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Appuntamento ore 16.30 casa del bassista, destinazione Siena per scene da un matrimonio Inglese. Fra me gia’ penso con desolazione a quello che potra’ succedere, matrimonio…. inglese…… siena (e che ci faccio io in mezzo a queste tre cose insieme…?).
Naturalmente appuntamento 16.30 ci si ritrova ore 17.30 (ritardo fisiologico si chiama…… poi i sudamericani hanno una concezione molto relativistica del tempo sono certo che Einstein ha lavorato con un Sudamericano mentre elaborava la teoria della relativita’ ristretta..).
Partenza a tutto gas verso Siena, dove il trombettista arrivera’ puntuale, si arriva con la nostra ora di ritardo, un check velocissimo del suono ( dire check e’ un eufemismo fondamentalmente abbiamo solo visto che arrivasse corrente a quello che doveva essere alimentato…) e via alla ricerca del cibo perduto.
Naturalmente gli Inglesi con la loro solita classe non hanno previsto nulla per i poveri musici (a parte richiedere esplicitamente che fossero vestiti di nero… ma dove hanno mai visto un gruppo di salsa funeraria vestito di nero… vabbe il nero mi dona ’sfina’) , allora noi con la nostra solita classe italiana ci abbarbichiamo alle cucine per sfamarci ( a dire il vero attacchiamo un paio di bottiglie di Brunello che non sono affatto male… e del pecorino di Pienza.. meglio di cosi’ :-) )
Per un fenomeno non ben spiegato (gli inglesi di solito son puntuali sara’ la vicinanza dei sudamericani a far ritardare anche loro) si inizia a suonare alle 23 (dovevamo suonare alle 21), inizio pigro Dos Gardenias con il trombettista che ha immerso la tromba in un riverbero che ha dell’incredibile da guinness dei primati credo il trombettista con piu’ riverbero della storia…. e poi giu’ verso gli inferi delle boiate matrimoniali (un lento piano inclinato ci trascina fino a Guantanamera in cui gli Inglesi ormai sfatti dalle cibarie, dal caldo, dal vino si rotolano letteralmente sull’erba improvvisando danze rituali celtiche).
Uno in particolare mi sembra insidioso, e’ grande rosso, tipicamente inglese e ci guarda spesso come per trovare il coraggio di dire qualcosa, io spero che il mio intuito di "mi scusi maestro che me la fa?" si sbagli anche perche’ diamine l’uomo e’ anglosassone eccheccazzo non faranno mica anche loro queste cose?
Il mio intuito non sbagliava, l’orso di londra si avvia a passi spediti verso l’orso di montevideo, lo scontro sembra inevitabile (gia’ sogghigno come comunicheranno un sudamericano che parla uno slang misto di italiano viareggino e spagnolo ed un figuro di 2 metri londinese?)
Vedo che il tipo inizia a parlare e Felipe con tipica classe sudamericana continua a dire ‘ok ok ok ok’, uff decido di intervenire ( ma se mi stavo fermo non era meglio?), il tipo blatera di una cover band inglese che non conosco poi iniza a dire ‘Do you know Tony Bennet, Frank Sinatra yeah yeah’ ed io ‘yes yes, tony bennett frank sinatra… what do you want to sing?’ e lui ‘no no you play come dicite in italia…improvaisssse improvaisssse’ al che non ci vedo piu’ e dico ‘ok i improvisssse you sing i play and you sing ok???’ e lui ‘ ok man blue moon’
Il trombettista mi guarda disperato (il bassista lo avevo escluso dalla trattativa che gia’ non riesca a suonare i nostri pezzi figurati l’improvaissssse) e mi dice ‘non c’e’ sul real book’ ed io candido (o ubriaco) ‘ improvaissse e’ un giro di do dai azzz….’
Parto che sembro Keith Jarrett, mi arrotolo su grumi di note, cluster di accordi (ero ubriaco…) insomma attacco blue moon ballad, soft stile billie holliday tanto per capirci ….. alzo la testa e vedo l’orso inglese sul microfono pronto, con sorriso pieno di schifo malcelato gli faccio cenno di inizare e lui mi fa cenno di ok e parte con ‘balabbaluba bballallbbaa bbbaaabaaaaa blueeeee mooon balalbbbaaaa blubba balabbba ben’ al quadruplo della velocita’ stile platters’
Il trombettista poggia con classe italica la tromba per terra e si avvia verso il dolce, il sudamericano poggia con sudamericana classe il bongo a terra e si avvia verso lo spumante, il bassista gia’ si strafogava da prima, allora io che sono scemooooo? smetto di suonare con italica classe il piano e gli dico ‘i’m sorry we play a different kind of music, we tried but…. you know you know…. improvaissssse please go on’ e lui candido si e’ fatto tutta balabbaluba balabbbumbbum blublbu moonnnnn al microfono in meravigliosa solitudine, solitudini da un matrimonio…

Blue Moon
Blue Moon
You saw me standing alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own
Blue Moon
You know just what I was there for
You heard me saying a prayer for
Someone I really could care for
And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked to the Moon it turned to gold
Blue Moon
Now I’m no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own
And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will ever hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked the Moon had turned to gold
Blue moon
Now I’m no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own
Blue moon
Now I’m no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

Un anno fa :

15 Responses to “Che me la fai? Part II (Blue Moon)”

  1. utente anonimo Says:

    meraviglioso!! ho riso moltissimo.

    alice

  2. caleidoscopique Says:

    un inglese che si comporta così!?

    Incredibile!

    episodio LOL!

    Ciao!

  3. quoyle Says:

    @alice giagia pensa a noi tutto il viaggio di ritorno fino alle 3 di mattina a cantare balabbaluiba balabbbbbluie mooon e stasera temo temo quello che potra’ succedere lido di camaiore 5tetto speriamo bene che nessuno si avvicini ai musici altrimenti scappo!

    @caleidoscopique gia’ anche gli inglesi rompono….

  4. nocedifool Says:

    esilarante quoyle… ho ancora le lacrime…

    dopo le solitudini di jarrett poi, il contrasto è troppo forte…

  5. gipsyqueen Says:

    mi hai ricordato la scena dei Blues Brothers quando si ritrovano in mezzo a un locale country pieno di burini in cappello da cowboy che non sanno neanche cos’è il blues e lanciano bottiglie sul palco, e loro per accontentarli si mettono a cantare Rawhide.

    ciao

    gipsy

  6. ArabianPhoenix Says:

    Fab… quasi “rantolo” dal ridere, oltre che rotolarmi spatasciata per terra. Ti assicuro che i miei addominali somigliano ad una massa granitica dolorante e sfatta, in questo momento. Mettila così: almeno eri bello bbbbbriaco no? (sei sopravvissuto bbbello brillo alla “solitudine del caso”) “In my sooooooolituuuuude, you hooooooold meeeeee…….”

  7. quoyle Says:

    @noce, sono sempre solitudini, ironiche e grottesche queste, poetiche e profonde le altre. Del resto il dolore almeno per me viene dal contrasto alti e bassi, alti e bassi, alti e bassi continui (cmq per fortuna che ci sono anche gli alti eh..)

    @gipsy sisi, sai quanti aneddoti avrei in questi 15 anni di musica dal vivo peccato non esistessero i blog negli anni 90 alcuni sono esilaranti, ci potrei scrivere un libro, una volta ad una festa dell’unita’ in garfagnana, si doveva suonare, arrivo a castelnuovo e chiedo ad un gruppo di indigeni dove fosse la festa…. me la indico mentre riparto baldanzoso sento… oh sono quelli del liscio (ahiahi penso qua so cazzi) infatti noi si suonava tutt’altro allora via al repertorio piu’ lisciarolo che avessimo (nulla praticamente…) alla fine un vecchietto minaccioso arriva da me (chissa’ perche’ vanno sempre dal pianista) e mi dice… “senta maestro” (ed io sti cazzi la faccenda e’ seria) “avevamo un orchestra di liscio in paese, sono finiti in un burrone, ma non potevate esserci voi sul pulman?? Ohhhh non ho trovato le parole per rispondere mi sono bloccato…eheheh se ci ripenso mi viene troppo da ridere… mah beata senilita’

    @Arabian felice di essere riuscito a passare la situazione, era effettivamente come dire ehm esotica, infatti il brunello meritava ecccome, mo che fai ti ci metti anche te a fare il karaoke jazz??:-)

    Stasera altro giro altra ruota, vediamo che viene fuori quale perlina ci sara’ in serbo per 3 giovani (nemmeno piu’ tanto) musicisti in cerca di autore… baci

  8. gipsyqueen Says:

    …straordinario…

  9. utente anonimo Says:

    …ma senti un pò..vieni a suonare a Roma?

    alice

  10. Jazzer Says:

    Dovevo esserci, oh come dovevo esserci! Altro che bluuuuu muuuunnnn, vista l’alcolicità della serata avrei potuto chiederti di suonare di tutto!

    Ah, dovevo esserci…

    Ciao

  11. ArabianPhoenix Says:

    Fab… ecchetedevodì… il karaoke jazz, con la compagnia giusta, il negroni giusto, la musica giusta, la fenice… giusto un ‘po bbrilla (reduce-eneanchetantoreduce- da un periodo che di mmmerda è dire poco)….. capita, ce scappa…

  12. ArabianPhoenix Says:

    (a quanto pare la seratina giusta c’è scappata anche per te–parlo di ieri sera eh?–, fra le dita delle note giuste in un ambiente “figo”diroutine, no? Viva le seratine giuste con la musica dolce allegra e viva fra le dita… e “fuori dai denti”….)

  13. auranoir Says:

    Io credo che senza dubbio questo sia il blog più bello della rete….sei grande quoyle!

  14. quoyle Says:

    @Arabian e vabene cosi’ vabene cosi’ ho letto il post sulla tua seratina, era bello e sereno, mi piaceva, la mia seratina non e’ stat male abbiamo suonato bene proprio bene, c’era tutto quello che doveva esserci, sono tornato a casa soddisfatto e brillo che non guasta mai con il disco di Danilo Rea a palla in macchina cantando a squarciagola Lost in Europe ne parlero ne parlero’ sono solitudini affascinanti quelle di Rea, stasera altra seratina spero sia come ieri anche se le aspettative rovinano di solito, bisogna cercare la spontaneita’ nella musica come nella vita.

    @aura eddai mi fai arrossire, piuttosto ricordo male o te stai a Perugia, perche’ se e’ cosi’ possiamo incontrarci che suono da quelle parti presto

    @alice roma, eh mi piacerebbe per il momento si suona spesso in toscana e liguria ogni tanto in umbria ed emilia, roma per il momento la vedo difficile:-(

    @Jazzer sicruamente ti saresti trovato bene il nostro tasso alcolico era al punto giusto (ed il brunello merita sempre sempre ah quanto lo amo quel vino io… uno dei motivi per cui mi sono sistemato in toscana questo vino…:-)) )

    @gipsy gia straordinario, oh prima o poi cerco di ricordarmeli tutti sti aneddoti:-)

  15. auranoir Says:

    io sono di Foligno per la precisione, 20 min da Pg, fammi sapere quando suoni che ti vengo a vedere…e se sei in giro per Umbria Jazz ci andiamo a vedere qualche concerto che dovrei avere diversi pass omaggio!

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