Close your eyes (Oblivion)
marzo 31, 2006 by quoyle
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Ci sono serate, in cui succede qualcosa di magico, e si sente da prima, oggi mi sentivo bene, avevo una voglia grande di suonare di chiudere gli occhi e lasciare andare via tutto. Il concerto di stasera per certi versi almeno nella parte centrale in duo con l’armonica a bocca mi ha consentito di farlo. Che brano facciamo, dai facciamo Oblivion, io lo amo questo brano, malinconia dolcezza, sensualita’, sono tutte cose che ho dentro lo sento cosi’ mio questo brano, posso giocarci senza paura.
E senza aver mai provato, si abbassano le luci, chiudo gli occhi vedo attraverso le palpebre chiuse un fascio di luce rossa sull’armonicista e verde/azzurra su di me, inizio piano lascio che la musica esca venga e ci conduca, la seguo docilmente, occhi chiusi piegato sul pianoforte, ascolto le note dell’armonica e cerco di regalare a quel suono tutto quello che riesco, lo accompagno dolcemente, aggressivamente, immagino il mare, il ricordo, la nostalgia, mi perdo, ci perdiamo a volte basta chiudere gli occhi per capire di saper volare. La musica scorre spontanea e profonda come quella frase di Moon and sand che inspiegabilmente si e’ presentata nella mia introduzione Deep is the midnight sea , la mia adorata notte si ripresenta sempre. e ringrazio quel pianoforte, docile, mansueto che si e’ lasciato avvicinare entrando subito in sintonia con me, l’ho accarezzato alla fine perche’ e’ anche merito suo se sono riuscito a chiudere gli occhi.

(il piano Yamaha di stasera)
Vieni a me e curati dentro
deposita la polvere nera
palpito inquieto di inquieto calore,
e dove sei anima sconfitta
musica amata che piu’ non esistiCampi,luci,ondate di vento
le lunghe erbe all’alba scomposte,
e strada nera non portarmi
dove dolore vince nonostante tutto:
senti come l’aria agita lontano il mare
profondo, profondo.Fine(Andrea Gibellini da Felicita’ Improvvisa)
(On Air Oblivion registrata stasera Livorno Teatro delle Commedie 30 Marzo 2006 Quoyle Pianoforte Freddy Armonica)
Un anno fa : EveryTime we say goodbye (Cole Porter)















ero via da qualche giorno/ stop/ contento essere tornato/ stop/ commosso e soddisfatto/ stop/ orecchie ubriache/ ciao!
(ascolto ad occhi chiusi, per questo non commento…)
Hai suonato a occhi chiusi.
Bene..
…è la prima volta che ti sento suonare
…
ciao Fabio…leggerti è sempre un’emozione…si sente che la musica ti scorre dentro…
Le sensazioni che da a me sono spesso di totale abbandono…a volte l’intensità delle parole è così forte,o la melodia così “penetrante”,così accordata alle vibrazioni interiori,che mi sembra di non riuscire a contenere la pressione,il volume delle emozioni che si scontrano “dentro”…
Ho seguito una tua dritta melodica=),e ho preso in prestito in biblioteca Keith Jarret,”The Koln concert”…non riesco più a studiare=)…il primo brano mi ha letteralmente distrutta…
un forte abbraccio,rossana
Grazie.
“…mi perdo, ci perdiamo a volte basta chiudere gli occhi per capire di saper volare”
quo, queste parole e ciò che le mie orecchie sentono, questo fa volare, sì. fantastico pezzo. grazie.
@anonimo, mi ha incuriosito quella canzone che hai citato ed ho trovato il testo, molto molto bello, cmq il mio fisico non ha retto e sabato ero con la febbre a 40 ho suonato, domenica non ho retto ed ho dovuto arrendermi alla febbre.
@androyde ciao e bentornto!
@hayal
@upi, si sempre un bene suonare ad occhi chiusi
@hobbs, forse credi sia la prima volta, non e’ la prima volta infatti che metto on air una cosa suonata da me, anzi credo che negli ultimi 6 mesi le cose autoprodotte siano in netta maggioranza..
@rossana, felice che tu sia entrata in sintonia con quella meraviglia che e’ il koln concert, le sensazioni che da la musica sono incredibili se ci si lascia attraversare pienamente, e la parola distrutta che usi credo che spesso nell’ascolto della musica sia molto giusta. Ciao Q
@alba
@freesia, infatti si, credo si percepisca il fatto che non c’e’ nulla di predefinito, si va dove chiede di andare la musica. A presto