Flashback

giugno 6, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Sento dentro di me un dolore antico, quella paura, il peso schiacciante di una situazione che non so se riusciro’ a portare. Lo stomaco si ribella, le lacrime vengono fuori, riportando fuori quelle maledette sensazioni "dimenticate". Ho paura ecco ho solo paura, non riesco a fermare i pensieri, ondate di panico, alternate a momenti di stasi. So che e’ inevitabile, va affrontata anche questa cosa, anche con le energie al minimo. Ho paura della mia stanchezza.

 

Viaggiare? Per viaggiare basta esistere.

Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione,

nel treno del mio corpo, o nel mio destino,

affacciato sulle strade e sulle piazze,

sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi

come in fondo sono i paesaggi

Fernando Pessoa

Il Libro dell’inquietudine

(On Air FlAsHbacK BoJaNZ TrAnSpacifik)

Un anno fa :

Commenti

10 Responses to “Flashback”
  1. Kayas scrive:

    e esistere è il viaggio più insidioso.

  2. quoyle scrive:

    NOn e’ insidioso e’ un viaggio, la paura a volte fa parte di questo viaggio, alcune volte purtroppo si e’ stanchi ed il problema e’ che non riesci a fermarti gli eventi ti portano anche se non vorresti

    Un saluto

  3. ruckert scrive:

    penso di poter capire (anche se non è mai facile indossare i panni altrui). In questi casi io cerco di rallentare le cose per mettere a fuoco bene ciò che si muove dentro. Ciao

  4. auranoir scrive:

    Ma per fortuna c’è Bojan, c’è il jazz, ci sono mille cose ancora da vedere, colori da usare, parole da sussurrare ed al resto ci penserà il tempo, che con meticolosa pazienza mette insieme i pezzi. O come diceva Wislawa Szymborska “…poichè ogni inizio

    è solo un seguito,

    e il libro degli eventi

    resta pur sempre a metà aperto.”

  5. vann scrive:

    Spiraglio – F.Pessoa -

    Nei miei momenti oscuri

    In cui in me non c’è nessuno,

    E tutto è nebbie e muri

    Quando la vita dà o tiene,

    Se, un istante, alzando la fronte

    Da dove in me sono atterrato,

    Vedo il lontano orizzonte

    Pieno di sole occiduo o sorto,

    Rivivo, esisto, conosco;

    E, ancor che sia illusione

    L’esteriore in cui mi oblio,

    Nulla più voglio e chiedo:

    Gli consegno il cuore.

    è il viaggio, è la vita:)

    Mi piace Pessoa le sue tristi sfumature e il Tabucchi scrittore che ha tradotto questo libro. Buonanotte musicista:)

  6. ArabianPhoenix scrive:

    Vivi la paura della memoria, la paura della memoria che si riaffaccia nel presente. Vivi il presente con la paura rinnovata, nuova, come sei nuovo tu rispetto a memorie estatiche o disperate. Prendi per mano la tua paura e vi troverai i tuoi occhi… senza più aver paura… lasciandoti andare, seguendo il flusso presente. L’alba è sempre in “agguato”, quoyle…

  7. quoyle scrive:

    @ruckert, si il segreto e’ cercare di essere lucidi, ma a volte purtroppo non ci si riesce, quando vedi qualcuno che ami soffrire, non e’ facile, ma se sei l’unica persona a poter rimanere lucida, devi farlo e questa cosa aumenta la sofferenza.

    @auranoir, si infatti per fortuna ci sono quegli 88 tasti bianchi e neri non saprei come fare senza di loro:-)

    @vann Pessoa mi ipnotizza ho appena letto il libro dell’inquietudine che ho divorato in 2 giorni, mi piace il portogallo, mi piace il fado ah che meraviglia… raccolgo la staffetta libraria eh che ci sono tante cose da dire appena ho un oretta scrivo questo post, grazie per il musicista:-)

    @Arabian si lo so bene l’alba e’ in agguato sempre, ma quando sei perso a volte tendi a dimenticartene, gli istinti primordiali il dolore ti accecano purtroppo e ti tolgono i riferimenti dello spazio e del tempo

    Baci

  8. ruckert scrive:

    penso di poterti capire benissimo allora, non è facile, ma sapere che non c’è altra via se non una consolazione può essere un modo razionale per controllare la sofferenza. Ciao

  9. hobbs scrive:

    …magari non ci crederai, ma mi hai preceduto solo di qualche minuto, volevo farti i complimenti per quello che hai scritto da upi in questi giorni (il tuo commento da me non c’entra nulla :) ), raramente mi è capitato di sposare a pieno il pensiero di qualcuno come in questo caso…

    un abbraccio.

  10. quoyle scrive:

    Si avevo capito Hobbs che eravamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda su quel tema, purtroppo a volte il confronto e’ difficile.

    A presto

Facci sapere quello che pensi...
e se vuoi un immagine personalizzata da associare ai commenti vai su gravatar!