Quincy Jones – Quintessence

Un grande arrangiatore, il sassofono magico di Phil Woods. Dalle note di copertina di questo disco delizioso la definizione del termine quintessence :

“l’essenza pura e concentrata di qualcosa : parte vitale ed essenziale”. Ed e’ proprio questo quello che si ascolta, l’anima del pezzo e l’anima di Phil Woods, che si appoggia sugli arrangiamenti caldi e vitali di Quincy Jones.

Davvero lo sguardo non poteva capitare meglio stasera, il disco scorre naturale bello e pieno di vitalita’, una vera gioia l’ascolto, un misto di forza, tenerezza, nel suono dei corni miscelato con sapienza a quello degli ottoni e dei sassofoni una miscela equilibrata ed emozionante, e la cadenza finale della title track affidata a Phil Woods e’ veramente una piccola perla del Jazz.

Ancora la tromba di Freddie Hubbard ed il sax tenore di Oliver Nelson, accompagnano gli altri pezzi di questo che e’ sicuramente uno dei dischi orchestrali piu’ riusciti di Quincy Jones. (Discografia)

Tracks List

1. The Quintessence
2. Robot Portrait

3. Little Karen
4. Straight, No Chaser
5. For Lena And Lennie
6. Hard Sock Dance
7. Invitation
8. The Twitch

Rating: ★★★★☆


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2 Responses to “Quincy Jones – Quintessence”

  1. utente anonimo scrive:

    ma cosa intendete per standars?

    QUINCY JONES?!? Ah, l’anima del commercio…

  2. quoyle scrive:

    Gli standards, sono pezzi famosi, che tutti i musicisti jazz conoscono, dei pezzi che costituiscono una specie di repertorio comune che consente quando ci si trova insieme in un locale e non ci si e’ mai visti di suonare insieme.

    Ci sono i classici di Broadway, i classici blues, quelli dell’epoca bebop,. pezzi piu’ recenti che sono diventati standards, e sono basati su strutture abbastanza comuni (AABA, 12 battute etc…)

    Un saluto

    Ah perche’ l’affermazione su QJ ?

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