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Come sto…. (Teatro del Sale 14 15 Aprile 2005)

quoyle Aprile 15th, 2005

Come sto, rispondo qui a tutti quelli che in maniera cosi’ delicata e carina mi hanno fatto questa domanda… giornata piena folle oggi, partenza alle cinque di mattina da Pisa per Milano in macchina, due riunioni inutili, il cuore di questa giornata e’ a Firenze stasera lo so su una tastiera bianca e nera di uno Steinway, voglio buttare il mio cuore li sopra, voglio essere me stesso tirare fuori quel dolore farlo sentire attraverso quei tasti, tre ore di macchina volano con questi pensieri, i momenti lavorativi mi sono indifferenti non sono li’ con il mio cervello sono gia’ a stasera voglio suonare  lo voglio davvero lo desidero un desiderio fortissimo…  rientro rapido a Pisa per trovare gli altri e partire per Firenze, arrivo al Teatro del Sale alle 18 per trovare un sorridente tecnico del suono ad aspettarci e leggo in quegli occhi qualcosa, ed a cena parliamo parliamo dei suoi tre figli, della sua vita dalla calabria alla toscana, della mia vita dalla puglia alla toscana delle nostre passioni, dei nostri studi, gli occhi di Paolo tristi tanto tristi e sperduti, un cibo incredibile in questo teatro ristorante, che tocca le corde dell’anima delle cialde alla panna che come nel romanzo/film tutte le mattine del mondo ti ricordano persone che non ci sono piu’ ne ho prese due una la ho lasciata nel piatto per lei.
Un appartamentino etnico arredato con gusto dove potremo dormire stanotte e dove decidiamo la scaletta della serata, odore forte di sandalo, di spezie mi piace questo bed and breakfast nel cuore di Firenze dove saremo visto che suoneremo due sere di seguito in questo posto magico…. ed arriva il momento tanto desiderato un pianoforte grande, enorme ed io mi siedo davanti pensando solo alla musica , essendo completamente in pace con il mondo almeno per quell intervallo di tempo. Inizio da solo Lagrimas Negras un pezzo dolce tormentato come mi sento io Re minore poi Sol settima secondo cinque primo gioco, il suono dello steinway mi riempie il cuore dio come e’ morbido dolce, come parla come riesco a passare tutto quello che provo dalle mie dita attraverso quei tasti bianchi e neri poi le corde ed i martelletti e lo sento bastano tre note che sara’ una meraviglia sorrido agli altri lo so lo sento che anche per loro sara’ bello….. e la musica esce spontanea parla , tutto quello che pensiamo che vogliamo viene fuori e sento la gente che batte i piedi, che si muove che applaude ed e’ una meraviglia, tutto scorre leggero, sento che le mie mani rispondono esattamente a quello che il cervello pensa, quella sintonia magica tra pensiero ed azione che capita cosi raramente e sono in un altra realta’ galleggio fuori da me stesso alla ricerca di quella felicita’ che non riesco a raggiungere che mi sfugge e suono piegato su me stesso, la testa piegata in basso alla ricerca di qualcosa…. il concerto finisce presto troppo presto, voglio rimanere in questo stato per un anno dieci anni tutta la mia vita, sospeso, galleggiando con i miei pensieri belli e brutti con la nostalgia con gli abbracci, le parole i sorrisi , quelli dati e non dati, le parole pensate e non dette, i baci ricevuti quelli dati quelli solo immaginati, le carezze reali e virtuali, il mio desiderio di amare e di essere amato, la mia fragilita’ e la mia voglia di mostrarla e non avere nessun pudore anche attraverso un accordo minore, un tocco delicato un modo di pormi davanti a quella meraviglia di pianoforte. Fine del concerto ringraziamo di cuore il pubblico questo posto fantastico per quello che ci ha donato stasera, per la meraviglia di suonare davanti a 100 persone in perfetta sintonia, in totale sinergia e contatto, e vengono due, tre quattro cinque dieci persone a farmi i complimenti ed io sono timido non li so incassare i complimenti, e mi sembra cosi’ strano. Una signora di una certa eta’ mi cerca e mi dice non mollare eh, non mollare…ed io penso come cazzo ha fatto a capire, come ha fatto, gli occhi la fisiognomica, il fatto che ho davvero messo il mio cuore, con i miei limiti con le mie difficolta’ sotto la tastiera di quel pianoforte… e la serata finisce in un odore dolce di primavera in una Firenze bellissima, con delle persone conosciute in teatro a parlare e bere del vino ad un angolino di Piazza Sant Ambrogio ed io penso come sto, come sto, confuso, ma certamente aperto, completamente aperto per sentire quello che gli altri hanno da dire e cercare di raccontare come sto, quello che ho dentro, come sto…. e domani un altro concerto nessuna aspettativa, quello che ho provato stasera e’ meraviglioso e questo mi basta per adesso, questo sentire amplificato , questo odore dolce di Firenze in primavera, queste luci soffuse, questa stanza estranea… come sto…

Un anno fa :

13 Responses to “Come sto…. (Teatro del Sale 14 15 Aprile 2005)”

  1. Pannonicaon 15 Apr 2005 at 11:45

    .. mi fai stare bene, come tutte le volte in cui ti leggo. Continui a far suonare le parole che scrivi e quel suono inizia a far star bene anche te.

    Piegato sulla tastiera, eh?… MA PERCHE NON C’ERO??

    Sei Yeah. Come sempre.

    Nica

  2. ArabianPhoenixon 15 Apr 2005 at 12:57

    …. grazie….

  3. ruckerton 15 Apr 2005 at 16:18

    Quante cose da dire… in primis ma sei di Pisa? Ogni tanto ci passo da quelle parti, l’ultima a Dicembre scorso. Così a Firenze, città meravigliosa che adoro. Se dovessi passare da quelle parti esigo un chianti rosso in pegno :) Leggere le tue parole è stato davvero un bell’intervallo in questo pomeriggio. Mi è sembrato di sentirlo quel pianoforte e mi è venuta voglia di cantare … “tiene lagrimas negras” … che bella canzone…

  4. quoyleon 15 Apr 2005 at 16:33

    @ ruckert non sono di Pisa, ma vivo qui da 15 anni ormai, la prox volta che ricapiti da queste parti .. assolutamente organizziamo serata di peer to peer reale con Chianti annesso eh? e davvero che bella canzone, la adoro hai ascoltato la versione di Bebo Valdes nel disco uscito credo lo scorso anno? Poesia pura il suo modo di suonare il piano, un grandissimo

    @ Nica che dirti se non yeah:-))

  5. myfavouritethingson 15 Apr 2005 at 18:38

    Questo post è bellissimo.

    Non so che dire, mi hai fatto tremare il cuore mentre lo leggevo.

    Come stai… Credo di saperlo, in qualche modo.

    Un abbraccio

  6. nocedifoolon 15 Apr 2005 at 19:41

    ciao cuoregrande… se allungassi la mano sono sicura che lo sentirei battere quel cuore, da quanto è vivo, da quanto palpita questo tuo racconto. ti abbraccio quoyle.

    noce

  7. ruckerton 16 Apr 2005 at 10:51

    ho scritto anche la recensione del disco di bebo e cigala sul mio blog un po’ tempo fa … mi pare verso ottobre, semmai dopo controllo e se ti va di leggere ti lascio il link. Lagrimas negras … che disco meraviglioso :) Per il chianti ti prendo in parola ;) ) ciao

  8. utente anonimoon 16 Apr 2005 at 13:48

    *Tempo verrà

    in cui, con esultanza,

    saluterai te stesso arrivato

    alla tua porta,

    nel tuo proprio specchio,

    e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

    e dirà: Siedi qui. Mangia.

    Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

    Offri Vino. Offri pane.

    Rendi il cuore a se stesso,

    allo straniero che ti ha amato

    per tutta la vita, che hai ignorato

    per un altro e che ti sa a memoria.

    Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

    le fotografie, le note disperate,

    sbuccia via dallo specchio la tua immagine.

    Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

    *Amore dopo amore* – Derek Walcott

    - da *Mappa del nuovo mondo* -

    Bentornato, Mr. Quoyle.

    Bentornato.

    (E questa è per Lei, perchè me l’ha riportata alla mente..)

    Altro?

    Un abbraccio virtuale,

    nella speranza di poterLa ascoltare per davvero, prima o poi, e non soltanto tramite vibrazioni.. (che non è poco, però..)

    *Maledimiele*

  9. quoyleon 16 Apr 2005 at 20:16

    @ Myfavouritethings, grazie davvero :-) sono felice che sia arrivato in un certo senso quello che ho provato.. credo anche io che tu in un qualche modo sappia come sto…

    @Noce solo un sorriso :-) si lo sentiresti davvero.. Bacio

    @MalediMiele MR Quoyle ringrazia ed e’ la seconda volta in pochi giorni che si imbatte in questa poesia che lo aveva davvero colpito, si sente davvero un po cosi’un abbraccio anche a te

  10. unapersonaintornoon 16 Apr 2005 at 23:50

    Stai suonando.

    Io sto in silenzio.

  11. artemidoroon 17 Apr 2005 at 00:06

    spero tu sappia apprezzare tutte le cose belle e preziose che sono in te e intorno

    saluti

  12. kreshatikon 18 Apr 2005 at 16:18

    caro quoyle, che dirti? a volte le tue parole tamburellano sulle corde più profonde dei tuoi lettori come sui tasti di un pianoforte (decisamente uno steinway, vista la qualità dei tuoi lettori) :) )Lagrimas negras sarebbe stato un ottimo commento musicale al mio ultimo post. Virtualmente è dunque legato questo post. ciao.

  13. zaritmacon 18 Apr 2005 at 23:06

    A una musica così non si può fare eco. Ma all’amziana signora sì: non mollare…

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