Keith Jarrett Personal Mountains
maggio 6, 2005 by quoyle
Inserito nella categoria Batteria, Contrabasso, Pianoforte, Sassofono
Disco "dimenticato" negli archivi della ECM e rilasciato solo molto tempo dopo la sua registrazione nel 1979 a Tokyo Live. Grande testimonianza dell’arte del quartetto europeo di Keith Jarrett. Performance ottima di tutto il quartetto ormai alla fine dell’esperienza musicale. Il disco e’ un viaggio nei meandri dell’esplorazione di tutte le fasi attraversate da questo quartetto unico nella storia della musica jazz contemporanea. Ascoltandolo si sentono reminescenze di Mysong, di Death and the Flower, la freddezza del sax nordico di Garbarek, quella batteria cosi’ "europea" di Jon Christensen, il basso monolitico di Palle Danielson.
Il pezzo iniziale e’ appunto la title track "Personal Mountains", un pezzo molto ritmico, spigoloso, forse espressione davvero delle vette di eccellenza raggiunte dalle individualita’ di questo quartetto, impossibile non rimanere colpiti dalla forza propulsiva della batteria, dalla varieta’ dei colori con cui Christensen accompagna il pezzo, i pattern spigolosi del piano di Jarrett, accompagnati dal lirismo del sax di Garbarek. Il pezzo finisce con un’atmosfera contemplativa che introduce un vero capolavoro compositivo di Jarrett Prism (piu’ tardi interpretato in trio nell’album Change). Prism, ovvero come visualizzare uno spettro armonico attraverso il prisma fornito dalle armonie sapienti di Jarrett, dal tema struggente cantato dal contrabbasso. Ogni volta che ascolto questo pezzo, penso che non possa succedere niente di brutto, riesco ad estranearmi dai miei pensieri, immergermi completamente nella contemplazione dei panorami armonici che il gruppo esplora, si riesce a sentire l’unita’ di intenti, il pianoforte riprende il tema introdotto dal basso, con la maestria armonica di Jarrett, che fa crescere il pezzo fino all’esposizione del tema del malinconico sax di Garbarek.
Davvero tutto il disco forse vale questo pezzo, sapienza armonica, melodica, ritmica, il quartetto europeo nella sua migliore angolazione, il solo di garbarek e’ qualcosa di assolutamente imperdibile, sempre legato all’armonia del pezzo, riesce ad essere lirico, ritmico, ad esplorare il colore tonale del pezzo immaginato da Jarrett, sono davvero in estasi ascoltando questo pezzo, potrei ascoltarlo per diverse volte di seguito, provando sempre la stessa sensazione di sicurezza, di dolcezza, di bellezza assoluta. Il disco prosegue con Oasis un pezzo giocato sui suoni, sull’interplay, si sente una rielaborazione della storia di Jarrett, echi della sua precedente esperienza con il 4teto americano, proiezioni verso il trio futuro. Ancora con Innocence il trio riporta atmosfere del grande disco MY Song, il pezzo e’ assolutamente una perla compositiva, nella grande tradizione del trio, armonie classiche lo introducono, Jarrett nella sua essenza piu’ profonda, un tema di una serenita’ inconsueta, tocca le corde della pace nei miei recettori cerebrali, grande interplay con il basso di Danielsson e con quei meravigliosi piatti di Christensen. IL disco si conclude con un "classico" blues tanto caro a Jarrett "Late Night Willie", alcuni pattern sonori ancora sono precursori dei pattern che sentiremo nel trio di Jarrett, degna conclusione di un grandissimo disco, espressione suprema della poetica musicale del 4tetto, penultimo atto in ordine cronologico ma vero testamento artistico dell’ispirazione che ha legato questi 4 grandi musicisti. Se potete ascoltatelo, e’ un ascolto che regala un benessere assoluto.
ECM 1382 Date: Aprile 1979
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Keith Jarrett Piano, Percussion
- Jan Garbarek Tenor and Soprano Saxophones
- Palle Danielsson Bass
- Jon Christensen Drums
Tracks List:
- Personal Mountains (16:01)
- Prism (11:13)
- Oasis (18:03)
- Innocence (7:16)
- Late Night Willie (8:46)
Rating: 




















sembra proprio bello quoyle. e sono suggestivi anche i titoli. personal mountains… personal mountains…
Alla fine del giorno la serenità che cercavo. Questo disco…questa stanza.
Lavorerò ancora un pò con questa meraviglia di sottofondo. Notte e stelle*****
grazie quoyle
@noce eggia eggia, personal mountains personal mountains nel bene e nel male
@vann grazie a Jarrett e Garbarek che hanno creato questa meraviglia senza fine. Notte e stelle a te
hai scritto: “…Ogni volta che ascolto questo pezzo, penso che non possa succedere niente di brutto, riesco ad estraniarmi dai miei pensieri…”… come vorrei riuscire a provare anche io una sensazione del genere ascoltando musica….invece la musica spesso mi fa soffrire ancora di più….legata a ricordi e momenti vissuti… a persone che ho conosciuto…a odori… a cibi…..a notti…ad albe solitarie… sicuramente perchè io vivo la musica dal punto di vista emozionale…poco da quello compositivo e tecnico perchè non è il mio campo anche se cerco di capire il più possibile… la musica è così strettamente parte intima della vita…credo più di qualsiasi altra forma d’arte…si…si…si! la musica è sempre prima di tutto…sempre…perchè è in tutto…la sua armonia dà vibrazioni che prendono l’anima e il corpo…la musica ti imprigiona con le sue note… il potere invisibile di quelle piccole note pensate assieme…da una mente! se riflettiamo su questo ci rendiamo conto della grandezza dell’essere umano quando crea armonia…! a presto Quoyle…
Phil dici “sicuramente perchè io vivo la musica dal punto di vista emozionale…”
Beh anche io ma provare la musica dal punto di vista emozionale non implica solo soffrire, significa vivere le parti belle e quelle brutte, nel caso di questa musica e’ quasi impossibile lasciarsi prendere da sensazioni negative tanto e’ forte il sentimento di positivit’a che viene fuori da queste note
Ciao
dai quoyle diciamolo. in fondo sei un insano e inguaribile ottimista!!!! e qualche difetto ce lo dovrai pure avere no? e che è??!!
mi sa a volte mi stupisco pure io… di come a dispetto del fatto di esser convinto del mio pessimismo riesca a ritrovarmi in modo insano ed ingenuo ottimista vabbe per i difetti va lasciamo stare che mi sa che la lista e’ proprio lunga:-))
mi piace pensare di poter spendere il mio già poco tempo qua dentro, mi sento a casa mia!! Anche la foto del post precedente mi ricorda una che ho fatto il mese scorso. Sulla musica ormai sfondiamo porte aperte…
Ruckert e’ la stessa sensazione che ho io spesso passando da te, anche quando tratti argomenti di cui io per scelta non parlo, mi ritrovo molto nelle cose che dici, e quando parli di musica ecco li ormai mi sa che i nostri gusti sono sovrapponibili in buona parte:-)
Ah giusto per farti un po di invidia domani sera ascoltero’ Kenny Barron a Milano…eheh poi ti dico
Ciao:-)