Strade Blu ( Dei pensieri notturni..)

maggio 28, 2005 by quoyle  
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Bisogna stare attenti ai pensieri che

vengono di notte:
non hanno la giusta

direzione
, arrivano a tradimento da luoghi

remoti e son privi di senso e di limiti.

(Strade Blu W.H. Moon)

Vivo spesso di notte, nonostante i miei impegni lavorativi, e’ sempre stato cosi’, da quando riesco a ricordare, gia’ al liceo studiavo spesso la notte sfidando l’ira di mio padre che non capiva quella mia strana abitudine di stare sveglio, ad ascoltare la radio e studiare. Erano i tempi di rai stero notte, ah quanta musica bella ho scoperto con quelle trasmissioni, ancora ho alcune vecchie cassette che gridano vendetta con le registrazioni di quelle trasmissioni, ne ricordo un paio distintamente, il mio incontro con la musica di Wayne Shorter, gennaio 1988 dal disco Atlantis, una folgorazione quell’ascolto, la musica di Millton Nascimento con Wayne Shorter in Native Dancer.

(Una notte sul monte serra Aprile 1996 Halebop)

Non ho mai capito bene il perche’ passato il momento per me critico del tramonto

"- brevi istanti né giorno né notte – le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo a loro volta un’arcana tonalità blu. È l’ora in cui le strade blu hanno un fascino intenso, e sono aperte, invitanti, enigmatiche: uno spazio dove l’uomo può perdersi."

passato questo momento di transizione i colori cambiano, inizio a perdermi, a vagare liberamente ed a volte pericolosamente tra i miei pensieri, questi visitatori che arrivano senza direzioni precise, e rispetto al giorno sembrano non avere limite. Poi le nottate passate nei primi anni di universita’ a fare le quattro di mattina in jam session, anche con gli esami alle porte, sentendomi sempre piu’ a mio agio in quell’atmosfera notturna.

Le nottate passate a riflettere a sentire il cervello andare a vuoto, girare sempre sugli stessi concetti, sugli stessi pensieri a cercare di razionalizzare quello che non puo’ essere razionalizzato.

"Quella notte, mentre mi rigiravo nel letto chiedendomi se avrei fatto prima a prender sonno o ad esplodere, ebbi appunto l’idea. Un uomo che non riesce a far quadrare le cose può sempre levare le tende. Può mollare tutto cercando di tirarsi fuori dalla solita vita. Può mandare al diavolo il tran tran quotidiano e correre il rischio di vivere il momento secondo le circostanze. È una questione di dignità."

E questo libro che mi e’ ritornato fra le mani per caso in questi giorni riporta su quella copertina :

"Pisa 2 Agosto 1995 Feltrinelli – Taranto 25 Agosto 1995"

Non ricordo piu’ come era il 25 Agosto 1995, la vita precedente, il prima, adesso sembra tutto ‘naturale’ tutto come deve essere, i colori sono quelli di adesso o quelli di allora, i suoni che sento sono quelli veri? Domande senza risposta, che risposte non ce ne sono purtroppo..

"Uno strano rumore interruppe la mia agitazione. Andai alla finestra e l’aria fredda mi entrò sin negli occhi. Lí per lí vidi solo le stelle. Ma poi, nel buio di una notte di marzo, intravvidi due stormi intrecciati di anatre bianche e blu che lanciavano il loro grido dirette a nord, formando una W ondeggiante nelle profondità del cielo, con i candidi ventri spettralmente illuminati dal riverbero della città e il collo proteso a settentrione. Poi spuntò un altro stormo da chissà quale parte del sud, guidato anch’esso dal medesimo istinto di accoppiamento. Una nuova stagione. Risposta: si comincia seguendo la primavera, come le anatre – nell’oscurità, col collo dritto in avanti."

E ricordo, ricordo sempre, con il collo dritto in avanti, ma ricordo per non lasciare al vento quello che ho visto, e quello che ho conosciuto.

(On Air EnRico PIeraNunZi a NaMelEss GaTe)

Ill wind (you’re blowin ‘ Me no good)

maggio 25, 2005 by quoyle  
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Poi gli dissero:

Tutto quello che hai visto, ricordalo,

Perche’ tutto quello che dimentichi

Ritorna a volare nel vento

(Versi di un canto Navajo)

Ill Wind (you’re blowin me no good) H. Arlen, T.Koheler

Blow ill wind,
Blow away,
Let me rest today.
You're blowin' me no good,
No good.
Go ill wind,
Go away,
Skies are oh so gray
Around my neighborhood,
And that ain't good
You're only misleadin' the sunshine I'm needin',
Ain't that a shame
It?s so hard to keep up with troubles that creep up
From out of nowhere,
When love's to blame.
So ill wind, blow away.
Let me rest today.
You're blowin' me no good.
So, ill wind, blow away,
Please let me rest today.
You're blowing me no good, no good, no good.
(BEn WEbsTer is bLoWin'...)

Il testimone…

maggio 23, 2005 by quoyle  
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Ricevo da ben due fonti di cui stimo gusti e competenza musicale (Jazzer e Ruckert) l’invito a prendere il testimone di questa staffetta…. non posso rifiutarmi considerando che mi si chiede di parlare di musica e divento logorroico…:-)

Volume totale dei file musicali

Eh complicato, svariati GB , ascolto molta roba, il vero problema e’ che poi mi piace avere il disco originale, libretto, custodia, qualita’ audio quindi… praticamente una buona fetta dei miei introiti vengono fagocitati dall’acquisto di dischi.., ma sono molto dinamici perche’ cancello quello che compro e quello che non ascolto, tengo solo rarita’ su mp3 come molti dei concerti inediti di Miles Davis che non sono riuscito a reperire in altro formato in giro..

Diciamo che mi sono dato una regola se ascolto piu’ di 5 volte scatta l’acquisto se non ascolto o non mi piace cancello.
L’ultimo CD Comprato Radiance di Keith Jarrett
Canzone che sta suonando ora : Beh Petra Haden e Bill Frisell Moon River
Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso, o che significano molto per me

Diciamo che queste sono cinque canzoni presenti spesso nella mia vita, ricorrono ciclicamente e sono tutte legate a momenti particolari di "rinascita" ah il prezzo da pagare per entrambi per avermi coinvolto in questa staffetta e’ sopportare le mie elucubrazioni su questi pezzi perche’ se devo scegliere per solo 5 dico solo 5 pezzi occorre dare delle motivazioni piu’ che solide, sentimentali o tecniche:-))

The Wind  Keith Jarrett
Blue in Green Miles Davis
Babylon Sisters Steely Dan
I talk to the wind King Crimson
Lagrimas Negras M. Matamoros

The wind ha segnato il mio incontro con Jarrett, il concerto di Parigi e’ stato uno dei primi ascolti in un percorso assai strano che mi ha legato in maniera viscerale alla musica di Jarrett, era il 1995 un brutto periodo, questa canzone e questo disco mi hanno aiutato nel rigenerarmi ed avvicinarmi ad un mondo nuovo dell’approccio al pianoforte.
Blue in Green, eh che dire, la ascoltai per la prima volta ad un concerto dal vivo ero molto piccolo credo fossimo nel 1990, un gruppettino locale pugliese con un cantante, ricordo che rimasi incantato dalla ciclicita’, da quelle melodie ed armonie che continuavano a ripiegarsi su se stesse, comprai il disco di Davis il giorno dopo per scoprire un altro pezzo incredibile della mia "educazione sentimentale" Bill Evans
Babylon Sisters: Questo disco contiene certamente il piu’ bel pezzo mai scritto dagli Steely Dan Babylon Sisters, un groove particolarissimo di batteria e basso accompagna gli arrangiamenti eleganti di Donald Fagen, tanto caratteristico il groove che venne denominato "Purdie Shuffle" dal nome del batterista che lo suonava nel disco Bernard "Pretty" Purdie. Un brano che mi ha aperto i confini a sonorita’ nuove, all’utilizzo dei piani elettrici, mi ha fatto adorare le sonorita’ ed i tappeti che sono presenti discretamente ovunque in questo disco.

I talk to the wind:
Il testo, meraviglioso, che mi lascio’ davvero senza parole erano credo gli anni del liceo quindi siamo nel 1987/88

Said the straight man to the late man
Where have you been
I’ve been here and I’ve been there
And I’ve been in between.

I talk to the wind
My words are all carried away
I talk to the wind
The wind does not hear
The wind cannot hear.

I’m on the outside looking inside
What do I see
Much confusion, disillusion
All around me.

You don’t possess me
Don’t impress me
Just upset my mind
Can’t instruct me or conduct me

Just use up my time

I talk to the wind
My words are all carried away
I talk to the wind
The wind does not hear

The wind cannot hear.

Lagrimas Negras di Miguel Matamoros, pezzo scoperto recentemente da circa 2 anni che mi ha guidato nella rinascita musicale, mi ha riportato le mani sul pianoforte e gia’ per questo dovrei essergli terribilmente grato. Ogni volta che lo suono dal vivo lo sento piu’ mio. SOno armonie che ho dentro, e’ uno di quei pezzi miracolosi, con cui riesco a giocare, ad adattarmi al sentire che c’e’ dentro, ed ogni volta davvero quale che sia il mood della serata, suonare questo brano mi regala delle emozioni

Aunque tu me has echado en el abandono
Aunque ya has muerto todas mis ilusiones
En vez de maldecirte con justo encono
En mis sueños te colmo
En mis sueños te colmo de bendiciones

Sufro la inmensa pena de tu extravío
Y siento el dolor profundo de tu partida
Y lloro sin que sepas que el llanto mío
Tiene lágrimas negras
Tiene lágrimas negras como mi vida

Tu me quieres dejar
Ya no puedo sufrir
Contigo me voy mi santa
Aunque me cueste morir

Uhm cinque o piu’ persone da coinvolgere (sono otto… ma considerando le defezioni certe:-)) beh alcune di queste sono gia’ state coinvolte ma come dire le ricoinvolgo come desiderio cmq di sapere particolarmente i 5 pezzi che sono stati importanti per loro (ah quante cose si capiscono dalla musica che si ascolta:-) )
Kreshatik
Maledimiele
Noce
Pannonica
Pannasmontata
Stefania
Upi
Vann

(ovviamente con diritto di insulto al sottoscritto e diritto di recesso:-)) )

Petra Haden and Bill Frisell

maggio 23, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Chitarra, Dischi, Vocal

Un mix straordinario quello fra la voce di Petra Haden e la chitarra cosi’ particolare di Bill Frisell, un disco che contiene una lista di pezzi magnifici, standard che vanno da Gershwin a Stevie Wonder, Tom Waits sempre interpretati ed arrangiati in maniera eterea dalla sapienza di Bill Frisell e dalla voce cosi’ suadente di Petra Haden, figlia d’arte del grande Charlie bassista.
L’approccio di Frisell alla chitarra mi affascina, e’ qualcosa di realmente unico e nuovo, niente e nessuno rassomiglia a Bill Frisell quel suono cosi’ critallino, le sospensioni incredibili delle armonie, il lasciarsi andare sul tempo, i silenzi, gli armonici, non ho molte parole per descrivere la sua musica. Un duo nato per caso in un incontro in un bar di Seattle nel 1997, amore a prima vista si direbbe visto che Petra adora le chitarre e Bill adora le voci, ed ecco quindi la nascita di questo bellissimo disco, dove la chitarra di Frisell si "limita" ad accompagnare utilizzando chitarre acustiche ed elettriche con un uso saggio di elettronica, ed esaltare le ballate classiche e tradizionali, mettendo un po da parte l’aspetto di avanguardia della sua musica, lasciando aria e spazio alla voce ed al violino di Petra Haden.

Equilibri sottili e raffinatissimi per un repertorio meraviglioso, da ascoltare con calma gustando piano piano le meraviglie che sono dietro ogni angolo, dietro ogni ascolto. Nuovi particolari e suggestioni emergono da questo disco delizioso ogni volta che lo ascolto. Un gran bell’esempio di come la semplicita’ e le ottime idee possono creare dei grandi dischi con piccoli mezzi.

I’ve got a crush on you
 (Words & Music by Ira & George Gershwin, 1930)

How glad the many millions of annabelles and lillians
Would be to capture me
But you had such persistence, you wore down my resistance
I fell and it was swell<

I’m your big and brave and handsome romeo
How I won you I shall never never know
It’s not that you’re attractive
But, oh, my heart grew active
When you came into view

I’ve got a crush on you, sweetie pie
All the day and night-time give me sigh
I never had the least notion that
I could fall with so much emotion

Could you coo, could you care
For a cunning cottage we could share
The world will pardon my mush
’cause I have got a crush on you

Could you coo, could you care
For a cunning cottage
That we could share
The world will pardon my mush
’cause I have got a crush, my baby, on you

Track List:

  1. Satellite
  2. Floaty
  3. Bai-laa Taigam
  4. Moon River
  5. Yellow
  6. I Don’t Want to Grow Up
  7. The Quiet Room
  8. When You Wish Upon a Star
  9. I Believe
  10. John Hardy Was a Desperate Little Man
  11. I’ve Got a Crush On You
  12. Throughout

Rating: ★★½☆☆

Angel eyes (..the world’s gone and left you behind)

maggio 20, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte, Standards

 

Foto di Luciano GIombini at http://photography.lucianogiombini.it

Angel Eyes e’ una ballad bluesy, minore, malinconica, interpretazioni eccellenti ce ne sono molte, io ne ho scelta una inedita di un bootleg di Jarrett quello del 151 concerto solo del 31.10.2002 a Tokio una versione definitiva come molte delle cose suonate quella sera. Ci sono le versioni di riferimento di almeno 4 standards jazz (Bewitched, With a song in my heart, As time goes by). L’autore Matt Dennis, probabilmente e’ anche lui un grande dimenticato tra gli autori eccellenti di standards jazz (altre sue composizioni eccellenti Violets for your fours ed Everything happens to me)

Come sempre jarrett e’ grande nell’entare nel pezzo e suonare la solitudine, suonare la malinconia, suonare i deserti dell’anima …. "That you’re that close to loosing your mind", suonare, di quel mondo che va e ti lascia indietro…"That the world’s gone and left you behind" , a quella sensazione di stare sull’orlo del precipizio, il pedale armonico di partenza e’ stringente ossessivo, circolare, continua a torturare il pezzo, canta quello che e’ nell’intro spesso trascurata dalle versioni piu’ note "You try to play it cool perhaps Pretend that you don”t care" ancora continua "That loves not around".

Una meraviglia di approfondimento sul pedale armonico, le passioni sono tutte li, la rabbia, la delusione, la solitudine, la malinconia, ed all’improvviso l’apertura armonica, l’illusione, la dolcezza, l’ironia e la ricaduta nel baratro per la sparizione improvvisa "Excuse me while I disappear". Non esiste nient’altro al confronto, non esistono altri interpreti che siano andati cosi’ dentro l’anima blues e alla ricerca dell’anima umana che e’ dentro questo standard.

Angel eyes 1946



Lyrics by Earl Brent, music by Matt Dennis



Have you ever had the feeling

That the world’s gone and left you behind

Have you ever had the feeling

That you’re that close to loosing your mind

You look around each corner

Hoping that she’s there

You try to play it cool perhaps

Pretend that you don’t care

But it doesn’t do a bit of good

You got to seek ’til you find

Or you never unwind

Try to think

That loves not around

Still it’s uncomfortably near

My old heart

Ain’t gainin’ no ground

Because my angel eyes ain’t here



Angel eyes

That old devil sent

They glow unbearebly bright

Need I say

That my love’s misspent

Misspent with angel eyes tonight



So drink up all you people

Order anything you see

Have fun you happy people

You drink and the laugh’s on me



Pardon me

But I "gotta run"

The fact’’s uncommonly clear

Gotta find

Who’s now "Number One"

And why my angel eyes ain’t here

Tell me why my angel eyes ain’t here

Excusez-moi my angel eyes ain’t here

Excuse me while I disappear

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