Colonne Sonore
Musica, musica, musica, ok, allora la colonna sonora di queste ultime settimane, i 5 dischi che si dividono l’onore di girare nei miei lettori CD negli ultimi tempi. Dischi molto diversi tra loro, probabilmente perche’ sto suonando un po di tutto e per suonare bene bisogna ascoltare molto qualsiasi genere musicale (anche se e’ cosi’ difficile etichettare la musica..) Dischi che mi hanno tenuto compagnia in questo ultimo mese di spostamenti, di pensieri, di fine estate.
Alanis Morissette Unplugged MTV
Questo e’ stato il disco che ho ascoltato di piu’, un disco che ho da tanti anni, che periodicamente riscopro. Le canzoni scritte da Alanis sono belle e sono valorizzate in maniera eccellente dagli arrangiamenti acustici. Arpeggi di pianoforte acustico, chitarre acustiche, uso sapiente di percussioni e pianoforti elettrici, basso asciutto e registrazione estremamente live , avvicinano alla voce di Alanis , la rendono piu’ calda ed emozionante. Alcune perle del disco sono l’interpretazione di King of Pain dei Police, I was hoping, con un ritmo sincopato della cassa che ricorda un battito vitale, dei tappeti di pianoforte rhodes tanto discreti da essere quasi ‘invisibili’ nell’economia del pezzo e la bella rabbiosa You oughta know che viene rivisitata e valorizzata da un uso sapiente degli spazi armonici e dalle sottolineature sempre affascinanti del pianoforte. Un disco che mi ha accompagnato negli spostamenti continui, che regala energia, a volte anche un pizzico di malinconia che e’ dentro la matrice armonica utilizzata spesso da Alanis Morissette.
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Chucho Valdes Fantasia Cubana
Difficile trovare un’altro artista tanto versatile da poter passare con gusto, eleganza e tecnica scintillante dal Danzon cubano, a Gershwin, alle atmosfere di Debussy e Chopin. Il pianismo di Valdes e’ al suo massimo in questo disco fatto di lirica e variazioni sul tema. Imperdibile l’interpretazione in tre chiavi diverse della Comparsa del grandissimo pianista Ernesto Lecuona. La prima con gli odori tipici del Danzon, la seconda con gli odori di New York, la terza con il cuore pulsante della vecchia europa che sembra uscita dalla penna di Chopin. Ancora nel disco si alternano visite al repertorio di Debussy e Chopin, con una grazia ed una facilita’ incredibili. Adoro il pianismo cubano, in generale i pianisti caraibici hanno tutti un senso del ritmo e del tempo (che probabilmente riflette il senso del tempo e della vita in generale) che crea una tensione ritmica meravigliosa, indietro e poi avanti spostandosi con leggerezza sugli accenti della clave. Un disco bellissimo che avvicina mondi solo in apparenza distanti tra di loro, un ascolto sereno durante i pochi momenti di riposo.
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John Taylor Songs and Variations
Un disco magico, che rende pienamente il pianismo di John Taylor, maestro europeo del Jazz, pianista inglese riservato nella sua musicalita’ mai prorompente sempre al servizio di qualcuno, dei fiati di Garbarek nei meravigliosi gruppi con Bill Connors di fine anni 70, alla tromba di Kenny Wheeler, o alla voce di Maria Pia de Vito, un pianista che sa accompagnare, giosce nel fornire la base ai suoi compagni di viaggio. In questo solo piano fatto di canzoni bellissime originali e variazioni, viene fuori l’anima profonda di Taylor, il suo lirismo, e la sua genialita’, dimostrazione che nella musica come nella vita non occorre mostrare i muscoli per dire qualcosa, per comunicare. Ogni singola nota sembra al suo posto, non c’e’ niente che sembri fuori luogo, spesso durante l’ascolto si viene percorsi da un brivido, per quello che e’ raccontato dalle mani discrete di Taylor. Un disco che sembra un racconto, un racconto di un nonno, fantasioso, buono rassicurante, non ci sono passaggi bruschi, ne forzature, tutto avviene nel modo giusto. Un disco che merita ascolto attento, in completa dedizione, per emozionarsi e lasciarsi pervadere dalla bonta’ di questa musica, dalla continua tensione tra quello che e’ scritto e quello che e’ improvvisato.
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Danilo Rea Lirico
Questo disco mi incuriosiva, come possono essere rese con il linguaggio del Jazz, le arie della tradizione Lirica? Ebbene questo lavoro di Rea fornisce la risposta, con gusto ed amore per quel materiale. Solo un pianista con le forti basi classiche ed incursioni continue nella tradizione pop, poteva firmare un lavoro del genere. Sono rimasto colpito profondamente da questo ascolto, probabilmente avendo nel mio DNA musicale piu’ italianita’ di quanta ne potessi immaginare.., L’intermezzo della Cavalleria rusticana e’ un piccolo capolavoro che Rea rende magistralmente, possiede il pezzo, ci entra dentro ascoltandone le pieghe piu’ intime. Tutto il lavoro fortunatamente e’ molto pacato, lasciando la tecnica pirotecnica di Rea in sottofondo, nessuna prova di forza per questo disco in cui Rea a mano libera sfumando, gira intorno alla bellezza delle melodie di Puccini, Bizet, Bernstein e Verdi. Si gia’ proprio Verdi, l’interpretazione di Va pensiero di Verdi e’ un’altro buon motivo per ascoltare questo disco insieme all’aria della Tosca E lucean le stelle, dove il mood notturno, lunare di Rea viene fuori completamente riscaldando e riempiendo di autentico sentimento la melodia della Tosca.
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Peter Erskine Juni

Adoro la batteria di Peter Erskine, i suoi trii sono meravigliosamente equilibrati, armonie di suoni tra il drumming di Erskine e quello dei suoi compagni di viaggio. Questa incisione e’ magica, interplay a livelli altissimi, tra il pianoforte sempre di John Taylor e quella meraviglia bassistica che rappresenta Palle Danielson. Un disco fatto di liberta’ come quella che esprime l’immagine nella copertina, mare, richiami e frammenti melodici, in mezzo ad un mare di sonorita’ date dai piatti di Erskine e dal basso di Danielson su cui il pianismo di Taylor si muove agilmente fornendo sempre approdo per le idee espresse dal trio. In ogni disco di Peter Erskine ci sono vere e proprie perle compositive, un batterista dalle doti compositive fuori dal comune, lirismo ed introspezione, un mondo interiore che viene prepotentemente fuori dal suo drumming e dall’interazione con gli altri musicisti del trio. Un disco emozionante, vibrante di idee musicali e vera passione ed introspezione musicale.
Rating: 




Il linguaggio della musica è uno, ed è quello dell’anima, là dove le parole ci ingannano con i loro mille significati. E’ libera di volare in paradiso, di scendere nelle viscere dell’inferno o di starsene a galleggiare nel limbo. Io amo quei musicisti che cantano, scrivono e suonano ogni nota come se fosse l’ultima. (Luca Flores)
(On AiR I WaS HoPinG AlAniS MorriSeTTE – E lucean le stEllE DaniLo REa)
Un anno fa :















Ciao Mr. Quoyle.
Un saluto grande grande.
Stefi.
ieri si è chiusa la replica di storyville della rai su luca flores… che malinconia mi è presa alla fine. non ho avuto il coraggio di metter su il cd. allora ho tolto il cd di chet baker e messo ancora una volta keith jarrett the melody at night with you… la bellezza la bellezza in ogni istante pronta a farsi cogliere da noi sempre così presi da altro…
oh. io con alanis ci andavo a correre. che ricordi…
Buon giorno Mr. Q.
@Stefi bello rileggerti, scusa se non ti ho risposto, ma sono stati giorni movimentati, un bacio
@Noce gia’ sempre pronti a farci prendere da qualcos’altro senza vedere la bellezza, quel disco di jarrett e’ poesia pura, la semplicita’, quella semplicita’ di intenti, di gioia che non sappiamo proprio fare nostra.
@evdea Buongiorno a te:-)
Tosca e’ la mia opera preferita, vedi che a frequentare sto posto mi si aprono nuovi orizzonti…
Stavo ascoltando dalla tua blogradio gli aires tango ed i jazz messenger, e ti dirò che sono piacevoli (nica’s dream uber alles)
questa è una fonte ;o)
domandina…
ti piace Bruno Illiano?
ciao
Giorno quoyle!
@evdea, io invece ho un pessimo rapporto con la lirica, ma questo disco e’ fantastico in un certo senso mi ha fatto venire voglia di approfondire:-) Oh Ngiorno a te!
@caleidoscopique, i Jazz Messengers sono una meraviglia, adoro il periodo di Shorter e Lee Morgan, grandi composizioni, davvero un bel sentire (Nica’s Dream e’ una meraviglia…)
@Sahishin non lo conosco affatto
Dammi qualche notizia
Beh, a questo punto, visto che mi hai incuriosito, consigliami qualcosa dei Jazz Messengers!:D
@caleidoscopique tutto…. scherzi a parte ascolta caravan, ugetsu tanto per citare i primi due album che mi vengono in mente One by one e’ magica poi le armonie di This is for albert con il pedale di Sol all’inizio e quello di Db nel ritornello ohi devo fare un post…!
La formazione magica su Ugetsu e Caravan
Art Blakey & The Jazz Messengers: Art Blakey (drums); Wayne Shorter (tenor saxophone); Freddie Hubbard (trumpet); Curtis Fuller (trombone); Cedar Walton (piano); Reggie Workman (bass).
adoro quel disco di alanis. lei è un usignolo.