BojanZ Torino 5 Marzo (Balcanian Fire)

marzo 6, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Concerti, Pianoforte

Vado o non vado, fino a stamattina la pigrizia mi tentava, ma pensavo a Solobsession, con le sue melodie, con il suo lirismo tutto balcanico a volte anche violento e prorompente ed alla fine mi son messo in macchina, cosi’ con leggerezza per questi 600 km alla ricerca di un ascolto appagante.

Adesso appena rientrato da Torino capisco davvero cosa mi sarei perso. Se il modo di suonare di Hersch era introverso, intimo, quello di Bojanz e’ estroverso, di quel tipo di calore balcanico, energia allo stato puro o meglio come far suonare qualsiasi cosa possa suonare, sempre con misura , il legno del pianoforte, il metallo delle corde, il pedale. Adesso capisco quello che dicevano alcuni ragazzi del centro Jazz che ha organizzato il concerto, cioe’ che Bojan avrebbe preferito un piano Fazioli al classico e splendido Steinway, perche’ il Fazioli esalta alcune sonorita’ percussive che sullo Steinway risultano meno incisive.
La partenza e’ stupefacente, con la mano sinistra a percuotere le corde basse del piano mentre la destra riesce ad innescare un ritmo travolgente su un semplice riff balcaneggiante, non me lo aspettavo cosi’ diverso da tutti i soli piano che ho ascoltato e penso di capire cosa mi colpisce cosi’ forte e’ il sentimento Europeo che viene fuori, Bojan e’ pienamente Europeo scappato dagli USA, vive a Parigi, nel suo sangue le ballate Bulgare, Balcaniche apprese sin da piccolo ed approfondite durante il suo servizio militare come direttore d’orchestra.
Ed ancora se Hersch sembrava una parte del pianoforte, questa volta Bojan ed il suo piano sono due entita’ distinte, una camicia azzurra lui, il piano nero completamente sotto il suo controllo, i pezzi tutti originali, il portamento fiero, lo sguardo sereno un sorriso azzurro come quella camicia.

Il secondo pezzo e’ intitolato Flashback in questa composizione originale come tutti i brani eseguiti durante il concerto, si rimane colpiti dalla presenza quasi "inquietante" dei grandi compositori Russi (Mussorgsky, Shostakovich ) miscelati con armonizzazioni Jazz ed un pizzico di sapienza del miglior Jarrett, la miscela e’ esplosiva e cattura completamente i miei pensieri che ascoltano meravigliati in quanti modi diversi possa essere armonizzata una piccola ed in apparenza semplice melodia che viene espansa fino a raggiungere il suo limite intrinseco e quello dello strumento che la crea…. immediatamente dopo parte un’altro brano questa volta dalle cadenze piu’ blues, sempre con ritmiche estremamente movimentate con richiami orientali classici e questa caratteristica assolutamente peculiare di Bojanz, trovare un riff per scomporlo in tutte le sue piccole componenti, farlo vivere sotto tutti gli angoli possibili, allontanandosi per vederlo meglio e poi tornando giu’ in picchiata su di lui.

Ed ancora un pezzo dalle suggestioni classiche e dal forte odore di cannella, di spezie orientali, con un forte senso di tensione verso qualcosa da raggiungere che non viene mai conquistata, le melodie sempre molto inquiete si inseguono sui vari registri della tastiera, dall’alto al basso, per ripiombare improvvisamente nella magnifica ossessione di un riff che viene continuamente riesposto ed immediatamente distrutto per arrivare al centro del pezzo con suggestioni e sonorita’ incredibili, quel pianoforte suonava come una balalaika su un tappeto di armonici di pianoforte….scopro alla fine che il brano era dedicato a Don Cherry ed alle sue suggestioni di precursore di quella che solo molto dopo sarebbe stata battezzata ‘world music’

Il culmine del concerto e’  rappresentato da una bellissima melodia tradizionale Bulgara credo si chiami White Silk nella sua traduzione Inglese.
E’ incantevole anche in questo caso il trattamento ritmico ed armonico che Bojanz riserva a questa melodia popolare  leggermente inquietante dopo l’esposizione del tema Bojanz parte esplorando ancora una  volta tutte le componenti nascoste e piu’ evidenti di questa misteriosa melodia orientale che per finire viene ancora sviluppata in una luce piu’ accesa e decisamente "jazzy" che porta all’esaurimento le energie creative di Bojanz

Un concerto suggestivo che mi ha regalato punti di vista nuovi sul pianosolo, una ossessione splendida di Bojanz che spero continui per molto tempo ancora considerando la giovanissima eta’ di questo pianista che rappresenta forse per la prima volta in maniera cosi’ evidente nella musica un modo intelligente per affermare la nostra bellissima identita’ Europea contaminandola con la bellezza del Jazz e delle sue radici africane.

Un anno fa :

Commenti

16 Responses to “BojanZ Torino 5 Marzo (Balcanian Fire)”
  1. ermionetraipini scrive:

    …sospiro…

    deve essere stato davvero bellobello…

  2. quoyle scrive:

    bellobellissimo direi…. :-)

  3. Sono contenta che tu sia andato.

    E deve essere stato bello anche sentire suonare uno con il sorriso azzurro.. :-)

    Quelli con certi colori sui denti devono trasmettere sensazioni davvero necessarie.

  4. recel scrive:

    evvai…. anche in questa domenica in cui provavo a far parlare il silenzio in me, sei arrivato tu con le tue magie narrate e le hai restituito quella colonna sonora che costituisce necessaria, suadente farcitura…

    mercì, Quoyle. e buona serata

  5. almavox scrive:

    hai ascoltato veloso mr quoyle?

  6. utente anonimo scrive:

    Mi piace Zulfikarpasic! Mi piace quel suo modo di suonare denso, tellurico, sporco di terra. Mi piace come mischia jazz, tradizioni balcaniche – lui che è nato da madre bosniaca e padre serbocroato – e soprattutto come riesce sempre a catturare l’attenzione mantenendo alta la tensione.

    Lo aspetto dalle mie parti!

    Ciao

  7. utente anonimo scrive:

    Dimenticata la firma: Francesco – jazzer

    chissà perché splinder certe volte mi riconosce e altre mi ignora? :-(

  8. nocedifool scrive:

    stanca da morire stop. occhi fuori fase stop. perdona noce, quoyle stop. copio incollo stop leggo domani a mente lucida per colazione slurp mi bevo le tue sensazioni. notte stop.

    nocestopronf

  9. kreshatik scrive:

    Avrei voluto venire anche io. Essermi perso l’esecuzione della Bulgarska in solo mi spiace. Pensare che avevo rinunciato a Torino per andare a sentirlo il 18 a Grenoble con Fresu, e invece, per altri impegni, devo rinunciare anche a quel concerto. Non puoi andare tu per me?, mi faresti da occhi e anima! :)

  10. quoyle scrive:

    @ Kreshatik ma e’ il 18 Marzo a Grenoble? Magari ci faccio un pensierino sai dove si possono trovare i biglietti/ :-) ?

  11. kreshatik scrive:

    Il contesto è il Grenoble Jazz Festival, non credo sia difficile prendere info… Io non guardo, se no m’incazzo. :)

  12. kreshatik scrive:

    ecco. Ho guardato lo stesso.

  13. almavox scrive:

    ho dimenticato di chiederti che strumento suoni; ho grande invidia per chi suona e’ una delle innumerevoli cose che vorrei fare ma la giornata e’ corta e lo spazio va suddiviso dalle priorita’.

    avrei tanto voluto suonare il pianoforte……..

    ma non posso rinunciare a fare l’artista e a mettere le mani “in pasta” dapertutto.

  14. quoyle scrive:

    @ kreshatik che tentazione adesso… vedro’ c’e’ anche un intervento di Maria pia de vito aspetto fino a venerdi’ poi decido… mannaggia

    @almavox naturalmente il pianoforte da come ne parlo… sono innamorato di quei tasti bianchi e neri.. eheh

  15. contrabbubis scrive:

    Ho una registrazione del suo concerto in duo con Michel Portal al festival del mediterraneo di Genova: meraviglioso!!!

  16. quoyle scrive:

    ed io vado a sentirlo sabato in duo con Michel Portal, registro e scambiamo che dici?

    Ciao

    Q

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