Cambiamenti
quoyle Febbraio 17th, 2006
C’era la fila quella sera del 2 Novembre 1969 al Ronnie Scott’s, c’era anche la BBC, c’era il Miles Davis Quintet. Miles pensava, pensava a come avrebbe diretto quella serata, il suo pensiero era velocissimo, eppure aveva forse finalmente trovato la combinazione di musicisti che fornisse il suono giusto, quel suono che cercava da tanto tempo. C’era Chick Corea quella sera, suonava il Fender , Miles lo aveva convinto a provare quel nuovo suono, voleva qualcosa di morbido su cui appoggiare il suono della sua tromba ed il Fender con i suoi accordi lunghi era quello che ci voleva, ne aveva dovuta fare di fatica per convincere Chick, ma adesso i risultati si vedevano.
A Miles piaceva suonare in Europa: "gli europei si che sanno come si tratta un re, fanno la fila per ascoltarti, non sono razzisti li in europa…" e Miles pensava alla sua musica, pensava a Wayne che ormai voleva lasciare il gruppo, lo avrebbe fatto alla fine dell’autunno, ma e’ il destino dei grandi, andare per la propria strada, Miles lo sapeva bene, mai avrebbe potuto trattenerlo a suonare, cazzo tanta fatica per averlo nel suo gruppo, la sua creativita’ e proprio adesso.., e c’era Jack alla batteria, tranquillo forse stanco per il lungo tour in europa Milano, Roma, Vienna ed anche lui iniziava a pensare di lasciare il gruppo per suonare con quel pianista che a Miles piaceva tanto, Keith si… Keith, nessuno sapeva suonare il piano come Keith, Miles lo sapeva, Chick Corea non poteva suonare come Herbie Hancock, Herbie non poteva suonare come Chick, nessuno poteva suonare come faceva Keith.
"One, Two, Three, Four" Miles stacca il tempo di Bitches Brew
C’era il silenzio quella sera al Ronnie Scott, la musica era diversa, i critici…… si loro i critici, quelli non amano mai il cambiamento, li costringe a capire cosa stai facendo, vogliono incasellare tutto. Miles lo sapeva, non lo capivano e la cosa non lo preoccupava.
E Miles ascoltava, dirigeva, dava segnali, lasciava crescere la creativita’ dei suoi musicisti quella sera al Ronnie Scott’s, anzi la incanalava dove sapeva fosse utile che andasse, adesso Chick….. vai , bastava una nota per lanciare o fermare un solo, Miles ascoltava, si lasciava prendere dalla musica, cazzo come avrebbe voluto che tutte le serate precedenti di questo gruppo fossero state registrate, ma quei fottuti alla Columbia, non capivano, per fortuna Chick aveva registrato qualcuna delle loro performance con un attrezzo infernale e stasera c’era la BBC, Miles era felice sembrava una jam session bop come ai bei tempi al Minton’s, era un bel gruppo questo Miles lo sapeva e sapeva anche che stava per finire, quell’esperienza era al termine. Frammenti del passato, quante volte Miles aveva suonato I fall in Love too easily ed anche quella sera e durante tutte le date della tournee aveva voluto suonarla, ricordava nel 67 a Parigi, con il suo quintetto super, anche in quel caso il 1967 era stato il punto piu’ alto ed inevitabilmente la fine. Era questa la sua forza ed anche questo Miles lo sapeva, lasciare che la musica andasse dove chiedeva, lui cambiava, i musicisti cambiavano, e la musica ricominciava, si rigenerava. C’era il Miles Davis Quintet quella sera al Ronnie Scott’s.
2 Novembre 1969 Ronnie’s Scott Londra:
Miles Davis (tpt); Wayne Shorter (ss, ts); Chick Corea (el-p); Dave Holland (b, el-b); Jack DeJohnette (d) BBC Radio Broadcast
| Bitches Brew (M. Davis) (incomplete) | |
| It’s About That Time (M. Davis) | |
| No Blues (M. Davis) | |
| This (C. Corea) | |
| I Fall in Love Too Easily (S. Cahn-J. Styne) | |
| Sanctuary (W. Shorter-M. Davis) | |
| The Theme (M. Davis) |
1969 Tournee Europe Miles Davis
26 Ottobre: Teatro Lirico, Milan (due concerti);
27 Ottobre: Teatro Sistina, Rome;
31Ottobre: Stadthalle, Vienna;
1 Novembre: Hammersmith Odeon, London (due concerti);
2 Novembre: Ronnie Scott’s Club, London;
3 Novembre: Salle Pleyel, Paris (due concerti);
4 Novembre: Tivoli Konsertsal, Copenhagen;
5 Novembre: Folkets Hus, Stockholm (due concerti);
7 Novembre: Philharmonie, Berlin;
9 Novembre: De Doelen, Rotterdam.
(On Air i fall in love too easily Miles Davis 2 Novembre 1969 Ronnie Scott’s TV Broadcast and i fall in love too easily Miles Davis 6 Novembre 1867 Salle Pleyel Paris Radio Broadcast)
Un anno fa : Fred Hersch Treviso 16 Febbraio 2005 (Endless Stars)- sogni , racconti , citazioni , tromba , storia jazz



c’era Miles quella sera e io non ero nemmeno nato… ah se avessi una macchina del tempo quanti bei viaggi potrei fare … magari vedere come miles convinse keith a suonare con lui abbracciando sonorità elettriche. “Ma per suonare con un re si fa questo e altro” avrà pensato keith. Vero?
…pensavo al canto del cigno, a quelle straordinarie alchimie che il paradosso rende possibili (spesso…)
quando qualcosa sta per finire…
H.
Oh Quoyle,
hai presente il cd “relaxin’ with the miles Davis quintet”…bè prendi il pezzo You’re my everything, quando Red Garland incomincia un’intro e Miles fischia dicendo che deve cambiarne un’altro. E quindi Garland parte con quell’introduction famosissima e intensa in Bb maj.
Incredibile Miles , aveva proprio le idee chiare!!!
Karol
Un bacio.
Solo un bacio.
Per tutto quello che sai.
Per tutto quello che sei.
Per tutto quello che dai.
impressionante questo pezzo. brivido continuo.
thanx
Ciao Quoyle, quello che hai scritto mi ha fatto rivivire la storia del jazz, i piu alti momenti del jazz, quelli che unici che fanno venire i brividi perche sai che sono cosi belli e che finiranno presto come sapeva Miles, però sai anche che ti rimarrano sempre nel cuore e nella mente, come tutte le cose che amiamo.
Un bacetto. Grazie delle emozioni che mi regali.
quanta differenza fa mettersi nella musica, rischiare di esserci davvero o meno, quanta differenza fa… qui di jazz, nemmeno l’ombra…
@ruckert keith mi sa che aveva pensato di fregare Jack al re
@hobbs piu’ che canto del cigno, e’ una rigenerazione artistica, saper lasciare al massimo non autoreferenziarsi, non abituarsi a se stessi e mettersi in gioco.
@karol si ho presente quel disco, miles aveva decisamente le idee chiare, sapeva indirizzare i musicisti dove voleva a volte anche senza molto tatto:-)
@miele, grazie lo prendo tutto per quello che sai.
@one si nelle due versioni cosi diverse brividi comunque. Felice ti sia piaciuto Miles amava molto questo brano lo ha suonato dal vivo ininterrottamente dal 1963 al 1972, ogni volta emozioni diverse
@rabab, grazie a te, non sono io a regalarle le emozioni ma Miles, e la musica. un bacio
@noce non devi essere cosi severa con te stessa, non e’ facile mettersi completamente nella musica, bisogna essere solidi, altrimenti la musica ed il confronto con se stessi possono schiantarci. Miles era un grande, non ho remore a dire il piu’ grande, un grande leader, un grande filosofo della musica nel termine meno teorico possibile. Serve tempo nocellina datti tempo, e poi inizia a cercare qualcuno con cui suonare, si cresce insieme, si cresce confrontandosi con altri musicisti, si cresce ed a volte ci si schianta come nella vita.
Un abbraccio
Q
problemi di connessione, stasera sento solo qualche squillo di tromba..una nota di piano…sembra hip-hop
eppure emoziona
Sempre interessanti questi “dietro le quinte”, un saluto
Pioveva fuori del club,una pioggia tiepida e gentile che non dava fastidio a nessuno.Odore di ristoranti nei vicoli acciottolati,rumore di piatti e coltelli,bicchieri e tazze.Tappeti di neon rosso erano stesi sulla Rue Saint-Benoit per dare il benvenuto a chiunque vi fosse entrato.Il traffico scorreva pigro,c’erano taxi per tutti.Due studenti passarono ridendo,mano nella mano. Lei spingeva una pesante bicicletta nera,con una pila di libri nel cestino;lui portava sotto il braccio una sottile borsa di dischi.Fermandosi sul marciapiede,udirono le note di un pianoforte jazz provenienti dal Saint-Germain.Lui si voltò verso di lei e rise:
- Pourquoi tu ris?
- Aucune raison.
- Aucune raison?
- Oui
- T’es fou.
- Je suis fou?
- Oui
- Bon,alors j’aime bien etre fou- disse baciandola e sorridendo di nuovo,perché tutta la fortuna del mondo era con loro.Ci aveva pensato proprio un attimo prima :la felicità di Parigi ,l’amore di una bella ragazza,che cosa voleva di più?Solo un pò di jazz avrebbe potuto rendere la scena ancora più assurdamente perfetta.Ed ecco:un assolo di piano che sta per finire,gli applausi che scrosciano tutt’intorno come pioggia.
E’ la mia prima visita ed è stata molto piacevole, ho riassaporato le atmosfere di un bel libro di Geoff Dyer, che credo sia diventato un classico: “Natura morta con custodia di sax”. Lo consiglio a tutti.
ma quanto mi piace miles, ma quanto mi piace questo blog… e quanto mi piace aprirlo e sentire subito la musica, con la certezza che è esattamente quella che sceglierei io… tra te e luca ho trovato la colonna sonora delle mie giornate.
grazie
cocc
Mi hanno regalato Bitches Brew, ma lo trovo un po’ troppo difficile. Troppo sperimentale.
@ALdebaran ogni tanto aruba fa un po icapricci adesso dovrebbe essere a posto
@marianna, piu’ che dietro le quinte sono sogni, visioni di questi backstage che saranno stati interessantissimi, cosa avrei dato per esserci
@anonimo conosco la sensazione, perfezione, equilibrio ed armonia.
@androyde molto belle le tue registrazioni, mi sono piaciute molto, grazie per la visita a presto.
@cocciolina
grazie
@gipsy, e’ una rottura completa quel disco, miles ha cambiato la musica con quel disco, e’ bello vedere il percorso che ha portato a quello ed il superamento. La biografia di Miles, da cui alcune citazioni di questo racconto sono tratte racconta in modo esemplare questa transizione.
Un saluto
quoyle, glielo dici tu a ruckert che non serve una macchina del tempo, alle volte basta chiudere gli occhi e…
Si alba basta chiudere gli occhi, accendere lo stereo a volte e si viaggia nel tempo e nello spazio
non ce ne è bisogno, viaggio spessissimo nel tempo