In the Mood for Love
Non era la prima visione di questo film, ma averlo visto dopo 2046 lo ha reso ancora piu’ bello di come lo ricordassi. A parte la maestria nelle riprese di Kar Wai Wong, che descrive l’anima di un qualsiasi oggetto o personaggio, un muro umido, una lampada sotto la pioggia, il fumo delle sigarette, e rende sempre ma proprio sempre quel senso di ineluttabile, di nostalgia del possibile che non e’ avvenuto, quello che colpisce e’ l’imparzialita’ con cui viene raccontato il dilemma che impedisce ad una coppia di vivere il proprio amore a causa di una societa’ ed un codice di comportamento formale e restrittivo.
Davvero tanti i temi trattati in questo film, appunto dalle regole comportamentali formali ("Mi chiedevo come avessero iniziato.. adesso lo so") , al tradimento, agli incroci mancati nello spazio-tempo, all’ossessione per i fallimenti delle storie precedenti, al tema del governo di Honk Kong, non avevo notato la prima volta che anche in questo film c’e’ una stanza numerata 2046. Come sempre la colonna sonora e’ di una bellezza travolgente e lavora in sinergia totale con le immagini, trovo quasi insopportabile per la bellezza la scena finale girata nei templi di AngkorWat in Cambogia, con il violoncello che sottolinea i sentimenti legati alla nostalgia per quell’amore mai vissuto. Altri pezzi della colonna sonora che accompagnano i momenti piu’ sospesi della storia senza invadere le immagini sono Aquellos Ojos Verdes cantata da Nat King Cole ed ancora Perhaps, Perhaps Perhaps sempre nella versione di Nat King Cole.
Quei tempi erano passati. Niente che vi appartenesse esiste piu’
Egli ricorda quegli anni svaniti, come se li vedesse attraverso un vetro impolverato
Il passato e’ qualcosa che puo’ vedere, ma non toccare. E tutto quello che vede e’ sfocato ed indistinto.
Un anno fa :















Associazione d’idee: I’M IN THE MOOD FOR LOVE è una ballad il cui assolo di James Moody ha dato vita al meraviglioso MOODY’S MOOD FOR LOVE.. Proprio ieri ascoltavo uno dei capolavori di Quincy Jones, Q’S JOOK JOINT (1995): quella versione di Moody’s mood è così… così yeah!!
Ok, ok, non sarò mai in grado di recensire nulla, sono negata, ma quei vocalese e quegli arrangiamenti sono da brivido, parola di Nica.
Ciao Mr. Quoyle, e grazie per aver pregato con me.
La versione che suggerisce Pannonica è stupenda davvero! Take 6 e Rachelle Ferrell. Io amo molto anche quella di George Benson (intitolata Moody’s Mood) in duetto con Patti Austin, se non ricordo male…
Lo adoro quel pezzo e’ una linea improvvisativa cosi bop cosi’ bella
La ho trascritta e suonata senza mano sinistra per qualche giorno ed e’ un vero miracolo, si sente tutta l’armonia solo suonando la linea…
La hai mai ascoltata cantanta da Jon Hendricks
Sugli arrangiamenti di QJ non ho nulla da dire sono cosi’ davvero yeah.. non c’e’ altro da aggiungere e’ vero
Un saluto
Quella di Benson non la conosco, la ascoltero’
Ciao:-)
Ricordi benissimo!!
E’un caso ritrovarti anche qui?
Ti verrò a trovare..
Cercherò quella di Hendricks e ti farò sapere!
Dopo, andremo da Guitto…
Mi hai fatto venire decisamente voglia di vederlo..dopo 2046 poi e tutti i commenti scritti su quel film e le sue tematiche..non posso perderlo.
Vediamo che impressioni simili o dissimili dalle tue, mi darà stavolta Kar Wai Wong.
Sai che 2046 ormai lo lego a te?
Upi
Anche io 2046 lo lego a te e’ stato come “vederlo” insieme
Sono curioso di vedere che effetto ti fa adesso a rivederlo credo che In the mood for love sia piu’ bello non so piu’ romantico e meno “cinico” di 2046, o forse solo piu’ imparziale.
Già è vero, anche a me fece la stessa impressione, ci pensavo al cinema.
Cmq più “virtuale” di così!
..eh eh eh siamo andati praticamente al cinema “insieme”, senza conoscerci e in città diverse!
C’è da far da scombinare qualche legge spazio-temporale o qualcosa del genere!
Cmq se questo è meno cinico mi piacerà sicuramente di più..nell’altro mancava un certo calore dopotutto, l’ho sentito come un film superbo esteticamente, ma mi ha toccato meno di quel che pensassi.
Upi
Vero, superbo esteticamente ma mancava qualcosa , questo e’ piu’ sentito meno razionale sicuramente e dolce dolcissimo.
Dolce dolcissimo?…Corro!
Ho voglia che mi si cà rino i molari!
Upi
non ho visto 2046 accidenti, ma ho apprezzato come te in the mood for love. Ora aggiorno il tuo indirizzo ciao nadir
non conosco nessuno dei due film ma, grazie per la suggestione che hai regalato.
a presto, echizo
CIao Omero felice di leggerti di nuovo
Un saluto
PS… Quoyle non Nadir che nadir era l’alias del vecchio blog.
L’ho visto!
Upi
eh quindi dimmi qualcosa che ti e’ sembrato?
E’stato toccante stare a guardare i gesti non fatti, le parole non dette, gli sguardi abbassati..il pudore nascosto in una formalità che esasperava la dolcezza dei sentimenti, in un mondo come quello di oggi dove tutto è gridato, ostentato.
Qui tutto restava sempre sospeso e per questo in tensione..e non poteva essere che una storia non vissuta per rimanere così struggente.
Le inquadrature e i rallenti di Kar Wai Wong sono pura poesia e la musica che li accompagnava sembrava rendere, mentre i corpi si muovevano flessuosi, le emozioni e i pensieri improvvisamente più densi come i vapori della cucina dove entrambi andavano a comprare il cibo delle loro solitudini.
Tutti gli elementi esterni erano la voce delle emozioni interne, come dici tu..la lampada sotto la pioggia, l’asfalto bagnato, le volute del fumo delle sigarette..voce, ma voce sempre dimessa, quasi di nuovo celata nella quotidianità .
E l’interpretazione delle dita di lei?
Kar Wai Wong fa recitare le mani, i piedi, i movimenti dei fianchi fasciati dai bellissimi, castigati eppure più che sensuali abiti cinesi.
La motivazione del loro amore non vissuto, invece, a me è sembrata più personale che dovuta al codice sociale: il fatto di non sentirsi (almeno all’inizio) come i rispettivi coniugi (da qui il bisogno di comprendere, attraverso le immedesimazioni) e il fatto soprattutto di non volerlo essere.
Tutti e due hanno in casa e fuori, nei loro rapporti di lavoro e sociali, l’esempio di una tipologia d’amore in fondo più squallido, fatto di superficialità o di ipocrisie e menzogne..
I protagonisti hanno secondo me una sorta di rifiuto ad incarnare questo tipo di modello che non fa parte del loro modo di sentire, per questo lei aiuta il suo capo-ufficio, ma mente (la scena dell’invito a cena per il compleanno della moglie) per non entrare a far parte del mondo di bugie che pure gli gestisce con efficenza, ma asetticità e per questo entrambi in realtà cercano, in fondo fino all’ultimo, di essere diversi dai rispettivi coniugi.
Al tutto non potevano arrivare forse per le regole sociali..ma per la profondità e onestà del loro modo di sentire hanno preferito il niente.
Bellissimo e dolcissimo davvero.
Upi
PS: scusa la lunghezza del commento
Ehi.. bellissima questa tua descrizione e’ vero le mani i piedi di questo film parlano…
CIao
Quoyle
E ora continuo a farmi avvolgere dalle emozioni intense eppure impalpabili che Kar Wai Wong sà suscitare, con la bellissima colonna sonora di 2046.
Upi
PS. Mi sono vista anche “la leggenda del pianista sull’oceano” che avevo perso, a te che te ne pare?
Non lo ho mai visto lo ho sempre mancato ma volevo, cerchero’ di procurarmelo e poi ne parliamo
Ciao
PS Le 2 colonne sonore sono incredibili, bellissime, il contrasto tra la musica e le immagini e’ qualcosa di indescrivibile
Sì, vero.
Ciao quoyle, buona giornata.
Ti dirò la mia quando lo avrai visto non voglio condizionarti
Upi