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For all we know

Mi sono svegliato con in testa questo standard, tanto bello quanto semplice nelle sue progressioni armoniche e nei testi. Versioni belle ce ne sono tante, Billie Holiday, Brad Mehldau, Lee Konitz, Nat King Cole, Dinah Washington solo per citare le prime che mi vengono in mente. Il presente, il passato, il futuro, beh insomma lo sento mio questo brano, mai stato troppo bravo a gioire del presente, sempre proiettato o nel passato oppure nelle aspettative del futuro spesso rovindando il presente … invece … for all we know.

For All we Know

words by sam m. lewis and music by j. fred coots

For all we know we may never meet again

Before you go make this moment sweet again

We won’t say good night until the last minute

I’ll hold out my hand and my heart will be in it



For all we know this may only be a dream

We come and go like a ripple on a stream

So love me tonight; tomorrow was made for some

Tomorrow may never come for all we know

(On AiR For All We KnoW il Mio Piano ScoRdaTo improvvisando:-)) )

Un anno fa :

23 Responses to “For all we know”

  1. evdea Says:

    Il presente e’ qualcosa che accade troppo vicino a noi e troppo in fretta per darci il tempo di assaporarlo…

    e’ come cercare di gustare la bellezza di una valle, camminandoci dentro, puoi notare i particolari, un albero, dei piccoli particolari del paesaggio che ne so l’ansa di un fiume che fa una curva strana, ma per apprezzarla nel suo complesso devi lasciartela alle spalle e salire a monte, solo quando sara’ sotto di te, e ahime’ lontana riuscirai a goderne nella sua interezza, cosi’ del presente riusciamo ad assaporare attimi, istanti di sogno o felicita’, o momenti di tristezza, ma devono diventar passato per riuscire a valutarli… per questo i vecchi spesso vivono di ricordi e sono attaccati alla vita, e i giovani spesso finiscono per bruciarsela o buttarla via pensando non ne valga la pena…

  2. nocedifool Says:

    benvenuto nel club… hai fatto la tessera??? ;)

  3. Neplan Says:

    Il jazz, Divina Musa ispiratrice di ogni mio attimo…passa a trovarmi qualche volta, se ti va.

    Un abbraccio e grazie…

    Il palombaro

  4. utente anonimo Says:

    Uh, sei tu che suoni??? Bello! Bravo! Che gioia sentirti! (Gaia)

  5. hobbs Says:

    …è una sensazione che conosco così bene :) … non fai in tempo ad assaporarlo a coglierne il senso che se ne è gia andato, non resta che il ricordo o la speranza. Oppure un “parziale” da cronometro :)

  6. quoyle Says:

    @evdea il presente bisognerebbe essere in grado di gioirne completamente, e’ possibile assaporarne la bellezza lo so a volte mi e’ successo, in quei momenti in cui non ti preoccupi di perdere quel benessere…

    @Noce sono il presidente onorario iooo tse vuoi che te la rinnovo la tessera???

    @Neplan benvenuto

    @Gaia shhhhhhhhhh si sono io in un momento di follia, che quel piano e’ scordato e ho registrato cosi’ di impulso:-) Grazie

    @hobbs :-)

  7. Pannonica Says:

    food for thoughts.. mi piace il tuo pianoforte scordato!

  8. quoyle Says:

    @ Nica food for thoughts gia’ forse per imparare a pensare meno :-)

    Coraggiosa eh quel piano e’ veramente diabolicamente scordato ma del resto sto per acquistare un quarto di coda non vedo l’ora poi compro le provviste, attivo il telelavoro, metto una pietra davanti alla caverna stacco i telefoni, uccido il pc e rimango solo con il mio pianoforte per qualche giorno dovremo conoscerci:-))

    Un bacio

  9. evdea Says:

    ah ah ah cosa farete vi annusate? e se ti morde con il copritasti? Vi siete gia’ presentati?

  10. quoyle Says:

    @evdea no ho un idea il signor Kawai fa dei pianoforti dignitosi ed educati, non mi morde al limite potro’ ritrovarmi a guardarlo languidamente a suonare all’infinito un bel voicing che so un Bb9b oppure continuare ossessivamente a fare il circolo delle quinte suonare i turnaround all’infinito, oppure suonare per un giorno di seguito Autumn Leaves in tutte e 12 le tonalita’, la mia vicina di casa sara’ felice:-)

  11. evdea Says:

    E quello vecchio? Finira’ “scordato” in qualche angolo della casa? Lo vendi e finira’ tra le mani di qualche pupo alle prime armi? Dagli un nome prima di darlo via, almeno sara’ esistito…

  12. evdea Says:

    Ehm… mi sono fatta prendere ma gli oggetti hanno un anima sai? Non ti dispiace abbandonare il tuo vecchio piano? Poverino… e’ tristissima come cosa… tutto questo tempo insieme e ora lo molli per uno piu’ bello.. e gia’ pregusti il distacco, e lui? Lui cosa fara’? ok … me la pianto, quando mi prende cosi’ e’ terribile…

  13. nocedifool Says:

    presidente onorario tu???? e quando ti hanno eletto!! avevano promesso a me quella cavolo di carica!!! maschilisti tsè.

    come compri un altro piano? ma guarda che forse ti sei… scordato di averne già uno… questa è pessima, I know… comuqnue la cosa più bella di questa registrazione è il tuo piede… :)

  14. quoyle Says:

    @Evdea…. gia gia anche io sono sentimentale ma che ci posso fare voglio un piano a 1/4/ di coda….. lo voiiiiioooooooooooooooo da quando ero piccino…. adesso che faccio ufff eddai anche a me dispiace ma ogni buon jazzista sa che quello che suona e’ perduto…. e non ci si puo’ attaccare troppo a quello che si e’ suonato…:-)

    @Noce…. e’ un modo carino di dire che suono con i piedi???;-) Guarda che non ti faccio fare la vicepresidentessa dell’associazione eh???

  15. nocedifool Says:

    no no non fare il permaloso adesso!!! suoni “anche” con i piedi. dai, lo sento. non è forse il tuo piede quello che si sente in due o tre momenti? e mica è da tutti. sei percussivo. non c’è che dire :)

  16. quoyle Says:

    :-))

  17. evdea Says:

    Io spero che quel che un buon jazzista suona, si cristallizzi in ricordo in chi lo ascolta, sai quelle frasi tipo:

    Ho sentito suonare Tizio che suonava XX una sera d’estate al YYY, ricordo distintamente quel pezzo, una serata che non scordero’ perche’ indimenticabile…

    Eh? Gagliardo?

  18. quoyle Says:

    Uhm il ricordo non e’ la stessa cosa per fortuna, quando ci ripensi non sei piu’ lo stesso, non e’ piu’ uguale il momento, manca l’interazione tra musicista e pubblico, e’ proprio questa la bellezza del jazz, composizione istantanea, le emozioni provate live non sono ripetibili ne per il musicista ne per lo spettatore.

    Ciao:-)

  19. evdea Says:

    argh… va sempre peggio… e’ come produrre una bottiglia di vino per anno, e’ terribile…

  20. quoyle Says:

    Uhm peggio perche’? sai anche per il vino non esistono due bottiglie uguali :-) E cmq l’irripetibilita’ della performance jazz e’ proprio la peculiarita’ di questa musica

    Ciao

  21. evdea Says:

    beh, no quoyle… non puoi avere la sicurezza che due bottiglie di vino siano uguali, e’ vero, ma produrne un solo esemplare ti va perdere la possibilita’ di riassaporare il gusto di una stagione.

    Non puoi esser cento riaprendo una bottiglia della stessa annata, dello stesso produttore, di ritrovare identico il gusto della precendente,non funziona come la cocacola e’ vero, ma entrambe avranno sicuramente cose simili da dirti, ti parleranno, vediamo: di pioggia, di terra, di vento, di sole e di come questi hanno seguito il grappolo dalla vigna alla bottiglia.

    Ogni anno e’ diverso, ma nello stesso anno, dalla stessa vigna, il vino ti racconta la stessa storia, con variazioni minime, se chi ha acquistato la bottiglia vuole sentirsela raccontare e l’ha trattata bene.

  22. utente anonimo Says:

    “For all we know”..vabbè ma sei assurdo!!! Ho già capito che potremmo scrivere la stessa scaletta serenamente..è un pezzo bellissimo!!

    Mi piacerebbe moltissimo cantare un pezzo con te prima o poi…stacchiamo il tempo e via senza dirci ne cosa ne perchè…al limite la tonalità giusto per stare sereni…sai che delirio??!!

    un bacio

    alice

  23. quoyle Says:

    @alice si bello si stacca il tempo giusto la tonalita’ e via, sisi mi piacerebbe davvero baci

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