Fred Hersch Treviso 16 Febbraio 2005 (Endless Stars)
febbraio 17, 2005 by quoyle
Inserito nella categoria Concerti, Pianoforte
Un uomo mite, quello che si siede al pianoforte di questo teatro semivuoto, vestito di nero seduto davanti al suo piano ne sembra quasi una parte. Parla e’ dolce, morbido, come lo saranno le sue note, le note di un innamorato, mi piace il suo modo di affrontare il piano solo, abbandonarsi al flusso delle note, e’ nelle sue mani la dolcezza, accarezza i tasti non li percuote mai, il suono di new york, l’ideale di Cole Porter, Gerge Gershwin, reminescenze evansiane, l’amore per gli altri musicisti, il grande rispetto per il pubblico che lo ascolta.
Inizio del concerto Embraceable you uno dei pezzi piu’ belli mai scritti da Gershwin, un approccio lirico appassionato sempre molto morbido, le armonie si muovono agili, esplorando gli aspetti piu’ dolci della ballad, in sequenza So in Love di Cole Porter, un tuffo al cuore adoro questo pezzo, e l’interpretazione che ne da’ Hersch e’ quella di un uomo innamorato, innamorato della vita, di una donna, della musica, e’ una meraviglia quello che viene fuori da queste note.
Il concerto continua con un pezzo da songs without words Aria, un originale dal box di 3 cd rilasciato 4 anni fa, sono belle le composizioni di Hersch, fresche, molto evansiane certo, ma sempre particolari e terribilmente intime ed ispirate.
Quindi il suo amore per Monk con Let’s cool one, si sente lo studio approfondito del pianismo di monk, con quel suo suono cosi’ terribilmente newyorkese, e’ incredibile quanto si senta la mela nella musica di Fred Hersch, questo suono non potrebbe mai averlo un pianista Europeo o della West Coast Americana, suono metropolitano, suono di musical, suono di Broadway, odore dolciastro della citta’ che non dorme mai. E’ bella la sua interpretazione di Monk, che parte dissonante per diventare man mano sempre piu’ Hersch, mai violenta, mai troppo spigolosa.
Il concerto continua con un’ altro originale Endless Stars, ispirato dal cielo di una notte fredda, cosi’ racconta con dolcezza Fred Hersch da quel palco, la musica di Hersch in questo caso e’ impressionista, dipinge quella moltitudine di stelle di un freddo cielo invernale e per un momento davvero si ha l’impressione di vedere il proprio respiro nel freddo, il vento fra gli alberi ed un cielo meraviglioso, e’ struggente questa composizione, armonie cicliche che si rincorrono a tratteggiare con sicurezza i caratteri di questo cielo stellato, cluster di accordi dolci e leggermente malinconici accompagnano i miei pensieri che ascoltano e seguono meravigliati Hersch nella sua visione cosi’ armoniosa di questa notte.
Quindi un pezzo dedicato a Kenny Wheeler grande trombettista, intitolato Up in the Air, forse il primo momento di vuoto creativo del concerto, il pezzo e’ bello ma mi sembra non decollare, ma potrebbe anche essere la mia stanchezza ed il fatto che non conosco questo pezzo, non lo ho mai ascoltato prima le suggestioni sono molto evansiane come lo e’ il suo modo di suonare questo pezzo.
A questo punto arriva forse la perla di questo concerto, un pezzo di Duke Ellington e Billy Straihorn dedicato a Romeo e Giulietta Star Crossed Lover, una ballad difficile armonicamente complessa, atmosfere rarefatte, ed un cuore enorme su quei tasti, difficile trattenere la commozione per questa interpretazione da cui viene fuori tutto ma proprio tutto l’amore possibile fra romeo e giulietta, la tragedia ed il senso di ineluttabilita’ del destino, gia’ solo questo pezzo meriterebbe i 350 km fatti per ascoltare questa meraviglia. Il pezzo e’ congeniale al pianismo cosi’ intimo di Hersch, lo introduce con delicatezza, senza svelarne i segreti che piano piano prendono corpo con l’esposizione del tema e ci regala sempre una nota piu’ bella piu’ giusta, mai esagerando con la drammaticita’ sempre con serenita’ anche affrontando i momenti negativi e disperati della vita. Il concerto si conclude prima dei due bis con uno standard bellissimo Whisper Not di Benny Golson, uno swing particolare quello di Hersch, anche questo introspettivo ed intimo, il walking bass della mano sinistra e’ strano sincopato, alle volte si concede delle sospensioni che incrementano la tensione ritmica.
Quindi il momento del bis, il primo bis e’ un regalo, Mood Indigo un pezzo ancora che profuma di New York, la poetica di Ellington e Strayhorn, armonie sofisticate, presentate con leggerezza quasi fosse lo stato naturale della musica, quei voicings meravigliosamente naturali cosi’ caratteristici di Hersch. Il concerto sarebbe finito, perche’ e’ giusto che sia cosi’, ma non resisto ed inizio ad ululare la mia gioia per questo suo suonare ed essere cosi’ dolce e mite verso il pubblico, ed eccolo li che Fred Hersch rientra e timidamente dice ancora un pezzo ed e’ una ninnananna di appena un paio di minuti la bellissima e poco suonata Lotus Blossom ancora una composizione di Ellington e Strayhorn, un regalo insperato che lascia nelle orecchie il suono della serenita’ e della pace.
Grazie Mr Hersch per queste note e per le immagini di questa serata.
Un anno fa :So in Love (Cole Porter)
Strange dear, but true dear,
When I’m close to you, dear,
The stars fill the sky,
So in love with you am I.
Even without you,
My arms fold about you,
You know, darling why,
So in love with you am I.
In love with the night mysterious,
The night when you first were there.
In love with my joy delirious,
The thought that you might care.
So taunt me, and hurt me,
Decieve me, desert me,
I’m yours till I die,
So in love with you am I
















L’ho detto, caro Quoyle, che scrivi bene. Così dopo aver vissuto in teatro la serata, la rivivo su queste pagine.
Sto anch’io finendo di scrivere le mie impressioni sul concerto e davvero assomigliano molto alle tue. Grande Hersch (anche in questo).
Ciao
Francesco – jazzer.it
Beh non vedo l’ora di leggere le tue impressioni sul concerto e si decisamente grandissimo Hersch
Un saluto
Ho ascoltato anche io qualcosa di Hersh grazie a te Quoyle..e anche a me ha dato subito questa impressione di grande dolcezza.
Deve essere stato davvero bello ascoltarla dal vivo.
Secondo te davvero chi sà accarezzare i tasti di un piano in maniera tanto delicata..è perchè sa farlo fare anche con gli animi delle persone nella vita?
Upi spero di si, non sono cosi’ sicuro ma sicuramente chi accarezza i tasti in quel modo ha una sensibilita’ particolare e questo puo’ aiutare a fare meno male anche inconsapevolmente agli animi delle persone nella vita:-)
Musica sopraffina. Molto bello il file audio. Un saluto.
Zac
buon fine settimana quoyle, stai bene.
vorrei dire tanto ma posso solo dire: suggestiva cronaca.
a presto
Non siamo dei cultori di jazz pero’ il sottofondo che ci fai ascoltare e’ attraente
@ Siamoindue , sapete credo ci siano molti pregiudizi su quello che e’ Jazz o non lo e’ e su quello che comunica il Jazz. Credo ci siano molti errori nella comunicazione del Jazz, in realta’ questo blog era nato proprio dal bisogno di comunicare il jazz in un modo diverso, meno da casta, da addetti ai lavori che molto spesso leggo ed ascolto in giro. Contento comunque che abbiate gradito il sottofondo, Cole Porter e’ un genio assoluto della composizione, ha scritto insieme a Gershwin credo le canzoni piu’ belle dello scorso secolo ed e’ cosi’ difficile interpretarle in maniera da non stravolgerne il significato ed Hersch e’ stato bravo, questa sua interpretazione ha dentro il testo e la storia del pezzo.
Ciao un saluto
A proposito della tua risposta a siamoindue..continuo a dire che bisogna mettersi dietro di te ad occhi chiusi..
Conduci tu in posti inaccessibili, almeno per me.
Non so che darei per vivere immersa in QUEL profumo di New York..
Mi sarebbe piaciuto essere lì ad ascoltare Hersch, mi fanno stare bene la sua delicatezza e le sue note discrete e profonde.
Un bacio e a presto!
Nica
Ciao Quoyle!
Ieri sera ho assistito al concerto del sestetto di Rava con Francesco Cafiso: il concerto jazz più bello che io abbia mai visto e sentito.
Non era solo per la bravura dei musicisti (tutti eccezionali, a partire dal trombonista Petrella) ma anche l’attitudine, lo spirito jazz che crea qualcosa nei loro sguardi d’intesa, nel loro stupire estraendo suoni inusuali, negli urletti di compiacimento per l’improvvisazione del compagno…
Gran bel concerto, caxxo!
A presto Quoyle!
Cale
Ciao e grazie della visita.
Sono sopravissuto alla magnata inquetante. Le mie impressioni sul concerto di Hersch sono on-line da sabato, nel sito a questo link:
http://www.jazzer.it/2005/050218.htm
Spero ci sia un’altra occasione per rivederci un po’ meno “di corsa”
Ciao
Francesco
@ Jazzer :

Fantastico, mi piace come abbiamo sentito le stesse sensazioni ascoltando Hersch, bello
Ci sara’ certamente un altra occasiane quando sai di qualche concerto da quelle parti fammi un fischio io sono matto, mi muovo ovunque per ascoltare un buon concerto
@ UPI
)
@ Pannonica anche io non so che cosa darei per vivere in quel suono ed in quegli odori meravigliosi di NY, vero note discrete proprio cosi’ mi suonavano, discrete ed intime una gentilezza che mi ha toccato profondamente.
in effetti, Quoyle, Upi ha ragione: si ha l’idea di poter raggiungere posti sconosciuti ai più solo leggendoti… figurarsi ad assistere ad un concerto supportati dalla tua presenza espertissima. complimenti di cuore!
bello qui a rileggerti
ciao quoyle, letto e ascoltato.
stai bene.