Steve Turre Torre del Lago 06/04/2005

aprile 7, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Concerti

Uno strumento difficile il trombone, tanto difficile quanto affascinante quando suonato bene. Come dimenticare il suono dei grandi del trombone Curtis Fuller, JJ Johnson, Bill Watrous, Tommy Dorsey e negli ultimi anni sicuramente la voce del trombone di Steve Turre.

Ero quasi incredulo suonasse in questa landa desolata musicalmente che e’ la Toscana, ma grazie alla passione autentica dei proprietari di questo localino (Lo chalet di torre del lago) l’evento e’ stato possibile.

Mi piace l’atmosfera rilassata e cordiale di questo locale, il posto giusto per suonare jazz, belle luci, bella atmosfera, tutti molto rilassati e felici di gustare una bella serata di musica, come dire un pezzettino di New York in Toscana…

Turre suonava con Marco Marzola al contrabbasso, Nico Menci al piano e Dion Parson alla batteria.



La formazione non era equilibrata , le logiche del soldo ahime hanno giocato la loro parte, il trombone di Turre era fantastico, caldo e variegato… ma quanti registri puo’ avere un trombone…. passare dalla dolcezza incredibile delle composizioni di Duke Ellington (definito da Turre il piu’ grande compositore NordAmericano) come per esempio Do nothing till you hear from me, fino alle sonorita’ taglienti di un pezzo originale di Turre (one for J dedicato appunto a JJ Johnson), per arrivare alle conchiglie marine suonate nell’ultimo pezzo addirittura armonizzando le linee a due voci utilizzando due conchiglie.

Turre e’ un personaggio ecclettico, un omone di un metro e novanta con una treccia di un metro… che balla ed incita i suoi musicisti, una forza della natura tutto con estrema semplicita’. Le sue improvvisazioni, ah una meraviglia , sembrava di sentire il trombone di Fuller nei Jazz Messengers alcune volte o il miglior JJ Johnson, ma sempre con un’impronta originale, con un suono diverso tipicamente Turre.



Il batterista era certamente all’altezza del compito, uno swing sanguigno, cattivo entrante, stile Art Blakey, nessuna concessione al suono, solo ritmo e swing pulsante, un drumming sporco, ma perfettamente in tema con il repertorio scelto dal leader del gruppo con cui si intuisce una grande intesa musicale.

La nota dolente della formazione e’ rappresentata dal contrabbasso di Marzola, la fisiognomica di un musicista mentre suona esprime molto, se e’ in difficolta’, se e’ in tensione, se e’ ispirato , se si diverte mentre suona … e quella di Marzola esprimeva insicurezza e fortissima tensione. Il basso era molto indietro nell’impasto sonoro del gruppo e il walking bass non riusciva a reggere lo swing da locomotiva di Parson, i soli veramente deludenti poca fantasia, assolutamente si notava lo scarto incredibile con l’energia dirompente che veniva fuori dal trombone di Turre ( a dire il vero anche la fisiognomica del batterista mentre Marzola faceva i suoi soli diceva tutto sulla sofferenza che non solo alcuni di noi del pubblico avevano quando iniziava un assolo di contrabasso).

Nico Menci al pianoforte, era molto solido, suonava in perfetto stile bop ricordando le sonorita’ dei grandi pianisti bop da Kenny Drew Jr a Bud Powell, senza avere una forte personalita’ suonando sempre un po troppo, i soli mancavano di costruzione e dinamica essendo ricchissimi armonicamente e ritmicamente, ma e’ come se in un discorso fra amici uno partisse a parlare dall’inizio alla fine senza fare alcuna pausa… dopo un po annoia.

Certamente un pianista solido su cui il trombone di Turre ha potuto contare per compensare in parte le carenze della sezione ritmica, ma nessun guizzo particolarmente interessante da annotare.



Comunque un bel concerto, in cui mi sono concentrato sul modo di suonare e vivere la musica di Turre, quel modo assolutamente particolare, quel mood jazz che solo un musicista americano puo’ avere. Ascoltando i soli di Turre davvero si percepiva la forza e l’energia dei grandi del jazz nordamericano, un modo di suonare il jazz e stare sul tempo che ho ascoltato difficilmente nei musicisti europei (a dire il vero mi sono concentrato anche sul pacchero al pescato del giorno che era buonissimo…. :-) ) )

Un anno fa :

Commenti

8 Responses to “Steve Turre Torre del Lago 06/04/2005”
  1. ruckert scrive:

    un po’ di invidia si è attenuata leggendo perchè mi sembrava di esserci stato anch’io, ciao :)

  2. quoyle scrive:

    Ruckert :-) ) (Invidia per il pacchero gnam che ti garantisco… era proprio buono eheh, anche se Turre non scherzava )

    Ciao

  3. utente anonimo scrive:

    Eh già…avevo letto!…un saluto affettuoso, Sol…”from major to minor”…già già già….

  4. Pannonica scrive:

    .. quanto mi mancano serate come quella che hai raccontato.. ormai mi consolo coi cd e, giusto perché adoro Curtis Fuller, appena arrivo a casa, metto sù la sua dolcissima Don’t blame me, che suona assieme a Bud Powell, e mi struggo un po’.. oppure ululo.. auuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!

    Ciao

    Nica

  5. Pannonica scrive:

    … dopodiché prenoto un soggiorno a Camarillo…

    Sempre io, Nica

  6. quoyle scrive:

    Oh Nica se prenoti a Camarillo eh mi raccomando un posto pure per me!

    Ciao:-))

  7. Sì, relaxin’(amoci) at camarillo!

    Tu e nica suonate blues e io ascolto con il bicchiere d’acqua in una mano e la pastiglia da prendere prima

    di andare a nanna che mi scioglie distrattamente nell’altra! Bello!

    ..e bello come al solito il tuo post..

  8. utente anonimo scrive:

    duecci:

    THE BLUE PACCARO….

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