Che me la fai Parte III ( Fate pezzi tirati vero??)

luglio 22, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Concerti

Appuntamento ore 19.30 Tirrenia Vasco Bar per una serata che aspettavo da tanto tempo, finalmente un gruppo nuovo con un bel repertorio e persone belle con cui trascorrere una serata, umanamente e musicalmente.

Purtroppo come spesso accade quando si investe di aspettative qualcosa, spesso bisogna rincorrere i problemi reali che si vengono inevitabilmente a creare.

Il primo grande problema della serata e’ stato il bassista che una settimana fa mi ha dato forfait per motivi validissimi, ho dovuto rintracciare un’altro bassista che ricordavo essere decisamente piu’ bravo di quello che si e’ rivelato essere durante la serata. Insomma per un pianista il feeling con il basso e’ fondamentale, se il bassista sa che tipo di voicing usi, che tipo di sonorita’ ti piacciono, oppure intuisce nelle tue note un desiderio particolare, beh questa e’ poesia pura e permette al povero pianista di rilassarsi, di suonare poche note adagiandosi su un tappeto morbido, oppure di scherzare in maniera divertente con la parte ritmica. Dopo le prove del suono era chiarissimo che avrei sofferto come una bestiolina per tirare la carriola ritmica, con il bassista impreciso ritmicamente, armonicamente ed umanamente con spigoli incredibili che hanno davvero messo alla prova la mia pazienza… per non mandarlo direttamente a quel paese prima della serata (e magari avrei fatto anche bene..).

Insomma durante le prove del suono si avvicina uno dei soci e mi dice, beh me lo provate un pezzo piu’ tirato cosi’ per sentire il suono.. ( io gia’ quando sento il concetto di pezzo tirato mi viene voglia di tirare un oggetto…), ok lo ignoriamo bellamente e riprendiamo a riprovare il nostro bellissimo arrangiamento shuffle di il tempo dei limoni di Tenco. Insomma si finisce il sound check ed il tipo ritorna alla carica da me e da Lotta e ci dice, ma fate pezzi piu’ tirati vero?? Diciamo che il mio nervosismo della giornata si sarebbe volentieri abbattuto sul microcefalo, ma sono riuscito a contare fino a 1000 e lasciare a Lotta con il suo candore disarmante una risposta alla demenza mentre io pensavo :"ma brutto cretino… non hai visto che solo mentre facevamo le prove del suono il bar si era riempito per ascoltare le prove del suono, che abbiamo un repertorio bellissimo che spazia da Tenco alla Morrisette a Sting a Stevie Wonder, al Jazz, come faccio a dirti che non e’ ne il volume, ne il metronomo che fa stare la gente seduta ad ascoltarti…."

Nonostante questi disturbi ambientali, dovuti al bassista ed al tipo del locale, alla mia inquietudine personale della giornata, la serata si e’ rivelata una buona serata, perche’ grazie all’energia positiva che si sprigionava dal feeling pianoforte/percussioni pianoforte/voce siamo riusciti ad eliminare il rumore di fondo introdotto dal basso (grazie anche alla sapienza al mixer di Samuele che ha fatto magicamente sparire il basso dall’impianto lasciando alla mia mano sinistra il compito ingrato di reggere il basso).

Adoro suonare con le percussioni in particolare con quelle di Andrea, sono colori, pennellate sull’armonia, riusciamo a prenderci in ogni situazione, su un solo ingrano una frase ritmica e magicamente la riascolto nelle percussioni di Andrea e viceversa, ascolto delle idee ritmiche che entrano senza alcuno sforzo nella mia idea probabilmente perche’ siamo due anime affini musicalmente ed umanamente, cresciuti insieme musicalmente, dal 1991, tante nottate di musica o in viaggio a parlare o suonare, ormai basta uno sguardo e tutto magicamente avviene, si realizza e si rimane sempre stupiti di quanto i suoi tamburi e le sue cazzatine (come affettuosamente chiamo io il suo set percussivo) ed il mio pianoforte riescano sempre ad entrare in simbiosi in maniera naturale senza sforzi. Anche Lotta ieri sera era rilassata e sorridente e questa cosa veniva decisamente fuori dalla sua voce, dai nostri sguardi, dal modo in cui e’ riuscita a giocare con i testi, con le melodie e dal rapporto immediatamente stretto che ha creato con il pubblico e dal livello di intesa che si e’ creato immediatamente tra lei ed Andrea. Insomma una serata bella dove nonostante musicalmente ci siano state molte sbavature ed imprecisioni, l’interplay ed i sentimenti che circolavano sul palco tra noi tre sono riusciti a coinvolgere il pubblico meglio di qualsiasi volume selvaggio o ritmo forsennato. Alla fine della serata sono andato dal tipo con fare spavaldo e gli ho detto allora hai visto che bella serata? E lui con fare distratto " Beh si certo avete fatto dei pezzi tirati…" e che cosa gli vuoi rispondere….. beh certo ti avevamo detto che facevamo pezzi tirati no?? (Se scorro mentalmente la scaletta su 20 brani…. direi che solo 2 possono facendo uno sforzo definirsi tirati… ma che importa alla fine ognuno di noi era soddisfatto, noi che finalmente riusciamo a suonare delle cose che ci gratificano trasmettendole al pubblico, il pubblico che aveva ascoltato con attenzione quello che suonavamo, il gestore del locale che contava sorridente l’incasso della serata… evviva i pezzi tirati..)

Sister Moon

Sister moon will be my guide

In your blue blue shadows I would hide

All good people asleep tonight

I’m all by myself in your silver light

I would gaze at your face the whole night through

I’d go out of my mind, but for you



Lying in a mother’s arms

The primal root of a woman’s charms

I’m a stranger to the sun

My eyes are too weak

How cold is a heart

When it’s warmth that he seeks?

You watch every night, you don’t care what I do

I’d go out of my mind, but for you

I’d go out of my mind, but for you



My mistress’ eyes are nothing like the sun

My hunger for her explains everything I’ve done

To howl at the moon the whole night through

And they really don’t care if I do

I’d go out of my mind, but for you



Sister moon

(On AiR SiSter Moon Fred HerSCH JaNis SieGEl)

The windmills of your mind

luglio 21, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Standards

Words & Music by Alan & Marilyn Bergman & Michel Legrand
Recorded by Dusty Springfield, 1969
Theme from "The Thomas Crown Affair,"

Round, like a circle in a spiral
Like a wheel within a wheel.
Never ending or beginning,
On an ever spinning wheel
Like a snowball down a mountain
Or a carnaval balloon
Like a carousell that’s turning
Running rings around the moon

Like a clock whose hands are sweeping
Past the minutes on it’s face
And the world is like an apple
Whirling silently in space
Like the circles that you find
In the windmills of your mind

Like a tunnel that you follow
To a tunnel of it’s own
Down a hollow to a cavern
Where the sun has never shone
Like a door that keeps revolving
In a half forgotten dream
Or the ripples from a pebble
Someone tosses in a stream.

Like a clock whose hands are sweeping
Past the minutes on it’s face
And the world is like an apple
Whirling silently in space
Like the circles that you find
In the windmills of your mind

Keys that jingle in your pocket
Words that jangle your head
Why did summer go so quickly
Was it something that I said
Lovers walking allong the shore,
Leave their footprints in the sand
Was the sound of distant drumming
Just the fingers of your hand

Pictures hanging in a hallway
And a fragment of this song
Half remembered names and faces
But to whom do they belong
When you knew that it was over
Were you suddenly aware
That the autumn leaves were turning
To the color of her hair

Like a circle in a spiral
Like a wheel within a wheel
Never ending or beginning,
On an ever spinning wheel
As the images unwind
Like the circle that you find
In the windmills of your mind

Pictures hanging in a hallway
And the fragment of this song
Half remembered names and faces
But to whom do they belong
When you knew that it was over
Were you suddenly aware
That the autumn leaves were turning
To the color of her hair

Like a circle in a spiral
Like a wheel within a wheel
Never ending or beginning,
On an ever spinning wheel
As the images unwind
Like the circles that you find
In the windmills of your mind

(On AiR ThE WindMiLLs oF YoUr MInd STinG)

Un’ alba dipinta sui muri

luglio 19, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

L’alba fremeva sul dorso dei cavalli

frementi nell’attesa di partire.

Tiberio abbandonava Roma.

Ci vuole Capri

- mormoro’ l’imperatore -

ci vuole il mare.

Dentro il Foro nessuno,

interprete dei sogni o indovino,

gli aveva mai svelato

che il gelo che lo paralizzava

non era Roma,

ma lui che non sapeva amarla.

Troppe storie Tiberio

per un uomo solo,

anche se imperatore.

Forse ti ci voleva un petto piu’ profondo

in cui allogiare un animo piu’ vasto.

L’alba, nel disperato tentativo di fermarlo,

corse a spalmarsi morbida sui muri

distribuendo generosamente

la pioggia di pagliuzze d’oro

con cui leniva quotidianamente

le ferite della malinconica citta’

e il cuore di Tiberio.

Anche il candido marmo

che pure forte risplendeva

si fece, tra le braccia del sole,

tutto biondo.

E se restassi?

Tremo’ Tiberio mentre il suo sguardo

carezzava l’oro della Pietra.

Ma intanto

aveva fatto un cenno con la mano

e i carri, cigolando,

mossero lentamente verso Formia

Claudio Alvigni

Travelling PartII (Calling you)

luglio 7, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Giornata strana, odori autunnali nel vento, una luce particolare, il colore del cielo con le nuvole aperte che lo avvolgono. Un desiderio forte di abbandonarsi, di lasciarsi andare, non so un senso quasi di irrealta’ di benessere unito ad una vaga lontana inquietudine. Essere qui ed essere altrove, gia’ una strana quiete nell’aria e nei pensieri, e questa strana sensazione addosso che non capisco, ecco come non essere dentro se stessi, ma persi altrove ed e’ bello questo essere completamente avvolti, preparandosi per un viaggio, per un momento di sospensione una volta tanto un viaggio per me stesso, dentro me stesso, niente piani, niente aspettative, una strada davanti, dei punti di sosta da raggiungere, della musica da suonare, della musica da ascoltare, dei paesaggi da guardare, dei pensieri da gustare, ossigeno da respirare……………….

                                         parto, sto via per un po, rigenero

                                                                    Mr. Quoyle ha bisogno di me, torno presto :-)

Calling you (Bob Telson)

Desert road from Vegas to nowhere

Someplace better than where you’ve been

A coffee machine that needs some fixing

In a little cafe just around the bend.

I am calling you

Can’t you hear me

I am calling you.

Hot dry wind blows right through me

Baby’s crying and I can’t sleep

But we both know a change is coming

It’s coming closer

Sweet release.

I am calling you

I know you hear me

I am calling you

I am calling you

I know you hear me

I am calling you

Desert road from Vegas to nowhere

Someplace better than where you’ve been

A coffee machine that needs some fixing

In a little cafe just around the bend

Hot dry wind blows right through me

Baby’s crying and I can’t sleep

And I can feel a change is coming

coming closer Sweet release.

I am calling you

Can’t you hear me

I am calling you

(On AiR HoLLy CoLe CalLinG yOu)

Les Amants – Enrico Pieranunzi (Il canto dell’accoglienza)

luglio 5, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Dischi, Pianoforte

«L’olimpio Giove che sovente al tristo
non men che al buon felicità dispensa,
mandò a te la sciagura, e tu da forte
la sosterrai. Ma poiché ai nostri lidi
ti convenne approdar, di veste o d’altro,
che ai supplici si debba ed ai meschini,
non patirai disagio (…)».

(Omero Odissea Nausicaa incontra Ulisse)

Esistono alcune cose che riescono ad ipnotizzarmi, a toccarmi profondamente il cuore. Una di queste e’ il soffio degli archi, quel momento magnifico prima e durante l’attacco del suono dei violini e dei violoncelli, il respiro del legno che prende corpo. Le vedi quelle curve del legno, ascolti il respiro profondo di quel legno mentre il suono prende corpo.

Pieranunzi nelle note di copertina, racconta di aver risposto ad una richiesta della casa discografica Egea con candore fanciullesco, dichiarando di voler fare un disco con Piano, Contrabasso, Sassofono e Quartetto d’archi.

Ecco la genesi di questo piccolo capolavoro, una musica in bilico fra Jazz e tradizione classica europea, echi di Brahms (quanto si sentono i quartetti di Brahms e questa cosa mi fa venire in mente il film di Louis Malle Les Amants, sara’ un caso oppure nella composizione ci sono dei richiami a quel film, una notte magica, trasfigurata dall’amore tra i due protagonisti con una Jeanne Moreau sempre bellissima con i quartetti di Brahms che ‘tragicamente’ rispondono alla trama del film), Debussy , Bach e Faure’.

Una sfida durissima, la scelta delle composizioni e’ affidata a brani gia’ ben collaudati e registrati in precedenza, il disco sembra una naturale evoluzione del disco Racconti Mediterranei da cui sono presi molti dei brani incisi. Altri dischi che forniscono materiale a questo progetto sono Un’alba dipinta sui muri e Canzone di Nausicaa sempre registrati per la Egea Records.

I titoli , ah servirebbe un mondo per parlare dei titoli che Pieranunzi da alle sue composizioni Canto Nascosto, Canto del Mare, Una piccola chiave dorata, Canzone di Nausicaa. Un lavoro pervaso di malinconia, una malinconia di un mare mediterraneo al tramonto che non so descrivere, un lavoro intimo, profondo, un dialogo fitto fra il basso di Marc Johnson, il sassofono soprano di Rosario Giuliani, il pianismo romantico di Pieranunzi ed il quartetto d’archi che pervade la musica del disco. Un quartetto d’archi trattato come un personaggio teatrale, ora protagonista della musica, ora di contrappunto ai ricami lirici del sassofono e del pianoforte, un momento ‘tragicamente’ corale di risposta alla musica ed al tema esposto dal trio pianoforte contrabbasso sassofono.

E’ decisamente un disco come pochi se ne sentono in giro, un disco magnetico che lascia respirare i pensieri come il respiro di quegli archi che lo introducono, che accoglie l’ascoltatore come Nausicaa con Ulisse, che lascia dolcemente abbandonati durante il suo ascolto.

 

LES AMANTS

1. Canto nascosto
2. Canto del mare
3. The kingdom (where nobody dies)
4. Les Amants
5. Canzone di Nausicaa
6. Where I never was
7. The flower

(On AiR CAnTo NaScoSto EnRico PiEranuNzi LeS AmAnts) 

Rating: ★★★★½

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