Never Let me go Part II

novembre 9, 2005 by quoyle  
Inserito nella categoria Pianoforte, Standards

Avevo gia’ parlato di questa meraviglia, molto tempo fa ad Aprile, postando tre versioni ognuna a modo suo rappresentativa di qualche aspetto del brano, alternanze di none, una melodia interrogativa, un testo magnifico che si appoggia delicatamente sull’impianto armonico del pezzo. Dopo mesi di avvicinamento al brano, inizio a poterlo suonare, mi fa paura per la potenza che ha al suo interno, e’ difficile da rendere, ci sono dei passaggi emotivi fortissimi, e quel messaggio Never Let me Go che incombe su tutto il brano, ovunque, in quelle none che sospendono in maniera cosi’ delicatamente tragica il tema. I punti interrogativi presenti ovunque, i dubbi, la paura della fiducia. Alcune frasi del testo sono perfette, all my bridges burned, come si puo’ esprimere meglio il sentimento di fiducia totale, l’abbandono, eppure la paura You couldn’t hurt me, could you?

Never Let me go (Jay Livingstone & Ray Evans)

Never let me go
Love me much, too much
If you let me go
Life would loose its touch

What would i be without you
There is no place for me without you

Never let me go
I’d be so lost if you went away
Ther’d be a thousand hours in the day
Without you, i know

Because of one caress my world was overturned
At the very start
All my bridges burned
By my fliming heart

You’d never leave me, would you?
You couldn’t hurt me, could you?
Never let me go
Never let me go

(ON Air NEver Let Me GO, Trio e Solo PianO VErsion)

Un anno fa :

Commenti

15 Responses to “Never Let me go Part II”
  1. apocrifo scrive:

    Sono innamorato di questo brano,ed alterno l’ascolto di due versioni a cui sono molto legato una eseguita da Bill evans,l’altra da keith Jarrett,da brividi e non nego anche qualche lacrima.

  2. LeggeraMariposa scrive:

    .. la “lentezza”.. la paura di affidarsi a.., il sottofondo leggermente cadenzato, non lo so.. mi turba non poco questo pezzo..

  3. quoyle scrive:

    @apocrifo beh anche da queste parti non ci facciamo mancare nulla, pelle da cappone mentre si suona e lacrimuccie mentre si ascolta, la versione per me e’ quella di luciana souza e’ linkata nel mio primo post su questo brano, bellissime certo le versioni di jarrett in entrambi i dischi standards vo2 e standards in tokio 96 , bill evans vabbe che ne parliamo a fare, qualsiasi cosa toccassero quelle manine diventava un brano a parte :-)

    @leggera, si inquietante, e’ un brano di quelli difficili da rendere bene, non perche’ difficile tecnicamente, da rendere con il cuore, infatti ne esistono cosi’ poche versioni, specialmente vocali, c’e’ ne una di una cantante nordica Nyberg in duo con un ottimo pianista svedese E Svensson molto bella e moderna, un’altra molto classica di Nancy Wilson e quelle che ho citato nel post precedente, poi davvero il nulla ed e’ una cosa cosi’ strana per un brano di una bellezza profonda come questo.

    Baci

    Q

  4. kreshatik scrive:

    splendido brano. le tue parole hanno il pregio di farne assaporare gli aspetti più profondi e delicati. Molto bella l’intonazione interrogativa che hai colto. mi piace.

  5. quoyle scrive:

    @kresh, si non so perche’ ma questo brano mi e’ sempre sembrato un’enorme punto interrogativo, principalmente interiore, cedere o non cedere, fidarsi o non fidarsi, aver paura o lasciarsi andare, un equilibrio sottile giocato dalle note della melodia

    piena di accordi sus4 accordi che non trovano pace sono punti interrogativi che non hanno risposto tutto e’ possibile partendo da una sus4, aprono le melodie, poi none bemolli che ricadono sulle toniche e sono punti interrogativi buoni che cercano certezze.. e le trovano nelle toniche che li seguono da G79b a C7+ ed il testo dice passando dalla nona bemolle alla tonica Ther’d be a thousand hours in the day

    Without you, i know

    I know una certezza dopo il punto interrogativo

    Ciao Kresh

  6. nocedifool scrive:

    … più il tempo passa anche silenzioso, più quando t’ascolto suonare ti sento.

    questo trio è proprio casa tua…

  7. nocedifool scrive:

    … ho ascoltato anche il solo. anche tu sei casa tua…

  8. quoyle scrive:

    @noce si questo trio e’ casa mia decisamente, che io sia casa mia mi fa piacere che tu lo senta, perche’ io davvero non mi sento piu’ da qualche tempo… ed ho qualche dubbio in proposito

  9. ..Sì molto te questo pezzo.

    Un bacio

    Upi

  10. ArabianPhoenix scrive:

    Never, never, never let me go!

  11. charm scrive:

    non sento nessuna musica, devo cliccare qualcosa?? :-( (

    Quoyle… e’ cosi’ forte quel che sento, anche in questo silenzio.

    Ti mando un abbraccio altrettanto forte.

  12. Alderaban scrive:

    Splendido brano..così come quello precedente.

    Sono diventato quasi timoroso di passare da queste: mi lascio cullare dalla musica e poi non vado più via..:)

  13. quoyle scrive:

    @upi :-) baci

    @arabian certo certo never never never never let me go, un abbraccio forte

    @charm, no parte da sola ahi, uhm forse hai un sistema operativo tipo linux magari non e’ configurato il browser bene per l’ascolto del plugin audio che uso, fammi sapere,

    E’ vero c’e molto dentro questo brano per me, mi fa piacere che tu riesca a sentirlo senza l’ascolto, un abbraccio forte

    @aldebaran e lasciati cullare, la musica serve anche a questo :-)

    A presto

  14. utente anonimo scrive:

    Senza ombra di dubbio il mio standard preferito. Da sempre. Da quando lo ascoltai per la prima volta nel Tokyo Concert di Jarrett. Allora mi sembrò la perfezione. Adesso sono sicuro, è la perfezione. Steso al suolo della mia stanza assorbo tutte le note….thx Quoyle

  15. quoyle scrive:

    @anonimo e’ la perfezione ne sono sicuro anche io per quello fa paura da suonare, ascolta una versione magnificia di Luciana Souza nell’album North and South

    A presto

    Q

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