My Ideal

Era tanto tempo` che cercavo un gruppo che avesse energia dentro, che suonasse per suonare per il gusto di farlo. Il primo problema da risolvere era un bassista, A.A.A Bassista cercasi disperatamente.
Il mio atteggiamente verso i bassisti e’ sempre stato quello di ricerca perpetua, di qualcuno che sapesse intendere quella meraviglia di strumento per quello che e’ strumento anche polifonico con una visione armonica complessa, ed un senso ritmico travolgente… eh gia’ forse difficile da trovare, la ricerca del mio bassista ideale.
Sebastiano lo conobbi nel 1991 all’universita’, studiavamo insieme, un ragazzo introverso, fricchettone decisamente, con gusti musicali variegati dai Living Colour a Keith Jarrett, iniziammo a suonare insieme in una formazione di Rock Progressivo con canzoni dedicate agli indiani d’america (Oh i fricchettoni…), ed a fare piccoli esperimenti nella forma jazzistica.
Beh musicalmente io mi innamorai subito di lui, era una forza, solido, intelligenza musicale altissima, capacita’ di correggere il tiro in pieno volo musicale immediata, uno sguardo e si riusciva a cambiare direzione a volte mi sembrava pensassimo insieme.
Siamo cresciuti insieme musicalmente, facendo tappe importanti di crescita un concerto all’estero e poi la separazione, ognuno per le sue strade, lui musicista professionista, io che smetto di suonare
Ci siamo persi di vista, per 5 anni, qualche giorno fa un sms del chitarrista con cui suono adesso
-Abbiamo una serata il 25 Agosto che si fa?
-Divertiamoci, cazzo metto su una sezione ritmica da paura ok chi se ne sbatte dei soldi, godiamo
-Ok
Allora prendo il telefono e lo chiamo, sono passati tanti anni, ma e’ bello risentirsi insomma senza indugi mi conferma la serata, e finalmente potro’ suonare con il MIO bassista. Un problema risolto, passiamo alla batteria, eh la batteria altro problema eterno, difficile trovare un batterista con cultura musicale eterogenea ( per il tipo di musica che mi piace fare estremamente contaminato dalle radici africane e cubane al jazz newyorkese con puntatine nel pop e nella tradizione italiana..).
Non ho mai trovato un batterista ideale, un percussionista si che per natura sono piu’ contaminati ed aperti alle culture musicali. Qualche sera fa ho avuto la fortuna di suonare con un gruppo di giovanissimi musicisti a Viareggio (la sera della porta sfondata…), il batterista e’ bravo mi piace un bel drumming pulito ed energico, idee musicali, anche se e’ un tipo profondamente maniacale ed ansioso, ripete 50 volte le cose, se un piatto e’ spostato di 1cm rispetto alla sua posizione ideale e’ capace di farne un dramma, per fare i suoni riesce a impiegarci il tempo che ci impiegherebbero i Wiener….. lo chiamo ed immediatamente anche lui con entusiasmo mi conferma la presenza.
Sulla cantante non ci sono dubbi, Lotta, stiamo lavorando insieme da Marzo, una camminata accanto, un’intesa musicale ed umana che va oltre un bel po di queste maledette infrastrutture sociali, un vissuto degli ultimi mesi intenso con una bella fetta di un Quoyle che conosce solo lei. Ancora Sam alla chitarra con cui stiamo facendo un percorso musicale di disciplina ed approfondimento degli standard con altri due meravigliosi musicisti di Firenze. In generale non amo suonare con i chitarristi, non hanno la percezione della potenza devastante che puo’ scatenarsi dai loro strumenti, e se non sono sufficientemente equilibrati tendono a coprire tutto ad impastare con voicings azzardati, alterazioni improbabili e soli al limite della barriera del suono… Sam e’ diverso sa suonare in gruppo (probabilmente anche le esperienze in big band jazz aiutano), deve ancora sviluppare un gusto che non sia solo prettamente jazzistico, ascoltare tutto, pop, blues, classica, etnica etc…, ma il tipo di interazione e la positivita’ del suo carattere sono un’amalgama indispensabile, oltre al fatto che e’ un solista di tutto rispetto.
Insomma il gruppo e’ fatto la scommessa avviata, mettere insieme persone che conosco in ambiti diversi insieme sullo stesso palco, so che sono persone meravigliose, so che la musica per loro e’ pancia e non tecnica, e spero che tutto vada come deve andare.
La prima ed unica prova il 23 Agosto ore 21 a casa del chitarrista, una prova incredibile sono arrivato con tutte le parti scritte, non voglio trasformare questa serata in una Jam Session, quindi il repertorio e’ fatto di brani anche molto complessi, ma vale la pena di rischiare.
Le prove sono continuate fino alle 4 di mattina, tra vino, risate, e stupore per il sound che veniva fuori, dalle atmosfere sognanti e leggermente nordafricane di Calling You, alle tensioni latine di Amore mio Mannaggia a te, al delta del mississipi di Black Coffe, alle aperture nordamericane di Moon and Sand. Il lato umano poi’ e’ meraviglioso sembra si conoscano tutti da una vita ed insomma tutto lascia prevedere una bella serata.
Decidiamo di partire rilassati con un pezzo di Norah Jones Don’t know why, solo basso e voce per i primi chorus, sento subito la scintilla vitale della voglia di suonare , il sound e’ ottimo si sente bene sul palco, il pubblico non e’ numeroso ed abbastanza freddo, ma questo non e’ un problema per noi, abbiamo una tale voglia di suonare che davvero si suona per la meraviglia e lo stupore di quello che viene fuori, il secondo pezzo il Tempo dei Limoni di Tenco e’ la versione piu’ bella che abbia mai suonato, dinamiche, crescendo, soli che parlano, frasi che hanno un senso, il senso dell’attesa, il senso del blues e da questo punto in poi e’ una discesa, You don’t know con un ritmo ed un pedale ossessivo di basso, rhodes che amalgama il tutto, la voce di lotta che esprime quel blues quel dolore e quell’ossessione dell’amore desiderato e perduto. Il mio solo su questo brano e’ lungo, parte con poche note, pochissime, niente voicings sulla mano sinistra, lo lascio venire fuori, non metto filtri non lo disturbo, e cresce sento il basso e la batteria che lo seguono, che lo ascoltano, lo capiscono e lo lasciano venire fuori dolcemente come un amico quando ti ascolta, senza strappi senza sussulti, non so quanto e’ durato il solo forse 4 o 5 strutture, ma lo ho lasciato ad un livello di tensione altissimo, lasciando cadere le dinamiche, per far ripartire un’altro pensiero quello di Samu. Ti senti svuotato dopo un solo cosi’, svuotato ed anche un po scosso, come aver tirato dentro di se dei pezzettini di qualcosa, come essersi guardati dentro, come aver condiviso con gli altri qualcosa di molto intimo ed e’ una bella sensazione. Il concerto e’ durato circa 3 ore… si 3 ore con circa 12 brani, soli belli lunghi ispirati, idee incredibili per uscire dalle inevitabili insidie delle prove limitate, sorrisi ed umanita’ bella, che finisce nel desiderio di continuare a suonare insieme, parlando sugli scalini di una piadineria, raccontandosi pezzettini di vita, briciole di devastazione, pezzi di felicita’ fino all’alba ed alla prossima volta…
My Ideal
Lyrics by: Leo Robin
Music by: Richard Whiting
Will I ever find the girl on my mind, the one who is my ideal
Maybe she’s a dream, and yet she might be
Just around the corner waiting for me.
Will I recognize the light in her eyes, that no other eyes reveal
Or will I pass her by and never even know that she is my ideal.
(On AiR My IDeAl LUcA FloRes)
Un anno fa :















Dannazione! Ancora una volta mi hai fatto venire voglia di suonare, ma io devo studiare!!!
A presto!
Grazie per le parole che hai lasciato da me…
IL freddo fa male evdea, lo so bene, adesso mi sento esattamente come l’immagine che ho postato.
Un abbraccio
Q
Caleidoscopique allora suona…! Studia, spaccati ne vale la pena
A presto e se hai bisogno di qualsiasi consiglio, metodi, spartiti scrivimi pure eh?
A presto
Quoyle
che bello suonare con gente con cui si sta bene e che suona bene. E’ un piacere sublime.
Bel post quoyle, bel post
fatti vivo per una jam-session tutta per bloggers.
se ti serve un clarinetto, una sera, fai un fischio, che mi è venuta voglia di conoscerti.
ciao
La musica. Qualcosa di talmente vitale per me che e’ quasi ovvia. O scontata. Nel senso che c’e', ci deve essere, non se ne discute neanche. Non si parla mai dell’aria che respiriamo, no?
Bello quando qualcuno riesce a farlo al posto tuo. Complimenti!
charm
che bello.
e che musica sublime. si sta bene qui.
@albaviola benvenuta, grazie 1000:-)
@charm per me la musica e’ proprio tutto … spesso nella vita di tutti i giorni vedo che per tantissime persone proprio non esiste, parlare di musica in un certo senso equivale a parlare un po di me o a far parlare la musica per le mie sensazioni che come diceva flores, le parole spesso ingannano ognuno da il peso che vuole alle parole, la musica e’ il linguaggio dell’anima
@dark quando passi dalla toscana non sento storie mi avvisi ci vediamo ok?
ok
ah! il ps della rompi… lo sapevo che prima o poi tu e dark vi prendevate
stupendo post… come dire… fai respirare la musica! Grande, davvero! Un bacio!
‘notte
Grazie della visita
bello il tuo blog con la musica!
La tua lista musicale ha riempito il silenzio di questa domenica mattina che sarebbe rimasta senz’anima. Grazie !
P.
@noce gia’ il ps della rompi
Baci
@freesia grazie 1000, mi piace sapere di essere riuscito a far respirare anche solo una piccola parte delle sensazioni che mi regala la musica:-)
@albaviola ‘ngiorno eh:-)
@Stefania benvenuta:-)
@rosenormandia, beh sono felice che la lista musicale ti abbia tenuto compagnia, apresto!
@evdea
)
ciao quoyle, sono appena tornata, leggo sempre con piacere le tue “avventure” musicali.:-)
Io non lo so se è normale o no ma a me a leggere questo post mi sono scese delle lacrime di felicità ..mi sa che stanotte è tutto troppo forte..
devi registrarli questi concerti mr.quoyle.
un bacio
alice
@alice e che importa se e’ normale o no, sono contento sia arrivata quella felicita’ anche un pochino malinconica che c’era in quella serata
Le registrazioni sono un capitolo complicato, come si fa a registrare un emozione e poi riascoltando solo le note l’emozione non e’ li sul cd, perche’ tu non sei come eri in quel momento, il tuo stato di coscienza non e’ alterato come quando suoni, ho smesso di registrare tempo fa, perche’ il jazz forse piu’ di altre forme e’ legato al momento e ci obbliga a non affezionarci troppo alle nostre cose, se si riuscisse ad essere cosi’ spontanei e leggeri come nel vero jazz, probabilmente le vicende della vita avrebbero tutto un’altro colore e suono. Ecco servita l’elucubrazione delle 3.20 di notte:-)
Un bacio
@gipsy bentornata spero ti sia riposata e rigenerata
Si si,va bene,sono daccordissimo,io personalmente abolirei i dischi registrati non live..deve essere la foto del momento..anche se non è tutto perfetto,meglio una nota rotta dall’emozione che ti fa venire i peli dritti che una perfetta registrata quindici volte perchè sia intonatissima ma fredda(Billie e Chat insegnano!)…allora metti i tuoi concerti direttamente sul blog mentre li fai,pensa che bello che sarebbe..
un bacio
alice