Il cielo sopra Madrid
quoyle Novembre 5th, 2005
"M’e’ accaduto qualcosa, non posso piu’ dubitarne. E’ sorta in me come una malattia, non come una certezza ordinaria, non come un’evidenza. S’e’ insinuata subdolamente a poco a poco; mi son sentito strano un po’ impacciato, ecco tutto. Una volta installata non s’e’ piu’ mossa, e’ rimasta cheta, ed io ho potuto persuadermi che non avevo nulla, ch’era un falso allarme. Ma ecco che ora si espande.
(Sartre La nausea)
Sembra di essere tornati indietro, bella storia ad un treno qualche anno fa, a quegli appunti un po’ ingialliti.
Madrid, aereoporti, da solo, una solitudine immensa, qualche voce distante, emotivamente distante, una stanchezza che riconosco e so essere pericolosa.
Analizzare, analizzare spietatamente, la situazione, non lasciare sfumare nulla, osservare, guardare, mi sento disgustato alla ricerca di una scintilla vitale da qualche parte, quella scintilla vitale che mi ero illuso di possedere.
At first my heart tho’t;
You could break this jinx for me.
That love would turn the trick;
To end my despair.
But now, I just can’t fool;
This head that thinks for me.
I’ve mortgaged all my castles in the air.
Pensieri sparsi, il nostro modo di vivere occidentale, disperso, nella gelatina del traffico, del rumore, nella ricerca terrena e concreta del benessere. Queste maledette metropoli occidentali si somigliano tutte, negli sguardi, nella fretta, nella superficialita’, nel dominio incontrastato del denaro, del potere, nell’arroganza e nella sfacciataggine della grande illusione. Madrid come NYC, come Londra, diversa la lingua, diverse alcune esteriorita’, identici i contenuti, luci, colori e musica a coprire il nulla, il nulla di cui questo sapiens folle ha paura.
Forse sono io semplicemente e completamente svuotato, con questi pensieri, un binario della metropolitana di notte, ironia della sorte, il sottofondo della pubblicita’ della societa’ che gestisce le metropolitane madrilene e’ l’intermezzo della cavalleria rusticana, un tunnel spazio temporale maledetto e sfortunato, certo che il destino quando si mette d’impegno sa come romperti il cazzo, o forse semplicemente siamo noi a lasciargli il campo aperto.

"E’ il riflesso del mio volto. Spesso, in queste giornate perdute, rimango a contemplarlo. Non ci capisco nulla di questo volto. Quelli degli altri hanno un senso. Ma non il mio. Non posso nemmeno decidere se sia bello o brutto."
Eppure ero convinto di essere diverso, credevo di saper perdere, invece non so neanche iniziare a giocare, la macelleria del tempo, la macelleria delle idee, la macelleria del diverso, la macelleria dei sentimenti. Non sopporto questa sensazione, questo guardare ancora una volta tutto quello che non vorrei vedere passare e rimanere pietrificato fermo nel terrore.
"La domenica che finisce ha lasciato un sapore di cenere e gia’ il loro pensiero volge verso il lunedi’. Ma per me non c’e’ lunedi’ ne domenica, ma soltanto giorni che si sospingono in disordine, e poi, d’un tratto dei lampi, come questo. Niente e’ cambiato e tuttavia tutto esiste in un’altra maniera. Non posso descriverlo, e’ come la Nausea e tuttavia e’ esattamente l’opposto"
(On Air Brad Mehldau AIRport SadNess)
Un anno fa :



Leggendo ho ritrovato dei ricordi, non so quanto c’entrino ma te li lascio ugualmente.
Milano alcuni anni fa, un viaggio in solitudine per rompere gli schemi del quotidiano. A volte la solitudine è il modo migliore per apprezzare la compagnia.
Giorno feriale, ore sette, prendo la metropolitana. Uno spaccato di umanità variegata mi circonda, dal professionista stressato con la valigetta in pelle diretto in ufficio, al senegalese con lo sguardo afflitto e le spalle affaticate già dalla mattina presto. Stazione dopo stazione aumenta e si diversifica questo strano popolo delle rotaie mattutine, casalinghe impegnate, studenti chiassosi, impiegati frustrati, anziani dimenticati. Poi si arriva in piazza duomo, le porte scorrevoli della metro si aprono e tutti all’improvviso scattano e iniziano a correre per le gallerie sotterranee, al fine di guadagnare una pole position per le scale mobili. Anch’io, preso dalla frenesia di chi mi circonda, mi metto a correre, guardando in lontananza l’obiettivo delle scale. Poi il mio sguardo si perde nel vedere le corse di chi mi è accanto e provo un infinito senso del ridicolo e penso ma perché cazzo corrono? E soprattutto perché cazzo sto correndo io?. Mi son fermato, ho respirato lentamente e dopo pochi minuti ho ripreso a camminare con il mio abituale e provinciale passo lento e strascicato in una sala ormai deserta arredata solo da cartelloni pubblicitari di cose inutili e da altrettanto inutili avvisi sonori dell’altoparlante, alternati a qualcosa che qualcuno definirebbe musica, io solo immondizia. Dopo le scale in solitidine mi ha accolto la piazza del duomo illuminata dal sole. Ho guardato in alto. Tre cose dentro di me: un sorriso, un vaffanculo e un pensiero buongiorno milano, sono un alieno.
..questa musica sa di vuoto.. forse quel vuoto che descrivevi prima di partire..
..spero che qualcosa ti aiuti a riempire qsta voragine.. fosse anche la musica..
Un abbraccio sincero..
…
non te li dico più i pezzi che studio…
anzi. facciamo così mi metto a studiare pezzi diversi e voglio vedere se il tuo umore cambia. perché “ha da cambià”.
Avec mes souvenirs
J’ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n’ai plus besoin d’eux !
Balayés mes amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro…
Non ! Rien de rien…
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu’on m’a fait
Ni le mal, tout ça m’est bien égal !
Non ! Rien de rien…
Non ! Je ne regrette rien
J’ai payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !
Quando si parte e si è soli tutto i paesaggi diventano maledettamente tristi. Mi è capitato l’altro giorno a Roma di sentirmi un alieno, come dice Ruckert. Meno male che avevo delle cose da fare e che alla fine sono riuscito a godermi anche la città.
ot per Noce: giusto, mai rinnegare nulla. Un mp3 della Piaf please?
In silenzio chiudi gli occhi e respira, lento, questo mondo esiste e urla vita, e tu non sei sordo… No! Non lo sei affatto, di musicisti sordi ne conosco pochi… Rabbia? Insoddisfazione? Bene, usala… USALA! Perche’ nonostante tutto, a prescindere da cio’ che accade Tu… Tu rimani vivo! Siamo immortali sai? Si, per un assurdo gioco del nostro sentire siamo vivi fino ad un istante prima di morire, e un istante dopo non siamo la’ per prenderne coscienza. Usa cio’ che provi, Usa ogni emozione che sia gioia o disperazione, come faccio io scrivendo, permetti all’emozione di esprimersi in qualcosa di diverso che la liberi e la trasformi in qualcosa di bello, che si trasmetta a chi ti ascolta come accade a chi mi legge… Usa tutto… perche’? Perche’ tutto e’ vita, e se davvero vivi per suonare allora beh… trasforma la vita in musica.
Ah dimenticavo.. buonanotte… dormi bene…
Già..”ma perché cazzo corrono? E soprattutto perché cazzo sto correndo io?”
E’ la Domanda.
“Perchè vivo io e per cosa sto vivendo”.
La realtà un giorno o l’altro ce la sbatte in faccia e non c’è rimedio senza trovare una risposta.
Ti abbraccio quoyle, non sai quanto stretto, ho la sensazione orribile di non avere più parole.
Che mi rimane da darti qua dentro?
Un abbraccio che a volte mi tengo e a volte ti dò.
S.
PS: ..e non mi basta.
alderaban, sono negata con la musica online. ruckert ne sa qualcosa…
Agghiacciante. A volte mi capita di avere tremendi incubi, e, nel sonno, cerco di gridare per l’orrore, per la paura, o di fuggire, ma la voce, orribilmente, NON ESCE, e non riesco a gridare aiuto, ne’ a muovere le gambe. Allora mi sveglio. Ecco, sai, mi succede spesso anche nella realta’. Qualcosa mi lascia talmente incredula, svuotata, scossa, che, pur rifiutando l’evento, non riesco a dire parola, a muovere muscolo, a spingere la carrozza verso uan direzione diversa. E tutto mi travolge, e non domino piu’ la mia vitra. Non voglio che sia cosi’, auguro a te e anche a me stessa di trovare uno straccio di motivazione, un grammo di orgoglio, un solo atomo di coraggio per ricordare che amiamo la vita.
Caro Quoyle, in questo momento vorrei saper descrivere bene certi stati d’animo come fai tu. Io scrivo, taglio, riscrivo, censuro e alla fine non rimane quasi niente… qualche frase spezzata, raramente comprensibile.
Leggerti mi fa bene.
Un abbraccio
Yeah man. Sono un gemello del tuo disagio. Del Tempus fugit di Bud. Prigionieri di un tempo e di un luogo che non è nostro. Della paura che il tempo passa e noi rimaniamo immobili sul nastro di partenza mentre la maratona di New York sfreccia. E qualcuno riesce anche a doppiarci. E cerchiamo qualcosa fuori che possa darci una spinta, ma sono spinte fuori dal tempo. Dello stesso tempo che avremmo voluto che fosse ma che non è. E non riusciamo a motivarcene. E ci chiediamo dove e cosa avremmo voluto o potuto essere.
La nostra candela sembra bruciare lentamente, ma in realtà il calore e la fiamma sono del cerino che ancora non ha accesso la nostra miccia. Vaghiamo alla ricerca di una mano che spinga quel cerino di qualche centimetro e permetta di accenderci.
E le note scorrono.
TheFamilyTake
guarda sono molto spiacente per il senso di solitudine e di vuoto che provi, ma il senso estetico che hai è qualcosa di davvero straordinario: l’accostamento di questa musica, queste immagini, le descrizioni della città e dei tuoi stati d’animo, le citazioni da Sartre tra un paragrafo e l’altro…un quadro perfetto, suggestivo e stuggente.
ciao
gipsy
(e già che passo di qui ti “rubo” qualche titolo dei bellissimi brani musicali del blog…)
Dai quoyle, non ci si può sentire soli a Madrid
@ruckert, grazie per i tuoi appunti, sono pensieri gemelli dei miei, che cazzo corrono a fare boh, sono un alieno anche io decisamente.
@leggera, bello questo disco di mehldau, places, ogni posto ha un anima, un’anima che viene dalla nostra storia in quel posto e dalla storia di quel posto, gli aereoporti in un certo senso non hanno storia, troppo passaggio, e questa musica descrive bene il senso di solitudine di un’aereoporto.
@noce ‘ha da cambia?’, boh boh boh boh boh, non so piu’ nulla.
@Aldebaran, dipende dai momenti, cmq si in determinati stati d’animo tutte le citta’ specialmente esasperano la solitudine
@Evdea, preferirei usare altre sensazioni, cmq tuttoquello che sento viene fuori cmq quando suono:-)
@upi un abbraccio che anche io qui dentro posso darti poco altro e non mi basta,
@charm, la vita la amo, non me lo dimentico mai, e’ una certezza questa, proprio questa certezza mi rende impossibile capire alcune cose, quando ti scontri con l’odio per la vita, e non riesci a comunicare il tuo amore per la vita, la tua positivita’ la tua voglia di volare oltre allora inizia il problema.
Un abbraccio
@tina, io cerco di non censurare nulla, a volte mi pento di quello che ho scritto, questo post ero molto indeciso se scriverlo, se pubblicarlo erano fogli di carta che avevo scritto in albergo, ma poi ho pensato che era quello che avevo provato e quindi via, pubblica post e basta. Felice ti sia utile in un qualche modo :_)
@the family take, yeah gemello allora, si hai colto magnificamente il nocciolo della questione, di mani cerini e vento, a presto
@gipsy grazie, prendi pure tutti i titoli che vuoi e se hai bisogno di qualche dettaglio o informazione sulla musica fammi sapere
@sgal, madrid o timbuktu non cambia il discorso, un viaggio di lavoro da soli all’estero, in uno stato confusionale, ti fa sentire una solitudine che erano anni che non provavo. Ciao
mi piace TreS Palabras…perchè è nostalgica ma crea l’atmosfera per un incontro…l’incontro di uno sguardo che ti fa capire che non sei solo..mai.
La prossima volta vengo io con te a Madrid..ciao
Ti sento distante, e i km non c’entrano. E l’umore non c’entra. E’ come se ti fossi chiuso, come se tutti i particolari non esistessero. Non conosco Madrid, ma ci saranno pure dei posti che ti facciano sentire a casa. Prendi la tua dose quotidiana di musica, almeno 80 90%?
@rabab, bella tres palabras, un classico della tradizione sudamericana, un bolero, aperto vero ad uno sguardo , allora al prox viaggio a Madrid eh?
@karlaca, hai ragione sono distante, anche da me, mi son perso, non vedo quello che c’e’ fuori mi sono ripiegato in cinquemila foglietti, non riesco a prendere la dose di musica, mi fa un male cane diciamo che siamo al 20% della dose giornaliera raccomandata per i tossici di note come me
Un abbraccio
Q