note che lo caratterizzano e rendono subito evidente il carattere predominante. In particolare l’introduzione di Jarrett in Standards Vol 2, coglie esattamente il colore del pezzo esaltando i profumi e le armonie caratteristiche in appena 5 battute… prima di arrivare al tema (adoro questa capacita’ di Jarrett e di Bill Evans nel rimanere fedelissimi agli originali riuscendo ognuno a modo proprio a carpire l’anima del pezzo)

*Intro Jarrett In Love in Vain from Standards Vol2

Si sente malinconia, ma anche dolcezza e  serenita’, mai chiusure e risoluzioni nette verso mood di tristezza, ….. e quando mi prende la fissa per un pezzo, lo suono, lo ascolto fino a farlo diventare mio, a conoscere ogni angolino dell’armonia, della melodia, cerco la storia di quel pezzo tutte le interpretazioni che lo hanno portato alle mie orecchie, che lo hanno fatto diventare un classico.

Music by: Jerome Kern (J. David K.)
It’s only human for anyone to want to be in love,
But who wants to be in love in vain?
At night you hang around the house and eat your heart out,
And cry your eyes out
And wrack your brain.

You sit and wonder why anyone as wonderful as he
Should cause you such misery and pain
I thought that I would be in heaven,
But I’m only up a tree
Cause it’s just my luck to be in love in vain
You sit and wonder why anyone as wonderful as he
Should cause you such misery and pain
I thought that I’d have easy sailing
But instead, I’m all at sea
‘Cause its just my luck to be in love in vain

I due pelosi…

novembre 19, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Esistono esserini piu’ felici di questi..??!.. non riesco a stancarmi di vederli dormire accoccolati vicini vicini in pace con il mondo….

Esbjorn Svennson Trio Salzau 05-07-2003

novembre 17, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte

Ecco un altro esempio di spreco delle case discografiche, questo concerto trasmesso in TV in germania il 05-07-2003 e’ probabilmente una delle cose piu’ belle che abbia ascoltato quest’anno fortunatamente sono entrato in possesso di questa registrazione, che racconta di una serata magnifica al Jazz Festival di Salzau del trio di Esbjorn Svensson insieme ad una magnifica orchestra di archi (Schlewig-Holstein Chamber Orchestra) e vari ospiti tra cui Pat Metheny. Premesso che gli archi sono una delle meraviglie del creato e che qualsiasi cosa suoni con loro risulti magnifica, premesso anche che questo trio svedese, probabilmente e’ quello che negli ultimi anni mi ha colpito di piu’ per freschezza, originalita’ e suono cristallino e difficilmente catalogabile con un’etichetta musicale, questo concerto rimane una piccola perla, oggi in macchina nel tragitto da Milano a Pisa ho ascoltato credo almeno 10 volte il primo pezzo e 3 volte l’intero CD ed ogni volta rimanevo colpito da un particolare diverso ed avevo i brividi per la bellezza degli arrangiamenti degli archi e per il fronte sonoro veramente imponente che veniva fuori.

Il primo pezzo e’ Serenade for the Renegades dal CD Strange Place for Snow, per questo pezzo ho convertito in realaudio alcuni pezzi veramente emozionanti che usero’ per commentare quello che le parole davvero non possono spiegare. Intro d’archi ( Listen to Intro Archi ), una introduzione di circa 3 minuti che richiama il Mahler di Tristano ed Isotta e La notte trasfigurata di Schoenberg, gli archi corteggiano in modo allusivo ed ammiccante il tema per non svilupparlo mai ed arrivare quindi all’esposizione del tema affidata alle mani di Esbjorn Svensson con il suo pianismo tipicamente nordico che ha assorbito la tradizione europea di Taylor, Stenson ed alcuni tratti del quartetto europeo di Jarrett, sviluppando comunque un suo suono caratteristico che non e’ niente di tutto quello che ho citato.. solo Esbjorn Svensson inconfondibilmente (Listen to Esposizione Tema ), il tema viene quindi presentato con gli archi che si assottigliano gradualmente per lasciare il posto al pianoforte e dare nuovo respiro alla composizione. Il tema cresce, facendo entrare di nuovo gradualmente la potenza degli archi in tutta la loro forza emozionante (Listen to Crescendo d’archi), in questa fase mi colpisce profondamente l’interazione del solo con le armonizzazioni degli archi, ci sono un paio di cluster sonori degli archi che mi fanno letteralemente perdere la ragione mentre portano il solo a crescere ed esplodere con il suono inconfondibile del basso e della batteria di Dan Berglund e Magnus Oestroem. Il pezzo quindi cresce fino a sfruttare tutto il potenziale sonoro dell’orchestra e creare un fronte sonoro che vorrei aver vissuto sotto il palco (Listen to Full Orchestra ). Ecco questo e’ il pezzo che ho ascoltato una decina di volte e non riesco proprio a voler smettere di ascoltarlo, mi concilia i pensieri mi emoziona.

Tra gli altri pezzi che mi piace ricordare di questo concerto c’e’ When God Created the Coffebreak, una fuga di stampo bachiano affidata alla mano sinistra del piano ed al contrabasso che si apre improvvisamente in un vero momento di estasi contemplativa di solo piano, un vero capolavoro sia il titolo che l’esecuzione (Listen To Tema), da segnalare negli ultimi 3 pezzi la chitarra di Pat Metheny che si integra in maniera eccellente con gli archi e con le composizioni di questo giovane pianista europeo destinato a grandissime cose.
Track List
Serenade
Defenition of a Dog
When God Created the Coffee Break
Pavanne
Behind the Yashmack
Believe Beleft Below
Dodge the Dodo
Round Midnight
Musicians
Esbjorn Svensson – piano
Dan Berglund – bass
Magnes Oestroem – drums
Pat Metheny – electric guitar
Schlewig-Holstein Chamber Orchestra
Nils Larsen – vocals

Una giornata particolare

novembre 15, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Avrei tante cose da scrivere stasera, troppe per cui fondamentalmente verra’ fuori un casino probabilmente disarticolato, ma cerco di farlo a scopo.. “catartico”. A volte si rimane sconcertati da alcune cose che si scoprono, oggi ho vinto una battaglia forte durata la bellezza di 32 anni capitolando in appena 3 giorni…ho forse finalmente capito che si puo’ essere non allineati con un certo stile di vita forse di piu’ facendone parte completamente che ostinandosi a rimanerne fuori. Mi rendo conto che il concetto non e’ chiaro ma esco da 3 giorni di lotta con me stesso per abbattere uno dei miei tabu’ piu’ grossi sull’uniformita’ degli individui in alcune realta’ sociali e lavorative. E’ strano come la stessa persona possa essere percepita in maniera completamente diversa, solo per il suo strato superficiale, ti viene da gridare… ehiiii io sono sempre lo stesso, cazzo non e’ cambiato niente , ed invece gli androidi ti guardano analizzano la superficie e reagiscono in base agli stimoli per cui sono programmati…. ma almeno cosi’ vedi gli androidi..riesci ad identificarli. Sono distrutto mentalmente per la stanchezza fisica e mentale di questa giornata, ho una voglia assurda di comunicare di lasciare uscire emozioni, di imparare a godere dei miei desideri eppure mai come in questi ultimi giorni sono stato riempito di affetto, di calore umano gratuito e questa cosa aumenta un pochino il senso di smarrimento forse, affetto reale su mezzo virtuale.. affetto reale su mezzo reale, insomma un casino, aggiungiamo il fatto che stasera ho cenato da solo in albergo in un’ambientazione plasticosa, fasulla , una realta’ sospesa quella delle hall e dei ristoranti di albergo, tante persone sole alle prese con i propri pensieri e tutte quelle rotelline le senti quando sei anche tu da solo….ed il risultato e’ un’inquietudine strana, una sensazione mista tra l’aver superato un’esame importante, il non essere soddisfatti del proprio rendimento (eh si si potevo fare di piu’), ed una strana sensazione di incompiuto addosso.

Chick Corea Live at Country Club (only in Japan)

novembre 14, 2004 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte

Sono riuscito a mettere le mani, anzi le orecchie su questo disco ( UNIVERSAL/STRETCH MVCR-243 )che non e’ mai stato distribuito in Europa una magnifica performance del trio di Chick Corea con Miroslav Vitous e Roy Haynes registrato Live in California Reseda nel 1982 , pubblicato in Giappone solo nel 1996.

In sottofondo ho messo un pezzo del solo di So in Love di Chick Corea 8forse uno dei pezzi piu’ belli mai scritti da Cole Porter), un capolavoro di equilibrio, l’ingresso sul solo e’ davvero equilibrato ed emozionante, con quelle note giuste, avro’ ascoltato i primi 40 secondi di questo solo almeno 20 volte di seguito, magnifico l’ingresso del walking bass di Vitous, basterebbero questi 40 secondi per giustificare la ricerca di questo disco. Ma ovviamente c’e’ molto altro per un grande trio della storia del jazz, ingiustamente spesso non citato tra quelli che hanno caratterizzato la formula del piano trio. Altri pezzi che meritano di essere ricordati sono la composizione di Chick Corea the Loop di cui postero’ una trascrizione presto e On Green Dolphin Street , standard Jazz molto caro a Corea. Nel disco spicca il contrabbasso pieno e lirico di Vitous, e la ritmica solida di Roy Haynes. Una domanda ma perche’ questo disco non e’ stato distribuito in Europa …? Misteri delle case discografiche.

Track List

The loop
Hackensack
So in love
Piano solo
Piano & bass duet
Dammit [drum solo]
Slippery when wet
Waltze
On green dolphin street

Rating: ★★★★★

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