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Goodbye Bobo Stenson Trio

quoyle Ottobre 28th, 2005

Stasera appena tornato a casa, so che non e’ una bella serata, sono completamente bloccato, incapace di distinguere in mezzo al marasma di pensieri quello che mi disturba, una giornata come un piano inclinato, scivolando piano piano cercando di aumentare l’attrito per non scivolare troppo forte… ma inevitabilmente a fine serata il nervosismo e’ alle stelle alimentato da quello stesso disagio. Allora che fare….. giro per casa come un leoncino in gabbia, decido di cucinare qualcosa, e mi ricordo del pacchettino che e’ arrivato questa mattina, con 4 dischi, la copertina dell’ultimo lavoro di Stenson mi attira, non resisto, lo apro e lo metto nel lettore cd, poi vado verso i fornelli a cucinare, mentre parlo al telefono, la mia attenzione e’ rapita dalle note del disco,  sento una bella vibrazione, un vento che scuote le foglie, proprio come nella copertina.

Ed ecco che magicamente vengo rapito in un mondo di note, il suono di questo disco e’ etereo, come nella migliore tradizione di questo trio, la batteria di Paul Motian e’ come sempre un pennello che dipinge paesaggi e colori, con il basso di Anders Jormin che li definisce, mentre il magnifico pianismo di Stenson si adagia su questa tela. Ecco se dovessi scegliere un pianista in cui identificarmi, probabilmente sceglierei Stenson, discreto, poetico, evocativo, lirico, una vera meraviglia, senza ombra di dubbio il miglior pianista espresso dall’ Europa negli ultimi 30 anni. E questo disco appena uscito rende davvero il percorso di questo pianista e del suo trio. Sono tante le meraviglie contenute in questo disco si va dalla evocativa e nordica Rowan ad un brano cui sono indissolubilmente legato, Alfonsina y el mar della tradizione argentina che vibra del dolore del testo, con un meraviglioso 3/4 appena disegnato dalle spazzole di Motian, ecco se posso esagerare, questo brano rappresenta uno dei punti piu’ alti mai raggiunti dal piansimo di Stenson e quasi certamente la piu’ bella interpretazione che un jazzista abbia mai fatto di questo brano folclorico (e ce ne sono tante…). Ancora la bellissima Song about earth, e naturalmente la title track Goodbye in cui e’ evidente la formula di questo trio, un trio essenziale, pochi suoni tutti perfetti, tutti con la giusta intenzione, le linee di basso che non portano ma sono veri e propri contrappunti al solo di Stenson, la batteria che scompone il ritmo, lasciando il tempo a bocca aperta…. perche’ il tempo c’e’ e si sente, ma i tre hanno scoperto un varco spazio temporale, e viaggiano su questo tempo avendone il pieno controllo, ignorandolo. Altro brano assolutamente imperdibile del disco la bellissima e lirica Music for a While, con richiami della tradizione classica, il contrabbasso ed il pianoforte con le sue quarte sono saldamente ancorati alla tradizione della musica classica europea.

Il disco e’ finito ed io sono ranicchiato sul divano con addosso ancora i brividi per quello che ho sentito, non e’ facile che un disco al primo ascolto ed in una situazione potenzialmente negativa riesca a regalarmi queste meraviglie. Uno dei dischi piu’ belli di quest’anno, adesso il difficile sara’ smettere di ascoltarlo…

(ON Air Music for a While Bobo STensOn TriO)

 

Rating: ★★★★★

Un anno fa :

14 Responses to “Goodbye Bobo Stenson Trio”

  1. nocedifoolon 28 Ott 2005 at 01:37

    un trio, il disco più bello, uno che non riesci a smettere di ascoltare… altro che big brother qui ci sono le maledette particelle di sodio blues brothers che devono aver riflesso i nostri mood corpo di mille balene.

    buona notte dalla selvatica.

    (quoyle sono stufaaaaa!!!!

    baci).

  2. nocedifoolon 28 Ott 2005 at 01:47

    dimenticavo. non conoscevo stenson, grazie. e stavolta l’immagine non permette sciocchi commenti. è bellissima. mi ricorda qualcosa e non sono ancora riuscita a capire cosa. ma sa che te lo farò sapere prontamente no? ;)

  3. utente anonimoon 28 Ott 2005 at 11:54

    Mi scuso in anticipo per l’intrusione ma ho visto che qui si parla di painoforte e non essendo registrata è l’unico modo di mettermi in contatto con te/voi. Qualcuno di voi avrebbe lo spartito di “On the street where you live”?

  4. quoyleon 28 Ott 2005 at 12:01

    Si scrivimi in mail, che te lo mando,

    quoyle@hotmail.it

    Ciao

  5. utente anonimoon 28 Ott 2005 at 17:29

    Ciaooo,sono a Paris!!!!

    Ce l,ho fatta e’ bellissima.

    baci

    alice

  6. quoyleon 28 Ott 2005 at 17:31

    Che invidia, stai bene alice , io martedi’ saro’ a Madrid, poi ti dico adesso vedo se c’e’ qualche concerto in giro quella settimana :-)

    Baci

  7. hobbson 28 Ott 2005 at 23:32

    ..e tu non smettere! :)

    pensavo proprio ad una sensazione

    di fastidio che non so codificare, la avverto e li nel mucchio c’è il mio disagio che non vedo…

    il pezzo in sottofondo è splendido, se tanto mi da tanto… :)

  8. unapersonaintornoon 29 Ott 2005 at 09:52

    Ehi!..OT: (ti mancavano dì la verità! ;-) )

    Caro orso, un bacio mattutino.

    Stamattina il cielo è più bello del solito, almeno così mi sembra.

    Inizia di un bell’azzurro e continua sicuramente dopo il bianco dell’orizzonte.

    Adoro guardare i ritagli di luce tutt’intorno e, al di là della finestra, quale sia il compagno scelto dal venticello fresco che avverto sui piedi ancora scalzi, per giocare.

    Come sono bucolica stamane! ;-)

    Però se chiudo gli occhi continuo a vedere un albero pieno di sole con me sotto a naso all’insù.

    Chissà dove si trova?

    Buon lavoro :-) ..e guarda fuori.

  9. Jazzeron 30 Ott 2005 at 00:34

    Di questo disco ne ho ascoltato solo due minuti in negozio quindi non so dirne nulla. Ma Stenson mi piace, soprattutto Serenity.

    Però, sinceramente, Quoyle: non ti pare che i pianisti ECM tendano tutti a suonare nello stesso modo: Bobo Stenson, John Taylor, Jon Balke, Ketil Bjornstad, anche il giovane Tord Gustavsen (soprattutto nel secondo CD). Forse è questione di produzione… che ne dici?

  10. nocedifoolon 30 Ott 2005 at 13:39

    jazzer, un po’ come nelle case editrici…

  11. quoyleon 30 Ott 2005 at 15:08

    Jazzer non sono d’accordo, Stenson e Taylor hanno sonorita’ diverse e chiaramente riconoscibili, fortissima personalita’ ed i loro trii sono molto distanti come concezione della forma musicale. Bjornstad e’ un altro capitolo a parte, richiami classici, Bartok, Bach, molto distante dalle sonorita’ di Stenson. Gustavsen non lo considero ancora maturo e ricorda troppe cose, dopo dieci minuti mi annoia.

    Stenson Jazzer ha avuto la sola sfiga di incrociare Jarrett che lo ha rapinato del suo quartetto Europeo, ma musicalmente e’ uno dei migliori pianisti in circolazione come fantasia, tecnica e poesia, sempre misurato nel suo pianismo, certamente ricorda il Jazz nordico, ma se consideri che lui e’ uno dei padri fondatori, beh ricorda se stesso :-)

    Ciao

  12. Jazzeron 30 Ott 2005 at 22:05

    Sarà che tu sei un pianista e che hai un ascolto più focalizzato e “tecnico” del mio, ma davvero mi pare che Eicher tenda un po’ troppo ad appiattire le sonorità, che restano bellissime - d’accordo - ma che tendono anche a ripetersi un po’ troppo.

  13. amalteoon 21 Mar 2007 at 11:27

    GRAZIE QUOYLE per questo scritto
    no riesco a caricare le rss per tenermi in contatto con te!
    ciao
    ps: quanto mi piacerebe ricevere qul prism che mi avevi promesso.
    cosa devo fare?
    mi è venuta una idea

  14. quoyleon 26 Mar 2007 at 14:45

    @amalteo, si lo so appena posso prometto che le versioni di prism te le faccio avere:-) Non ho capito perche’ non riesci a visualizzare i feed rss stanno in alto a sx sotto il titolo cmq a questo link http://www.darkintervals.com/feed/
    Ciao

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