Il viaggio di nozze

aprile 27, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Racconti

 

La storia e’ semplice, ed un po surreale, in Dicembre il bassista incontro’ il suo amore che si materializzo’ in un essere gorgheggiante. Spinto da vaneggiamento amoroso, porto’ in una serata del trio il suo amore a gorgheggiare con noi.
I due si esibirono davanti ad un pubblico attento alla fragranza della patatina fritta ed al calice della birra in un rituale di corteggiamento live, la musica del pianoforte li rendeva romantici e durante i soli di pianoforte si baciavano appassionatamente nello spazio tra il pianoforte e la batteria.
Ci sono momenti duri nella vita di un pianista, avevo capito che niente poteva piu’ restituirci l’anima musicale del bassista sacrificata al rito della ruota del pavone, suggello della serata fu il tonfo del mio povero pianoforte che tento’ il suicidio uscendo dalla sua custodia.
Da quel momento, la vis musicale del trio, ne ero certo, non sarebbe piu’ stata la stessa.
Prove saltate, sms non risposti, telefonate a vuoto.
Mi resi conto della gravita’ della situazione, quando a Gennaio ci comunico’ con tono solenne

"Ragazzi cosa fate a Settembre?" (Con un sorriso a 48 denti ed una ruota di colori sgargianti che si stagliava alle sue spalle..)

Io ed il batterista ci guardavamo con aria sperduta ed incredula ed io timidamente

"Ma…. ti sposi?"

"Certo ragazzi, anzi volevo dirvi che oggi devo uscire prima per andare alla fiera del matrimonio"

La fiera del matrimonio, con gli stand per i viaggi di nozze, gli stand per i gruppi di musica da matrimonio, i mega ristoranti che presentano lo zampone della fertilita’, le lenticchie di buona fortuna ed altre amenita’.
La situazione era compromessa, ma speravamo in un recupero, magari un periodo di sbandamento dovuto ad eccessi ormonali e poi sarebbe stato lo stesso di prima, ma dovevamo vedere altre cose.
Una sera ad una delle ormai rarissime prove, il bassista era assolutamente perso nei suoi mulinelli mentali ed invece di suonare con noi si esibiva in improbabili poliritmie legate alla danza dell’accoppiamento Maori, suonava il brano precedente mentre noi eravamo gia’ passati al successivo, si esibiva in improbabili sostituzioni, in linee walking che avevano del pioneristico, alla quale cosa il batterista ritraeva timidamente la bacchetta dal piatto ed il le mani dal pianoforte.
Con fare rispettivamente paterno e fraterno, ci avvicinammo allo sconsolato uomo della ruota che ci confesso’ sconsolato di pensare solo all’armadio ed alla sistemazione del divano nel soggiorno.

Ecco eravamo arrivati alla fine, ma si sa spesso non ci si rassegna alla fine di qualcosa e si trascina la situazione fino all’ultimo respiro. Da quella serata abbiamo provato altre 2 o 3 volte con risultati deludenti, dopo di che non sono piu’ riuscito a sentirlo, le mie telefonate non arrivavano a destinazione, gli sms si perdevano nei misteri della rete, fino a sabato scorso.
Mi esibivo in una delle mie attivita’ preferite, dopo un carpiato con doppio avvitamento ero piombato sul mio divano rossorossissimo, durante il primo avvitamento avevo afferrato una copertina, con il secondo un morbido cuscino di piume, piombando gia’ pronto ranicchiato su un lato per un meraviglioso pisolino pomeridiano quando sul piu’ bello, quando la luce del reale si dissolve con la luce del sogno, uno squillo minaccioso del cellulare cancella con prepotenza le luci del sogno. Guardo il numero con dei grugniti che solo l’orso Abruzzese prossimo al letargo puo’ eguagliare e vedo il nome del pavone. Allora mi desto completamente e rispondo

Pavone (parte di prepotenza senza darmi neanche il tempo di salutare) " Sai ci ho pensato, ma in questo momento non posso garantirvi una continuita’ sai com’e, devo mettere da parte i soldi per il viaggio di nozze, magari ecco ci sentiamo per una birra, oppure non lo so se volete aspettarmi."

Quoyle (Penso di non essermi ancora completamente svegliato e sicuramente e’ un sogno, magari ho sbagliato la carpiatura ed ho sbattuto la testa sullo spigolo del divano e sono farneticazioni della mia mente malata…) : "Certo, i soldi per il viaggio di nozze"

Pavone: " Si ecco fino ad Ottobre, devo risparmiare perche’ sai dobbiamo proprio farlo eh"

Quoyle :  "Eh certo fai bene, dai allora vediamo un po come ci organizziamo"

Chiudo il telefono ed inizio a riflettere sulla strana relazione tra un martedi’ musicale e l’accumulo del capitale, cerco di ricordare se Marx abbia scritto qualcosa sulla relazione di diretta proporzionalita’ di prove serali per l’amore della musica e l’acquisizione smisurata di capitali che possano essere investiti in viaggi di nozze, non mi risulta eppure pare che sia stata provata l’evidenza sperimentale di questo fatto. Immagino un futuro prosperoso, con due bambini, una piscina, il grill dei cani che saltano festosi, ecco dove ho sempre sbagliato, suono troppo e questo non mi permette di risparmiare i soldi.
Telefono al batterista che grugnisce anche lui frasi sulla presunta incompatibilita’ costituzionale ed il conflitto di interessi tra la musica il martedi’ ed il viaggio di nozze, decidiamo di porre la questione a Ruini ed alla Cassazione, magari ponendo anche un quesito sulla fertilita’ dei bassisti e di iniziare la ricerca di un nuovo bassista per il nostro trio ormai duo.
Quoyle pazientemente scorre la sua rubrica ed inizia a telefonare in giro, chiedendo prima di tutto ai bassisti il loro stato civile, poi se sono interessati ai viaggi, poi delle loro prospettive di vita. Trova un paio di contrabbassi che presterebbo volentieri la loro zampa al trio, iniziano le audizioni da Martedi’ 9 Maggio, mi immagino come nel film "Nel bel mezzo di un gelido inverno" con provini ai limiti della realta’ e personaggi esotici che si presentano alle nostre audizioni con un certificato di matrimonio per assicurarci di aver gia’ rispettato l’obbligo di astinenza dalla musica che precede i sei mesi del matrimonio di un bassista.

(On Air VInicio Capossela Il MIO Amico Ingrato)

Duo (Interplay)

aprile 26, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Chitarra, Concerti, Pianoforte

 

Stasera a Sassuolo (Modena), inauguriamo un duo atipico almeno per me (faremo il Bis a Pistoia il 13 Maggio per strada) , pianoforte e chitarra, difficolta’ forte nel conciliare questi due strumenti, pericolo di interferenze distruttive ad ogni accordo. Abbiamo fatto una sola prova Lunedi’ fino alle 4 di mattina, cercando di uscire dagli schemi tema, solo pianoforte, solo chitarra, cercando un dialogo e qualcosa di omogeneo, qualcosa che sia autoconsistente non espressione di due entita’ distinte, ma di un solo pensiero musicale espresso in sinergia dal piano e dalla chitarra, utilizzare al massimo la tavolozza timbrica dei due strumenti lasciando uscire percussivita’. lirismo e suono. Abbiamo scelto un repertorio che ci permetta almeno per la maggior parte del tempo di concentrarci pienamente sulla musica e non sullo spartito, che ci consenta di ascoltarci e lasciare andare i freni. Non nascondo che sono preoccupato perche’ e’ veramente una sfida difficile far suonare pianoforte e chitarra insieme in maniera non banale e piacevole. Sono felice per la scelta di un brano che non mi era mai riuscito suonare in pubblico, la bellissima I’ve grown accustomed to her face da My Fair Lady, un brano splendido, inspiegabilmente pochissimo suonato nonostante la ricchezza e varieta’ armonica. Preghiamo ed invochiamo il dio dell’interplay.

La scaletta in buona approssimazione ed in ordine sparso. (tutti brani di cui piu’ o meno o parlato postato nei mesi scorsi)

A weaver of dreams
I’ve grown accustomed to her face
Moon River
Over the Rainbow (solo Piano)
In a sentimental Mood
Beautiful Love – Alone Together Medley
You and the night and the Music
Estate – Autumn Leaves Medley
On Green Dolphin Street
My foolish Heart
But not for me
Things Ain’t what they used to be
How deep is the ocean
Zingaro (Retrato em branco e preto)

 

In a mist

aprile 21, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, My Music, Standards

In a mist (Norman Maccaig)

The mountains fold and move
I’m not quite lost. The things that troubles me
Is that the easiest way out
Is not the one that’s easiest to see.

I know just where you are.
But how to get there when lochs change their place
And the familiar track
Squirms like an adder into the heather bushes?

I curse my senses: and speak
Into the mist: Stay where you are, please stay -
I’ve got my compass yet.
It’ll get me to you, if not by the easiest way.

Nella nebbia (Norman Maccaig)

Si piegano, si muovon le montagne.
Non sono del tutto smarrito. Cio’ che mi preoccupa
E’ che la via d’uscita piu’ semplice
Non e’ quella piu’ semplice da vedere.

So esattamente dove sei.
Ma come venire là se i laghi cambiano di posto
E il solito sentiero
Si contorce come una vipera nei cespugli d’erica?

Maledico i miei sensi: e parlo
Nella nebbia: Fermati dove sei, per favore fermati -
Ho ancora la mia bussola.
Mi porterà a te, anche se non per la strada più semplice.

 

(On Air I loves you porgy quoyle piano)

BWV 903 Cromatische Fantasie und Fugue in D moll

aprile 17, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Classica, Pianoforte

Durante il suo soggiorno a Weimar dal 1708 al 1717 Bach compose alcune splendide opere, tra cui la possente fantasia cromatica in Re minore BWV 903. Un periodo in cui Bach suonera’ e comporra molte opere profane per organo, con un’attenzione particolare al controllo del suono, attenzione che si ascolta in maniera decisa nella Fantasia Cromatica, sia nella versione per pianoforte che per clavicembalo. Un magma sonoro impressionante che ipnotizza, che si sprigiona con forza dalle note della fantasia e della fuga. La musica di Bach per certi versi e’ impressionante, e’ come se la sua musica fosse sempre esistita e’ come se il sistema tonale fosse stato creato per poter far esprimere il genio di Bach, l’ascolto della sua musica e’ un esperienza che e’ fondamentale anche per chi fa del Jazz, l’arte della fuga ed il gusto geometrico di Bach si avvertono in molti pianisti jazz contemporanei, insieme ad altre influenze classiche, Jarrett e’ ad esempio completamente invaso dall’arte della fuga e del contrappunto, e’ assolutamente incredibile quella fuga completamente improvvisata all’inizio del concerto di Parigi ed in molte sue improvvisazioni, anche Mehldau tra le molte influenze classiche ha sicuramente l’arte del dialogo tra le due mani di Bach.

Una delle pagine piu’ belle ed emozionanti mai scritte da Bach sono appunto questa Fantasia Cromatica, si rimane ipnotizzati, quando inizio ad ascoltarla posso andare avanti per ore senza riuscire a smettere, rapito dall’armonia delle sfere celesti, il grande disegno divino che Bach riesce a rappresentare come nessun altro musicista sia mai riuscito. Si sente l’armonia delle sfere, l’universo che viene invaso dal mistero della musica, il mistero della genesi, e’  un’ esperienza cosi’ completa e cosi’ totalizzante l’ascolto di questa piccola pagina di meraviglia piena di sensualita’ e forza.

 

(On Air Fantasia Cromatica e Fuga in D min BWV 903 Piano and Cembalo Version)

Aria di te

aprile 15, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog

 

Avion Travel (Beppe Servillo)

Ah molesta molesta
l’idea che si presta
alla voglia di
 vederti di nuovo
molesto prestesto
che non sara puntuale
mi compro il giornale
e mi siedo ad aspettare

e l’aria sorprende sorprende
i miei piani mandandoli all’aria
all’aria di te che mi sorprende
maldestra maldestra la mia previsione
di farti sorpresa d’amore
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua

Ah sorpreso sorpreso mi sento preteso
dalla voglia di averti di nuovo
modesto progetto di amore e di letto
che non so cucinare mi lascio mangiare
sentendo l’odore

e l’aria conquista conquista e
sbaraglia il mio desiderio
nato e taciuto dall’aria di te
che mi passi di sopra sapendomi tutto
nell’aria di te
mi prendi di nuovo come mi trovo
preso dall’aria di te
aria che mi consola senza parola che
non sia tua

L’aria che mi confonde
confonde i miei piani
mandandoli all’aria

molesta molesta
l’idea che si presta
alla voglia di vederti di nuovo
modesto prestesto
che non sembra serio

 

 (On Air Avion Travel Live Aria di te)

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