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Danilo Rea Lost in Europe (Travelling)

quoyle Luglio 28th, 2005

Il mio atteggiamento verso Danilo Rea e’ sempre stato abbastanza critico, se da un lato mi ha sempre colpito la sua tecnica impressionante, dall’altro lato non riuscivo a cogliere o meglio a distinguere bene i sentimenti all’interno della sua musica.

Recentemente attraverso l’ascolto del disco Winter Tales di cui ho parlato qualche post fa, di un disco prodotto dalla Egea intitolato Lirico e di questo meraviglioso Lost in Europe Solo Piano che ha accompagnato delicatamente alcuni momenti magici  del mio viaggio recente, ho rivalutato il mio giudizio sul suo pianismo. In particolare, in tutti e tre i lavori mi piace lo spirito di scoperta dei brani da interpretare che spaziano dalle arie liriche, ai classici pop fino ad arrivare agli standards Jazz piu’ classici e le aperture liriche che si alternano a passaggi tecnici estremi.

Questo disco in particolare raccoglie tante piccole performance registrate in giro per l’europa nello scorso anno e registrate dal vivo, tante tappe nei festival Europei piu’ noti. Anche in questo caso, il pianismo di Rea e’ eclettico e passa da Chico Buarque a Debussy, a Time after Time sempre con estrema disinvoltura. Il disco alterna momenti esplosivi in cui la tecnica prende decisamente il sopravvento a sospensioni liriche molto ispirate, legate alla miglior tradizione classica europea. Anche nei pezzi completamente improvvisati da Rea, si sente un amore per la costruzione di linee melodiche belle, cantabili, anche qualche contaminazione regalata dalle esperienze pop che Rea frequenta spesso, poi il feeling live della registrazione, con la sua imperfezione intrinseca fa tutto il resto ed il disco e’ davvero un ascolto piacevole e rilassante a tratti decisamente emozionante, si ascolta bene il divertimento e la gioia di suonare di Rea e questo rende magica l’atmosfera.

La suggestione del viaggio, un percorso nell’europa dei festival, le atmosfere magiche che queste rassegne riescono a regalare fanno il resto, ascoltando non si puo’ fare a meno di immaginare i vari palchi, il contesto i diversi pianoforti che suonano ogni sera, il pubblico diverso, le emozioni diverse che si assaporano seguendo un’artista in una sua tournee (io questa pazzia l’ho fatta una volta solamente Keith Jarrett 2000 anno in cui ho seguito il trio in giro per l’Europa provando ogni sera emozioni diverse, da Montreux a San Sebastian passando per Antibes e Perugia purtroppo perdendomi i concerti a Londra che sono stati rilasciati nel disco Inside Out, per esaurimento fondi monetari:-)) ), un disco ideale per viaggiare, fisicamente o mentalmente che riesce a cogliere l’essenza del pianismo di Rea, prima incisione ufficiale in solo di un pianista molto particolare nella scena jazzistica italiana.

(On Air Danilo Rea Che Sara’)

Rating: ★★★★½ (Conta il valore affettivo)

Un anno fa :

7 Responses to “Danilo Rea Lost in Europe (Travelling)”

  1. auranoiron 28 Lug 2005 at 21:59

    …ho questo disco da un pò….è stupendo…ci sono dei passaggi che possono essere definiti….come li definisce Rea…sospensioni….

  2. ruckerton 29 Lug 2005 at 10:06

    ah che sorpresa e che coincidenza … è da qualche giorno che stavo pensando di scrivere due righe su questo disco che amo molto… che altro aggiungere senza ripetere ciò che hai già detto? Disinvolto, ispirato, la suggestione del viaggio, la ricerca di “nuovi” standard, le “sospensioni”. Ah sì la presenza di una canzone meravigliosa “un giorno dopo l’altro” di luigi tenco, solo un piccolo esempio di come la musica di tenco possa diventare un riferimento per il piano jazz. Ma perché te lo dico? Lo sai molto meglio di me :) )

    Ciao

  3. quoyleon 29 Lug 2005 at 12:35

    @auranoir gia’ sospensioni… belle

    @Ruckert vero avevo dimenticato di citare Tenco un giorno dopo l’altro, ma ci sono davvero tanti spunti in questo disco, beh aspetto di leggere se e quando deciderai di scriverci qualcosa su che tanto saremo assolutamente in sintonia ne sono sicuro:-)

  4. ruckerton 29 Lug 2005 at 16:52

    ah carissimo come potrai vedere ormai ho deciso di accodarmi alle tue parole :)

    Ciao

  5. quoyleon 29 Lug 2005 at 17:44

    @ruckert lusingato:-) a presto

  6. kreshatikon 30 Lug 2005 at 12:39

    era da un po’ che volevo chiederti un’opinione su rea. io ho avuto occasione di sentirlo spesso, e a me piace. credo però che nell’ambiente del jazz sconti un poco le sue frequentazioni pop (che lasciano traccia anche nelle esibizioni jazzistiche nella scelta del repertorio). nel suo piccolo paga lo stesso scotto pagato da hancock. in pochi gli perdonano l’elettronica e la passione funky degli anni 80.

  7. quoyleon 30 Lug 2005 at 16:45

    @kreshatik assolutamente d’accordo con te, anche se hancock (che a me piace moltissimo) ogni tanto delle cagatine le produce eh… Rea credo sconti le sue partecipazioni Pop in parte ed anche il fatto che cmq e’ molto particolare come musicista, forse troppo “easy” per qualcuno, anche se io con questi tre dischi (dell’ultimo Lirico ne parlero’ a breve) lo ho decisamente rivalutato.

    Ciao

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