EveryTime we say goodbye (Cole Porter)
quoyle Marzo 31st, 2005

Ragionavo su un pezzettino di testo di una bellissima ballad di Cole Porter precisamente Everytime we say goodbye.
Come sempre conoscere il testo di un brano e’ a dir poco illuminante per darne una lettura corretta, aiutare con l’armonia la melodia su cui scorre il testo.
E davvero mai mi ero accorto della genialita’ di questo frammento di liriche
E davvero mai mi ero accorto della genialita’ di questo frammento di liriche
"But how strange the change from major to minor
Everytime we say goodbye"
Everytime we say goodbye"
How strange the change from major to minor e l’armonia passa da un Abmaj7 ad un Abmin7 netto, duro, un cambio repentino che esprime con l’armonia quello che nessun testo avrebbe mai potuto esprimere con maggior chiarezza, dolcezza e bellezza, il passaggio da un mood maggiore ad uno minore improvviso e repentino… un pezzo di meraviglia e stupore mi ha attraversato continuando a ripercorrere sul pianoforte il passaggio che porta a questi versi ed il passaggio di armonia da un’atmosfera protetta maggiore aperta ad una chiusura rapida sul minore senza preavviso…
Anche in questo caso, troppe le versioni uno standard ricco di storia, denso di mani preziose che lo hanno rivisitato e lo hanno reso quello che e’ adesso, ripercorrere le armonie sulla tastiera del pianoforte e’ come sentire un pezzo della storia del Jazz sotto le proprie mani, ricordare una piccola sostituzione di Chet Baker, la dolcezza di Coltrane in My favourite Things del 1961, l’interplay fra Lee Konitz e Bill Evans in Crosscurrents, la voce calda di Carmen McRae , la magia di Cole Porter un genio della composizione e del raccontare i sentimenti umani attraverso la sua musica e la sinergia bellissima con le poesie che sono i testi delle sue canzoni.
Un anno fa :



Io sono particolarmente legato all’interpretazione di questo brano da parte del Charlie Haden Quartet West, del resto l’amore per la musica si lega anche al proprio vissuto personale. A tal proposito un altro brano per me importante è “you’ve changed”, ma adesso rischio l’OT… Ritengo “every time …” un pezzo splendido e non sapevo del legame tra testo e musica che racconti. Sì, mi piace sempre più la blogsfera.
Ciao
OT (era destino): Ricordavo di aver letto in questo blog di una tua passione per pieranunzi, non so se hai ascoltato “special encounter” con paul motian e charlie haden, io lo sto ascoltando da giorni e ancora non mi ha stancato, buon segno. Ciao
ah quoyle. sembrava facile questa meraviglia di porter ma non lo è affatto…
e adesso come faccio?… posso giustificarmi?
no no va beh studio studio!!!!
ps ricordi halleluja di cohen (quella ripresa da caecile norby)? and it goes like this the fourth the fifth, the minor falls and the major lift… ah che bella la musica!!!
@ruckert si vero la capacita’ di cogliere e di emozionarsi davanti ad un brano, e’ indissolubilmente legata al vissuto personale alla propria storia di ascolti, ed e’ sempre bello per me vedere quanto possano essere diversi i modi di sentire di un brano e quante versioni esistano di un brano, ascoltero’ quella del quartetto di Haden.
Come darti torto su You’ve changed, un pezzo bellissimo, l’interpretazione di Billie Holiday…
Il legame tra musica e testi e’ presente sempre nei grandi compositori, certamente nelle composizioni di Porter che non finisce mai di stupirmi come si fa come si fa a non ululare ascoltando So in Love, All of you, Just one of those things etc…..
@noce oh non mi ero concentrato su quel testo… una meraviglia che riesce a stare in piedi senza la musica, ha tutto il ritmo del gospel, e leggendolo e’ incredibile quanto sia difficile tradurlo tanto e’ musicale in inglese, ma che bellezza
la minore aumentata, la maggiore diminuita.. e sul minore un Eminore e sul maggiore un do maggiore netto forte ed all’interno del minore la spinta verso il maggiore e viceversa…. e la quarta adoro l’accordo di quarta la spinta irresistibile della quarta a cadere e risolvere sulla terza, perennemente in movimento alla ricerca di una risoluzione…
si che bella la musica
Ah ps… nessun brano di porter e’ mai semplice e secondo me Everytime.. e’ uno dei piu’ complessi insieme a So in Love, difficili da interpretare nonostante la loro naturalezza, mi affascina di porter come di tutti i grandi compositori la loro capacita’ di far apparire naturale all’orecchio quello che hanno composto, naturale e morbido come se fosse sempre esistito come se chiunque avrebbe potuto concepirlo…come se quel brano fosse sempre stato li, magia dei grandi
Un incanto.
Sempre un piacere leggerti, un piacere leggervi.
stai bene quoyle, buona musica a tutti.
;o)
questo pezzo lo conosco bene in varie versioni ed e’ a me straordinariamente vicino
Questo post arriva in un momento in cui, da cantante, stavo riflettendo sull’importanza di conoscere e capire i testi delle cose che si cantano (ovvio direte… mica tanto vi rispondo conoscendo molti cantanti ;p ) ma anche di conoscere le armonie che sottendono alle parole (almeno per certo tipo di musica).
Con questo tipo di associazione e di studio, in moltissimi casi, l’interpretazione di un brano nasce da sé, e si sviluppa senza forzature, senza voli inutili. Quoyle, come sempre, sei sempre super-acuto.
complimenti per il blog…una versione da ricordare di questo capolavoro è quella di annie lennox,quella che io preferisco tra le non strumentali.
porgo i miei omaggi