Oggi (Retrato em branco e preto)

settembre 13, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

(On AIr RetRato Em BrAnco E PReto)

The Piano Herbie Hancock

settembre 8, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte

"The seventies were very exciting times for me.

I had the chance to partecipate in some very

interesting projects. Those projects reflected

the kind of variety that i’ve always been attracted to"

Di solito aspetto un po prima di scrivere qualcosa su un disco, aspetto un ascolto piu’ attento, ma stasera mi sono arrivati 3 dischi che avevo ordinato da un po di tempo. In realta’ quello che mi interessava realmente era questo disco in piano solo di Herbie Hancock, la rimasterizzazione in digitale di questo disco registrato il 25 e 26 Ottobre 1978, e fino ad ora rilasciato solo in vinile.

Un pianista complesso, dalle mille sfumature Herbie Hancock, pieno di quella varieta’ e curiosita’ da cui e’ sempre stato attratto, il suo piano solo e’ sempre affascinante, avevo ascoltato qualcos’altro come bootleg ed ero rimasto colpito dalla profondita’ e dalla semplicita’ dei suoi piano solo. Semplicita’ che non sempre si puo’ avvertire in altri suoi progetti piu’ recenti e che era ben evidente nel quintetto di Miles con Shorter, Williams e Ron Carter.

Appena ho inserito il cd nel lettore sono rimasto ammutolito, e’ raro che un disco mi catturi immediatamente, si sente la scintilla creativa subito, la spontaneita’ del flusso improvvisativo, dovuta anche alla tecnica di registrazione Direct to Disc, nessuna editing post registrazione possibile, la performance immediatamente incisa su vinile, due set da 16 minuti l’uno tutti di seguito. La prima facciata virtuale contiene tre standard di chiaro rimando al quintetto di Miles, My Funny Valentine, On Green Dolphin Street e Someday my prince will Come. La scelta e’ oculata e la performance di Hancock incredibile, My Funny Valentine risplende di interiorita’ nelle mani di Hancock, sono colpito dalla riflessivita’ e dal tocco meraviglioso che si ascolta. On green dolphin strett e’ poco piu’ di una parentesi tematica per collegarsi a Someday my prince will come, che e’ ancora una volta meravigliosa. La seconda facciata virtuale contiene 4 composizioni originali di Hancock che mostrano chiaramente anche le doti compositive e l’introspezione troppo spesso sottovalutata di Hancock, infatti nonostante fossi tentato di mettere on line My Funny Valentine, ho scelto Sonrisa, una composizione di Hancock che adoravo, avevo gia’ ascoltato nel disco 1+1 con Shorter, una composizione intensa, dolce, dolce come un’alba autunnale, e’ bello sentire queste armonie inusuali, ascoltare la perfezione dell’imperfezione, della certezza di non poter modificare neanche una sfumatura di quello che si e’ registrato, non e’ una cosa che molti artisti avrebbero accettato. La genialita’ di Hancock in questo disco e’ anche nella sfida con l’irreversibilita’ del tempo, con il non poter tornare indietro e modificare in post registrazione sfumature o parti piu’ essenziali. Hancock stesso nelle note di copertina dice che potrebbe essere stata una sua ingenuita’ aver accettato questa sfida piuttosto che un osare oltre i propri limiti. Ebbene credo che l’ascolto di questo disco renda pienamente giustizia alla sfida, al coraggio alla creativita’ di Hancock e metta in evidenza tutte le piu’ svariate esperienze fatte da questo pianista negli anni 60 e 70. E’ difficile ascoltare qualcosa di cosi’ bello, un disco contro l’artificiosita’ dei nostri tempi in cui tutto sembra lecito, un disco che e’ un elogio dell’imperfezione, un disco che accompagnera’ sicuramente i miei prossimi giorni di ascolti, un disco che e’ un vero peccato non ascoltare.

(On AiR SonRisA HErbie HancoCK thE PIano)

Rating: ★★★★☆

Close enough for love

settembre 6, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Standards

Un’altro standard meraviglioso, Johnny Mandel Close Enough for love dal film Agatha del 1978, una composizione magnifica, testo e musica. Un grandissimo compositore ed arrangiatore Johhny Mandel, ha composto brani splendidi molti dei quali legati al cinema (A time for love, The shadow of your smile solo per citarne un paio). Un personaggio eclettico che ha iniziato la sua carriera come trombonista nelle orchestre di swing, per arrivare alle colonne sonore.

Questo brano, ha alcune interpretazioni eccellenti (famosa quella di Shirley Horne nel disco omonimo), Diane Reeves nel disco That Day, Tony Bennett, ma quella che preferisco e’ nella interpretazione di Brad Mehldau e Fleurine. L’accompagnamento di Mehldau e’ cosi’ morbido e delicato attento alle sfumature del testo, accompagna dolcemente nella malinconia del brano la voce di Fleurine, questa interpretazione e’ l’essenza del duo pianoforte voce, Mehldau riesce a mettere via tutta la sua tecnica per donare a Fleurine un tappeto morbido su cui posare la voce, poesia. E’ uno standard di quelli che mi portano via, perfetta sinergia di testo e musica, le parole chiave del testo poggiano sulle note chiave dell’armonia, alternanza costante di maggiore e minore, apertura incredibile del ritornello ed aria complessivamente malinconica. E’ veramente emozionante suonare brani come questo, non so da dove arrivi questa magia, ma esistono note, alterazioni e parole che riescono  a dire "This old world couldn’t be half as bad ", decisamente uno dei miei standard favoriti di quelli che non sai cosa daresti per averlo scritto tu…insieme ad un’altro capolavoro di cui avevo gia’ parlato come Never Let me go.

Close enough for love (Williams/Mandel)

You and I, an unmatched pair

Took the time to touch, to share

Worlds apart the night we met

We braved the odds and won the bet

Not perfect yet

But close enough for love

How old-fashioned, pure romance

Shared a kiss and shared the dance

Shared the body and bouquet

We’ll taste the wine another day

When you and I

Are close enough for love

Not just lovers, more than friends

Who knows where one starts, one ends?

Tracing lights through sleepless nights

That I’ll remember always

Always long goodbyes and tearful looks

Hold up well in poems and books

But you and I have life to hold

The greatest story never told

Not perfect yet

But close enough for love

Just A Little Lovin’

Just a little lovin’

Early in the morning

Beats a cup of coffee

For starting off the day

Just a little lovin’

When the world is young

And makes you wake up

Feeling good things

Are coming your way

This old world wouldn’t be half as bad

And wouldn’t be half as sad

If each and everybody in it had

Just a little lovin’

Early in the morning

A little extra something

To kinda see them through


Nothing turns the day on

Or really gets it dawning

Like a little bit of lovin’

From some lovin’ someone like you

This old world couldn’t be half as bad

And wouldn’t be half as sad

If each and everybody in it had

Just a little lovin’

Early in the morning

Just a little lovin’

Early in the day

Just a little lovin’

Early in the morning…

(on Alr Brad MeHldau FleURine Close EnouGh For LoVe)

Alone Together

settembre 4, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Standards

Alone together, Schwartz Dietz 1932, uno degli standard piu’ suonati, uno dei miei preferiti, tanto semplice tanto difficile nelle sue pieghe, versioni da ascoltare ce ne sono tantissime, davvero difficile orientarsi, ognuno esprime secondo la propria sensibilita’ l’anima del brano. Le versioni vocali abbondano si va da Ella Fitzgerald a Ray Charles, le strumentali stessa storia da Miles a Keith Jarrett. Personalmente adoro una versione di Dave Mckenna nel disco Dancing In The Dark And Other Music Of Arthur Schwartz in solo piano, un pianismo meravigliosamente classico ed essenziale quello di Dave Mckenna, che in questo disco rivisita molte delle meraviglie composte da Schwartz (You and the night and the music, A gal in calico, isee your face before me, something to remeber you by), essenzialita’ e fedelta’ al testo ed alle armonie originali (quando le armonie originali sono meravigliosamente perfette, per quale motivo bisognerebbe modificare anche una sola virgola, e’ li la magia) ed i brani di Schwartz sono perfetti.

Qualche sera fa, abbiamo fatto una prova per un trio che ha finalita’ esclusivamente didattica, ammazzarsi di studio, per ascoltare ed entrare negli standard, il primo brano che abbiamo suonato e’ stato Alone Together con l’obbiettivo per la prossima settimana di arrivare al nuovo appuntamento avendo ascoltato piu’ versioni possibile, imparato il testo ed interiorizzato le armonie per poter veramente galleggiare nei meandri di quella meraviglia che e’ questo pezzo (abbiamo scelto circa 200 standards con cui fare questo lavoro, tra i piu’ belli e meno noti del repertorio jazz): Il risultato considerando che era una specie di jam, non avevamo mai suonato insieme, e sono state le prime note scambiate tra di noi mi lascia ben sperare, le intenzioni e l’interplay erano alte e la voglia di comunicare mentre si suonava altissima, abbiamo registrato con un Minidisc la prova, cosa che faremo sempre in maniera impietosa, per poter annotare tutto quello che non ci piace e quello che ci piace cercando di costruire un suono, un progetto partendo da questo lavoro di intesa che durera’ dei mesi, per cercare di affiatarci ed elaborare un dizionario comune da cui partire per elaborare qualcosa di personale. Sono felice di aver trovato due persone finalmente disponibili a mettersi in gioco, ad investire del tempo, a studiare duramente per il piacere di fare musica.

Alone together
beyond the crowd,
above the world,
we're not too proud
to cling together,
we're strong as long
as we're together.

Alone together,
the blinding rain,
the starless night,
were not in vain;
for we're together,
and what is there to fear together?

Our love is deep as the sea,
our love is as great as love can be;
And we can weather the great unknown,
if we're alone together

(On Air AlOnE ToGetHer 30/08/2005)

Summer Ending

settembre 2, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

Un punto di riferimento vale un’altro, da qualche parte si mette un segno, una pietra miliare. Oggi e’ per me la fine dell’estate, anzi la fine e’ stata ieri sera con un concerto surreale dalle parti di Siena. Un’estate stile Kikujiro, alla ricerca di un qualcosa che per definizione non si trova, estate popolata di angeli campanellini, fantasmi, apparizioni e sparizioni, incontri di solitudini. Ieri sera un concerto emblematico, un palco enorme, un service imponente per 12 spettatori… si dico 12. Beh io mi sono divertito, abbiamo suonato un po tutto divertendoci, mi fermavo spesso durante la performance e fotografavo gli altri, le luci, gli strumenti… un pazzo sul palco, con la macchina fotografica, ascoltavo, entravo in stati di coscienza alterati che il montuno con i suoi pattern ripetitivi favorisce, entravo ed uscivo, le luci irreali ora bluastre ora arancioni favorivano allo stesso modo l’alterazione di coscienza… e decisamente quella era la fine dell’estate. Un solo rabbioso su una rivisitazione di una Rumba tradizionale Ya yo me cure’, mi sono curato, mentre suonavo occhi chiusi sempre, mi stupivo di quello che veniva fuori della leggerezza con cui si muoveva la mano destra, con un solo che esprimeva comunque energia, figure ritmiche dispari, poliritmi, allora se quando lascio andare la testa vengono fuori queste cose, vuol dire che sono comunque dentro di me e questa e’ comunque una bella certezza.

(On Air Jerry GoNZaLes Ya Yo Me CuRe’)

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