Silenzi

marzo 13, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Vocal

Come potrebbero due esseri capirsi senza quella speciale comunicazione di silenzi?
(Gibran from Lettera a Mary Haskell New York, 19 dicembre 1913)

Lettera Ritrovata da Noce ascoltando il mare di Savina Yannatou

Testo Wide Open Sea… Ritrovato veramente da Noce

O wide-open sea,
I love you because you are so much like me.
O deep sea,
Not for a moment do you calm down.
It’s as if for a heart
You have my own poor little heart.

Wild dreams,
Riding the waves,
Penetrate the heart
And awaken our youth;
Wild dreams,
And desires flutter lik

I’ve a thorn in the flesh
That gnaws me sweetly.
I’ve a thorn in the flesh
That I must reveal to you,
O sea, my sister,
So beloved.

O waves-birds,
On your distant travels
Take my secret sorrow with you,
And from those faraway places
Bring me joy.

http://www.hadjidakis.gr/english/homeweb.htm Testo in Greco

(ON Air Wide Open Sea Savina Yannatou sings Manos Hadjidakis)

Un anno fa :

Commenti

23 Responses to “Silenzi”
  1. charm scrive:

    un po’ come i silenzi, le pause nella musica?

  2. cronomoto scrive:

    Ho fatto lo stesso pensiero di charm. Le giuste pause non studiate in modo meccanico, ma che nascono naturalmente sincroniche. Ben diverse da quei silenzi forzati o dal troppo parlare carichi di fuorvianti interferenze e incomprensioni.

    L.

  3. quoyle scrive:

    @charm, cronomoto

    Il vuoto, il silenzio, quante volte ci dimentichiamo dei vuoti, delle pause, di sostare, di svuotare. Nella frenesia di tutti i giorni, impegnati a non fare e comprimere la parte spirituale di noi stessi, ci dimentichiamo del silenzio. Credo che la forma di comunicazione piu’ alta tra due esseri umani sia la capacita’ di sostenere e comprendere il silenzio altrui, parlo di un silenzio fatto di complicita’, di pace, di comprensione, un silenzio pieno di significati e capace di vibrare e trasmettere le frequenze che mettono in vibrazione le anime.

    Ho capito da poco il potere del silenzio, in tutte le forme di comunicazione, odio quando ascolto un musicista che non comprende il potere e la suggestione del silenzio, tutte le note piu’ belle vengono dopo un uso adeguato di sospensioni e silenzi, senza le pause il materiale sonoro non puo’ rigenerarsi, senza le pause qualsiasi idea perde di significato. E so che per quel che mi riguarda posso svuotare ancora di piu’, usare le parole con parsimonia, non autocompiacermi del suono delle parole, e del suono delle note.

    La musica e’ un altro tipo di linguaggio e quindi anche in questo caso pause e silenzi ne sono parte integrante e fondamentale.

    Q

  4. utente anonimo scrive:

    Parli pero’ di un silenzio il cui significato e’ leggero, sorridente (silenzio fatto di complcita’). Spesso pero’ i silenzi tra due persone pesano comne piombo. Sono le cose non dette perche’ dirle fa male. Allora il silenzio non e’ linguaggio al di sopra della parola, ma e’ assenza di comunicazione. Credo che nella musica sia la stessa cosa, il silenzio suggerisce e prosegue un momento di comunicazione, ma se e’ un vuoto da riempire puo’ risultare stridente. Credo, ma non so.

    charm

  5. quoyle scrive:

    Certo non parlo del silenzio patologico o che nasconde l’incomprensione. Parlo e la musica e noce l’ha interpretato come meglio non avrei saputo fare, del silenzio del desiderio, del silenzio che e’ naturale, che racchiude un mondo molto piu’ profondo delle parole. Stessa cosa nella musica, il silenzio della tranquillita’, sei sereno, ti fidi di te stesso e dei musicisti che sono con te ed allora ti fermi ascolti quello che c’e’ nell’aria galleggi, sospendi lievemente, e poi riprendi, in quei secondi di silenzio, riempiti dalla complicita’ tra musicisti, si e’ in un altra dimensione. Tra due amanti, i momenti di condivisione del silenzio sono il punto piu’ alto, il desiderio che e’ racchiuso in alcuni silenzi, la comprensione, la tenerezza, la dolcezza. E l’immagine, veleggiare in una giornata di sole, con una luce particolare, il rumore della risacca del mare, una spiaggia deserta in Aprile lo scorso anno, la musica di Savine, Wide Open Sea che gia’ si riempie di silenzio, il Wide, ampio sterminato silenzio, le parole di Gibran, donano uno stato di serenita’, di dolcezza, di calma che e’ simile a quello dei silenzi belli.

    Q

  6. utente anonimo scrive:

    mi serve una camomilla già a mezzogiorno… andiamo bene…

    (sono sloggataaaaa)

    ;)

  7. utente anonimo scrive:

    uff c’e’ qualcuno?

  8. quoyle scrive:

    Si avanti chi e’?

    Q

  9. Karolbach scrive:

    mah…potrebbero capirsi…a patto che abbiano la stessa sensibilità.

    Altrimenti parlerebbero due lingue diverse come due silenzi diversi.

  10. quoyle scrive:

    Uhm Karol terribilmente concreta eh, con la paura del silenzio vedo :-)

    Certo che se si capiscono ANCHE nel silenzio non SOLO nel silenzio e’ una bella sensazione. Si parla di complicita’, di affinita’, due anime affini, in qualsiasi tipo di rapporto, amicizia, amore, lavoro si capiscono anche nel silenzio.

    Ciao :-)

    Q

  11. quoyle scrive:

    Poi Gibran dice senza, non esclusivamente nel silenzio, credo voglia dire che per capirsi a fondo, serve anche condividere i momenti di silenzio, ascoltando quello che le parole a volte non sanno e non devono dire. E la musica dovrebbe ricordarmi questa cosa, almeno la mia piu’ grande conquista di musicista e’ stata saper dosare le note, pensare semplice e realizzare semplice, saper portare il silenzio al ruolo di nota, al ruolo di concetto, sospendere per dare valore a quello che e’ venuto prima e quello che e’ venuto dopo.

    Ciao di nuovo:-)

  12. biancac scrive:

    bello il tuo blog… e grazie per la musica che mi sono ascoltata…

  13. Karolbach scrive:

    l’unico essere con cui mi capivo nel silenzio era il mio gatto :D

    Un bacio Quò,

    Karol

  14. quoyle scrive:

    Karol mi dispiace, credo che quando troverai qualcuno con cui ti capirai anche nel silenzio, ti accorgerai della bellezza della cosa, tante cose si possono leggere prima che vengano dette, basta saper ascoltare e tu che suoni dovresti averla gia’ dentro di te questa cosa.

    Ciao

    Q

    @biancac, felice di averti regalato un po di musica. Benvenuta

    Q

  15. ruckert scrive:

    in un altro forum leggevo di kancheli e ripensavo al silenzio come controcanto necessario alla musica

    In fondo lo stesso è con le parole fra le persone, ci sono silenzi che parlano.

    Ciao

  16. Karolbach scrive:

    penso sia difficilissimo trovare una persona con una simile se non stessa sensibilità. E ci si illude anche che l’altro capisca il nostro stesso silenzio . è una nostra creazione. Come i poeti creano un mondo così noi siamo liberissimi di poetare e sognare. E ci commuoviamo e ci piace perchè nella realtà non è così.

    La musica e i suoi silenzi sono un’altra cosa e non c’entra assolutamente niente con i rapporti umani.

    Questo è solo il mio spassionatissimo parere e non credo che mai nessuno possa farmelo cambiare nè ho intenzione di fare lo stesso con gli altri.

    Karol

  17. quoyle scrive:

    NOn sono d’accordo :-) e naturalmente e’ un mio parere, ma ho provato che alcuni silenzi parlano e non e’ illusione, o una nostra proiezione, e neanche questione di sensibilita’ sovrapponibile, semplicemente di desiderio autentico di avvicinarsi all’altro e viceversa, e non solo in rapporti sentimentali, in amicizia mi capita spesso di riuscire con uno sguardo, un silenzio a capire, la complicita’ tra due esseri umani e’ qualcosa che grazie al cielo va al di la delle parole e’ come per lo spettro luminoso, le parole sono quello che si vede, i silenzi sono l’oltre.

    Poi non era mia intenzione farti cambiare idea, cercavo di spiegarti il mio punto di vista, ad ognuno i suoi silenzi e le sue modalita’ di comunicazione

    Ciao

    Q

  18. quoyle scrive:

    @ruckert perfettamente allineato con te ed aggiungerei ci sono silenzi densi di significato, che racchiudono tutto un mondo interiore inesprimibile solo con le parole. Quanto sono sopravvalutate e quindi sottovalutate le parole spesso, mi trovo spesso davanti alla ‘violenza’ delle parole usate con leggerezza, con superficialita’, parole che si vogliono riempire di bellezza, che nascondono spesso solo dell’altro che di bello ha poco. Altre volte invece in casi rari e magici, i silenzi assumono la dimensione della pace, della complicita’ della comprensione, il contatto tra due esseri umani e’ cosi’ profondo e legato a tutto il non verbale che le parole diventano superflue.

    Un saluto

    Q

  19. Alderaban scrive:

    Mi ripeto, e la penso come Karol..

    se si ha la stessa sensibilità, se si vibra allo stesso modo..i silenzi sanno parlare.

  20. quoyle scrive:

    Sono colpito da cosa abbia scatenato una ‘innocua’ affermazione sul silenzio. Perche’ io avevo dato per scontato che la frase di Gibran, la musica e la foto indicassero proprio una situazione di sintonia. E’ naturale che per apprezzare il silenzio bisogna essere in sintonia, non si parlava di silenzi di cose non dette, di rancori, di incomprensioni.

    E sono colpito da quanta paura leggo nel silenzio, da quanto il rumore che abbiamo intorno ci porti lontano dall’essenza delle cose, non siamo piu’ abituati ad ascoltare, non dico gli altri ma neanche noi stessi. Alcuni momenti magici, di condivisione intima, profonda, nel silenzio acquistano un potere di unione. Accarezzarsi nel silenzio, o semplicemente percepire la presenza di un’altra persona (oh ripeto con cui sei in sintonia almeno in quel momento) e’ un esperienza mistica, la parola e’ uno dei tanti mezzi che abbiamo per comunicare ed anche uno dei meno perfetti, abbiamo dimenticato un altro linguaggio che il nostro cervello spesso interpreta inconsapevolmente, il linguaggio degli odori, dei sapori, degli sguardi, dei gesti, un gesto o uno sguardo possono tradire le parole piu’ belle, ed analogamente un gesto o uno sguardo possono significare molto piu’ di alcune parole altisonanti.

    Q

  21. nocedifool scrive:

    i silenzi assumono la dimensione della pace, della complicità, della comprensione…

    piccolo quoyle, sai che la sento come te. il problema è che se prima non si abita il proprio silenzio e la propria sensibilità, forse poi non si può essere capaci di vivere quello condiviso.

    e adesso me ne torno in coperta ;)

  22. farolit scrive:

    me lo ero dimenticato quanto era bello qui… Come avevo fatto? Non so…

    E ora? ora non mi stacco… sento il silenzio, la sua onda e la sua culla… e non mi stacco…

    :-)

  23. quoyle scrive:

    @noce, si lo so che la pensiamo in modo simile, hai perfettamente ragione, spesso bisogna imparare ad ascoltare il proprio silenzio prima di poter condividere con qualcun’altro.

    Baci

    @farolit, sempre un piacere vederti da queste parti, ciao :-)

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