For all we know
Lug 24th, 2005 by quoyle

Mi sono svegliato con in testa questo standard, tanto bello quanto semplice nelle sue progressioni armoniche e nei testi. Versioni belle ce ne sono tante, Billie Holiday, Brad Mehldau, Lee Konitz, Nat King Cole, Dinah Washington solo per citare le prime che mi vengono in mente. Il presente, il passato, il futuro, beh insomma lo sento mio questo brano, mai stato troppo bravo a gioire del presente, sempre proiettato o nel passato oppure nelle aspettative del futuro spesso rovindando il presente … invece … for all we know.
For All we Know
words by sam m. lewis and music by j. fred coots
For all we know we may never meet again
Before you go make this moment sweet again
We won’t say good night until the last minute
I’ll hold out my hand and my heart will be in it
For all we know this may only be a dream
We come and go like a ripple on a stream
So love me tonight; tomorrow was made for some
Tomorrow may never come for all we know
(On AiR For All We KnoW il Mio Piano ScoRdaTo improvvisando:-)) )
Un anno fa :



Luglio 24th, 2005 at 18:18
Il presente e’ qualcosa che accade troppo vicino a noi e troppo in fretta per darci il tempo di assaporarlo…
e’ come cercare di gustare la bellezza di una valle, camminandoci dentro, puoi notare i particolari, un albero, dei piccoli particolari del paesaggio che ne so l’ansa di un fiume che fa una curva strana, ma per apprezzarla nel suo complesso devi lasciartela alle spalle e salire a monte, solo quando sara’ sotto di te, e ahime’ lontana riuscirai a goderne nella sua interezza, cosi’ del presente riusciamo ad assaporare attimi, istanti di sogno o felicita’, o momenti di tristezza, ma devono diventar passato per riuscire a valutarli… per questo i vecchi spesso vivono di ricordi e sono attaccati alla vita, e i giovani spesso finiscono per bruciarsela o buttarla via pensando non ne valga la pena…
Luglio 24th, 2005 at 18:43
benvenuto nel club… hai fatto la tessera???
Luglio 24th, 2005 at 23:10
Il jazz, Divina Musa ispiratrice di ogni mio attimo…passa a trovarmi qualche volta, se ti va.
Un abbraccio e grazie…
Il palombaro
Luglio 25th, 2005 at 10:21
Uh, sei tu che suoni??? Bello! Bravo! Che gioia sentirti! (Gaia)
Luglio 25th, 2005 at 10:23
…è una sensazione che conosco così bene
… non fai in tempo ad assaporarlo a coglierne il senso che se ne è gia andato, non resta che il ricordo o la speranza. Oppure un “parziale” da cronometro
…
Luglio 25th, 2005 at 14:09
@evdea il presente bisognerebbe essere in grado di gioirne completamente, e’ possibile assaporarne la bellezza lo so a volte mi e’ successo, in quei momenti in cui non ti preoccupi di perdere quel benessere…
@Noce sono il presidente onorario iooo tse vuoi che te la rinnovo la tessera???
@Neplan benvenuto
@Gaia shhhhhhhhhh si sono io in un momento di follia, che quel piano e’ scordato e ho registrato cosi’ di impulso:-) Grazie
@hobbs
Luglio 25th, 2005 at 14:14
food for thoughts.. mi piace il tuo pianoforte scordato!
Luglio 25th, 2005 at 14:18
@ Nica food for thoughts gia’ forse per imparare a pensare meno
Coraggiosa eh quel piano e’ veramente diabolicamente scordato ma del resto sto per acquistare un quarto di coda non vedo l’ora poi compro le provviste, attivo il telelavoro, metto una pietra davanti alla caverna stacco i telefoni, uccido il pc e rimango solo con il mio pianoforte per qualche giorno dovremo conoscerci:-))
Un bacio
Luglio 25th, 2005 at 14:21
ah ah ah cosa farete vi annusate? e se ti morde con il copritasti? Vi siete gia’ presentati?
Luglio 25th, 2005 at 14:28
@evdea no ho un idea il signor Kawai fa dei pianoforti dignitosi ed educati, non mi morde al limite potro’ ritrovarmi a guardarlo languidamente a suonare all’infinito un bel voicing che so un Bb9b oppure continuare ossessivamente a fare il circolo delle quinte suonare i turnaround all’infinito, oppure suonare per un giorno di seguito Autumn Leaves in tutte e 12 le tonalita’, la mia vicina di casa sara’ felice:-)
Luglio 25th, 2005 at 18:10
E quello vecchio? Finira’ “scordato” in qualche angolo della casa? Lo vendi e finira’ tra le mani di qualche pupo alle prime armi? Dagli un nome prima di darlo via, almeno sara’ esistito…
Luglio 25th, 2005 at 18:18
Ehm… mi sono fatta prendere ma gli oggetti hanno un anima sai? Non ti dispiace abbandonare il tuo vecchio piano? Poverino… e’ tristissima come cosa… tutto questo tempo insieme e ora lo molli per uno piu’ bello.. e gia’ pregusti il distacco, e lui? Lui cosa fara’? ok … me la pianto, quando mi prende cosi’ e’ terribile…
Luglio 25th, 2005 at 18:52
presidente onorario tu???? e quando ti hanno eletto!! avevano promesso a me quella cavolo di carica!!! maschilisti tsè.
come compri un altro piano? ma guarda che forse ti sei… scordato di averne già uno… questa è pessima, I know… comuqnue la cosa più bella di questa registrazione è il tuo piede…
Luglio 25th, 2005 at 19:13
@Evdea…. gia gia anche io sono sentimentale ma che ci posso fare voglio un piano a 1/4/ di coda….. lo voiiiiioooooooooooooooo da quando ero piccino…. adesso che faccio ufff eddai anche a me dispiace ma ogni buon jazzista sa che quello che suona e’ perduto…. e non ci si puo’ attaccare troppo a quello che si e’ suonato…:-)
@Noce…. e’ un modo carino di dire che suono con i piedi???;-) Guarda che non ti faccio fare la vicepresidentessa dell’associazione eh???
Luglio 25th, 2005 at 20:14
no no non fare il permaloso adesso!!! suoni “anche” con i piedi. dai, lo sento. non è forse il tuo piede quello che si sente in due o tre momenti? e mica è da tutti. sei percussivo. non c’è che dire
Luglio 25th, 2005 at 20:35
:-))
Luglio 26th, 2005 at 13:56
Io spero che quel che un buon jazzista suona, si cristallizzi in ricordo in chi lo ascolta, sai quelle frasi tipo:
Ho sentito suonare Tizio che suonava XX una sera d’estate al YYY, ricordo distintamente quel pezzo, una serata che non scordero’ perche’ indimenticabile…
Eh? Gagliardo?
Luglio 27th, 2005 at 10:48
Uhm il ricordo non e’ la stessa cosa per fortuna, quando ci ripensi non sei piu’ lo stesso, non e’ piu’ uguale il momento, manca l’interazione tra musicista e pubblico, e’ proprio questa la bellezza del jazz, composizione istantanea, le emozioni provate live non sono ripetibili ne per il musicista ne per lo spettatore.
Ciao:-)
Luglio 27th, 2005 at 11:18
argh… va sempre peggio… e’ come produrre una bottiglia di vino per anno, e’ terribile…
Luglio 27th, 2005 at 11:58
Uhm peggio perche’? sai anche per il vino non esistono due bottiglie uguali
E cmq l’irripetibilita’ della performance jazz e’ proprio la peculiarita’ di questa musica
Ciao
Luglio 27th, 2005 at 13:02
beh, no quoyle… non puoi avere la sicurezza che due bottiglie di vino siano uguali, e’ vero, ma produrne un solo esemplare ti va perdere la possibilita’ di riassaporare il gusto di una stagione.
Non puoi esser cento riaprendo una bottiglia della stessa annata, dello stesso produttore, di ritrovare identico il gusto della precendente,non funziona come la cocacola e’ vero, ma entrambe avranno sicuramente cose simili da dirti, ti parleranno, vediamo: di pioggia, di terra, di vento, di sole e di come questi hanno seguito il grappolo dalla vigna alla bottiglia.
Ogni anno e’ diverso, ma nello stesso anno, dalla stessa vigna, il vino ti racconta la stessa storia, con variazioni minime, se chi ha acquistato la bottiglia vuole sentirsela raccontare e l’ha trattata bene.
Luglio 28th, 2005 at 01:27
“For all we know”..vabbè ma sei assurdo!!! Ho già capito che potremmo scrivere la stessa scaletta serenamente..è un pezzo bellissimo!!
Mi piacerebbe moltissimo cantare un pezzo con te prima o poi…stacchiamo il tempo e via senza dirci ne cosa ne perchè…al limite la tonalità giusto per stare sereni…sai che delirio??!!
un bacio
alice
Luglio 28th, 2005 at 10:39
@alice si bello si stacca il tempo giusto la tonalita’ e via, sisi mi piacerebbe davvero baci