Butta la chiave…. ciak si gira

Ciak si gira prima serata musicale della serie fino al 23 Agosto…. sembra di essere in un film di Woody Allen….Appuntamento ore 19.00 Viareggio, festa dell’Unita’, serata Jazz, ma Jazz e basta quintetto classico. Esco trafelato dal lavoro per andare a casa e prepararmi di corsa, caricare la macchina e via, uff sono le 18.10 non ce la faro’ mai. Prendo il mio bellissimo nuovo pianoforte digitale con tutti gli attributi a posto (specialmente i mib) e via, preso da mille pensieri mi richiudo la porta alle spalle…. ohhhh cazzo ho lasciato le chiavi della macchina, il portafogli, il telefonino e le chiavi di casa dentro… cazzo cazzo cazzo, non ho un’altra parola…. uhm la donna delle pulizie ma ho il numero sul cellulare e non so il cognome , non c’e speranza, non posso avvisare del ritardo il numero dei musicisti e’ sul telefonino (ma perche’ non copio i numeri su una maledetta rubrica), ok ok calma chiamo il 115
-Salve
-Uhm dunque ho lasciato le chiavi in casa, la prego mi aiuti devo suooonare stasera, ho tutto li dentro…
-Ha lasciato il gas acceso?
-No…
-Allora deve aspettare molto abbiamo un incendio…. oppure provi con una lastra
-Ehhhh che lastra?
-Una radiografia….
-E dove diavolo la trovo una radiografia….
-Beh dai vicini…
-Ok ci provo
Allora guardo la vicina che gia’ mi ha prestato il telefono… uhm Emanuela non avresti delle radiografie usate? Oh certo… tieni un pacco del 1994 (ma come diavolo fa ad avere sta roba di annata…) ok allora arrivo alla porta ma… non riesco a far scattare quella maledetta serratura, allora vengo preso da un raptus… ed inizio a prendere a calci la porta… al 5 calcio la porta si spalanca, mandando in frantumi la serratura inferiore…. ma finalmente posso prendere la mia roba, chiudere la superiore e volare verso Viareggio tra l’ilarita’ dei vicini… (non e’ la prima volta che rimango fuori e qualche giorno fa mi avevano portato via la macchina col carro attrezzi caso unico nel quartiere…. nonostante mi avessero bussato a casa per un ora…. ed io cazzo non ho sentito nulla tanto dormivo bene..)
Insomma la serata non promette bene, arrivo a Viareggio, monto il mio nuovo stupendo pianoforte digitale in mezzo ad un tripudio di bandiere rosse di cui una mi accarezza praticamente il capo… , giusto il tempo di una rapido check e ci avventiamo sulla cena (gnam gnoccheti di scampi, catalana di scampi, vino bianco caffe’ doppio caffe’ ammazza caffe’). C’e’ l’incontro con il sindaco che uffa si dilunga in mezzo ai giornalisti rispondendo alle domande piu’ assurde…, si sfora e si inizia a suonare alle 23.
Appena metto le mani sul piano, Nostalgia in Times Square capisco che sara’ una serata magnifica, mi sento libero, comunicativo ed in sintonia positiva con gli altri musicisti specialmente i due fiati. Al primo solo ne sono certo, riesco a costruire linee, a comunicare ,mi muovo, mi alzo dallo sgabello, una specie di orso jazzista, mi piace, cazzo se mi piace quello che sta venendo fuori, piano poche note all’inizio poi in crescendo, e tutta la serata e’ un bel suonare, passando per Joy Spring, Groovin High, Yama, On green dolphin street, Line for Lions, Nica’s Dream. Si smette di suonare invitati da un segretario DS assolutamente decerebrato musicalmente parlando, ma le ragazze che hanno organizzato il concerto ed io insistiamo vogliooooooo suonare cazzo, non rovinatemi la serata con queste cazzo di regole, chi se ne frega se sono le 12.30 , vengano i vigili li facciamo bere e ci divertiamo tutti, ma dico io che fastidio si da…. su ancora un pezzo…. insomma si riparte, una ballad Body&Soul , si parte piano e sax, me la godo, ah se me la godo, poi All Blues e gran finale con in a Sentimental mood, poi inevitabilmente nonostante volessi fare un After Hour Jazzistico queste regole dementi prendono il sopravvento ed il segretario DS, si scusa raccontandomi della televisione che lobotomizza le masse, che lui e’ ignorante musicalmente…. etc… insomma tocca smettere. Si rimane a parlare di politica musica, fado, portogallo, uhm… cultura musicale, universita’, sanita’, occupazione, D’Alema, Veltroni, Flores, Latino America, Scienze Politiche, Fisica, Bologna, Religione, Bertinotti, Rifondazione etc… (insomma eravamo briai…) con qualcuno della sezione giovani marmotte DS che hanno organizzato il concerto (mi parlano nonostante abbia confessato di essere un Bertinottiano..) ed eccomi qua alle 4 a casa, devastato dalla giornata, ma felice di aver suonato come si dovrebbe sempre suonare e vivere, liberi, raccontando tutto quello che si ha dentro, esprimendo gioia di vivere, sorridendo agli altri musicisti ed ai pochi spettatori e conversatori post concerto, raccontando con le note, con le parole , con lo sguardo senza paura, con tranquillita’ e gioia nell’ascoltare e interagire con gli altri.
(On Air I can’t give you anything but love Duke Ellington)
Un anno fa :















Si suonare liberi, ma se allargassimo il concetto e si cominciasse a vivere liberi?
Esatto, e’ proprio quello che ho scritto, piu’ che liberi tranquilli e positivi e’ quello il trucco, quando suono e quando mi relaziono con gli altri riesco a dare il meglio quando sono tranquillo di me stesso, positivo e rilassato anche dopo aver preso a calcioni il mio bellissimo portone blu…
Ciao:-)
positivo e rilassato forse proprio perché avevi preso a calcioni il bel portone blu… pensa che se non lo facevi secondo me prendevi a calci il Ds…
quando racconti queste tue disavventure sei incredibile, davvero fantastico sto ridendo da sola davanti allo schermo e ogni tanto quelli nella stanza mi danno qualche occhiata di sbieco ma io non gli dirò mai e poi mai del blog tiè! (non del tuo ma in generale che frequento il mondo del blog, almeno questa dimensione a lavoro non la lascio). insommami hai fatto troppo ridere. e insomma hai suonato alzandoti addirittura sulla sedia? figo… ma sei proprio rosso… (la bandiera che ti accarezza la testa è stato il top della fotografia comica)
bello. suonala ancora quoyle! e poi renditi conto di quante belle situazioni hai ogni giorno a portata di mano e quante sei capace di viverne e crearne. io lo penso fermamente e so che anche tu lo sai e so che sai ce pure io sto cercando di essere brava come te in questo. come ice ellington. non possiamo che dare amore. I know. ma la noce è un po’ de coccio, you know. però ho sempre in testa le tue parole e le tengo bene chiare impresse. “e vivi, cazzo!” buona giornata! ps ricordati le chiavi…
Io sono ancora shockato
dall’episodio della porta: ma la sfondi ogni volta che dimentichi le chiavi? 
Hai mai pensato a lasciarne una copia ai vicini? Credo che risparmieresti…:)
@Nocellina, sisi lo so che sei testona, ma so anche che quello che ti dico lo ascolti, si sente bene che mi ascolti e che mi permetti di parlarti a cuore aperto. Si e’ vero tante situazioni intorno, da tutte ma davvero da tutte anche dalle piu’ brutte si riesce a capire qualcosa, Noce mamma mia quanto mi piace vivere, tranquillo e rilassato, consapevole di quello che ho dentro, di quello che vorrei raggiungere. Ce la farai, per tutto quello che hai dentro, per tutto quello che sei e che io ho visto anche quando mi hai sbattuto il guscio sul muso:-)
Un bacio
@caleidoscopique, gia’ un idea interessante
Si penso lo faro’ non ne posso piu’ di prendere a testate e calcioni il mio bellissimo portone blu
ecco, dimenticavo il dolore fisico che ti arrechi:P
Io proporrei di lasciare una TUA lastra ai vicini.
Meno invadente che infilare le loro rotule negli stipiti e più originale del lasciargli solo le chiavi.
@upi eheh bella idea, lo faccio subito, anche se l’idea di entrare nella profondita’ del vicinato di conoscere la loro interiorita’ mi stuzzica, ieri ho visto una meravigliosa tac ed un cranio eccezionale per aprire la mia porta…. ma vabbe daro’ alla vicina la mia bellissima radiografia dorsale, almeno quella vertebra schiacciata servira’ a qualcosa oltre che a rompermi le scatole ogni tanto:-)
OT: grazie del passaggio…Bello il jazz che sta qui…mmmm…troppa nostalgia delle mie dita che fanno note…
Capitava anche a me prima dei concerti di dimenticare qualcosa… una volta addirittura lo strumento. Sicuramente era fifa!
E che belli i post-concerto! la rilassatezza, l’adrenalina che cala piano piano, lo sguardo degli altri sereno come il proprio, i sorrisi…
A leggerti mi fai venire una gran voglia di riprendere Quoyle. Grazie.
@Supercopy benvenuta!
@tinapika, riprendi daiiii, cmq non era paura era proprio testa di….., ero da un altra parte completamente, adoro suonare, non ho paura ma voglia folle, devo assolutamente suonare dal vivo, mi piace e mi fa sentire troppo libero.
Ciao:-)
…post leggerissimo e divertente
bello sentirti così…
… una volta invece ho consegnato una copertina di un libro al cui protagonista mancava un orecchio….:)
Vedi che anche le vertebre schiacciate hanno una loro utilità !?!!!
)
Pensa che roba le fratture multiple allora!
Secondo me con quelle forzo anche il codice del bancomat!