Peter Erskine - You Never Know
quoyle Aprile 10th, 2005
Atmosfere rarefatte, sospensioni, riflessioni, delicatezza, il fluire circolare e naturale della musica e dei pensieri mentre si ascolta questo trio, cosi’ eterogeneo nei suoi componenti e cosi’ omogeneo e caratteristico nella sua identita’ sonora. John Taylor eclettico e romantico nel suo modo di suonare il pianoforte, Palle Danielsson una roccia un contrabbassista solido, caposcuola del jazz europeo e Peter Erskine, un batterista per cui non riusciro’ mai a trovare aggettivi che riescano a rendergli pienamente giustizia per il suo modo assolutamente unico di interpretare il drumming e far suonare in maniera cosi’ eterea e colorata la batteria. Un disco del 1992 , caratterizzato sempre dalla perfezione formale delle incisioni ECM, i suoni degli strumenti caratterizzati dai tecnici di Manfred Eicher si avvicinano sempre agli ideali, ecco se si vuole sapere come dovrebbe suonare un pianoforte idealmente, il campione di riferimento, basta ascoltare una delle registrazioni ECM e questa naturalmente non fa eccezione.
Il primo disco di questo trio, non esagero a considerarlo uno dei trii piu’ importanti degli ultimi anni, che ha prodotto in questa formazione 4 dischi sempre per la ECM. Sempre mi piace ascoltare il suono dell’Europa, l’introspezione tipica dei musicisti Europei in questa incisione, e la caratteristica di risultare un entita’ unica, quasi non distinguibile o scomponibile nelle sue portanti. Un trio da definirsi impressionista, probabilmente erede della tradizione del trio di evans, si delineano netti i paesaggi nella musica che si ascolta in questo disco ed un incredibile senso di possesso del tempo e dello spazio sonoro. La musica respira e’ ampia, non si intravedono i confini se non la linea d’orizzonte, le frasi larghe Taylor lascia crescere la frase non forza mai il tempo, ha un modo di suonare riflessivo e paziente. Sono presenti le suggestioni dei quartetti europei di Jarrett, il pianismo di Bobo Stenson (uno dei miei pianisti preferiti) e dei suoi trii attraverso la mano solida di Danielsson, Erskine invece porta la ventata di sperimentazione, le esperienze cosi’ incredibilmente eterogenee dei Weather Report, degli Steps Ahead ed il suo modo lirico di approcciare la batteria (non e’ un caso che il terzo pezzo del disco sia un originale di Erskine ed il pezzo piu’ lirico ed impressionista di questo disco)
La scelta dei pezzi e’ interessante si parte da suggestioni intimistiche di New Old Age un originale di Taylor per continuare il percorso attraverso originali di Erskine e alcuni pezzi di un grandissimo compositore quale Vince Mendoza (Amber Wave e She Never Has a window) per finire con una vera perla di pianismo di Taylor, un interpretazione di un pezzo non troppo famoso di Cole Porter Everything i love da Let’s face it. L’intro di piano di Taylor e’ magico, coglie esattamente il colore tonale del pezzo, quell’essenza che lo caratterizza, il suono e’ dolce innamorato come lo sono i testi del pezzo, una meraviglia l’ascolto , lo swing cosi’ etereo e nello stesso tempo entrante delle spazzole di Peter Erskine, il walking bass asimmetrico di Danielsson, e su questo tappeto magico il pianismo europeo di Taylor trova la sua giusta dimensione. L’ascolto regala serenita’, brividi e paesaggi sonori cosi’ ben delineati da diventare visivi…. Everything i love
EVERYTHING I LOVE (Cole Porter) ("Let’s Face It")
If I were Lord Byron, I’d write you, sweet siren, a poem inspirin’, a killer diller-oo.
Too bad I’m no poet, I happen to know it, but anyway here’s a roundelay that I wrote last night about you.
You are to me everything. My life to be, everything.
When in my sleep you appear, fair skies of deep blue appear,
Each time our lips touch again, I yearn for you oh so much again.
You are my fav’rite star, my haven in heaven above. You are everything I love.

Rating: 



- pianoforte , standards , visioni , contrabasso , batteria



Sono davero contento di essere capitato qui.
Ciao!
:( … non l’ho mai sentita, credo… se l’ho ascoltata non sapevo neppure che fosse lei… Uffaaaaaaaaa
basta. adesso quoyle urge consiglio su acquisto musicale: quale cd di cole porter per cominciare a colmare codeste enormi troppo enormi lacune?
@cautionlemmy you are welcome! Ciao felice di conoscerti
@noce difficile…dunque potresti provare con il songbook di porter cantato da ella fitzgerald,oppure quello di charlie parker della verve, oppure magari te ne faccio uno io con tutte le cosine carine che ci sono un po sparse in giro
stai fermo lì tu che se no ti ciacco!!!!
per ora cerco di procurarmi ella o charlie parker come mi suggerisci. se ho difficoltà te lo dico. don’t worry. grazie grandecuore!
Adoro l’incipit per prima cosa…
eppoi eh…everything..I’d wish to love..
Grazie quoyle.. un balsamo per le orecchie e l’anima spesso qui da te.
eccezionale qesto cd
vero Mendoz è un grande ma questo trio rilegge in modo eccezionale i suoi brani
da brivdo heart game e bellissimo amber waves (palle danielson qui e funambolico è bellissimo ascoltarlo mentre asseconda taylor nella esposizione del tema).
peccato che questo trio non esista piu’!!!!
a proposito di trio hai mai ascoltato tethered moon (con masabumi kikuchi, gary peacock e paul motian) o stephan oliva con bruno chevillon e sempre motian
ciao