Tempi Dispari
When I was young, it seemed that life was so wonderful,
A miracle, oh it was beautiful, magical.
And all the birds in the trees, well theyd be singing so happily,
Joyfully, playfully watching me.
But then they send me away to teach me how to be sensible,
Logical, responsible, practical.
And they showed me a world where I could be so dependable,
Clinical, intellectual, cynical.
There are times when all the worlds asleep,
The questions run too deep
For such a simple man.
Wont you please, please tell me what weve learned
I know it sounds absurd
But please tell me who I am.
Now watch what you say or theyll be calling you a radical,
Liberal, fanatical, criminal.
Wont you sign up your name, wed like to feel youre
Acceptable, respecable, presentable, a vegtable!
At night, when all the worlds asleep,
The questions run so deep
For such a simple man.
Wont you please, please tell me what weve learned
I know it sounds absurd
But please tell me who I am.
(On AiR Brad MeHldau FlEurine LoGical SonG)
Che me lo fai?
Appuntamento ore 18 Marina di Massa, presentazione di un libro, mi dici c’e’ il pianoforte a coda, una prova finta ieri sera, non avevo voglia e neanche tu a dire il vero (siamo troppo sofferenti tutti e due..) insomma 7 pezzi e si va, tanto ci conosciamo come le nostre tasche, non dobbiamo neanche cercare gli occhi, so quello che suoni so quello che pensi e so come soffri (anche io faccio lo stesso).
Parte la nostra musica, io sono da un altra parte, in un isola dove tutto e’ bello, tutto possibile anche l’imponderabile, non esiste altro, all’improvviso inizia a piovere entrano i tavoli pieni di roba da mangiare e ti ritrovi a suonare per un gruppo di nostalgici degli anni 70 che vogliono solo dare sfogo alle mandibole, la voglia di suonare boh…
Arriva l’ultimo pezzo, ma dai divertiamoci facciamo My Song di Jarrett,del resto e’ anni 70 no la musica che fa sognare, e la suoniamo (male) ma con affetto (almeno io) , alla fine applausi (boh) ed arriva un tizio… che mi dice me la fate quella dei pink floyd come si chiamava quella col sax…. ah dico io shine on you crazy diamond vuoi dire.. ma sai in duo piano sax e’ dura… e lui allora fatemi una cosa di CHEIT JARRETT (non so come riprodurre la fonetica improponibile) ed io con gli occhi sgranati e la mandibola sui tasti…ma ma ma abbiamo appena fatto una roba di Jarrett…. e lui candido… dai fate il concerto di Colonia……ehhhhhhhhhh? come il concerto di Colonia balbetto io…. dai e’ tutto improvvisato… come facciamo a farti il concerto di Colonia, e lui granitico… no dai e’ fatto di parti ben definite, dai fatemi un pezzo l’inizio, io mi giro senza speranze ed inizio a suonare estate di bruno martino, giuro questa e’ la cosa piu’ delirante (umiliante e divertente) che mi e’ successa da quando mi ricordo di suonare(male) quegli 88 tasti.
It’s not that easy being green
Having to spend each day the color of the leaves
When I think it could be nicer being red, or yellow or gold
Or something much more colorful like that
It’s not easy being green
It seems you blend in with so many other ordinary things
And people tend to pass you over ’cause you’re
Not standing out like flashy sparkles in the water
Or stars in the sky
But green’s the color of Spring
And green can be cool and friendly-like
And green can be big like an ocean, or important
Like a mountain, or tall like a tree
When green is all there is to be
It could make you wonder why, but why wonder why
Wonder, I am green and it’ll do fine, it’s beautiful
And I think it’s what I want to be
(On AiR BeinG gReen VaNesSa RuBin)
Livros
Raccolgo il testimone di un altra staffetta questa volta libresca da Vann.
La raccolgo con piacere perche’ parlare dei libri e’ un’altra buona opportunita’ per parlare di cose belle, di parti importanti della mia vita.
1.Libri che possiedo nella mia bibliotecaSono sempre stato un lettore incostante, alterno periodi di lettura fortissimi a periodi di lettura rada. Non so dire cosa mi provoca la lettura di un libro, mi immergo completamente nel mondo raccontato, adoro i romanzi e qualche biografia in particolare di musicisti e scienziati (due mondi che sembrano cosi’ lontani eppure hanno tante convergenze)
Sono sempre stato un lettore incostante, alterno periodi di lettura fortissimi a periodi di lettura rada. Non so dire cosa mi provoca la lettura di un libro, mi immergo completamente nel mondo raccontato, adoro i romanzi e qualche biografia in particolare di musicisti e scienziati (due mondi che sembrano cosi’ lontani eppure hanno tante convergenze)Ho molti libri, riposti senza un ordine particolare nella libreria, una libreria che ha disegnato per me il mio migliore amico, semplice, lineare, di materiale semplice pioppo aperta che lasci uscire tutta la meraviglia che e’ contenuta in quelle perline che sono i libri.
Dicevo ci sono romanzi, classici russi, classici francesi, shakespeare, contemporanei, qualche libro sul cinema in particolare Woody Allen, Truffaut, biografie di musicisti ovviamente tutto quello che potete immaginare su Jarrett, Miles Davis, Mingus, il canto afroamericano, Billie Holiday, ah dimenticavo i bellissimi romanzi contemporanei di letteratura scandinava editi da Iperborea (adoro la letteratura contemporanea scandinava e le edizioni Iperborea) e le opere di Galileo che acquistai in un edizione bellissima mentre preparavo l’esame di storia della fisica, il tutto ha un ordine direi sparso, i libri di volta in volta trovano e scelgono da soli il loro posto nella libreria.
2.Gli ultimi libri comprati
Lo scorso Venerdi’ era tanto che non entravo in una libreria e mi perdevo tra gli scaffali, in quei momenti di ricongiunzione che ti regala una passeggiata in libreria quando hai tutto il tempo che vuoi, la libreria e’ vuota e ti senti in uno di quei momenti di benessere che vorresti durassero per sempre, ho comprato 3 libri :
Il Libro dell’inquietudine di PessoaIl suono della montagna di Kawabata
A sud del confine ad Ovest del sole di Murakami
Qualche parola, sono due mondi che mi affascinano, il portogallo, la lisbona, la saudade di Pessoa ed il Giappone i due lati del giappone raccontati da Kawabata e Murakami. (Murakami ok ha un posto tutto particolare nel mio cuore per Tokio Blues ed i suoi romanzi che sono pieni di riferimenti musicali sempre bellissimi)
3.Leggo oraBeh ho appena finito di leggere il libro dell’inquietudine di Pessoa anche se essendo piccoli pensieri quasi racconti, li ho letti in ordine sparso e sicuramente ci tornero’ su dopo, ho iniziato a leggere il libro di Kawabata.
4.Suggerisco
Beh ho appena finito di leggere anche se essendo piccoli pensieri quasi racconti, li ho letti in ordine sparso e sicuramente ci tornero’ su dopo, ho iniziato a leggere il libro di Kawabata.Dio quanto e’ difficile suggerire dei libri, quasi piu’ difficile che suggerire dei dischi, diciamo che suggeriro’ dei libri che hanno significato qualcosa nella mia vita.
Tenera e’ la notte di Fitzgerald, lo ho trovato un libro meraviglioso, odori, notte , lo ho letto due volte, una delle due mentre facevo il servizio civile per l’unione italiana ciechi come lettore ad una signora per cui leggevo libri. Esperienza curiosa leggere un libro ad alta voce per un’ altra persona, esperienza bella.
Strade Blu di W Least H Moon , il viaggio quasi catartico nell’america profonda, alla ricerca di se stessi, ne ho parlato qualche post fa, un libro intimo, un dialogo continuo con i propri pensieri, un libro sul viaggio, con punti di vista interessanti sull’america moderna.
Avviso ai Naviganti, beh non poteva essere diversamente il mio nickname Quoyle viene da questo romanzo, un romanzo leggero, disincantato sulla vita un po intricata del personaggio Quoyle (mi piaceva il suo vizio di trasformare le situazioni in cui si trovava in titoli di giornale catastrofici… cosa che mi capita di fare spesso:-))
Tokio Blues di Murakami
Ehi..Ehi..mi senti? Dì qualcosa disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto.che cosa?
quello che vuoi, purchè sia qualcosa che mi faccia sentire meglio.
sei molto carina.
Midori suggerì lei mettici anche il nome.
sei molto carina, Midori corressi.
molto quanto?
tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari.
Lei sollevò la testa e mi guardò. – sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche? disse.
solo tu mi capisci davvero dissi ridendo.
dimmi qualcosa di ancora più carino.
Mi piaci tanto, Midori.
Tanto quanto?
tanto quanto un orso in primavera.
un orso in primavera? chiese lei sollevando di nuovo la testa come sarebbe un orso in primavera? .
un orso in primavera.. allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa: ’senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po’ con me sull’erba?’. Tu e l’orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?
Carinissimo
Ecco, tu mi piaci tanto così
Il rosso e nero di Stendhal, fu una scoperta, i classici francesi, russi, cha avevo odiato profondamente al liceo li ho riscoperti attraverso questa lettura che mi ha aperto la strada a leggere tantissimi romanzi classici
La tempesta di Shakespeare, sempre durante il servizio civile avevo del tempo libero e leggevo tanto, a quel tempo forse fortunatamente c’era meno computer …, trovai in casa questo volume con tutte le opere di shakespeare, era di mia madre che lo aveva studiato all’universita’, beh fu bello leggere quel libro pieno di annotazioni sue, alcune anche molto carine, la tempesta mi e’ rimasta nel cuore, Ariel, forse perche’ lo lego al film di Greenway che mi piacque moltissimo.
Lascio a chiunque voglia raccontarsi un pochino attraverso i suoi libri il testimone (avvisatemi eh se lo raccogliete questo testimone eh??!)
fu una scoperta, i classici francesi, russi, cha avevo odiato profondamente al liceo li ho riscoperti attraverso questa lettura che mi ha aperto la strada a leggere tantissimi romanzi classici, sempre durante il servizio civile avevo del tempo libero e leggevo tanto, a quel tempo forse fortunatamente c’era meno computer …, trovai in casa questo volume con tutte le opere di shakespeare, era di mia madre che lo aveva studiato all’universita’, beh fu bello leggere quel libro pieno di annotazioni sue, alcune anche molto carine, la tempesta mi e’ rimasta nel cuore, Ariel, forse perche’ lo lego al film di Greenway che mi piacque moltissimo.Lascio a chiunque voglia raccontarsi un pochino attraverso i suoi libri il testimone (avvisatemi eh se lo raccogliete questo testimone eh??!) Tropeçavas nos astros desastrada
Quase não tÃnhamos livros em casa
E a cidade não tinha livraria
Mas os livros que em nossa vida entraram
São como a radiação de um corpo negro
Apontando pra a expansão do Universo
Porque a frase, o conceito, o enredo, o verso
(E, sem dúvida, sobretudo o verso)
É o que pode lançar mundos no mundo.
Sem saber que a ventura e a desventura
Dessa estrada que vai do nada ao nada
São livros e o luar contra a cultura.
Os livros são objetos transcendentes
Mas podemos amá-los do amor táctil
Que votamos aos maços de cigarro
Domá-los, cultivá-los em aquários,
Em estantes, gaiolas, em fogueiras
Ou lançá-los pra fora das janelas
(Talvez isso nos livre de lançarmo-nos)
Ou  o que é muito pior  por odiarmo-los
Podemos simplesmente escrever um:
Encher de vãs palavras muitas páginas
E de mais confusão as prateleiras.
Tropeçavas nos astros desastrada
Mas pra mim foste a estrela entre as estrelas.
(On AiR LiVros CaEtAno VeLoso)
Flashback
Sento dentro di me un dolore antico, quella paura, il peso schiacciante di una situazione che non so se riusciro’ a portare. Lo stomaco si ribella, le lacrime vengono fuori, riportando fuori quelle maledette sensazioni "dimenticate". Ho paura ecco ho solo paura, non riesco a fermare i pensieri, ondate di panico, alternate a momenti di stasi. So che e’ inevitabile, va affrontata anche questa cosa, anche con le energie al minimo. Ho paura della mia stanchezza.
Viaggiare? Per viaggiare basta esistere.
Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione,
nel treno del mio corpo, o nel mio destino,
affacciato sulle strade e sulle piazze,
sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi
come in fondo sono i paesaggi
Fernando Pessoa
Il Libro dell’inquietudine
(On Air FlAsHbacK BoJaNZ TrAnSpacifik)
RE: Person i knew (di balene e sogni)
giugno 2, 2005 by quoyle
Inserito nella categoria Contrabasso, Pianoforte, Standards
"Il mio sogno invece e’ immutato. Lo continuo
Ho navigato tanto e ho cucito tanta tela
che ho le punta delle dita indurite ed
insensibili e ho alato tanti cavi che ho le
mani ruvide come canapa di manila; mi
sono arrampicato sul boccaporto di un
mercantile nuovo di zecca dei cui motori
sentivo il pulsare.
Ricordi… tutti ricordi.
Immagini che aiutano a passare i giorni. Ma solo per poco.
Le inseguo nel mio sogno… nella mia visione. Chiudo gli
occhi e sento la musica e loro vengono, tutte, intorno a me
e ballano e cantano e O com’e’ bello vedere il mare scorrere
giu’ dai loro dorsi che brillano e luccicano….."
(H. Selby Junior Canto della Neve Silenziosa)
Pare che il sogno di Bill Evans, per tutta la sua vita sia stato come quello di un innamorato che dopo aver perso l’amore continua tragicamente a cercarlo per il resto della sua vita. Cosi’ Bill Evans dopo la morte di Scott LaFaro ha cercato disperatamente per tutta la sua vita di nuovo quell’amore, quel suono unico del trio con LaFaro e Paul Motian.
I ricordi, quei ricordi dell’ultima domenica al Vanguard, il 25 Giugno del 1961, l’ultima serata di una serie di due settimane, ironia della sorte le ultime note suonate dal trio quelle di Jade Visions che concludono la storia musicale di questo trio. Ascoltare questo disco e’ un’esperienza unica, dopo i tanti ascolti si riesce davvero a capire perche’ Bill Evans continuera’ a cercare Scott LaFaro in ogni singola nota che suonera’, in ognuno dei suoi futuri gruppi. C’e’ tanto in questa musica, piu’ di quello che si sente, e’ un corpo unico questo trio, qualcosa di realmente unico nella storia della musica, nessun altro trio mi da questa sensazione, questa sensazione di amore ed unita’ di intenti musicali tra i musicisti. E’ bellezza assoluta, perdita del tempo e dello spazio, solo musica che scorre libera, ascoltare il basso di LaFaro su My Man’s gone now e’ poesia pura, ogni singolo suono presente su questo disco e’ quello giusto, e’ il superamento del concetto di trio che vede il pianoforte sopra gli altri strumenti, ad un certo punto ci si dimentica di ascoltare tre strumenti, ma e’ come ascoltare una bellissima sezione orchestrale in cui il bilanciamento perfetto tra i vari strumenti rende il suono indistinguibile, perfetto, pura essenza di musicalita’.
Dopo la serata i tre si separarono dopo aver ascoltato insieme la registrazione del concerto, ognuno verso il suo destino, LaFaro verso una morte tragica, ed Evans verso il vagare inquieto degli anni che seguiranno questo evento alla ricerca della scintilla e forse dei motivi di questa morte, Evans solo con il suo senso di colpa per aver portato anche LaFaro verso l’eroina e forse verso quello schianto. Un anno di depressione terribile, ed alla fine dopo circa un anno una composizione bellissima RE: Person i knew, un regalo, qualcosa che Scottie avrebbe adorato suonare. Sembra quasi un invito ad andare avanti, ricordando le persone che si sono consciute, trovo bellissimo il titolo suona da solo RE: Person i knew, RE: Person i knew, RE: Person i knew, queste parole sono ovunque nella composizione di Evans in quelle 16 battute di amore vero per Scott LaFaro e per quella musica che non sarebbe piu’ stata la stessa senza di lui.
(On Air BobO StEnSon RE: PeRson i KneW)















