L’ultima domanda
"Le stelle e le Galassie morirono e si spensero, e lo spazio, dopo dieci trilioni d’anni di decadimento, divenne nero.
Un individuo alla volta, l’Uomo si fuse con AC, e ciascun corpo fisico perdeva la sua idoneità mentale in un modo che, a conti fatti, non si traduceva in una perdita ma in un guadagno.
L’ultima mente dell’Uomo esitò, prima della fusione, contemplando uno spazio che comprendeva soltanto i fondi di un’ultima stella quasi spenta e nient’altro che materia incredibilmente rarefatta, agitata a casaccio da rimasugli finali di calore che calava, asintoticamente, verso lo zero assoluto. «È questa la fine, AC?» domandò l’Uomo. «Non è possibile ritrasformare ancora una volta questo caos nell’Universo? Non si può invertire il processo?,»
MANCANO ANCORA I DATI SUFFICIENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA, disse AC.
L’ultima mente dell’Uomo si fuse e soltanto AC esisteva, ormai… nell’iperspazio."
(Isaac Asimov L’ultima domanda)
Spesso mi agito, continuo a combattere contro la tendenza disarmante a rendere complicatissime cose che non lo sono affatto, contro il caos che sembra destinato ad aumentare senza possibilita’ alcuna di invertire il processo. Continuo a cercare il mio equilibrio interiore, essendo lontanissimo da una situazione di equilibrio… ed un sistema lontano dall’equilibrio ha in generale molte strade da prendere, perturbazioni uguali possono produrre stati finali diversi. Il futuro non e’ deciso, il futuro non e’ determinato.

Vorrei scoprire e regalare alle persone che amo il modo di invertire l’entropia, come fregare il secondo principio della termodinamica e quella maledetta freccia del tempo che sembra governare la nostra vita, l’irreversibilita’ delle scelte, l’irreversibilita’ della marcia del tempo. Ed invece mi ritrovo spesso in preda alla complicazione all’aumento dell’entropia, l’equilibrio arriva al massimo dell’entropia, quindi per arrivare ad uno stato di equilibrio occorre massimizzare l’entropia del sistema, solo in questo modo davanti ad una perturbazione si riesce immediatamente a riprendere lo stato di equilibrio perduto, ogni tentativo di riprendere l’equilibrio al di fuori del caos e’ illusorio…
La semplicita’ passa dal caos, la semplicita’ passa dalla complessita’, per arrivare ad un punto stabile occorre percorrere le strade dell’incertezza e del caos anche nel nostro mondo interiore.
"Materia ed energia erano terminate e, con esse, lo spazio e il tempo. Perfino AC esisteva unicamente in nome di quell’ultima domanda alla quale non c’era mai stata risposta dal tempo in cui un assistente semi-ubriaco, dieci trilioni d’anni prima, l’aveva rivolta a un calcolatore che stava ad AC assai meno di quanto l’uomo stesse all’Uomo.
Tutte le altre domande avevano avuto risposta e, finché quell’ultima non fosse stata anch’essa soddisfatta, AC non si sarebbe forse liberato della consapevolezza di sé.
Tutti i dati raccolti erano arrivati alla fine, ormai. Da raccogliere, non rimaneva più niente.
Ma i dati raccolti dovevano ancora essere correlati e accostati secondo tutte le relazioni possibili.
Un intervallo senza tempo venne speso a far questo.
E accadde, così, che AC scoprisse come si poteva invertire l’andamento dell’entropia.
Ma ormai non c’era nessuno cui AC potesse fornire la risposta all’ultima domanda. Pazienza! La risposta – per dimostrazione – avrebbe provveduto anche a questo.
Per un altro intervallo senza tempo, AC pensò al modo migliore per riuscirci. Con cura, AC organizzò il programma.
La coscienza di AC abbracciò tutto quello che un tempo era stato un Universo e meditò sopra quello che adesso era Caos. Un passo alla volta, così bisognava procedere.
LA LUCE SIA! disse AC.
E la luce fu … "
(Isaac Asimov L’ultima domanda)
(On AiR JohN ScoFielD Time MArches On)
Un anno fa :















Beh Quoyle, non darti peso perchè l’entropia non è reversibile, anzi aumenta costatemente senza che noi possiamo farci qualcosa. Quindi l’unica opportunità che ci resta è vivere nell’entropia, nel caos, e tirarci fuori il buono, quel tanto che basta per fare di ogni nuovo giorno un giorno nuovo. Io non chiedo di più. Mi muovo, barcollo, urto gli spigoli, agonizzo, mi stupisco di questa realtà e me la lascio scivolare addosso. Non ci provo neppure a darle un senso che abbia un minimo di significato. L’equilibrio, lo so, non lo troverò mai, forse non lo cerco neppure.
Ah, dimenticavo: adoro Asimov!
già , il futuro non è deciso: strano che a volte l’unica certezza sia proprio questa, un’indecisione in fondo…
ot: belle le foto in b/n dei tuoi post, complimenti
…sospiro…
e annuisco.
proprio così…
quanto mi intriga quel “l’ultima mente dell’uomo esitò prima della fusione”.
..il caos è vita..
..nel caos vige un equilibrio incomprensibile, forse davvero l’equilibrio più perfetto..
Vedo ogni uomo come una galassia, che si crea per l’unione di cellule, tasselli, e poi muore, disperde i suoi tasselli.
Chiamo male tutto ciò che è nemico alla mia unità , un taglio, la separazione da me di chi amo, … ma ho dell’affetto per il male, unica forza in grado di trasformare. Perchè ognuno di noi è movimento ed è quello per me il senso, seguire nel mio piccolo la galassia che si sta ora espandendo. Essendo a mia volta una galassia.
Vorresti regalare alle persone che ami… mi spiace leggerlo da te, così rischi di distruggerle.
@karlaca, mi spiace non ho alcun affetto per il male… non e’ l’unica forza in grado di trasformare, ce ne sono tante di forze, che parlare di bene e male mii sembra piuttosto riduttivo…hai una visione che non mi convince, disperdere, nulla si disperde, magari si trasforma ma il significato e’ diverso profondamente, disperdere contro trasformare, la morte e’ una trasformazione, la vita e’ una trasformazione, il senso profondo del racconto di Asimov e’ la vita, la fusione, desiderare di regalare, il segreto della vita alle persone che si amano con la consapevolezza che non esiste tale segreto, non rischia di distruggere anzi e luce fu…
@leggeramariposa si il caos e’ la regola basta capirlo anche il caos ha le sue regole:-)
@noce e’ un bel racconto questo, se ti capita leggilo e’ molto molto breve e molto molto significativo, pieno di profonda conoscenza delle leggi della fisica e di riflessioni profonde sul significato della vita..
@ermione, beh mi piace leggerti ogni tanto da queste parti:-)
@agense si unica certezza l’indeterminazione, ma e’ una cosa che ti fa andare avanti almeno hai la speranza che possa andare meglio..
@Jazzer, mi dispiace che non speri di trovarlo un equilibrio, io ancora ci provo, ci voglio riuscire, ma non un equilibrio inteso come staticita’ un equilibrio dinamico, con la consapevolezza che puo’ essere perturbato. Asimov, ero certo che ti piacesse, un saluto
“La semplicita’ passa dal caos, la semplicita’ passa dalla complessita’, per arrivare ad un punto stabile occorre percorrere le strade dell’incertezza e del caos anche nel nostro mondo interiore”
Quante volte ho pensato qualcosa di simile!
E hai reso molto bene l’idea anche di come sia il cosiddetto punto stabile…stabile ma non fermo appunto!
@Robynia , diciamo che lo intendo come un Mantra, lo ripeto a me stesso per accettare il caos, lo ripeto come un mantra, me lo ripeto e cerco di convincermi che alla fine del caos arrivera’ l’equilibrio, un equilibrio dinamico, perturbabile ma solido come un pendolo che spostato dal suo punto di equilibrio tende a riprenderlo immediatamente
Ciao:-)
“Se potessi mordere la terra intera
e sentirne il sapore,
sarei per un momento più felice…
Ma io non sempre voglio essere felice.
Ogni tanto è necessario essere infelici
per poter essere naturali..
Non tutti sono giorni di sole,
e la pioggia quando manca,la si invoca.
Perciò prendo l’infelicità e la felicitÃ
naturalmente,come chi non si sorprende
che esistano monti e pianure
che esistano rocce ed erba…
L’importante è essere naturali e tranquilli
nella felicità e nell’infelicità ,
sentire come chi guarda,
pensare come chi cammina,
e in punto di morte ricordarsi che il giorno muore,
che il tramonto è bello e bella è la notte che resta…
così è e così sia..”
F.Pessoa
ti bacio sugli occhi.
la peste
Siamo parte di un tutto nella consapevolezza del nostro essere un “Unico”. Perennemente proiettati nel futuro, il tempo scandito dalla percezione che ognuno di noi ne ha, il presente non esiste, è già passato.
ciao Q
per me siamo un presente continuo. scorriamo. non abbiamo possibilità di fermarci senza interrompere il nostro scorrere e dunqe morire e poi chissà . dentro la nostra percezione attuale ogni cosa è presente, ha la qualità del presente.
Interessante Sahishin e noce, probabilmente sono piu’ nell’ottica di noce, tutto e’ presente, nella nostra percezione, ma nella mia vita mi comporto come se il presente fosse gia’ passato, proiettandomi nelle aspettative del futuro.. insomma un casino.
Ciao