Senza Paura
Una delle fasi finali della vita di una stella… In questo evento particolarmente distruttivo, gli strati esterni e buona parte della materia della stella vengono espulsi, la luminosità cresce al punto da eguagliare se non superare quella dell’intera galassia che la ospita.
Al repentino aumento della luminosità fa seguito un lento declino che trasformerà i gas espulsi in una nebulosità nota come resto di supernova, mentre la stella diventerà qualcos’altro in funzione della massa rimasta nel nucleo dopo il suo collasso.

Sono in piena regressione negativa, con una pendenza decisamente elevata, nella fase del collasso dopo l’esplosione. Non ricordavo giorni cosi’ inutili da molti anni. Qualcuno dice che sono spirali e non cerchi, beh io mi ritrovo a percorrere nuovamente un pezzo di cerchio che porca miseria ero convinto non esistesse piu’. Errore, errore, errore, errore, a volte il cervello si blocca, syntax error. E’ faticoso a quel punto avere qualsiasi tipo di rapporto, non sopporto la superficialita’ di alcuni atteggiamenti, non sopporto la mancanza di idee, odio profondamente il mio modo di sentire le cose, il mio essere in grado con una sola parola spesso di capire oltre quello che viene detto. Esiste da qualche parte un momento di pausa, qualcuno che si prenda cura di me almeno un pochino, mi sento sparato a velocita’ folle senza capire nulla di quello che mi succede intorno, vorrei chiudermi in casa per un anno, staccare tutti i collegamenti con il mondo, uscire dopo questo periodo e trovare che il mondo e’ cambiato (io sono cambiato), smettere di aspettarmi cose, saper finalmente dare il giusto peso alle cose, saper prendermi per il culo. E quella maledetta sensazione di fatica, di fatica nel fare cose piccole, nel non aver voglia di niente, neanche di ascoltare musica, voglio dormire e basta e dimenticarmi di tutto, dimenticarmi di me stesso, dimenticarmi degli altri, dimenticare che nella mia spasmodica ricerca di bellezza, la macchio irrimediabilmente, anzi la profano. Noce avevi scritto quella poesia della Dickinson, bellissima, profanarla con una ricerca non possiamo e continuiamo a vagare dopo averla provata. E non mi piace questo umore, non mi piace questa tristezza, non mi piace questa fatica, non mi piace questa introversione, eppure non riesco a rompere questo meccanismo. Sembra che ad una certa eta’ gli esseri umani impazziscano, probabilmente perche’ si rendono conto che quello che sembrava facile diventa complicato, perche’ le possibilita’ illimitate diventano finite e sempre piu’ indirizzate, perche’ guardandosi indietro si iniziano a vedere le macerie delle scelte, guardandosi intorno si vedono quei maledetti segni del tempo. Questo significa crescere? Accrescere le paure, aumentare i fantasmi essere incapaci di abbandonarsi, essere incapaci di avere il coraggio di mettere in discussione tutto, abituarsi alla propria situazione, qualunque essa sia.
Senza Paura (V. de Moraes – Toquinho)
Ma come fai quando sei bambino
a prendere coraggio e fede nel destino
se papa’ ti mette per castigo al buio
poi di notte a letto "zitto che c’e’ il lupo
zitto che c’e’ il lupo zitto ch c’e’ il lupo"
E la mamma dice "chiamo l’uomo nero
chiamo il babau ti mangia tutto intero
nella notte scura ti fa la puntura
ti fa la puntura ti fa la puntura"
ma passa per il buio senza paura
Poi all’improvviso ti arriva l’eta’di amare follemente l’uomo che non va
non c’e’ via d’uscita ne’ di qua ne’ di la’
tuo padre gridera’ tua madre preghera’
tua madre preghera’ tua madre preghera’
l’amante poi si butta giu’ dal fabbricato
perche’ quello che e’ facile diventa complicato
dato che la vita e’ dura che la vita e’ dura
che la vita e’ dura
ma passa per l’amore senza paura
Il pericolo c’e’ e fa parte del gioco
tu non farci caso se no vivi poco
tieni sempre duro comincia di nuovo
comincia di nuovo comincia di nuovo
anche per la strada tu stai rischiando
stai soprappensiero stai rimuginando
passa la vettura della spazzatura
ed il conducente aumenta l’andatura
aumenta l’andatura aumenta l’andatura
ma va per la tua strada senza paura
ed un bel giorno di qualunque settimana
ed un bel giorno di qualunque settimana
battono alla porta battono alla porta
e’ un telegramma lei ti sta chiamando
e’ un telegramma lei ti sta chiamando
Per uno viene presto per l’altro tardi
comunque presto o tardi tranquilla e sicura
viene senza avviso viene e ti cattura
viene e ti cattura viene e ti cattura
ma va passa per la morte senza paura
buio amore per la tua via per la morte
(ON AiR OrnEllA VAnONi SeNZa PAuRA)
(ON AiR Smile)
Un anno fa :















le macerie non limitano, portano ad altre scelte. la libertà è qualcosa che non finisce quoyle, anzi. a volte costa fatica e sacrificio, a volte agli occhi del mondo fa apparire scellerati, insensati. a volte la libertà è saper ricominciare da zero. dopo la demolizione, costruire. l’importante, l’ho imparato a mia grossissima spesa è non dar per scontato che nulla possa cambiare. e a volte avere il coraggio di imboccare una strada che costa fatica e prima di renderci (almeno) sereni, ci fa soffrire. perchè là dove ci mettiamo il sacrificio è perchè veramente vogliamo qualcosa. e non sempre restiamo perdenti a guardare il sacrificio.
io sono ora nel momento di “lotta”, alla ricerca di una forma di serenità , non so ancora come e quanto tempo ci vorrà , ma ci credo, arriverà il sole. e manderà via la voglia di restare chiusi dal mondo.
Scusa se ho esagerato ma mi sento MOLTO toccata da quanto hai scritto per averlo vissuto e viverlo ancora. un bacio
Non credo che io giorno d’immobilità siano inutili, ma, al contrario necessari alla maturazione di azioni ponderate, che se le possibilità non sono più infinite, sono molto più concrete di un tempo e richiedono più impegno per approfittarne che quello che ci serviva allora per sognare.
Un abbraccio.
[…]riflettete se quelle grandi tristezze non siano piuttosto passate attraverso di voi. Se molto in voi non si sia trasformato, se in qualche parte, in qualche punto del vostro essere non via siate mutato, mentre eravate triste. Pericolose e maligne sono quelle tristezze soltanto, che si portano tra la gente, per soverchiarle col rumore; come malattie, che vengano trattate superficialmente e in maniera sconsiderata, fanno solo un passo indietro e dopo una breve pausa erompono tanto più paurosamente; e si raccolgono nell’intimo e sono vita non vissuta, avvilita, perduta, di cui si può morire. Ci fosse dato di veder più oltre che non giunga il nostro sapere e un poco più in là dei bastioni del nostro presentimento, forse allora sopporteremmo noi le nostre tristezze con maggior fiducia che le nostre gioie. Ché esse sono i momenti, in cui qualcosa di nuovo è entrato in noi, qualcosa di sconosciuto; i nostri sentimenti ammutoliscono in casta timidezza, tutto in noi indietreggia, sorge una calma, e il nuovo, che nessuno conosce, vi sta nel mezzo e tace.
Io credo che quasi tutte le nostre tristezze, siano momenti di tensione, che noi risentiamo come paralisi, perché non udiamo più vivere i nostri sentimenti sorpresi. Perché noi siamo soli con la cosa straniera che è entrata in noi, perché noi siamo in un trapasso dove non possiamo fermarci. Perciò anche passa la tristezza: ma il nuovo in noi, il sopravvenuto, è entrato nel nostro cuore, è penetrato nella sua camera più interna. È già nel sangue. […]
E però è tanto importante essere soli e attenti quando si è tristi: perché il momento vuoto in apparenza e fisso, in cui il futuro entra in noi, è tanto più vicino alla vita, di quell’altro sonoro e casuale istante in cui esso, come dal di fuori, ci accade.[…]
“lettere a un giovane poeta” -Rilke-
Ciao Quoyle,
Karol
E’ difficile commentare le tue parole, questa volta, senza diventare banali o superficiali, appunto. Sono sensazioni che conosco e riconosco. Accade. Passa. Tutto il resto sarebbe vuoto.
ci sono passata e ci sto passando proprio ora di nuovo.
_medo pode matar o teu coração_
l’importante è sapere che queste cose si superano e domani le potrai vedere dall’alto.
La gioia è una tristezza superata.
‘E allora lei caro signor Kappus, non si deve spaventare se davanti a lei sorge una tristezza, grande quanto non ne ha mai vedute prima; (…)Perchè vuole escludere dalla sua vita una qualche irrequietezza, una qualche pena, una malinconia, se ignora cosa tali stati stiano operando in lei? (…)
Se qualcosa nei suoi stati d’animo le appare malato, rifletta che la malattia è il mezzo con cui un organismo caccia l’intruso: dunque bisogna solo aiutarlo ad essere malato, a vivere tutta la malattia e a farla erompere, poichè questo è il suo progresso’
(..sul sentiero tracciato da Karol)
la lava, Q…
Un abbraccio…
Phil…
@freesia, le macerie limitano eccome, certamente portano ad altre scelte, non mi rassegno a vedere le macerie come fatto non modificabile, da accettare. Soffro molto nel constatare come i fantasmi altrui mi abbiano devastato e modificato il modo di vedere e vivere le cose, non lo sopporto eppure non riesco a modificare, la lucidita’ nel vedere questa cosa mi fa impazzire.
Un bacio a te augurandoti di trovare una vera serenita’.
@hayal problema di dizionario, inutili per me non sono i giorni, ma non sopporto questo spreco di energie, questo girare a vuoto, so che e’ un momento di ‘catarsi’ indispensabile, per ricominciare di nuovo, ricominciare di nuovo, ma quei syntax error nel cervello in continuazione, mentre parli , mentre suoni, mentre lavori, mi affaticano e mi intristicono e non ho davvero molta voglia di sognare.
@karol, grazie e’ bello questo passo che hai riportato, lo trovo profondamente vero, e tanti sono gli spunti che ci sono nascosti. Hai colto in pieno il mio errore, portare le mie tristezze tra la gente per soverchiarle con il rumore, diventano maligne, profonde subdole, e’ questo l’errore che pago. Il senso di sofferenza per la vita non vissuta, di cui si puo’ morire. Il mio non udire piu’ sentimenti sorpresi. SI hai colto perfettamente il senso di quello che scrivevo. Grazie
@albamarina lo so, e sono certo che siano sensazioni con le differenze date dal modo di vivere le cose comuni a moltissime persone. Accade e passa non mi bastano pero’, non piu’, saro’ utopico, ma vorrei capire almeno perche’ accade e questa volta un po di comprensione del perche’ la posseggo.
@charliebrown idem come dicevo ad alba, non mi basta sapere che si superano e passano, voglio capire perche’ arrivano e come passano. La gioia non e’ tristezza superata, la gioia arriva inaspettata, trovo mia quella poesia che aveva postato Noce della Dickinson
In molti e inspiegabili luoghi
Noi proviamo una Gioia -
Inspiegabile, pure, ma sincera come la Natura
O la Deità –
Arriva, senza sorprendere
Si dissolve – allo stesso modo -
Ma lascia una sontuosa Indigenza -
Senza Nome –
Profanarla con una ricerca – non possiamo
Non ha casa essa -
Né noi che, una volta ghermita -
Da allora vaghiamo
@grace anche questo e’ vero, sono certo che sia una forma di malattia che deve fare il suo corso, bisogna appunto effettuare una diagnosi giusta capire di cosa si tratta, per curarla.
la lava..
Essere incapaci di mettere in discussione tutto..sì Quoyle, purtroppo è questo.
E’ questo.
Darsi tutte le possibilità è una resa di libertà .
Un bacio grande.
poi passa…
chissà perché ultimamente dove mi giro trovo riferimenti alle stelle
scusa, ero io sloggata
l’agense
@upi non era esattamente quello che volevo dire, il punto e’ il rumore… un bacio
@agense, non mi soddisfa sapere che passa, voglio sapere perche’ ritorna…
torna perchè possiamo avere modo ogni volta di renderci conto che nulla è finito. c’è sempre un ciclo, e, come dicevo, sai riconoscere la serenità solo perchè assaggi anche la tristezza. torna perchè a volte siamo noi a darle spazio a questa tristezza. ne sentiamo un bisogno inconscio.
il fatto che tu sia lucido di fronte alle macerie è già un buon passo e il modificare è certo che verrà . forse lentamente ma verrà . ogni volta che questi momenti tornano danno modo di capire – forse- dove vogliamo andare.
io ancora non lo so cosa devo modificare, tanto quanto te, ma è la fiducia che non deve mancare…
Bacio
“…vorrei chiudermi in casa per un anno, staccare tutti i collegamenti con il mondo, uscire dopo questo periodo e trovare che il mondo e’ cambiato (io sono cambiato)…”
…e va bene, mettiamo di riuscirci, e dopo il lungo esilio nel quale sei arrivato a capire tante cose e sei riuscito a vederci molto più chiaro, e sei cambiato, finalmente, e sei pronto ad affrontare le cose, allora ti affacci e vedi che il mondo non è cambiato per nulla, non solo, ma fuori c’è una specie di deserto, tutti sono spariti compreso quelli che ti eri illuso ci fossero ancora, sono spariti e non si sono nemmeno accorti che non c’eri e non hanno sentito neppure la tua mancanza.
(non sono la persona più adatta al conforto, sto attraversando un brutto momento)
freesaia non sono d’accordo la felicita’ non e’ figlia della tristezza non scaturisce necessariamente da questa, la gioia arriva a prescindere dal fatto che ci fosse tristezza. La ricerca della gioia e’ il danno, cercare senza saper avere la pazienza di aspettare.
@gipsy, non era quello il punto, non mi aspetterei nulla se sparissi, le persone giustamente spesso non aspettano (anche se alcune sanno farlo), era un discorso puramente metaforico, la chiusura di se stessi nei momenti di difficolta’ e’ una tentazione per me irresistibile, so che non e’ soluzione ma anzi causa di ulteriori fraintendimenti, e causa di ulteriori dolori, forse in un impeto masochistico lo faccio comunque.
Poni domande a cui è difficile dare risposta. Non so realmente cosa commentare a quanto hai scritto, perchè in parte condivido dubbi e condizioni
Ultimamente non sto cercando di fissare una meta alla mia rotta, navigo a vista e isso a bordo quello che raccolgo per la strada.
E mi colgo a chiedermi se questo è l’atteggiamento giusto di fronte al disincanto della vita. Sarà istinto di sopravvivenza o disperazione.
Provo a vivere molto faticosamente in un mondo che non mi appartiene e non mi somiglia.
Aldebaran so che abbiamo in parte stessi dubbi, e per quel che mi riguarda quel senso di estraneita’ a questo mondo si esaspera ogni giorno di piu’.
Phil ti avevo persa in mezzo ai commenti spero tu stia bene un abbraccio
..io tutto questo lo chiamo panico organismico.. il collasso di una stella.. la disgregazione che porta con sè una chiusura.. il desiderio di stare in sè perchè nn si regge più tutto il resto e ci si regge a stento..
Avrei voluto trasmettere in questo post un messaggio più positivo ma nn ci riesco, tanta è l’assonanza emotiva che da sempre ci contraddistingue..
Tuttavia la banale speranza nn mi abbandona mai.. ed è quella che mi da la forza di nn accontentarmi mai..Sarà giusto?..nn lo so..
.. ti auguro solo bene.. tanto bene..
smile..bella questa musica che suoni..alcune note dell’inizio mi hanno ricordatato stranamente una canzone di Fossati …”Ah che sarà che sarà …e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza quel che non ha ragione ne mai ce l’avrÃ
quel che non ha rimedio ne mai ce l’avrà quel che non ha misura……” ridi e sorridi, inutile arrotolarsi nei pensieri, la vita è bella, siamo qui per viverla al meglio delle nostre possibilità , magari lasciando andare le cose brutte e immergendoti nelle cose che ci piacciono. e tu sai riconoscere le cose belle. il resto verrà da sè. Ciao