One for Mingus ( Mood Indigo )

gennaio 8, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Appunti jazz, Contrabasso

E’ difficile scrivere qualcosa su Mingus, un personaggio troppo particolare e troppo importante nella storia del Jazz. Ma l’occasione per scrivere mi viene dalla gigantografia che ho visto sul blog di Colori Luminosi e da una frase che ho letto da poco di Mingus, unita ad alcune recenti esperienze musicali con musicisti troppo impiegatizi che si divertono poco a suonare, trattando la musica come se si trattasse di timbrare il cartellino..

"Good jazz is when the leader jumps on the piano, waves his arms, and yells. Fine jazz is when a tenorman lifts his foot in the air. Great jazz is when he heaves a piercing note for 32 bars and collapses on his hands and knees. A pure genius of jazz is manifested when he and the rest of the orchestra runaround the room while the rhythm section grimaces and dances around their instruments.” (Mingus)

"Il buon jazz si riconosce quando il leader del gruppo salta sul piano , si sbraccia e strilla . L’ottimo jazz si riconosce quando un sax tenore muove i suoi piedi in aria. Il grande jazz si riconosce quando il sax tenore tiene una nota acuta per 32 battute e collassa sulle sue mani e ginocchia. Un puro genio del jazz si manifesta quando lui ed il resto della band vanno in giro per la stanza mentre la sezione ritimica fa le boccacce  e danza intorno agli strumenti" (Mingus)

Viene fuori tutta la gioia e la forza della musica che c’e’ nelle note di Mingus da questa in apparente semplice concezione del jazz, come desiderio di vivere, e di gioire mentre si suona del grande jazz, cosa che moltissimi jazzisti anche fin troppo noti dimenticano spesso, cercando nel jazz una gratificazione puramente personale a prescindere dal puro divertimento e dal suono del gruppo.

Charlie Mingus by Guy Le Querrec

Un anno fa :

Commenti

10 Responses to “One for Mingus ( Mood Indigo )”
  1. utente anonimo scrive:

    Sai che poco prima che tu postassi, sono capitata sul blog di colori luminosi e spulciando qua e là mi ero incantata proprio sulla foto di Mingus e sulla teoria del dubbio?
    Eh eh eh.. :-)

    Upi

  2. quoyle scrive:

    Oh a proposito di dubbio stasera ho visto Ferro3, ancora devo capire se mi e’ piaciuto anche perche’ non era serata stasera… ero un po di fuori comunque la frase finale

    "E’ sempre difficile distinguere nel mondo il sogno dalla realtà’"

    Ti mette in testa un po di dubbi… effettivamente

    Ciao:-))

  3. utente anonimo scrive:

    Non l’ho ancora visto.
    Magari ti dirò.
    Ma sul fatto che io sia pensi che nel modo si scambino troppe realtà per sogni e viceversa, dovresti essere certo! ;-)

    Ps: Come mai cmq la scelta proprio di quei 2 smile? ..Sono un po’ inquietanti!

    Ciao e dormi bene.

  4. quoyle scrive:

    Si sono bruttini ma sto editor fa proprio schifo preferivo il vecchio testuale sai… bah

  5. caleidoscopique scrive:

    Ecco, io che non ho molta esperienza come musicista, ma amo il jazz nel suo istinto "improvvisatorio", amo gli spettacoli in cui viene fuori, in cui i musicisti, come per natura, fanno pazzie, usano gli strumenti in modo anomalo (senza infilarseli nei sederi, sia chiaro)…

  6. quoyle scrive:

    Probabilmente piu’ che in maniera anomala direi in maniera creativa come per esempio il solo piano di Bojan Zulfikarpasic-Solobsession un pianista non molto conosciuto che esplora veramente le timbriche del pianoforte fino a livelli inauditi..

    Ciao

  7. caleidoscopique scrive:

    …oppure usare il come percussione…

    Sì, creativo è migliore come termine…

  8. utente anonimo scrive:

    ciao, conosci “Duke Ellington’s sound of love”? io la adoro

  9. quoyle scrive:

    Si bellissima, davvero

    Ciao

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