Moon and Sand Alec Wilder

maggio 4, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Standards

Ho iniziato la mia esplorazione della musica di Wilder dal brano Moon and Sand, neanche a dirlo interpretato magistralmente da Keith Jarrett in Standards Vol II. Le versioni di questo brano in circolazione sono davvero poche in confronto alla bellezza suggestiva del pezzo, l’incontro tra due labbra, come l’incontro di luna e sabbia, le immagini notturne, le sospensioni degli accordi, l’originalita’ della forma lontana dalla classica ballad standard (AABA cioe’ strofa strofa ritornello strofa), la freschezza dell’impianto armonico.

La struttura armonica del pezzo, e’ inquietante, il passaggio dal Dmin9 al Bb9sus una meraviglia che ricorda davvero il contrasto tra la sabbia e la luna, tanto e’ aperto e non ben direzionato il Bb9sus, tanto e’ determinato invece il Dmin9. La forma e’ di 40 battute contro le classiche 32 battute delle ballad jazz.

Cosa mi colpisce di questo pezzo che non riesco a smettere di suonare in questi giorni, la circolarita’ dell’armonia, l’incredibile sviluppo della melodia che su armonie simili si sposta in continuazione rendendo interessante il paesaggio sonoro. Il testo e’ ancora una volta circolare e gira meravigliosamente bene sulle armonie scelte da Alec Wilder.

 Dmi9 / Dmi9 / Bb9sus / Bb9sus /
 Ebmaj9 / Abmaj9 / Ami11 / D7 9b /
 Gmi9 / C9sus : C7 9b/ F6 / Bbmaj9 /
 Bmi7 5b / E7 9b / Emi7 5b / A7 9b/
 Dmi9 / G13 9b / Cmi9 / F13 9b /
 Bbmaj9 / Ebmaj9 / Emi7 5b / A7 9b /
 Dmi9 / Dmi9 / Bb9sus / Bb9sus /
 Ebmaj9 / Abmaj9 / Ami11 / D7 9b /
 Gmi9 / C9sus : C7/Bb / Ami7 / D7 9b/
 Gmi9 / Emi7 5b: A7 9b/ Dmi7 / Dmi7 /

Tra le versioni degne di nota che ho trovato in giro a parte il solito punto di riferimento Jarrettiano, cito la bella versione vocale di Chet Baker, la versione di Jacky Terrasson altro pianista di ottime qualita’ tecniche nel disco omonimo, ed una particolare di Brian Melvin che merita di essere ascoltata per la presenza di Jaco Pastorius al basso. Ancora una versione vocale degna di nota quella del duo Janis Siegel e Fred Hersch.

Deep is the midnight sea
Warm is the fragrant night
Sweet are your lips to me
Soft as the moon and sand

Oh, when shall we meet again?
When the night has left us with a spell
We may
Though waves invade the shore

Though we may kiss no more
Night is at our command
Moon and sand
Though waves invade the shore
Though we may kiss no more
Night is at our command
Moon and Sand

Versioni da ascoltare
Keith Jarrett – Standards VolII 1985 Ecm Records
Brian Melvin Trio – Standards Zone Global Pacific R2 79335 (1990)
Janis Siegel Fred Hersch – Slow Hot Wind (Varese Sarabande VSD-5552)
Fred Hersch – "Let Yourself Go" Nonesuch 79558-2
Chet Baker Sings And Plays From the Film "Let’s Get Lost"
Jackie Terrasson Tom Harrell – Moon and Sand Jazz Aux Remparts  2001

Un anno fa :

Commenti

9 Responses to “Moon and Sand Alec Wilder”
  1. ArabianPhoenix scrive:

    Il mio annuire in silenzio sulla circolarità armonica della “grande musica” legata al mistero dell’essere che si fonde con l’universo… diventa consequenziale. In silenzio “circolarmente” passeggio in cima alle dita del buio per tornare alla luce e di nuovo all’oscurità soffusa che solo la Gigantessa sa regalare in fusione e sinergia col manto notturno e quello di miriadi di granelli di sabbia impercettibilmente allacciati l’uno all’altro. Un abbraccio forte

  2. ArabianPhoenix scrive:

    (e Jarrett è compagno superbo per detta passeggiata)

  3. nocedifool scrive:

    non so perché mi viene subito in mente che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”…

    night.

  4. quoyle scrive:

    @ ArabianPhoenix giagia la circolarita’ armonica della “grande musica”, beh credo che Jarrett continuera’ ad accompagnare spesso e volentieri le mie passeggiate :-)

    @Noce si siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, spesso pero’ tendiamo a dimenticarcene, baci

  5. Allora dici che sia una cosa normale quella che mi capita?

  6. quoyle scrive:

    Dico che e’ normale, in parte essere critici, in parte non riconoscersi perche’ le emozioni sono diverse, tutto il contorno e’ diverso, tu sei gia’ cambiata…

    “In my music, I’m trying to play the truth of what I am. The reason it’s difficult is because I’m changing all the time.” (C. Mingus)

  7. kreshatik scrive:

    ciao quoyle. temo di non farcela per barron. sono affranto. ci tenevo, perchè è un pianista che adoro e seguo ormai da molto tempo. comunque sia, volevo dirti: trovo molto bella la tua abitudine di parlare e indicare diverse interpretazioni per il brano di volta in volta oggetto del post. questo di cui parli lo conosco poco, ma ho a casa sia la versione jarrettiana che quella di hersch/siegel. non vedo l’ora di andare a riascoltarmele. (non ti senti imbarazzato a condizionare così il tempo libero altrui??). ;-)

  8. Pannonica scrive:

    Ciao Mr. Quoyle!

    Se dovessi trasferire in senso grafico il movimento di questa ballad (un po’ alla Kandinskij, insomma!!)traccerei una bella spirale che segue tutti gli intervalli del brano..

  9. quoyle scrive:

    @Kreshatik eheh non mi sento in colpa, del resto sono consigli, oh se riesci ascolta anche quella di Hersch in Let yourself go meravigliosa

    @Nica vero era proprio una spirale e quando la suoni i pensieri e le note spiraleggiano in questo e’ maestro Jarrett nella versione di Standards Vol2

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