Paolo Fresu Metamorfosi (Changing Mood)
quoyle Gennaio 21st, 2005
Riflettevo oggi sul tempo e "casualmente?" tra i miei dischi mi sono imbattuto in questo di Paolo Fresu. Nessuna metamorfosi e’ voluta ne tantomeno prevista, secondo Fresu che cita Lucrezio, nel De Rerum Natura. Quindi inevitabilmente ogni tappa della nostra vita, ogni accadimento sono semplicemente un punto verso cui in maniera inevitabile arriviamo. E questo concetto di Lucrezio, non ha una connotazione prettamente negativa, si e’ vero quel che accade e’ inevitabile, ma e’ anche vero dall’altra parte che tutto muta, la metamorfosi e’ continua ed il cambiamento anch’esso inevitabile, quindi tanto vale fare di ogni punto un tesoro per il cambiamento che seguira’. Effettivamente pensare cosi’ al cambiamento ed alle metamorfosi che spesso fanno paura, per il senso di ignoto, porta con se un sentimento misto di rassegnazione e dolcezza intervallata da momenti di cambiamento quasi esplosioni che portano verso altri momenti di quiete, e questa e’ la musica di Fresu in questo disco, un misto di rassegnazione (Si dolce e’ il tormento dall’Aria di Monteverdi) e dolcezza, sempre con sonorita’ estremamente delicate e dolci, la chitarra di Nguyen Le ricorda in alcuni momenti le sonorita’ del miglior Abercrombie e da’ sempre alla musica quel giusto spessore armonico e di supporto che le atmosfere sognanti e rarefatte richiedono insieme al contributo della fisarmonica di Antonello Salis, la sezione ritmica invece sempre in sottofondo nei momenti di pace e serenita’, appare in tutta la sua potenza (Roberto Gatto e Furio Di Castri ) nei momenti di metamorfosi, di cambiamento.
Albeggiava
Nell’aranceto,
Api d’oro
Cercavano il miele.
Dove starà
il miele?
Sta nel fiore azzurro,
Isabel.
Nel fiore
Di quel rosmarino.
(Garcia LORCA, da ‘Canzone sivigliana’)
Rating: 



- visioni , elucubrazioni , tromba , chitarra



scrivi sempre roundaboutmidnight vedo
ti piace la mezzanotte. ti ci trovi bene. non conoscevo questa poesia di lorca. quanti colori ci sono ddentro… sensazioni vere e proprie di odorato tatto gusto… bella. come il fiato di fresu e della sua tromba scandita dall’energia di salis. notte
Ottimo album. Molto particolare nelle scelte di repertorio, proprio a partire da quel Monteverdi.
Grazie della visita quoyle, la poesia è splendida…
pensavo, che spesso c’è la tendenza ad attribuire all’”abitudine” una connotazione negativa, ma non è in se un rifiuto del cambiamento, del nuovo. Accade sovente che le cose che amiamo ci diano un calore e una forza che ha il potere di rinnovarsi e rigenerarsi in se stesso. questo può appagare e alle volte bastare. cambiare deve essere una atto consapevole mosso dalla volontà e non dalla noia. chi si annoia non sa stare con se stesso e con le cose che dovrebbe amare e cambiare può essere solo un modo per non guardarsi dentro.
a presto, bel blog davvero.
X Noce eh si davvero mica avevo notato che posto quasi sempre intorno a mezzanotte
) Adesso il nome del blog mi piace ancora di piu’ perche’ e’ ancora piu’ me stesso, si mi piace la notte ,mi ci ritrovo bene roundaboutmidnight.
Ciao:-)
Chissà qual’è il tuo fiore azzurro?
(Adoro l’azzurro..il blu in particolare è il mio colore preferito.)
Sono molto d’accordo con quello che ha scritto Hobbs.
“…E se riusciste a custodire in cuore
la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita,
il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
Accogliereste le stagioni del vostro cuore
come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore…” (GIBRAN)
Che grande consapevolezza e maturità del senso della vita ci vuole per vivere così, dove ogni metamorfosi che spesso non scegliamo neanche, ci muova verso la pienezza di quello che possiamo essere, invece di invalidarci, come spesso succede.
Senza rassegnazione.
Non mi piace molto questa parola.
Gustare la vita io non riesco ad abbinarlo al termine rassegnarsi.
Spero di poter vivere davvero così.
Upi
mi spiace, ma di questo prorpio non sono capace, non mi invalido, vengo invalidato..
alla rassegnazione ,a volte, preferisco la rabbia… mi fa stare meglio.
ma questa è un altra storia.
Anche io alla rassegnazione preferisco la rabbia..ha portato sempre più frutti.
Upi
ah beh anche io preferisco la rabbia…. e la consapevolezza
Ah hoobs, dimenticavo, il cambiamento non lo cerchi tu… e’ lui che cerca te per fortuna, secondo me visto che tutto cambia e si muove, tanto vale accettarlo di buon grado prendendo in ogni punto un tesoro che da qualche parte e’ nascosto, molto diverso dalla rassegnazione
Ciao
Pero’ la musica di Fresu contiene la rassegnazione, almeno nell’aria di Monteverdi, la sento distintamente, in sottofondo e’ un dolce scivolare
Sì una dolce malinconia. Un ricordare.
Upi
…punto di vista molto interessante…
ciao.
per me anche la rassegnazione si accompagna sempre a una specie di rabbia, una rabbia dentro che rosicchia la tua capacità di azione e reazione. la malinconia è un’altra cosa. è un dolce scivolare, dolcissimo… e anche se scivoli magari dentro un baratro, tu intanto senti solo il movimento, ti senti come cullato. paradossale no?
il nostro libero arbitrio è scritto. nel senso che c’è un disegno ma noi possiamo dipingere in un modo o in un altro e lasciare la nostra traccia. la nostra libertà sta nel scegliere il modo con cui lasciare quella traccia di energia. magari costruendo un palazzo, componendo musica, scrivendo, sorridendo a qualcuno. finché si hanno energie creative si crea. poi puff. finito il senso.
credo anch’io che il cambiamento sia costante come dici tu quoyle e che una cosa è l’abitudine una cosa è il sentirsi bene nella dimensione scelta come dice hobbs, ma appunto spesso non ce ne rendiamo neanche conto e quando la distanza tra ciò che era e ciò che è si fa percepibile allora arriva la “batosta”. solo che porca miseria qui entriamo nella querelle senza uscita del destino già scritto o del libero arbitrio… secondo me almeno oggi
oddio ho le vertigini… improvvisamente mi sono sentita come quando da bambina mi fermavo ipnotizzata e mi chiedevo ma cos’è questa cosa? cos’è il mondo, la vita, l’universo dove è, dove va a finire. come facciamo a essere. che ci faccio qui. e cos’è qui?? che senso ha tutto questo???
mi gira la testa.
Condivido tutto, tranne il disegno…
il destino non esiste…
ma che bel commento davvero.
A me Fresu sembra un musicista molto sopravvalutato. Come Rava. Ma è solo un secondo me
Comunque quello che hai scritto fa riflettere e lo condivido. La poesia di Lorca lascia un bel segno dentro sai? Non lo conoscevo. A presto
Esatto Noce alle volte non ci si rende conto della metamorfosi in corso, ma si vede solo lo stato finale, anche io penso che il nostro libero arbitrio e’ scritto abbiamo un illusione di scelta, o meglio possiamo scegliere lo stile… forse e non sono neanche sicuro di questo. e ti capisco bene arrivi ad un punto in cui vedi il baratro il niente e senti che la tua ragione, la tua mente non possono aiutarti ed e’ una sensazione strana… condivido tutto quello che hai scritto…
Ciao
Colori sono d’accordo su Rava, non so c’e qualcosa che non mi convince, Fresu ha cuore… tanto, non e’ rivoluzionario ma ha coraggio non ha paura di affrontare metamorfosi e dal vivo sprizza energia e positivita’.
Si quella poesia e’ stupenda era citata anche quella da Fresu come ispirazione per un altro pezzo del disco metamorfosi, e’ una poesia piena di profumi, di aromi, di gioia di vivere e di amore.
Ciao
leggevo il timido dubbio che coloriluminosi insinua con molto tatto e rispetto riguardo a Fresu: non sarà un artista sopravvalutato? Secondo me non lo è e al tempo stesso lo è. E la cosa la estenderei a molti jazzisti italiani considerati “intoccabili” (Rava, Pieranunzi in primis). Grande tecnica, dal vivo come dice quoyle sprizzano brio ed energia creativa, ma quando si chiudono in studio di registrazione, a mio parere, diventano troppo cervellotici e chissà perchè imbrigliano quell’energia di cui sono capaci. La mia naturalmente è un’atroce generalizzazione, me ne rendo conto. Ma serve così, a parlare un po’ dei nostri gusti.
nooo non toccatemi fresu e dato che ci sono nemmeno rava e pieranunzi
) E’ un po’ ingeneroso dire che sono sopravvalutati per me … ditemi almeno perchè. (p.s. l’ultimo disco targa ecm di rava non mi è piaciuto tanto, ma dal vivo … l’ultimo di fresu 5et per me è una meraviglia, sono tre giorni che lo ascolto senza sosta)
Eh no non toccatemi pieranunzi, che ormai non e’ piu’ solo un jazzista italiano, e’ qualcosa di piu’
Un grande compositore, ed un ottimo jazzista europeo nel senso piu’ ampio del termine, la sua musica e’ contaminta dalle tradizioni mediterranee. Rava non mi piace, questione di pelle, anche se in alcuni dischi e’ bravissimo , Fresu mi emoziona, pur riconoscendo che non aggiunge grandi spunti di novita’ al panorama musicale italiano.
) ) diventano troppo cervellotici, con arrangiamenti troppo articolati.
E’ pur vero quello che dice Kreshatik che spesso in studio gli italiani (ma non Pieranunzi… eh
sapevo che toccare Pieranunzi avrebbe fatto accapponare la pelle a qualcuno.
) Sia chiaro, a me piace e m’inchino a lui e al suo talento, ma sarei un ipocrita se dicessi che amo tutto il suo repertorio. mentre, au contraire, quando penso ad altri musicisti fatico a scartare qualcosa. Dunque, la mia sensazione si basa su una mera e pessima virtù addizionale. Pessima perchè non corrisponde al valore reale che io dò alle cose. Per esempio, amo Jarrett ma anche di lui scarterei parecchie cose. Anzi, le scarto proprio. Per il semplice fatto che non mi piace ascoltarle.
La verità dunque, è che amo Pieranunzi, ma lo ascolto parzialmente.
Ommioddio come si fa a scartare qualcosa di Jarrett
))??
No cmq non e’ che mi si accappona la pelle, capisco benissimo la sensazione un po quello che mi hai detto tu su camilo, mi inchino alla tecnica ma non riesco ad ascoltarlo per piu’ di un tot…anche se di Jarrett e’ proprio difficile scartare qualcosa… ed io sono un jarrett dipendente…
Ciao:-))
Quoyle
Ciao Mr. Quoyle.
Credo che nulla sia per sempre e che l’unica realtà sia il cambiamento.. e aggiungo MENOMALE!!
Per questo è importante non mettere radici nel momento, anche se ci piace l’idea perché è rassicurante.
Nessun artista, che sia pittore o musicista, è sempre uguale nel corso della propria vita artistica ma, appunto, si evolve, matura.. segue un percorso, forse prestabilito (destino?)oppure no, ma resta il fatto che subisca una metamorfosi.. o che ne sia l’artefice..
Ho scritto un post, lo scorso ottobre, che parlava proprio di questo, “Destino, retaggi, individuazione” (non so linkarlo)in cui ho parlato anche di Lady Time; leggilo se ne hai voglia.
Riguardo i grandi nomi del jazz italiano contemporaneo, trovo che siano tutti dei professionisti di alto livello; forse un po’ troppo cerebrali e “filologi”.. che si prendano troppo sul serio?
Il jazz è sempre un momento di intensità, che sia di gioia o di malinconia.. è questo ciò che non sento nelle loro frasi perfettamente eseguite.
Ciao Mr. Quoyle…e… hai ragione, il jazz è notte..
… a proposito di Jarrett: è un mio abbaglio oppure l’ultima pubblicità della mercedes (o BMW?, non sono un grande amante delle macchine…) sfoggia alcuni accordi del Kohln Konzert in sottofondo? La qual cosa mi parrebbe strana, ma fino a un certo punto…
Si… e’ il Koln Concert
Quoyle
Pannonica letto il tuo post che linko io
http://www.pannonica.splinder.com/post/3104393
Bellissimo, e sono d’accordo con te quando dici grazie a tutte le persone che hanno incrociato la mia strada, e’ vero frequentare i loro sogni la loro ricerca di quell’immagine innata ha aiutato a sviluppare la mia ricerca e’ una cosa di cui mi sto rendendo conto specialmente in questo ultimo periodo.
Ciao
hei…
hei..?:-)
beh anch’io penso che la frase Nessuna metamorfosi e’ voluta ne tantomeno prevista non porti con se qualcosa di negativo.
In effetti se le cose devono andare in una direzione ci vanno e basta il problema è non lasciare che vadano senza fare qualcosa per migliorarle.speriamo nella metamorfosi in meglio.
Samuele.
Fresu ascoltato dal vivo di recente e almeno sul palco tutto il 5et riesce a tramettere energia ed emozioni come in poche altre occasioni ho potuto sperimentare di recente.
Metamorfosi e cambiamento ci accompagnano costantemente nel nostro percorso, solo gli stolti impiegano le loro energie a cercare di contrastarli