Kenny Barron Milano 11/05/2005 (Spring can really….)

maggio 12, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Concerti, Pianoforte

Mi piace quando ascolto un concerto, riassumerlo con un pezzo che lo ha rappresentato, quello di ieri sera di Kenny Barron ed il suo trio e’ certamente rappresentato da una deliziosa ed intima interpretazione in solo piano di Spring can really hang you up the most.
Kenny Barron, energia e delicatezza, poesia e ritmo, tradizione e modernita’, un pianista completo, con un tocco sul pianoforte morbido, che riesce ad essere sempre leggero con una morbidezza nel passare da un registro all’altro del pianoforte che ha dell’incredibile.

Sui compagni sul palco Don Riley un pezzo di storia del jazz, un simpatico vecchino che ha suonato con Thelonius Monk, Hank Jones, Clarck Terry etc… ed il roccioso contrabbasista David Williams collaboratore di Cedar Walton personaggio simpatico tanto da meritarsi il nick di David ‘Happy’ Williams.
Il primo set parte con un pezzo caro a Kenny Barron Softly as in a morning sunrise, un pezzo dalla struttura semplice, un pezzo di storia, mi viene in mente la sua interpretazione stellare durante l’ultima sessione con Stan Getz People Time nel 1986, Barron lo conosce in ogni angolino questo pezzo ed i muscoli si sciolgono immediatamente, il secondo pezzo e’ un originale di Barron, una ritmica latina lenta, le armonie sono struggenti, l’intro di piano mi lascia senza fiato, lo ascolto ad occhi chiusi ed e’ una meraviglia la costruzione del suo solo, un crescendo leggero, nota dopo nota ti ritrovi nel vortice della creativita’ di Barron e non sai come ci sei arrivato li, il solo di williams non e’ da meno, energia pura e voglia di suonare nella fisicita’ di williams che tratta il suo contrabbasso come se fosse un estensione del suo corpo.

Neanche il tempo di capire ed il buon kenny parte con un altro colpo basso, Body & soul, adoro questo pezzo lo ascolto perdendomi completamente nelle note, nella storia che esce da questo brano, le voci meravigliose che lo hanno interpretato. E" una versione lunghissima qualcosa come 14 minuti di grande creativita’ e dolcezza.

Il viaggio continua quindi con There is no greater love, altro standard che adoro, tanto semplice quanto complesso da rendere, e Barron e’ incredibile, e’ incredibile quanto sia capace di comunicare con la sua musica, non esagera mai con la tecnica, non produce effetti speciali e’ sempre molto misurato, e riesce ad entrare nel cuore dei pezzi, mi stupisce il suo essere cosi’ classico eppure cosi’ moderno allo stesso tempo, probabilmente e’ quella fluidita’ di movimento sul piano come se avvesse il portamento acceso sul pianoforte, e’ stupefacente vedere come le sue linee ricordino quelle di un fiato con la ricchezza armonica della mano sinistra.

Quindi un blues, eggia non poteva mancare un blues, suonato in maniera classica, la batteria di Riley solida un pezzo di storia del jazz, lo guardo, questo vecchino dall’espressione dolce e penso a cosa stia pensando, a tutti i concerti meravigliosi che ha fatto a quante volte avra’ suonato quei pezzi, cosa non darei per stare nella sua testa per qualche minuto… e mentre mi perdo in questi pensieri arriva la perla di questo concerto una versione in solo piano di Spring Can really hang up you the most, armonie sofisticate, che Barron forgia secondo la sua sensibilita’ musicale, il pianoforte e’ docile sotto le sue mani enormi e delicate, sono proprio sotto il palco potrei toccarlo, per quanto e’ vicino fisicamente ma dalla sua espressione occhi chiusi, capisco che e’ proprio lontano in quel momento, e’ lontanissimo dalla sua espressione fisica, una meraviglia questa interpretazione, troppo breve, troppo breve ah quanto vorrei continuasse con il piano solo, ma il primo set termina con un pezzo che non conosco, sembra un pezzo bop, classico ma non riesco ad identificare il titolo.
Beh insomma e’ ancora presto e decido di restare a sentire anche il secondo set, poi non capita tutti i giorni di sentire Barron, devo aspettare un ora circa ma l’attesa vale certamente. Il secondo set inizia intorno alle 23.30, ormai siamo in pochissimi forse 20 persone, un po di delusione per questa cosa, ma come e’ possibile che tanta bellezza vada sprecata, per sole 20 persone? Alcune considerazioni sullo stato del jazz che non e’ cosi’ in salute in italia, insomma mi intristice vedere un locale che puo’ contenere tranquillamente 300 persone contenerne 100 nel primo set e 20 nel secondo per un musicista del calibro di Kenny Barron. Il secondo set lo ascolto piu’ emozionalmente, ed anche loro suonano in maniera diversa, e’ molto latino questo set, si sente Barron accennare spesso dei magnifici Montuno di pianoforte, si sente il basso spessissimo andare in tumbao, ed intorno alle 24, cosa ti tira fuori il buon vecchio Barron…. Round About Midnight ed io naturalmente sono in visibilio (non e’ un caso che questo blog si chiami cosi’), ah lo conosco questo pezzo, chiudo gli occhi e vedo le sue mani dove sono sul pianoforte, me lo godo completamente, ed ancora penso a Riley quante volte lo avra’ suonato con Monk, attraverso di lui e’ come se Monk l’orso fosse li con noi ad ascoltare questa sua bellissima composizione, dopo questa interpretazione sono esausto ascolto in maniera un po stanca, le altre interpretazioni, tra cui una bella e ritmicamente vivace di Black Orpheus con moltissimi riferimenti alla ritmica cubana, Lover Man con tutta l’anima blues che contiene al suo interno per concludere il concerto con un blues che scorre via tranquillo.

Insomma un bel concerto, in cui ho faticato un po ad entrare per la mia stanchezza fisica e per i tanti pensieri che non riuscivo a mettere in un’ area di memoria protetta a girare senza rompermi le scatole che ogni tanto si riaffacciavano facendomi perdere qualche momento di ascolto che poi dovevo inseguire nuovamente, ma certamente il messaggio e’:

Spring can really hang you up the most (T.Wolf/F.Landesman)

Once I was a sentimental thing;
threw my heart away each spring.
Now a spring romance
hasn’t got a chance.
Promised my first dance to winter.
All I’ve got to show’s a splinter
for my little fling.
Spring this year has got me feeling
like a horse that never left the post.
I lie in my room
staring up at the ceiling.
Spring can really hang you up the most.
Morning’s kiss wakes trees and flowers,
and to them I’d like to drink a toast.
But I walk in the park
just to kill the lonely hours.
Spring can really hang you up the most.
All afternoon the birds twitter-twitt.
I know the tune. This is love, this is it.
Heard it before
and don’t I know the score.
And I’ve decided that spring is a bore.
Love seems sure around the new year.
Now it’s April. Love is just a ghost.
Spring arrived on time,
only what became of you, dear?
Spring can really hang you up the most.
Spring can really hang you up the most.
Love came my way. I thought it would last.
We had our day, now it’s all in the past.
Spring came along, a season of song,
full of sweet promise
but something went wrong.
Doctors once prescribed a tonic.
Sulfur and molasses was the dose.
Didn’t help one bit.
My condition must be chronic.
Spring can really hang you up the most.

All alone, the party is over.
Old man winter was a gracious host.
But when you keep praying
for snow to hide the clover,
spring can really hang you up the most.

Un anno fa :

Commenti

7 Responses to “Kenny Barron Milano 11/05/2005 (Spring can really….)”
  1. ruckert scrive:

    invidia invidia invidia … leggo più tardi … devo sbollire ;) ciao

  2. Jazzer scrive:

    E’ da tempo che vado dicendo che Kenny Barron è uno dei più grandi pianisti viventi. Le tre volte in cui l’ho visto dal vivo è stato capace di darmi sensazioni irripetibili. Adoro il suo modo di suonare “maschio” ma gentile allo stesso tempo. Quando suona da solo poi è inimitabile, con una mano sinistra che fa paura.

    Ricordo che qualche anno fa in piazza a Marostica ha steso tutti con un solo di “Round about midnight” (toh, guarda!) che mi fa venire i brividi solo a ripensarci…

  3. quoyle scrive:

    @ ruckert dai che invidia:-) a proposito ci sara’ Ahmad Jahmal al Blue Note in settembre, anche questo non me lo voglio perdere e’ uno dei miei pianisti preferiti, poi ho visto qualche altro nome decisamente interessante a partire da Ray Barretto la prox week che quasi quasi ci sto facendo un pensierino…

    @ Jazzer vero il modo di suonare maschio e dolce, e la mano sinistra sull’intro di roundaboutmidnight ieri sera ha fatto delle cose con la sinistra che la mia mandibola era sotto il tavolo, erano proprio linee melodiche che si incastravano meravigliosamente con le linee deliranti che produceva con la destra. Il solo piano e’ stato come raccontavo davvero un momento di magia se avesse zittito i due qualche volta in piu’ avrei gradito speravo la seconda parte un altra perlina di solo piano, ma sono felice cosi’, sto facendo un pensierino visto che stasera son sempre qui a Milano di fare un bis che tanto sono certo andra’ a suonare altri standard… forse il secondo set… quasi quasi

    Ciao

  4. kreshatik scrive:

    caro quoyle. non so se dare più peso al rammarico dovuto alla mia imperdonabile assenza, o dar peso alle tue parole che mi hanno davvero emozionato perchè per brevi istanti, immaginando i pezzi da te citati e le mani di barron sul piano, ho goduto dell’illusione di essere lì…

    Preso dall’emozione direi che Body and Soul e ‘Round About Midnight siano i due standard che preferisco. Domani mi rimangerò la parola perchè me ne verranno in mente tanti altri che…

    concordo con jazzer: anche per me Barron, zitto zitto, si fa per dire, merita uno dei primissimi posti. In solo è davvero incredibile. ma anche come sideman (sempre si fa per dire) ultimamente mi ha davvero incantato con la sua partecipazione all’ultimo di Stefano Di Battista Parker’s Mood.

    a presto quoyle, e grazie. ;-)

  5. caleidoscopique scrive:

    Non avevo ancora visto il blog in questa versione nuova. Molto bello, ben fatto…

  6. ruckert scrive:

    No proprio invidia, mi piace moltissimo il tocco di Barron e mi sarebbe piaciuto da morire vedere un suo concerto, mi consola la lettura del post che me lo fa sentire un pochetto :) ) ma prima o poi una bella nave per qualche concerto la acchiappo, ciao e buon fine settimana

  7. nocedifool scrive:

    mi sembra di mancare dal blog da un secolo… scusa quoyle, prendo un attimo una boccata d’aria prima di ripartire. ascolto. un abbraccio!

    noce

Facci sapere quello che pensi...
e se vuoi un immagine personalizzata da associare ai commenti vai su gravatar!