Hallelujah
C’e’ un tempo per tutto, a volte lo senti arrivare , a volte ti ritrovi dentro e non ti sei neanche accorto del tempo che arrivava, adesso sono stanco, troppo stanco, ho un dolore troppo grosso dentro e non riesco piu’ ad ignorarlo. Forse ho sopravvalutato le mie capacita’, il mio desiderio di infinito che non serve a nulla se non cerco di indagare su questo dolore, questo dolore che sono bravissimo ad ignorare , ma che non voglio piu’ ignorare. E stasera, ed in questi giorni, lo lascio uscire, mi lascio penetrare voglio sentirlo bene, perche’ forse e’ l’unico modo per combatterlo, sono in riserva davvero stanco, alla perenne ricerca di risposte che non possono arrivare dall’esterno ma solo da quello che ho dentro. Tutto il mio tempo passato a proteggere gli altri, sempre attento che nessuno potesse preoccuparsi per come sto e nessuno se tu non dai l’avvio ti fa la domanda piu’ bella del mondo se sincera "Come stai?", ed io sono stanco, risponderei sto male va male, sono affaticato. Tutta questa protezione alla fine ti fa innalzare barriere di incomunicabilita’, paradossalmente con le persone con cui non dovrebbero esserci barriere e ti ritrovi con i tuoi genitori che sono degli estranei, gli affetti che non sanno quello che hai dentro, alla fine forse neanche il tuo io piu’ vero lo sa… ed adesso sono proprio in riserva, sento che e’ il tempo di capire meglio, il tempo di avere il coraggio di guardare dentro quello che e’ successo in questi anni di incuria, quel dolore al centro del petto lo richiede, la fatica di fare le cose piu’ elementari me lo richiede..
Un anno fa :I heard there was a secret chord
That david played and it pleased the lord
But you don’t really care for music, do you?
Well it goes like this:
The fourth, the fifth, the minor fall and the major lift
The baffled king composing hallelujahHallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah
Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrough ya
She tied you to her kitchen chair
She broke your throne and she cut your hair
And from your lips she drew the hallelujahHallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah
Well, maybe I’ve been here before
I’ve seen this room and I’ve walked this floor
I used to live with leonard before I knew ya
I’ve seen your flag on the marble arch
But love is not a victory march
It’s a cold and it’s a broken hallelujah
Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujahThere was a time when you let me know
What’s really going on below
But now you never show that to me do ya
But remember when I moved in you
And the holy dove was moving too
And every breath you drew was hallelujahHallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah
And maybe there’s a God above
But all I’ve ever learned from love
Was how to shoot somebody who outdrew ya
Well it’s not a cry that you hear at night
It’s not somebody who’s seen the light
It’s a cold and it’s a broken hallelujahHallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah
Hallelujah, hallelujah, hallelujah, halle…
It’s not what you’re told
It’s not her face
It’s not his touch
In the room you both share
Where he’s gone when he loved
When your time and your memory fills your dreams
When you’re honest and together
Together no more
No more
Hallelujah, until you’re nothing
Hallelujah, baby, until she’s everywhere
Hallelujah, until together you are somewhere I’d lost
Hallelujah, hallelujah.
















Senza parole, o forse solo tre. Scava … piano piano. Un abbraccio
è piacevole, a volte, abbandonarsi al dolore ed a sé stessi accompagnandosi con qualche canzone o musica col mood adatto…
Caro Quoyle, deve essere il periodo perché anch’io ho questo magone, questo tarlo, anzi questo verme solitario che mi scava dentro e mi fa star male. Molto male. Anch’io sono stanco, ma proprio stanco di vivere in questo modo e mi rendo conto che nulla potrà farmi cambiare sistema di vita. Non ho più gioia dentro di me, nemmeno dalle cose che sempre mi sono piaciute: la musica, la lettura, le cose che solitamente si fanno. Resisto solo per mio figlio. Onestamente non so per quanto.
@ Caleidoscopique: no, mi dispiace, non ci trovo nulla di piacevole…
Sei sulla strada giusta, Mr. Quoyle. Quando il dolore arriva non bisogna respingerlo, mai.. Perché, dopo un po’, si ripresenta travestito da qualcos’altro e, allora, è ancora più difficile rintracciarne le cause. Tante persone vivono un profondo disagio dentro se stessi, arrivando a vivere con estremo disagio persino la propria vita e i propri sentimenti contrastanti, senza sapere perché.
Chi ti vuole bene continua a farlo anche se gli mostri le tue debolezze, non c’è bisogno che tu finga che tutto va bene per non farlo preoccupare. Conosco quella sensazione di non voler pesare sugli altri, quel fare rassicurante che manda il msg che è tutto ok, che non c’è bisogno che gli altri si preoccupino per te e anzi, paradossalmente, sei tu che incominci ad occuparti di loro.. ma prima o poi si crolla, non te lo dimenticare..
Quindi, sì, sei sulla strada giusta, Mr. Quoyle..
A presto
Nica
Scusami se mi permetto pur non conoscendoti per nulla……ma è solo sviscerando bene questo dolore che riuscirai a vederci dentro quanta serenità e luce vi sia….
Ops….l’utente anonimo ero io…..
http://quelcherestadime.splinder.com
La meraviglia di cui ti parlavo, che come tutte le meraviglie sembra finire sempre troppo presto. Ma quando la riceverai, puoi sempre premere Repeat
un abbraccio quoyle
noce
Leonard Cohen – Who By Fire
And who by fire, who by water,
who in the sunshine, who in the night time,
who by high ordeal, who by common trial,
who in your merry merry month of may,
who by very slow decay,
and who shall I say is calling?
And who in her lonely slip, who by barbiturate,
who in these realms of love, who by something blunt,
and who by avalanche, who by powder,
who for his greed, who for his hunger,
and who shall I say is calling?
And who by brave assent, who by accident,
who in solitude, who in this mirror,
who by his lady’s command, who by his own hand,
who in mortal chains, who in power,
and who shall I say is calling?
l’istinto di proteggere è nobile quoyle, non fartene mai una colpa. ma alla lunga può diventare anche il segno di una arbitraria distrazione da se stessi. Non permettere che avvenga. Il tuo dolore è un richiamo a te stesso. ascoltalo.
*La vita che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride..*
F. Guccini – *Tango per due*
La vita, che buffa cosa, se pensi che, appena acceso il pc, il primo pensiero è stato di correre qui, solo per dirti che stamane avevo aperto gli occhietti con in sottofondo *Never let me go* versione Jarrett Trio.
La vita, che buffa cosa, se poi ti arrivo qui, e non so dire bene se i brividi montano per l’intensità della voce di Buckley o per quella tua sottesa, che urla d’essere ascoltata.
Per ora ti lascio un passo incerto di chi non vuol pestare – il mio -
Chè tanto, il resto, non ce lo si dice mai..
(Ti scrivo presto.
Ti leggo, ti leggo, non credere..)
…conosco bene questa sensazione “proteggere”… appoggiarsi agli altri (nel senso migliore del termine, perchè uno c’è l’ha…) è un atto dovuto non tanto alle nostre personali sofferenze, quanto pittosto ad un bisogno che chi ci ama ha il diritto di veder soddisfatto, perchè questo è voler bene. Prendersi cura di qualcuno senza permettere agli altri di fare altrettanto ci rende individui incompleti incapaci di ricevere amore, il tuo magone forse è la tua voce la tua richiesta di aiuto una spalla a cui aggrapparsi.
ti auguro di stare bene di sciogliere il nodo che hai in gola di trovare un posto dove appoggiare la testa e sentirti dire “come stai?” e sopratutto ti auguro di saper rispondere…
a presto.
sempre bello leggerti.
saper rispondere… (dice hobbs). in inglese c’è una parolina piccola piccola etanto intensa. can. sapere ma anche potere. riuscire a. a volte non è proprio facile riuscire a rispondere anche a una domanda tanto semplice come: come stai? ma a volte ci sono anche quelli che pretendono che tu risponda. e subito anche…
prenditi il tuo tempo quoyle. un abbraccio
noce
Ehi, grazie a tutti, davvero, anche un piccolo commento e’ come se mi avesse chiesto “Come stai?” bello grazie…
@Jazzer, non rassegnarti, coltiva le tue passioni, la musica cura, non puoi andare avanti solo per tuo figlio, alla fine scoppierai e non e’ giusto per te. Spero ci vedremo presto magari per un bel concerto ed una birra cosi’ facciamo 4 chiacchiere ed un po di peer to peer reale
@Arabian, si grazie scavo piano piano, sono anni che il processo e’ iniziato come dicevo a volte non ti accorgi nemmeno che il tempo e’ gia’ arrivato…
@caleidoscopique, no sono d’accordo con Jazzer, autocompiacersi del proprio malessere e’ deleterio, lasciarsi invadere per capirlo e’ diverso, hai la voglia di respirare come se fossi in apnea ed uscire in superficie a respirare finalmente…
@Nica, si vero lo so lo ho capito da poco, mettersi gli occhiali scuri , non immergersi fingere di non vedere e’ dannoso, rallenti il processo di guarigione, distogli lo sguardo, ma quello che non e’ risolto prima o poi si ripresenta in forme diverse. La vita e’ anche accettare e cercare di sconfiggere il proprio dolore, anche quello piu’ forte.
@Quel che resta di me: Grazie
@ Kreshiatik: L’istinto di proteggere e’ nobile, quando non diventa uno stile di vita, vero mi sono distolto troppo da me stesso ed innalzato barriere che non proteggono nessuno.. ne me ne chi mi vuole bene, anzi quando qualcuno che tiene a te vede delle barriere prova un dolore fortissimo e sordo anche se diventa cronico con il tempo. No adesso voglio proteggere quando e’ necessario aprire il mio cuore con tranquillita’ quando sento che il momento e’ giusto. Scrivere questo post e’ stato difficile, ma mi e’ servito per parlare di me che non sono cosi’ abituato a farlo…
^MalediMiele^ : Grazie come sempre i tuoi commenti sono profondi e sentiti e lo so che leggi, deve essere stato un bel risveglio quello con Never Let me go di Jarrett
)
@ hobbs : Si so rispondere, so come sto, la consapevolezza e’ il punto di partenza per risolvere, nei momenti in cui stai davvero a terra capitano delle cose, a volte trovi dell’affetto insperato in un angolino di mondo che ti riempie e ti fa stare meglio, so rispondere , so rispondere e voglio farlo con tranquillita’..
@ noce , non e’ facile lo so…. l’importante e’ accettarsi, non cercare di cambiare per adattarsi all’immagine che hanno di te gli altri, e certo trovare persone dall’altra parte che sappiano aspettare non e’ sempre facile, ma chi tiene davvero ad una persona e’ disposto ad aspettare tutte le risposte ogni cosa ha il suo tempo ricordi ? Ti abbraccio forte
Grazie a tutti davvero per il calore che ho sentito in questi vostri commenti:-)
bene mi fa piacere
è la scelta giusta
se hai bisogno sai dove sono
un abbraccio e un bacio
sugli occhi
toc toc.. ciao Quoyle.

entro nel tuo angolo di mondo in punta di piedi, per non far troppo rumore..
e aspetto di vederti,
per offrirti una mano da stringere
Stefania
Artemidoro:presente, anche se ora lontano, vicino perchè conosce bene la tua condizione.
Credo che abbandonarsi più di tanto al dolore (contrastarlo lo rafforza) sia e possa essere un punto di partenza per percepire quanto “dolore” ci sia nel mondo e nell’esistenza e anche quanto possiamo fare noi con gli indubbi doni che ci sono stati donati per lenirlo.Insomma, soltanto quando si esce dalla proprio individuale condizione (pur importante)per superarla proiettandosi nell’umanità il dolore (anche se non passa) assume un significato più profondo e trova in sè le proprie ragioni di superamento.Ciao
Art
Ciao quoyle,
volevo aspettare di vederlo riempito di parole e di anime (e sapevo che sarebbe accaduto) questo rettangolino di spazio dove hai regalato un pezzettino importante di te, prima di apparire anch’io fra gli altri.
Forse per noi è facile accoglierti mentre ti mostri, forse no..ma questo è quello che può accadere quando invece di proteggere da sè e dai propri dolori (nobile sì a volte, quanto pericoloso)..ci lasciamo solo conoscere e permettiamo che ci amino solo per quello che siamo anche nelle nostre debolezze e umane incapacità di reggere tutto da soli.
Che le abbiamo tutti..quelle. Tante, sì.
E se anche non accadesse, perchè saper amare fino in fondo è davvero un dono da chiedere..è comunque l’unica strada.
Poi sò che ci sono situazioni più o meno facili perchè questo sia possibile, ma è bello che tu abbia sentito la profonda verità che hai scritto.
Quelle barriere anche tirate su per proteggere..non proteggono..allontanano..non permettono di amare davvero e sopratutto di lasciarsi amare.
Ma sai già tutto quello che penso su questo, non serve in fondo che te lo scriva qui.
Sorrido solo al pensiero che forse..malandrino fu il famoso libro..
Quello per il quale, senza sapere ancora nulla delle nostre vite toccammo indirettamente nei nostri blog proprio questi argomenti, ricordi?
“..Ma il desiderio profondo di chi ci vuole amare sarebbe (..poi magari si scontra con le proprie incapacità anch’esso) quello di poterlo fare fino in fondo, anche oltre le proprie aspettative, fino a quell’ essenza struggente, magnifica e a volte anche estremamente meschina che è la totalità di un uomo nel bene e nel male…e farlo nella vita di tutti i giorni..”
Oltre tutte le barriere.
E allora..
Hallelujah quoyle..Halleluja!
..Verrà il tempo pieno dell’hallelujah, in qualche modo alla fine..verrà ..
E oggi..come stai?
Upi
Tante volte ho preso qualcosa e l’ho messa in un cassetto, ho fatto finta di non pensarci, poi il cassetto si è riaperto da solo ed alla fine non è stato un male. Leggendo le tue parole ho ricordato questo, non so se c’entra qualcosa, ma è quello che ho pensato perché mi è sembrato di vedere in un cassetto altrui e mentre guardavo non sapevo cosa dire, cosa dirti se non “come stai?”.
E oggi,
oggi come sta, Mr. Quoyle?
“fino a quell’essenza struggente, magnifica e a volte anche estremamente meschina che è la totalità di un uomo nel bene e nel male”. già . un abbraccio.
Sto ascoltando su Youtube Jeff che canta, ho ascoltato Elisa, i Bon Jovi, e ascolterò ancora mille voci famose e non… sono andata alla ricerca del significato di questa canzone… ma non c’è un significato, ce ne sono tanti quanti sono i suoi ascoltatori e i suoi lettori, sono capitata qui per caso.
Leggendo il tuo post, con questa colonna sonora e l’immagine di Jeff, posso solo scoppiare in un pianto silenzioso… ti leggo e mi sento… ascolto e mi sento… mi sento dentro… stanca e distrutta… qualsiasi cosa tu abbia hai la mia comprensione, o, quantomeno, un briciolo. Quel che posso da lontano.