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You and the night and the music

quoyle Marzo 27th, 2005

Ci sono standards molto noti, con un numero di interpretazioni quasi impossibile da conoscere con esattezza, e sono pezzi affascinanti perche’ hanno una storia complessa, accarezzati da molte mani e quasi ogni nuova versione regala aspetti nuovi a questi brani. Sono brani talmente famosi da far dimenticare la paternita’ del brano il compositore che lo ha creato. You and the night and the music e’ uno di questi l’autore Artur Schwarz, interpretato davvero da tutti i piu’ grandi di tutti i tempi.

A partire dalle innumerevoli interpretazioni di Chet Baker, a quelle di Bill Evans incise sulle sessioni Riverside, a Stan Getz ed ancora John Abercrombie , Dave Mckenna,  Art Pepper, Art Blakey, Hellen Merril, Frank Sinatra, Bob Berg, Tai Farlow e naturalmente Keith Jarrett che non poteva sfuggire al fascino di un pezzo come questo.

Io ho scelto una versione meno famosa di questo pezzo interpretato da Enrico Pieranunzi in duo con Phil Woods nel disco Elsa  ovviamente insieme a quella di Jarrett nel disco  At tbe deer head inn che rappresenta sempre la quadratura del cerchio, la sintesi di tutte le versioni precedenti rappresentando sempre il vero e semplice scarno cuore del pezzo, l’anima che esiste sempre dentro uno standard. La versione di Pieranunzi e Woods brilla per la luce del sax contralto di Phil Woods, che trabocca di swing e di lirismo senza mai cadere nelle trappole della retorica musicale, l’accompagnamento di Pieranunzi e solido e lascia lo spazio giusto al sax di Woods per sviluppare il tema e l’improvvisazione, ancora una volta una versione quasi dimenticata che ha aggiunto qualcosa alla storia di questo brano che e’ davvero raccolta dalle mani di Jarrett, che e’ quasi uno storiografo della forma musicale jazzistica con il suo perenne lavoro di ricerca su quel meraviglioso materiale che sono gli standards jazz.

You and the night and the music (A. Schwarz, H. Dietz)

You and the night and the music

Fill me flaming desire

Setting my being completely on fire

You and the night and the music

Thrill me but will we be one

After the night and the music are done



Until the pale light of dawn and in daylight

Hearts will be throbbing guitars

Morning will come without warning and take away the stars

If we must live for the moment

Love ‘til the moment is through

After the night and the music die

Will I have you?



Until the pale light of dawn and in daylight

Hearts will be throbbing guitars

Morning will come without warning and take away the stars

If we must live for the moment

Love ‘til the moment is through

After the night and the music die

Will I have you?
Un anno fa :

7 Responses to “You and the night and the music”

  1. unapersonaintornoon 27 Mar 2005 at 22:17

    Sai che adoro la notte stellata di Van Gogh?(..questo quadro deve essere però una versione meno conosciuta o una riproduzione)..comunque l’immagine a cui hai fatto riferimento è davvero adatta a questo pezzo…la quiete del paese che dorme nella notte e lo sconvolgimento armonioso del cielo..dove tutto si trasforma, evolve su se stesso…si espande in quelle volute stellate..è magia..potenza..poesia!

    E questo pezzo è il cielo..

  2. nocedifoolon 28 Mar 2005 at 01:31

    la mano di van gogh faceva musica… e tu pure, luminoso quoyle, non scherzi… :)

  3. almavoxon 28 Mar 2005 at 21:07

    si confermo che il quadro e’ una riproduzione e confermo anche che qualcuno doveva indicarmi come ascoltare certi suoi pezzi o addirittura spedirmali

    un bacio

  4. utente anonimoon 30 Mar 2005 at 21:48

    Pieranunzi è sempre un grande!

  5. Pannonicaon 31 Mar 2005 at 10:47

    Amo molto la versione Di Stan Getz con Bill Evans, Eddie Gomez e Marty Morell.

    Nell’intro, che segue la splendida versione di The Peacocks (la più bella che abbia mai sentito!)Stan Getz suona “Tanti auguri” per Bill Evans (quindi doveva essere il 16 agosto!)e gli dice “Happy birthday, Bill”! Segue l’intrigante swing di You and The night and the Music. Si dice che S. Getz abbia voluto farsi perdonare da Bill Evans il fatto di aver improvvisato lo Stan’s blues senza prima averlo provato insieme, o quantomeno comunicato. Bill Evans, infatti, si era così incazzato che in quel brano suona solo 4 note all’inizio e poi basta!

    Ciao Mr. Quoyle..

    Un bacio

    Nica

  6. kreshatikon 31 Mar 2005 at 10:55

    ciao quoyle! sempre belle e puntuali le tue rievocazioni degli standard e sempre colti e affascinanti i tuoi lettori che intervengono con aneddoti, come fa Pannonica in questo caso. Bill che tiene il broncio. Fantastico. Come far musica anche con le mani in tasca!

  7. quoyleon 31 Mar 2005 at 11:07

    grazie a voi per questi commenti che sono quelli che mi fanno desiderare andare avanti con il blog…

    Ciao

    Quoyle

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