La materia dei sogni
Il nostro gioco e’ finito. Gli attori, come dissi, erano
spiriti, e scomparvero nell’aria leggera. Come l’opera
effimera del mio miraggio, dilegueranno le torri che
salgono su alle nubi, gli splendidi palazzi, i templi
solenni, la terra immensa e quello che contiene; e
come la labile finzione, lentamente ora svanita, non
lasceranno orma. Noi siamo di natura uguale ai sogni.
(William Shakespeare La Tempesta)

Natale … in Jazz
dicembre 24, 2004 by quoyle
Inserito nella categoria Pianoforte
E’ inevitabile, con il natale ricordare le canzoni tipiche di questo periodo, allora auguro a tutti un buon natale consigliandovi un paio di dischi veramente belli che hanno come ispirazione il natale!
A Charlie Brown Christmas Vince Guaraldi Trio ( Un piccolo capolavoro l’arrangiamento di O Tannenbaum e comunque in questo disco davvero si riflette tutto lo spirito, l’ironia e l’innocenza dei personaggi di Schulz, e’ meraviglioso ascoltare il pianoforte di Guaraldi guidarci nel disegnare paesaggi innevati, ed atmosfere gioiose e natalizie sempre con ironia e dolcezza.)
Christmas Ivory Dave Mckenna ( Un pianista tra i piu’ classici e forse sottovalutati della storia del jazz che a quasi settanta anni continua a stupire per la leggerezza del tocco e la freschezza delle sue idee. In questo disco rivisita tutti ma proprio tutti i classici della tradizione natalizia, con un gusto meraviglioso. In sottofondo potete ascoltare da questo disco Let it snow, let it snow che sembra proprio invitare il cielo a lasciar nevicare, con una gioia quasi fanciullesca. Ogni pezzo di questo disco merita di essere ascoltato ed in questo periodo dell’anno, lasciar andare queste note toccate sul piano con questa eleganza e questo trasporto e’ suggestivo e capace di riscaldare il cuore.)

Light & Day
dicembre 21, 2004 by quoyle
Inserito nella categoria Appunti jazz
Camminavo per Lucca alla ricerca di regalini, ed in una libreria ho trovato un libro di fotografie di Jazz, bellissime, si ascolta la musica vedendo quelle immagini. In quelle foto si legge bellezza allo stato puro, gioia, voglia di vivere. Il fotografo e’ Guy Le Querrec, il titolo viene dal fatto di far uscire il jazz dallo stereotipo della notte e dei locali fumosi, fotografando attimi di vita per le strade, durante il giorno ed anche per il senso di leggerezza che evocano queste foto. Per Le Querrec il reale e’ l’impossibile, le sue foto raccontano il momento, l’attimo in cui una storia avrebbe potuto accadere, con una cura meticolosa dei particolari. Il possibile delle foto e’ quello che e’ accaduto, contiene la banalita’ delle cose che sono successe, il reale al contrario affascina grazie all’imprevisto, all’impossibile al quale appartiene.

Phil Woods By Guy Le Querrec

Bill Evans by Guy Le Querrec
Quincy Jones – Quintessence
Un grande arrangiatore, il sassofono magico di Phil Woods. Dalle note di copertina di questo disco delizioso la definizione del termine quintessence :
“l’essenza pura e concentrata di qualcosa : parte vitale ed essenziale”. Ed e’ proprio questo quello che si ascolta, l’anima del pezzo e l’anima di Phil Woods, che si appoggia sugli arrangiamenti caldi e vitali di Quincy Jones.
Davvero lo sguardo non poteva capitare meglio stasera, il disco scorre naturale bello e pieno di vitalita’, una vera gioia l’ascolto, un misto di forza, tenerezza, nel suono dei corni miscelato con sapienza a quello degli ottoni e dei sassofoni una miscela equilibrata ed emozionante, e la cadenza finale della title track affidata a Phil Woods e’ veramente una piccola perla del Jazz.
Ancora la tromba di Freddie Hubbard ed il sax tenore di Oliver Nelson, accompagnano gli altri pezzi di questo che e’ sicuramente uno dei dischi orchestrali piu’ riusciti di Quincy Jones. (Discografia)

Tracks List
1. The Quintessence
2. Robot Portrait
3. Little Karen
4. Straight, No Chaser
5. For Lena And Lennie
6. Hard Sock Dance
7. Invitation
8. The Twitch
Rating: 




Catavento
Musica per riavvii, per ripartire. Guinga, tanto grande quanto sconosciuto cantautore e chitarrista brasiliano. Io lo ricordo la prima volta che ho sentito un suo pezzo Catavento e Girasol, sono rimasto senza parole per quanto fosse insolita l’armonia e l’atmosfera, ed il testo bellissimo di Aldir Blanc.
Una capacita’ di creare melodie non prevedibili, armonizzazioni geniali ed atmosfere rilassanti, meditative. La musica giusta da usare come pennello per iniziare a tinteggiare di bianco il grigio e preparare l’azzurro. La versione di Leila Pinheiro di questo pezzo e’ incredibile, dolce ed ispirata con gli arrangiamenti di archi sempre di Guinga veramente belli (tra l’altro esiste anche un video bellissimo di un concerto Live di Leila Pinheiro con Guinga, dove e’ possibile apprezzare la grande tecnica di questo genio della musica brasiliana.) Qui ho messo gli accordi ed il testo originale di seguito una traduzione in inglese del testo.
The Pinwheel and the sunflower
My pinwheel has inside it
What’s on the outside of
your sunflower.
Between the open and the shut,
I asked you in sharp
And you laughed in flat.
You think only of space,
I require duration.
I’m a suburban cat
You’re a beach person.
When I obey the traffic lights,
I see you on skates
Coming on the wrong side
But when I come on as macho
You turn into a doormat
And don’t want confusion.
Neither of us gives in.
We don’t listen to advice:
I am the you that gets
Sucked into the mirror.I’m from Engenho de Dentro
And you live in the wind of Arpoador.
I’m retiring
And you’re gregarious
(the insect and the flower).
One of us roots for Mia Farrow,
The other for Woody Allen…
When I whistle a serenade
You dance the hula.I go in sneakers and jeans,
Find you overdressed:
High heels, evening togs…
When we fight on the street corner,
You put on airs
And insult me in English:
It’s “fuck you, jack-offâ€
And no one dares interfere:
You are the me that gets
Sucked into the mirror.We make peace in a motel
With our souls washed and pressed
Only to discover shortly thereafter
That it was to no avail.
During Carnaval,
The disillusion grows:
You go to Parati
And I to Cacique de Ramos.My pinwheel has inside it
The wide-open wind of Arpoador.
Your sunflower has outside it
The hidden engine from within
the flower.
I’m very nostalgic,
You’re contemporary,
I think before I do anything,
You’re so spontaneous!I know that one depends on the other
Just to be different,
To be complete.
I know that one leaves the other
When times get tough only to get closer.
You have a green way of being
And I’m rather red
But together we go
Sucked into the mirror.
















