Ketil Bjornstad The Rosenborg Tapes Vol 1 e 2

Un pianista molto particolare Ketil Bjornstad, che affonda le sue radici nella musica classica con un esordio difficile il concerto per Piano n3 di Bartok ,approdato nei territori jazzistici (anche se in maniera molto particolare e certamente molto neoclassica) attraverso l’ascolto di In a Silent Way di Miles Davis, per poi andare un po senza un criterio cronologico attraverso i grandi del jazz, Bill Evans, Monk, lasciando fuori dai suoi ascolti fette grandi del jazz moderno, sempre con la tecnica ed il tocco che solo un pianista classico di altissimo livello puo’ avere.
I suoi lavori per la Ecm sono interessanti, fornendo quasi dei piccoli quadri impressionisti spesso in sinergia con il violoncello di David Darling, paesaggi nordici, fiordi, contemplazione del mare, infatti la sua discografia e’ centrata sul tema marino con molti dischi legati alle storie acquatiche (The Sea I, The Sea II, The River, The seafarer’s Song, etc.. ) dove e’ possibile sentire in maniera chiara tutta la sua storia musicale richiami a Ravel, Bach, Monk, Stravinskj, Miles Davis, Prokofiev per questa strana ed inconsueta miscela di classicismo e tradizione jazzistica con quel suono e senso di contemplazione della natura e dei paesaggi tipicamente nordici. Altre sue collaborazioni hanno portato a canzoni i cui testi complessi richiamano la bellezza dlle metriche di John Donne.
Queste registrazioni invece non sono legate all’etichetta ECM e sono due piccole perle di impressionismo europeo, sonorita’ languide, un amore fortissimo per gli oggetti, gli spazi, il legno di quel pianoforte e delle pareti dello studio Rosenborg di Oslo.
La copertina del disco riporta la dedica di Bjornstad allo studio in cui ha inciso questi due dischi.
" Perche’ c’e’ qualcosa di speciale in questa sala d’incisione, il vecchio Steinway Grand, i muri di legno "
Colpisce molto l’amore, incredibile per il posto, per lo strumento, il vecchio Steinway Grand che lui accarezza mentre incide questi due dischi, due dischi profondamente differenti fra loro, il primo intitolato New Life contiene tutte composizioni originali, piccole scene , ritratti di natura scandinava (By the Fjord, Late Summer, Song for the sun, Days in Paris) sono undici piccoli ritratti di serenita’, sonorita’ che potevano diventare banali o cadere nella New Age, che invece la sapienza di Bjornstad ha riportato semplicemente in un ottica neoclassica di amore per la natura con contaminazioni folk scandinave.
Il secondo disco (The bach variations) e’ pervaso dalll’amore per il pianoforte Steinway, uno Steinway e’ creato per suonare Bach, e’ il desiderio di ogni Steinway, essere toccato da mani innamorate che suonino Bach, che facciano risuonare nelle sue corde le fughe, i preludi, le meravigliose linee melodiche del genio supremo della musica.
Quindi partendo da Preludio e Fuga in Do diesis Minore BWV849, Bjornstad crea 20 bellissime variazioni su questi due temi espressi con una grazia ed una profondita’ che solo un amore cosi’ grande fra pianista e pianoforte poteva portare a galla. Un ascolto che mi ha regalato benessere in questi ultimi 2 giorni lasciandomi un sottofondo leggermente malinconico e lo spazio giusto per pensare e lasciar fluttuare liberi i miei pensieri.
Ed il pensiero per quello Steinway che sarà stato certamente felice di essere stato parte di tanta bellezza attraversato dalle vibrazioni che solo Bach suonato da mani sapienti sa regalare…
Rating: 




sbaglio o il layout del blog ha un pò scazzato?
uhm non mi sembra in che senso scazzato che vedi fuori posto?
Ciao:-)
mo è a posto.
semplicemente prima tutta la colonna a sinistra si era spostata sotto il corpo del blog O_o
mah..
ciao quoyle. cambio d’abito non d’abitudini.
bella la sezione my favourite things, mi piace.
un po’ meno le arie nordiche di bjornstad, che ci vuoi fare? non vado matto per l’impressionismo in pittura, figuriamoci in musica… Ma il post offre, come sempre, ottimi spunti per provare a rivedere/rivedersi…
Io non sono una musicista, dunque i miei giudizi possono essere quelli di una persona che vive la musica…e che ammira chi la crea……dal punto di vista “tecnico” però,insomma, non posso aprir bocca!
Queste note di Bach suonate da Ketjl Bjornstad…..fanno scivolare oltre il tempo..e quando finiscono…si resta sospesi….c’è un che di melanconico misto a pace….è come perdere lo sguardo olte quella linea che separa cielo e mare…e poi ad un tratto senti una mano sul viso che ti accarezza lieve…e rapisce quella lacrima che nasce dai tuoi pensieri …e appoggi il viso su quella mano e non ti senti più solo…ed è pace…pace…eterea… nonostante tutto….nonostante tutto…nonostante sappiamo che al dolore non ci si può sottrarre…
Sai, poter ascoltare la musica mentre si leggono i tuoi post…avvicina incredibilmente alle parole che scrivi….e le fa interpretare con molte più sfumature…fino a farle appartenere tutte…. : la forza delle note…che si unisce a quella del pensiero, delle parole scritte e pensate… poi per me è arricchirmi di altre conoscenze, iniziare ad imparare a distinguere un artista da un altro…lentamente entrare in un mondo che non ha dimensioni, ma in cui trovare delle dimensioni…non so se capirai…a presto, Philosofia…
concordo con il guitto, la sezione my favorite things è davvero bella. che poi così è molto più immediato leggere i tuoi racconti senza andare a sfogliare pagine dopo pagina… nel mio blog resta e resterà sempre il caos… come quello che regna quotidianamente dentro la noce Ah! ciao quoyle
Nuova skin! Bella, molto minimale. Niente più verdino e montagne, ma i contenuti sono sempre quelli. Ottimi. E come al solito un “grazie”.
Francesco
@kreshatik gia gia preferisci il sapore di terra balcanico, le spezie la cannella, cose che adoro anche io, ma il nord ha un fascino che non so spiegare
@Philosofia la musica non si puo’ ascoltare o suonare che con il cuore, la tecnica la possono apprendere tutti
il cuore o lo hai o no…
@Jazzer Bello rileggerti caro Francesco, grazie di che? Spero di poterti rivedere presto per una bella serata di musica
@noce uhmmm anche dentro quoyle regna quotidianamente un certo caos, che tenta di governare (ah illuso non si sfugge al secondo principio della termodinamica) imbiancando le pareti del blog…
..questo sito è stupendo e mi da sempre nuovi stimoli…così questa olta ho deciso di dartene uno io…conosco bene Ketjl Bjornstad ho diverse sue incisioni e ho visto che sulla tua lista ne manca una eccezionale…sto parlando di “Grace”..un progetto che Ketjl ha realizzato con gente del calibro di Arild Andersen, Eivind Aarset e Trilok Gurtu(solo per citarne alcuni) e che sperimenta suoni jazz, classici e moderni sulle parole del poeta inglese John Donne…se lo trovi acquistalo…è stupendo!!!
Contina così….
Stupendo post come sempre, mi piace moltissimo il modo che usi per parlare della musica. Le parole hanno un suono e renderlo non è mai facile. Il disco non lo conosco ma adesso entra direttamente nella mia lista acquisti. Ti lascio con una domanda: cosa ne pensi del disco di Uri Caine sulle variazioni Goldberg? Ciao
@ aura grazie! lo prendo certamente adoro Ketil e Arild Andersen ho visto la poesia di John Donne sul tuo sito quanto mi piace
No man is an island
entire of itself
every man is a piece of the continent
a part of the main
if a cloud be washed away by the sea.
La avevo sentita cantata in un bootleg di Ketil Bjornstad, la avevo trovata meravigliosa. Grazie
@ruckert si rendere un disco con le parole non e’ facile anche le tue recensioni mi piacciono ho letto la tua del concerto di Colonia beh e’ una delle cose piu’ belle scritte su quel disco, cambiare il punto di vista eggia’ spesso ci dimentichiamo di guardarele cose da un altro punto…
E adesso ti stupisco… non lo ho sentito il disco di Caine, devo assolutamente ma il tempo e’ tiranno purtroppo e ci vuole il tempo per suonare e quello per ascoltare. A presto!