Sei: Home > Blog article: E questo sognavo, e questo sogno,e questo…

E questo sognavo, e questo sogno,e questo…

quoyle Gennaio 13th, 2006

E questo sognavo, e questo sogno,
e questo ancora una volta sognero’.
E si ripetera’ tutto, e tutto sara’ reincarnato,
e voi sognerete tutto cio’ che in sogno ho visto.

La’, lungi da noi, lungi dal mondo,
un’onda segue l’altra e sulla sponda batte.
E sull’onda c’e’ una stella, e un uomo, e un uccello,
e realta’, e sogni, e morte - onda dietro onda.

Non mi serve la data: ero, e sono, e saro’.
Vita, prodigio da prodigio, e, nel grembo della meraviglia,
solo, come un orfano, mi metto.

Solo, in mezzo agli specchi, recinto dai riflessi
di mari e di citta’, raggianti nel fumo acre.
E in lacrime la madre prende in grembo il bambino

Arsenij Tarkovskij da Sonno e Vita Sogni e Amore

(On Air The Hope Part I e Part II Ketil Bjornstad The Nest)

Un anno fa : Elis Regina ( Mood Marziano )

15 Responses to “E questo sognavo, e questo sogno,e questo…”

  1. utente anonimoon 14 Gen 2006 at 12:45

    Dream whem the day is thru,

    dream and they might come true,

    things never are as bad as they seem,

    so dream, dream, dream.

    (sogna quando il giorno è passato,

    sogna e i sogni potrebbero avverarsi,

    le cose non sono mai così brutte come sembrano,

    perciò sogna, sogna sogna.)

    JOHNNY MERCER, Dream,

    canzonetta degli anni Quaranta

    Karol

  2. RABABon 14 Gen 2006 at 12:54

    Ho letto questa stupenda poesia ascoltanto Over the rainbow suonata da te, e ho sentito quanto è meravigliosa la vita e quanto bello essere anche soli in questo vortice se c’è passione e si seguono le cose che si amano..in questo vortice sì potremo incontrare qualcuno di speciale che danzerà con noi tra le onde..e magari saremo madri e padri e piangeremo prendendo in grembo un bambino..un abbraccio forte

  3. freesiaon 14 Gen 2006 at 23:28

    grazie quoyle. tu non lo sai ma io ogni tanto passo, silenziosa, ti ascolto. e sto bene riugiata tra queste note. e sogno.

  4. freesiaon 14 Gen 2006 at 23:28

    rifugiata

  5. nocedifoolon 15 Gen 2006 at 12:34

    questa the hope è così maliconica e pacifica…

  6. quoyleon 15 Gen 2006 at 18:13

    Karol Johnny Mercer, che mi hai tirato fuori :-) Questo brano non lo conosco cerco di procurarmelo

    Rabab, un abbraccio

    Freesia, beh sono contento di fornirti un rifugio

    Noce e’ malinconica, in un certo senso ancestrale, antica, non so spiegarti come molta della musica di Bjornstad, sicuramente neoclassica, ma ha qualcosa che va ancora indietro, questo e’ un disco in cui musica poesie, questa volta di un poeta Hart Crane, ispirato dalla fotografia The Nest di Eva maria Riegler.


  7. albaviolaon 16 Gen 2006 at 11:52

    un abbraccio a te che ti circondi di versi e suoni.

  8. utente anonimoon 16 Gen 2006 at 15:29

    a dire il vero Quoyle, non lo conosco nemmeno io. Per tradizione indiretta ho letto le parole :-)

  9. ruckerton 16 Gen 2006 at 15:45

    ot: caro quoyle passo per un saluto fugace dato che ho davvero poco tempo per leggere e approfondire tutto quello che hai proposto in questi ultimi tempi.

    Grazie per la bella poesia che hai postato, spero di avere meno fretta in futuro per coglierne appieno l’emozione, che ora si nasconde timidamente in qualche piega aggrinzita del mio quotidiano.

    Buona giornata :)

  10. quoyleon 16 Gen 2006 at 17:30

    @albaviola versi e suoni, quando non hai le parole per dire quello che vorresti, o non riesci a trovare le parole adatte.

    @karol ho trovato un paio di interpretazioni stasera cerco di procurarmele :-)

    @ruckert, spero di leggerti presto piu’ tranquillo la piega aggrinzita del tuo quotidiano e’ inquietante assai come definizione. Ciao Q

  11. kreshatikon 18 Gen 2006 at 09:43

    ciao quoyle. come va? la tua sete di cose semplici si riflette più che bene nella musica che scegli. e, come al solito, nelle parole che sai far tue.

  12. zancaon 19 Gen 2006 at 16:29

    ciao quoyle, ti segnalo (magari lo conosci già) un disco davvero bello, me ne sono innamoratoa al primo ascolto. “French cafè” della Putumayo.

    http://www.putumayo.com/catalog/item.php?item_number=219

    un saluto con la erre alla francese.

  13. quoyleon 19 Gen 2006 at 17:22

    Kresh va che continuo ad avere sete, la musica che scelgo sicuramente riflette semplicita’. L’altra sera ho visto un concerto di un pianista che viene spesso portato come esempio di un ottimo musicista Antonio Farao’, una tortura non ha smesso di suonare un attimo, effetti pirotecnici, convinto che il solo fatto di possedere 10 dita permettesse di utilizzarle sempre tutte contemporaneamente pigiando anche 2 tasti per dito, a volumi da concerto rock, volevo andare da lui alla fine e chiedere cosa volesse dire, che cosa diavolo avesse comunicato tutta la sera a parte la sua tecnica mostruosa… a presto.

    zanca grazie! non lo conoscevo, lo ascoltero’ e ti faro’ sapere

    Q

  14. utente anonimoon 19 Gen 2006 at 18:16

    l’eterno dilemma….conobbi un ragazzino prodigio gli ultimi anni di conservatorio. Un’incontaminato. Ho sentito perfino come fa una scala. Le note sono sempre quelle ma lui…le “canta”. E ti arriva tutto quello che lui sente dentro. Questo è bellissimo. Ma questa è una virtù che taluni chiamano “maturità artistica”, l’espressione di sè. C’è chi la manifesta precocemente, chi ci arriva più tardi, chi la terrà per sempre dentro, chi non sa nemmeno di averla.

    Chi pensa di dimostrarla facendo solo virtuosismo. Che ti arriva di 30000 note? un “TòH” lanciato lì per lì, ma bastano pochissime note “cantate” per avere un’orgasmo. Giudicate voi quale sia l’emozione più bella :)

    Karol

  15. Alderabanon 19 Gen 2006 at 22:31

    5 minuti di fermo immagine…lascio scorrere i pensieri via e rimane un momento per i sogni.

    sempre emozionante il tuo blog e la tua musica :)

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply