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Les Amants - Enrico Pieranunzi (Il canto dell’accoglienza)

quoyle Luglio 5th, 2005

«L’olimpio Giove che sovente al tristo
non men che al buon felicità dispensa,
mandò a te la sciagura, e tu da forte
la sosterrai. Ma poiché ai nostri lidi
ti convenne approdar, di veste o d’altro,
che ai supplici si debba ed ai meschini,
non patirai disagio (…)».

(Omero Odissea Nausicaa incontra Ulisse)

Esistono alcune cose che riescono ad ipnotizzarmi, a toccarmi profondamente il cuore. Una di queste e’ il soffio degli archi, quel momento magnifico prima e durante l’attacco del suono dei violini e dei violoncelli, il respiro del legno che prende corpo. Le vedi quelle curve del legno, ascolti il respiro profondo di quel legno mentre il suono prende corpo.

Pieranunzi nelle note di copertina, racconta di aver risposto ad una richiesta della casa discografica Egea con candore fanciullesco, dichiarando di voler fare un disco con Piano, Contrabasso, Sassofono e Quartetto d’archi.

Ecco la genesi di questo piccolo capolavoro, una musica in bilico fra Jazz e tradizione classica europea, echi di Brahms (quanto si sentono i quartetti di Brahms e questa cosa mi fa venire in mente il film di Louis Malle Les Amants, sara’ un caso oppure nella composizione ci sono dei richiami a quel film, una notte magica, trasfigurata dall’amore tra i due protagonisti con una Jeanne Moreau sempre bellissima con i quartetti di Brahms che ‘tragicamente’ rispondono alla trama del film), Debussy , Bach e Faure’.

Una sfida durissima, la scelta delle composizioni e’ affidata a brani gia’ ben collaudati e registrati in precedenza, il disco sembra una naturale evoluzione del disco Racconti Mediterranei da cui sono presi molti dei brani incisi. Altri dischi che forniscono materiale a questo progetto sono Un’alba dipinta sui muri e Canzone di Nausicaa sempre registrati per la Egea Records.

I titoli , ah servirebbe un mondo per parlare dei titoli che Pieranunzi da alle sue composizioni Canto Nascosto, Canto del Mare, Una piccola chiave dorata, Canzone di Nausicaa. Un lavoro pervaso di malinconia, una malinconia di un mare mediterraneo al tramonto che non so descrivere, un lavoro intimo, profondo, un dialogo fitto fra il basso di Marc Johnson, il sassofono soprano di Rosario Giuliani, il pianismo romantico di Pieranunzi ed il quartetto d’archi che pervade la musica del disco. Un quartetto d’archi trattato come un personaggio teatrale, ora protagonista della musica, ora di contrappunto ai ricami lirici del sassofono e del pianoforte, un momento ‘tragicamente’ corale di risposta alla musica ed al tema esposto dal trio pianoforte contrabbasso sassofono.

E’ decisamente un disco come pochi se ne sentono in giro, un disco magnetico che lascia respirare i pensieri come il respiro di quegli archi che lo introducono, che accoglie l’ascoltatore come Nausicaa con Ulisse, che lascia dolcemente abbandonati durante il suo ascolto.

 

LES AMANTS

1. Canto nascosto
2. Canto del mare
3. The kingdom (where nobody dies)
4. Les Amants
5. Canzone di Nausicaa
6. Where I never was
7. The flower

(On AiR CAnTo NaScoSto EnRico PiEranuNzi LeS AmAnts) 

Rating: ★★★★½

Un anno fa :

14 Responses to “Les Amants - Enrico Pieranunzi (Il canto dell’accoglienza)”

  1. nocedifoolon 05 Lug 2005 at 21:23

    quel film è incredibile… c’è una cupezza pesante in ogni fotogramma. eppure la bellezza inquieta di quella donna e dei suoi giochi notturni dentro una barca sul fiume quieto sono di una tale dolcezza… ah che bello… sugli archi non dico. che vuoi dire? li sento come nessun altro strumento. e guarda caso stavo scrivendo qualcosa in proposito poco fa… noce antitecnologica.

  2. quoyleon 06 Lug 2005 at 02:09

    Si quel film e’ incredibile ma quanto e’ dolce quella notte e quel sorriso con le labbra verso il basso di Jeanne Moreau, e’ bellissima in quel film e dolcissima, il bisogno di essere accolti, davvero come Nausicaa accoglie Ulisse, io sono quasi certo che quel film abbia qualcosa a che fare con questo disco o almeno mi piace pensare cosi’… e cosa poteva inventarsi Malle e Pieranunzi di piu’ bello per accompagnare una notte come quella dei due amanti, quartetti d’archi, archi come devono essere asciutti essenziali non sguaiate sezioni orchestrali, il soffio dell’anima non ci sono parole, ascolta questo inizio di canto nascosto, una vibrazione segreta, un canto intimo, ed il quartetto d’archi che lo introduce e nel mezzo si riapre per continuare quel viaggio interiore, una meraviglia

    Notte noce

  3. ruckerton 06 Lug 2005 at 11:10

    Non conosco il disco ma mi sembra di averlo intravisto in uno scaffale, sarà mio.

    Viceversa Les Amants è mio da tempo, film delicato e rude nello stesso tempo, splendido e poetico … e pensare che venne censurato in Italia per anni …

    Ciao quoyle

  4. quoyleon 06 Lug 2005 at 11:18

    Gia’ venne censurato lo so, incredibile, sempre benpensanti noi italiani ed ipocriti, ogni volta che lo vedo non riesco a capire il motivo della censura (o meglio lo capisco ma non voglio crederci)

    Ciao Ruckert

  5. nocedifoolon 06 Lug 2005 at 11:41

    è che la sensualità di jeanne moreau è assolutamente ineguagliata ancora oggi. ogni volta ripenso all’enigma del volto in jules et jim… ah che bello… che lo facciamo un cineclub itinerante??

  6. gulliverianaon 06 Lug 2005 at 13:32

    Ricordo anche io quel film e l’espressione di Jeanne Moreau quella magica notte in quella barca. Non ho ancora ascoltato Les Amants di Pieranunzi. Penso che farò di tutto per ascoltarlo. Per quanto riguarda l’accostamento fra il film e il disco da come lo descrivi mi verrebbe da pensare la stessa cosa. In un’intervista Pieranunzi sostiene che il titolo gli viene dal fatto che a lui piace il francese come lingua, gli piace la cultura letteraria francese, la musica francese, Debussy, Ravel, Fauré, Milhaud… e quando ha scritto questo pezzo gli sembrava una danza, una danza francesizzante : “associo molto anche la danza alla Francia, all’Opéra, a tutta l’iconografia di Edgard Degas, per cui, dato che questo pezzo mi sembrava proprio da ballo, mi è venuto abbastanza naturale mettere il titolo francese, non ho avuto esitazioni. È un tre quarti veloce… Si balla, appunto, e questo ballo ha suscitato quelle immagini di ballerine col tutù, questa leggerezza, questa specie di borotalco”.

  7. quoyleon 06 Lug 2005 at 17:39

    @ noce e facciamoci pure sto cineclub itinerante, fra un po io mi compro il cammello:-) Cmq Jeanne Moreau e’ una delle attrici piu’ belle e sensuali, sono ipnotizzato dal suo sorriso in particolare nel film Jules and Jim vero…

    @ gulliveriana, si Pieranunzi e’ affascinato dal francese, molte sue composizioni hanno titoli francesi, io non posso credere che la scelta del titolo, dell’ispirazione classica di Brahms e l’atmosfera del brano siano casuali, se lo sono e’ una combinazione di eventi davvero magici ed incredibili. Grazie per il bel commento e per l’estratto di intervista che hai postato

    A presto

  8. nocedifoolon 06 Lug 2005 at 21:28

    perché un cammello??? e che lo vuoi fare nel deserto il cineclub??? … per me va bene. in fondo sarebbe come tornare a casa ;)

  9. quoyleon 06 Lug 2005 at 21:34

    No perche’ sono ormai una specie di nomade tuareg…. sto fermo in una citta’ per 3 giorni…

  10. kreshatikon 06 Lug 2005 at 23:08

    ecco, se capolavoro è una parola inflazionata da ricacciare indietro al di là dell’epiglottide ogni volta che saremmo tentati di usarla trasportati da puerile entusiasmo, in questo caso invece non è solo la prima a venirmi in mente, ma anche l’ultima con cui vorrei chiudere questo inutile commento: quest’album è un capolavoro.

  11. unapersonaintornoon 07 Lug 2005 at 00:01

    ..che mi hai messo sù quoyle..

  12. quoyleon 07 Lug 2005 at 10:20

    @kreshatik :-)

    @upi, bello vero? Beh lo so ormai che ti piace Pieranunzi :-) Baci e bentornata

  13. Pannonicaon 07 Lug 2005 at 12:58

    L’emozione per il soffio degli archi è una cosa che condivido.

    Pieranunzi l’ho approcciato da poco e ho bisogno di tempo per metabolizzarlo, anche se il cd che ho acquistato su tuo consiglio (con Haden e Motian) è, già da ora, una scoperta meravigliosa.

    Il film Les Amants… mi limito semplicemente a dire che mi è familiare la poesia di quella notte, dell’intermittenza del cuore, dell’intervento del caso; di quelle immagini in bianco e nero dalla resa fotografica degna della migliore improvvisazione jazz.

    Sensualità, poesia, romanticismo, passione e quel velo di inquietudine che avvolge il tutto.. sì, è tutto molto familiare.

  14. Neplanon 24 Lug 2005 at 23:11

    Un disco divino.

    Il palombaro

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