Il prisma

Comunemente abbiamo a che fare con luce non colorata, bianca. Un prisma separa, la luce bianca e vedere le componenti di cui e’ composta. La luce bianca entra nel prisma e si separa nelle sue componenti per far vedere lo spettro che la compone.
Le componenti della musica, la musica esiste, il musicista e’ il prisma e quello che si ascolta e’ lo spettro udibile che ha attraversato quel prisma, molto altro c’e’ al di la che non possiamo ascoltare o immaginare, solo il prisma sa da cosa e’ stato attraversato. Sarebbe bello fosse possibile far ascoltare con le proprie orecchie, la musica che esiste, ed attraversa nella sua totalita’ il prisma. Dipende in parte dal prisma quello che esce fuori, da come si lascia attraversare, quello che gli altri riescono a vedere.
Poi ci sono le sensibilita’ personali, ognuno vede quello che sa vedere, da una rifrazione, ognuno ascolta quello che in quel momento riesce ad ascoltare, questo non diminuisce il valore del prisma che si sa far attraversare. Il valore sta nella purezza dei componenti il prisma. La semplicita’ e la complicita’ tra i musicisti sono garanzie di alcune purezze, la tecnica garantisce le altre, ci saranno sempre delle imperfezioni, la grandezza del musicista sta nel limietare le interferenze nel passaggio, limitando le imperfezioni.
E’ una sensazione piacevole quella di essere attraversati dalla musica in quanto tale, anche quando ci si accorge delle imperfezioni che si introducono, anche quando e’ frustrante sapere di aver ascoltato qualcosa e non essere riusciti a tradurla e lasciarla vivere di vita propria, limitati dalle interferenze. Con Carlotta, dalla prima volta che ci siamo conosciuti decidemmo che il primo brano che avremmo suonato insieme sarebbe stato I fall in love too easily, e cosi’ e’ stato circa un anno fa, poi tutte le volte che abbiamo suonato insieme, quel brano insieme a calling you e’ stato sempre presente, un legame al nostro passato, un legame ad un bel rapporto di amicizia e complicita’ musicale. E’ passato un anno, di cose ne sono successe nelle rispettive vite parecchie, abbiamo rallentato negli ultimi tempi la nostra attivita’ musicale insieme, e stasera abbiamo ripreso le prove, e’ stato naturale ritrovarsi con i fall in love too easily, lei raffreddata, io stanco, e decido di registrare comunque, e di abbassare le luci e suonare solo per il gusto di farlo, per sentirsi, con il piacere di accompagnare e dare il giusto sostegno alla sua voce. E chiudere gli occhi e lasciare che la musica passi attraverso il prisma il piu’ pura possibile, lasciando da parte le interferenze. E’ suonare in questo modo, con complicita’ che mi regala tranquillita’, suonare per comunicare, per raccontare, per cercare di lasciare passare, la musice e le proprie emozioni che derivano da questo passaggio.
I fall in love too easily (Styne/cahn)
I fall in love too easily
I fall in love too fast
I fall in love too terribly hard
For love to ever lastMy heart should be well-schooled
’cause I’ve been burned in the past
And still I fall in love too easily
I fall in love too fast(On Air I Fall in love too Easily Take3 8 marzo 2006 Pisa)
Un anno fa :
















…suonare per comunicare. E’ quello che penso e che sento da sempre, sei sempre una voce “di dentro” che mi piace ascoltare…
il vestito nuovo mi piace ed anche i propositi:)
@hobbs non solo per comunicare, credo veramente alcune volte che il musicista sia solo un mezzo, per portare da una parte all’altra la musica che esiste a prescindere, come se ci fosse un deposito della musica da qualche parte. Comunicare quello che si prova a lasciarsi attraversare, quello che passa dipende dalla sensibilita’ di chi si lascia attraversare.
Un saluto a presto
Q
Si, credo anche io che il ruolo del musicista sia quello del “filtro”, che a secondo la sua capacità e la sua sensibilità “illumina” in modo del tutto personale la lettura di quei segni grafici nei quali può essere contenuto tutto, o niente…
“I fall in love too easily” mi piace nella versione di Chet Baker. Ma non fa testo, a me piace quasi tutto, nella versione di Chet Baker. Sarà perchè anche lui sembrava lasciarsi attraversare dalla musica?
La versione di Chet mi piace molto, anche a me di questo brano viene in mente quella, perche’ probabilmente era molto vicina all’essenza di Chet che amava i brani d’amore. L’altra bella e’ di Shirley Horne, ma anche Jarrett ne ha fatta una bella versione (ma in questo caso non faccio testo io perche’ mi piace ogni singola nota suonata da Jarrett compresi mugolii,scricchilii del pavimento, del pianoforte:-) )
Ciao
Non so suonare, ma ho sempre avuto la sensazione che un vero musicista parli (a se stesso, agli altri, a volte perfino a me, solo a me) ed io sento spesso il bisogno di ascoltarli.
@hayal certo che un musicista parla, cerca di comunicare appunto quelle emozioni che scaturiscono dal passaggio della musica, di quel flusso, e parla a se stesso, agli altri ad un singolo spettatore e’ vero ed ha bisogno che ci sia qualcuno ad ascoltare, puo’ essere anche il musicista stesso, ma e’ come se si verificasse uno sdoppiamoento nel momento in cui si ascolta se stessi, nel momento del passaggio del flusso musicale
Q
un altro blog con la radio…che bello!!
Pensavo di essere l’unica a tollerare i mugolii e scricchiolii vari di Jarrett; se per caso riuscissero ad eliminarli mi mancherebbero, un po’ come se perdessi qualche nota.
Oggi mi hai insegnato a vedere ciò che faccio da un nuovo punto di vista. Quando stasera mi metterò allo strumento penserò, prima di iniziare a suonare, di essere un filtro di armonie celesti.
Androyde
@paintme, grazie, benvenuta da queste parti
@cronomoto, credo davvero che i mugugni, gli scricchiolii facciano parte integrante della musica di Jarrett, non saprei ascoltare un disco di Jarrett senza quelli, sono espressione dell’empatia totale di anima e corpo nella musica, non di megalomania come qualcuno afferma. Ciao Q
@Androyde, mi sembra tu lo sappia gia’ fare mi piace molto quello che suoni, sei pulito cristallino, semplice, il tema di Stella By Starlight e’ proprio bello. CIao
Q
Caspita Quoyle, proprio oggi lo suonavo. Amo tantissimo questo pezzo, poi quando lo canta Chet..con quella voce che ti accarezza come un velluto…
complimenti a te e a Carlotta che ha una bellissima voce.
ciao
@karol, beh effettivamente quando la canta chet
@rabab, grazie di cuore, un bacio
Q
E chiudere gli occhi e lasciare che la musica passi attraverso il prisma il piu’ pura possibile, lasciando da parte le interferenze
questa frase dice tutto, non sai come ti capisco
grande post
buona domenica
L.
Veramente suggestiva questa visione..
Un prisma, la luce bianca.. poi il suo spettro..
Sempre bello leggerti..