Di re, santi, poeti , samba e copyright
quoyle Marzo 8th, 2005
Leggevo su Internazionale della scorsa settimana uno splendido articolo sul Copyright ed il software libero in Brasile.
Riflessioni sul copyright che riesce ad andare oltre la volonta’ dell’artista, incredibile. Gilberto Gil, attuale ministro della cultura del Brasile, paese con la decima economia al mondo, ma con le piu’ grosse disuguaglianze tra ceti ricchi e poveri, accetta la proposta da una parte di passare al pinguino e dall’altra di formare un grande archivio digitale liberamente fruibile delle sue opere. Ebbene la sua casa discografica americana, che e’ proprietaria delle registrazioni lo impedisce, la Microsoft fa causa a Sergio Amadeu autore della rivoluzione Open Source in Brasile… insomma si solleva un ginepraio di problemi, contro la visione questa volta digitale di Gil di "Tropicalizzare" il mondo digitale facendolo partecipare gratis con gioia al Samba.
Mi chiedo che mondo e’ quello in cui la volonta’ dell’autore di un opera d’arte e’ soverchiata dai propietari delle registrazioni, Gil non e’ riuscito a rilasciare le sue opere sotto la bellissima licenza Creative Commons, e’ inquietante se l’industria discografica non ha permesso a Gil, il piu’ grande e famoso tra i musicisti brasiliani di riscattare (che brutto termine….) dieci secondi della sua opera, vi rendete conto che non ci sono margini di trattativa nel cercare soluzioni alternative.
Il mercato discografico non giova affatto agli artisti il cui unico vero scopo dovrebbe essere la diffusione della musica a quanti piu’ utenti possibile e la possibilita’ di esibirsi dal vivo il piu’ possibile per riuscire attraverso questi concerti a guadagnare dalla propria arte.
I problemi da affrontare sono tanti, ma e’ inconcepibile che l’industria discografica non recepisca i cambiamenti fortissimi che sono in atto nella fruizione della musica. Trovo davvero assurdo un mondo dove la proprieta’ intellettuale diventa una scusa per bloccare e frenare la crescita tecnologica e la fruizione della cultura da parte di tutti anche di quelli per cui il nostro evolutissimo mondo sta cercando di eliminare il diritto alla cultura eh si perche’ molti politicanti (che ad onor del vero non sanno neanche cosa sia la cultura) dimenticano che esiste un diritto inalienabile alla cultura come alla sanita’.
Pare che la prima sentenza per violazione del Copyright risalga al sesto secolo dopo cristo ai danni di un monaco irlandese Santo Columba che aveva una passione irrefrenabile per i libri ed in particolare per un libro dei salmi che il suo maestro Finnian aveva riportato in Irlanda dopo un viaggio a Roma. Questo monaco godeva gia’ di pessima reputazione per il suo insano desiderio di prendere in prestito libri e copiarli per la sua biblioteca personale. Finnian aveva negato al povero monaco di fare una copia per la sua biblioteca, ma Columba non seppe resistere e dopo notti insonni copio’ il libro… Finnian scopri’ la violazione e trascino’ davanti al re Dermot.
Il re sentenzio’:
"Come ad ogni mucca appartiene il suo vitello, cosi’ ad ogni libro la sua copia"
Columba rispose a questa sentenza con la prima citazione di Open Source o Creative Commons :
"Qualsiasi cosa trovi in un libro ho il diritto di metterla a disposizione degli altri uomini per la grazia di Dio".
Questa sentenza infuoco’ gli animi e sfocio’ nella battaglia del libro con circa 3000 morti… il povero Columba scosso dagli avvenimenti passo’ il resto della sua vita fondando monasteri con biblioteche importanti compreso quello di Iona (Scozia) dove nacquero alcuni tra i piu’ bei codici miniati della storia.
La festa e’ il 9 Giugno, da festeggiare per omaggiare l’ Open Source e rivendicare il diritto ad un mondo dove l’artista e’ l’unico propietario della propria arte.



ti ringrazio di questa delicata carezza
Sarebbe bello, “sarebbe”, ma violerebbe le regole del gioco. Io ti ho permesso di pubblicare un libro, un cd o altro? Adesso io ci devo guadagnare per sempre…
Come combattere contro uno dei pilastri della nostra moderna societa?
Il guadagno…
Io credo che sia possibile non mi rassegno utilizzo quando possibile software opensource per qualsiasi soluzione sviluppo sempre sotto licenza GPL. QUando sviluppo qualcosa la metto a disposizione della community, il guadagno c’e’ sempre ma e’ salvaguardato il processo che permette di condividere senza stupidi paletti.
Quello di dire ti ho permesso di pubblicare o registrare un disco adesso ci guadagno lo stesso e’ la logica degli spacciatori o dei protettori, ed infatti gli artisti e le loro opere vengono sfruttati…
Ciao
Storia davvero interessante quella di quel Santo. Sembrerebbe quasi un personaggio da “Il nome della Rosa”.
E ad avere un ministro come Gil qui in Italia…
@ caleidoscopique ed invece dobbiamo accontentarci di urbanik eh che differenza al massimo ci fanno apicella come ministro alla cultura….
Che bello quello post. Interessante e impegnato, direi. Grazie. Cyrano.
mumble… e se poi avessimo a che fare con autori che non intendono mettere a disposizione le loro opere? che ce ne facciamo dell’open source in quel caso? purtroppo non c’è ancora una chiarezza quando si parla di internet e open source e condivisione. non è una questione facile. condivido l’idea dell’open source ma a volte penso che l’opera, una volta nata, non dovrebbe essere “rivendicata” neanche più dall’autore. dovrebbe essere lasciata libera. ma la nostra natura ci porta appunto a parlare di mio tuo nostro. abbiamo bisogno di abbracciare certezze e solidità. e oggi anche di guadagnarci su. non posso sapere né controllare cosa diventerà la mia energia una volta che gli ho dato una forma e l’ho consegnata agli altri. non sempre. è il rischio e il bello. certo è che chi specula dovrebbe smetterla… ma ci sarà sempre chi specula. ma siamo sicuri di non riuscire a tornare al baratto? io do una canzone a te tu dai un pezzo di pane a me
della serie: le noci non smetteranno mai di riempirsi di illusioni…
Si Noce, lo so e’ un illusione, ma sicuramente e’ possibile limitare lo sfruttamento almeno per gli autori che non vogliono. Abbiamo ottimi esempi Steve Coleman, Greg Osby ed altri che mettono la loro musica a disposizione su Internet, e guadagnano attraverso i concerti, lo scopo di un artista e’ raggiungere quante piu’ persone possibile, e certamente vivere… ma il problema e’ che sulle spalle degli artisti ci vivono una miriade di speculatori e parassiti, ma poi forse hai ragione ed il gusco delle noci si riempie ancora di un’ altra illusione….
Notte
Apicella forse è il minimo, prova ad immaginarti un, che ne so, una Iva Zanicchi? Un’ Elisabetta Gardini?
Almeno (immagino) Apicella sa qualcosa a livello musicale…