Le isole incontaminate (Roots – Longing)

febbraio 28, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Vocal

Il fado e’ stato per me una scoperta recente, di un paio di anni appena, ascoltato per caso in un un pezzo molto classico di Fado accompagnato dalla chitarra classica, dalla chitarra portoghese e la voce assolutamente particolare cosi’ simile ad uno strumento di Maria Joao.

Da li e’ iniziato un percorso di avvicinamento al fado e man mano che scoprivo canzoni, cantanti, percorsi, mi rendevo conto che il fado ha radici comuni con il blues, ma la particolarita’ che lo contraddistingue e’ l’essere rimasto immune alle contaminazioni ed alle logiche commerciali.
Il fado letteralmente significa fato o destino ed e’ un genere musicale principalmente cantato, che esprime ed e’ legato in maniera indissolubile al termine "saudade" un termine dalla traduzione quasi impossibile, che esprime quel sentimento tutto portoghese e quindi brasiliano di "nostalgia" anche se nostalgia e’ limitativo in quanto la saudade non e’ solo riferita al passato ma contiene al suo interno tensione e speranze per il futuro.

Il binomio fado musica cupa e malinconica non e’ esatto non tutto il fado e’ triste , infatti pur essendo vero che il sentimento del popolo portoghese e’ inevitabilmente legato al dolore per le continue guerre, al canto degli schiavi africani delle colonie portoghesi, alle leggende che raccontano che il mare e’ salato per le lacrime versate dalle donne portoghesi in attesa del ritorno dei marinai, esiste sempre quella tensione verso l’orizzonte, verso il mare verso il navigare e scoprire.

Una sensibilita’ tutta femminile sembra venire fuori dal fado,  ed in effetti le piu’ grandi interpreti di questa musica tipicamente vocale sono donne, con un modo di esprimere questo sentimento incomprensibile almeno alla maggior parte di noi europei.

Per citare Misia una delle piu’ grandi interpreti contemporanee del fado:

«Nosotras exorcizamos el dolor de la vida de una manera más natural que el hombre. Claro que hay grandes cantantes de fado, pero me fascinan las voces femeninas porque transmiten con más fuerza la tragedia de la vida».

Un Europa strana quella del Portogallo, ancora in parte incontaminata, anche come tessuto sociale, molto lontano dalle luci sfavillanti del moderno occidente, una realta’ ancora rurale e semplice.
Ed il fado meraviglia delle meraviglie sembra essere immune alla globalizzazione, e probabilmente questo e’ un bene, ascoltare un pezzo di fado anche delle cantanti piu’ recenti come Misia o Mariza e’ sempre un esperienza "metafisica", come tuffarsi nel passato ed ascoltare qualcosa che riesce ad andare oltre i monopoli commerciali della musica, un oasi incontaminata in un mondo musicale spesso "corrotto" dalle logiche delle fusioni come esercizio di stile.

Infatti se nel post precedente parlavo di una fusione naturale, di radici comuni in cui i musicisti che portano nella loro anima queste radici comuni (roots come diceva Arabian nel commento al post precedente) non fanno altro che elaborarle e farle venire fuori con naturalezza nella propria musica, esistono molti esempi di fusione che non sono altrettanto naturale ma sono delle specie di mostri creati artificialmente in laboratorio con il solo scopo e fine di perseguire logiche puramente commerciali.
E’ come se l’identita’ del piccolissimo popolo portoghese fosse immune da questo tipo di contaminazione, e non credo si tratti di nazionalismo fine a se stesso ma semplicemente dal fatto che quelle radici sono talmente radicate, talmente forti, quel mare che tanto ha dato e tolto al popolo portoghese continua ad essere presente in quel sentimento di "saudade", in un modo di vivere gli avvenimenti quotidiani.

Abbiamo degli esempi di contaminazione del fado, ma anche in questo caso sono lo stato naturale di questa musica, aperture verso la musica classica con l’introduzione del pianoforte (bellissimo il connubio che Misia fa nel suo disco Paixoes Diagonais ospitando una delle piu’ grandi interpreti della musica di Chopin in portogallo Maria Joao Pires), oppure verso l’Africa che ne rappresenta sempre la matrice, l’origine la madre di tutti i ritmi.
Ed e’ impossibile vedere il fado slegato dalla poesia, dalla letteratura portoghese altra caratteristica che lo rende cosi’ difficilmente contaminabile. Le interpreti recenti e passate del fado hanno sempre attinto dalla poesia  che e’ anch’essa intrisa di un sentimento molto vicino direi in simbiosi con la musica del fado. Ed i versi di Pessoa presenti nelle composizioni di Mariza e Misia richiamano sempre un po la tragedia del vivere umano.Eppure sempre nelle note, nella musica di queste cantanti come nei testi dei poeti portoghesi si sente una tensione forte verso il futuro, la speranza che la tragedia del vivere umano contenga al suo interno la luce. 

Le isole fortunate (F.Pessoa)

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E’ la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
 
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
 
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,

dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c’è il mare.


Un anno fa :

Commenti

7 Responses to “Le isole incontaminate (Roots – Longing)”
  1. Jazzer scrive:

    Sì è bello il fado. Mi piace quel suo essere intimamente tragico, profondamente fatalista, ma anche carico di speranze e di magia.

    Le voci delle cantanti di fado poi sono ipnotiche, intense, dolorose e personalissime.

    Ti consiglio anche Bevinda soprattutto in Factum e Dulce Pontes (se non le conosci già)

  2. quoyle scrive:

    Dulce Pontes la conosco e la adoro, Bevinda no provvedero’ subito ad ascoltarla grazie per la segnalazione:-)

    Ciao

  3. kreshatik scrive:

    ciao quoyle.
    pur essendo stato più volte in portugal (cosa magari insospettata per un’anima orientaleggiante come la mia!) e pur amando molto pessoa, non ho mai approfondito la tradizione del fado. questo post, però, potrebbe essere un ottimo punto di partenza. :)

  4. Pannonica scrive:

    Ciao Mr. Quoyle!

    Il fado non è molto nelle mie corde ma adoro Pessoa.

    E mi piace sempre leggerti!

    p.s.: ma secondo te, perché il mio pc non mi permette più di ascoltare ciò che è “on air” nei vari blog che visito?

    Help!!!!

  5. quoyle scrive:

    prova ad installare Real Audio http://www.realaudio.com

    Sul fado ascoltandolo con attenzione si scoprono tante cose in comune con il blues, anche come sonorita’ prova ad ascoltare i due streaming che ho linkato nel post conengono delle sonorita’ davvero ipnotiche almeno per me in cui mi perdo come a guardare l’orizzonte (anche per quelli devi avere installato realaudio)

    Ciao Nica

  6. Flounder scrive:

    molti anni fa, forse quasi moltissimi, mio padre ci portò in Portogallo. era il 1985 o giù di lì.

    una sera a cena in un anonimo ristorante del barrio, a lisbona e una donna bella al tavolo di fronte al nostro.

    vedo mio padre alzarsi per andare a baciare la mano di questa donna. mio padre, l’orso, quello che non si è mai commosso. si parlano a bassa voce. lui le chiede di cantare, lei gli dice che ha smesso.

    lei gli chiede il suo nome, lui glielo insegna. lei gli sorride, gli dice che ha amato tanto un uomo dallo stesso nome, in italia.

    poi si alza e canta, senza musica.

    mio padre torna al tavolo e io chiedo chi sia. mio padre risponde: si chiama Amalia.

    Era Amalia.

  7. quoyle scrive:

    @Flounder bella bella questa cosa ed il modo in cui la hai raccontata :-)

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